In manette Gerlando Alberti


Nel pomeriggio odierno, i Carabinieri della Compagnia di Barcellona Pozzo di Gotto hanno tratto in arresto ALBERTI Gerlando, 62enne, nato a Palermo, residente a Falcone (ME), nel marzo 2008 condannato all’ergastolo per l’omicidio della giovane Graziella CAMPAGNA, all’epoca 17enne, avvenuto il 12 dicembre del 1985, in Forte Campone, località collinare poco distante dal capoluogo peloritano. L’arresto è stato operato dai Carabinieri, in esecuzione dell’ordine di carcerazione emesso in data odierna dal Procuratore Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Messina, dr. Antonio Franco CASSATA. Il 1° dicembre 2009 il Tribunale di Sorveglianza di Bologna, con ordinanza, aveva concesso all’ALBERTI i benefici della detenzione domiciliare nell’abitazione di Falcone (Messina) in relazione allo stato di salute del menzionato detenuto, già in carcere dal marzo 2008 a seguito della condanna di 2° grado da parte della Corte di Assise di Appello di Messina. Il provvedimento odierno scaturisce dalla pronuncia della Corte di Cassazione che ha annullato la menzionata ordinanza emessa dal Tribunale di Sorveglianza di Bologna, facendo perdere di efficacia il titolo che legittimava la detenzione domiciliare dell’ALBERTI. Dopo le formalità di rito, pertanto, ALBERTI Gerlando è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Messina – Gazzi, a disposizione della competente Autorità Giudiziaria.

Pubblicato su Cronache. 2 Comments »

2 Risposte to “In manette Gerlando Alberti”

  1. piero Campagna Says:

    Mi complimento e debbo ringraziare i Carabinieri che con sacrificio hanno controllato 24 ore su 24 l’assassino di Graziella, al fine di evitare che questi si dava alla latitanza, mà si precisa che l’ordine di arresto è arrivato ancora una volta, grazie all’intervento del coraggioso professionista avvocato Fabio Repici.

  2. piero Campagna Says:

    Mi complimento e ringrazio i Carabinieri che con sacrificio hanno controllato 24 ore su 24 l’assassino di Graziella, al fine di evitare che questi si dava alla latitanza, mà si precisa che l’ordine di arresto è arrivato ancora una volta, grazie all’intervento del coraggioso professionista avvocato Fabio Repici.


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