I soldi del ponte per la sicurezza dei territori


di Rete NoPonte

Il primo ottobre 2009, frane e fiumi di fango colpiscono i paesi di Giampilieri, Scaletta Zanclea, Molino, Altolia, Guidomandri, Itala causando 37 morti, centinaia di feriti e migliaia di sfollati. Si tratta di una tragedia annunciata. Due anni prima Scaletta e Giampilieri erano già stati colpiti da frane e, da allora, niente era stato fatto per prevenire ulteriori tragedie.

Il 14 febbraio 2010, le strade di San Fratello, sui Nebrodi, esplodono. Il primo marzo frana un’intera vallata a Caronia, Nove giorni più tardi, frane a Santa Margherita. Si rompono i tubi degli acquedotti. Messina resta senz’acqua per sette giorni. A Mili il fango invade le abitazioni. Danni anche a Santo Stefano Medio e Mili Marina.

Nonostante l’evidente fragilità dell’intero territorio, nessun intervento strutturale viene realizzato per mettere in sicurezza gli abitati.

Il Governo, invece, insiste, incomprensibilmente, sulla realizzazione del Ponte sullo Stretto per il quale vengono stanziati 1,3 miliardi di euro, ai quali vanno aggiunti 1,2 miliardi di ricapitalizzazione della Stretto di Messina s.p.a.

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