“Nessuno posi la prima pietra” : movimento noponte e cittadini di Faro ancora contro le trivelle.


di Tonino Cafeo

Puntuali come avevano annunciato, alle 14 e 30 di oggi, gli attivisti noponte e numerosi cittadini di Torre Faro si sono presentati ancora una volta davanti alle trivelle che stanno realizzando per conto del consorzio Eurolink i sondaggi geologici finalizzati alla stesura del progetto esecutivo del Ponte sullo Stretto di Messina.

Circa 200 persone hanno presidiato  l’area interessata, sorvegliata- a differenza dello scorso 13 giugno- da agenti di Polizia e Carabinieri, per un paio d’ore, spostandosi poi in corteo nell’area del complesso Cariddi dove si è svolta una partecipata assemblea.

La mobilitazione proseguirà nei prossimi giorni perché , come scrive la Retenoponte,  ” il Governo ha deciso di continuare a buttare milioni di euro per progettare una mega-opera inutile e devastante: mentre le aree alluvionate di Messina attendono ancora i promessi sostanziosi finanziamenti, mentre RFI continua lo smantellamento del servizio pubblico di traghettamento risparmiando su navi e traghetti siciliani a vantaggio dell’Alta velocità del Nord, mentre sempre più allarmanti sono i segnali di interessamento della mafia all’apertura dei cantieri, mentre la crisi economica colpisce i lavoratori, mentre vengono attuati tagli agli enti locali, agli stipendi degli statali, alla scuola, ai servizi pubblici, ai precari, agli invalidi…”

Fra gli obiettivi che verranno messi in pratica nelle prossime settimane, un sit in presso il rettorato  la mattina del 30 giugno, in occasione della prossima riunione del Senato Accademico dell’ateneo messinese, e una grande manifestazione entro la prima metà del mese di luglio.  Gli abitanti di Torre Faro, intanto, pensano anche ad un presidio permanente nei luoghi dei futuri cantieri, sul modello della Val di Susa.

Foto:  Enrico Di Giacomo

4 Risposte to ““Nessuno posi la prima pietra” : movimento noponte e cittadini di Faro ancora contro le trivelle.”

  1. renata Says:

    approvo , bisogna impedire che trivellazioni e assaggi rovinino lo spettacolo che la natura ci ha regalato. Soldi buttati a favore di un’altra cricca…BISOGNA AGIRE COME IN VAL DI SUSA ma non affidarsi a politici VENDUTI

  2. renata Says:

    …BISOGNA AGIRE COME IN VAL DI SUSA ma non affidarsi a politici VENDUTI ad una nuova cricca che pensa solo ai èpropri interessi

  3. monica Says:

    ma andate a lavorare invece di disturbare chi lavora anche per voi

  4. benedetto Says:

    Non ci sono soldi per investimenti utili!!!! Questi sodi investiti nell’energia rinnovabile in sicilia, potrebbero produrre l’energia a costo zero per tutti i cittadini.
    Quelle trivelle le possono usare per sondare il cervello dei politici, il risultato sarebbe DELUDENTE!!!!


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