Essere “occidentale” in Italia è solo un’utopia?


di Raffaele Scirocco

In provincia di Mantova sono stati arrestati un uomo di 40 anni e suo figlio, di 26 anni, con l’accusa di lesioni e maltrattamenti in famiglia.                                                                                                                  

I due congiunti, di origine turca e di religione islamica, non accattavano che una loro familiare, avesse un ragazzo e degli amici italiani e conducesse una vita troppo  “occidentale”.                                  

Ad Andria un cittadino marocchino di religione islamica picchiava quotidianamente i suoi figli, minacciandoli anche di morte, perché amavano vivere come i loro coetanei europei.                                     

Queste notizie, le leggiamo sempre più spesso sui nostri giornali o le ascoltiamo sui nostri TG. Molti dei nostri mass-media, con queste notizie cercano di fare solamente una squallida propaganda governativa sulle varie politiche attuate sull’immigrazione o sulla sicurezza, incutendo agli Italiani il timore dell’immigrato e dell’islamico e facendo così chiudere sul nascere, presso l’opinione pubblica, qualsiasi tipo di dibattito sulla riforma di cittadinanza o su una seria politica multiculturale e di “integrazione”.                                                                                                                                                         

Ovviamente, riportare notizie che trattino di violenza sulle donne è giusto, perché il nostro Paese condanna qualsiasi forma di misoginia e la nostra Costituzione all’articolo 3 enuncia che “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzioni di sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche, condizioni sociali e personali”.                                                                          

Ciò che non comprendo è perché venga sempre trattati fatti di cronaca come quelli precedentemente citati unicamente come fatti causati dalla differenza culturale e, ancora meglio, non comprendo come questi giornali possano sottolineare il termine “occidentale”caricandolo di una valenza di superiorità verso gli “altri”.                                                    

Nella stessa settimana sono avvenuti due fatti di cronaca gravissima  come quelli precedentemente accennati, dove però sia le vittime sia i “carnefici”erano tutti italiani purosangue con un aggravante in più: tutti i protagonisti della vicenda ricoprivano il ruolo di pubblici ufficiali.                                                                 

Una donna italiana con suo figlio, un ragazzo colombiano adottato sedici anni fa, sono andati in un municipio di Roma a richiedere un duplicato della carta d’identità, che al ragazzo era stata rubata il giorno prima, e scoprendo che c’era bisogno di testimoni, si sono rivolti a delle persone presenti che hanno rifiutato di aiutarli dopo aver visto il colore della pelle del ragazzo. La donna, non avendo testimoni, si è quindi rivolta ad un impiegato per delle informazioni, sentendosi così dire una frase raccapricciante e degna di un funzionario del ventennio fascista: “Ma lei è sicura di essere la madre di un ragazzo così scuro?”                                                                         

A Genova , un carabiniere gay è stato vittima di un gesto simile a quello di Oscar Wilde nell’Ottocento. Lo scorso inverno, dopo che qualcuno lo aveva visto in compagnia di un  altro uomo, al Comando militare era arrivata una segnalazione e a febbraio era scattato il trasferimento in Piemonte con queste motivazioni: “non si può escludere che la situazione – cioè l’orientamento sessuale – crei comprensibile imbarazzo e sia pregiudizievole per l’andamento di vita del reparto, nonché lesiva del prestigio delle Istituzioni”.                                             

Ovviamente, c’è stato ricorso al TAR, che proprio in questi giorni ha annullato il trasferimento perché privo di motivazioni oltre ad essere lesivo della dignità del carabiniere. I colleghi del malcapitato carabiniere hanno anche sottoscritto un documento che sosteneva la contrarietà all’idiozia di tale trasferimento.                                         

Premettendo che anche questi casi violano chiaramente la Costituzione, proprio in virtù del già citato articolo 3, in questo caso non si ravvisa nessuna differenza culturale alla base di tale ingiustizia: tutti i soggetti parte in causa sono italiani e tutti sono d’ispirazione cristiana.                                                                           

Queste notizie avrebbero dovuto essere parimenti riportate dai mass-media per i seguenti motivi: la gravità del fatto; per l’evidente razzismo e omofobia imperanti nel nostro paese; per i funzionari dello Stato che violano le leggi e non sono in grado di poter svolgere tali incarichi.                        

Si evidenzia palesemente come nel nostro Paese vi sia un’informazione controllata che spesso fa solo da cassa di risonanza governativa, che nega e nasconde tutto ciò che non funziona in Italia e che non evidenzia i gravi errori dello Governo italiano.  Per quanto riguarda lo “stile di vita occidentale”, non mi risulta che da queste storie ce ne sia parecchio, anzi forse dovremmo dire che lo stato italiano rispetta i diritti “poco occidentalmente” e si avvicina un po’ di più a quelle monarchie o a quelle repubbliche teocratiche come l’Arabia Saudita o il Sudan, che tanto discriminano gli “occidentali” Bossi, Maroni e Gasparri.                                                                                                                                                                                   

L’Occidente, area economico-culturale che comprende l’Europa, le Americhe, l’Oceania, il Giappone, la Corea del Sud e il Sudafrica, è caratterizzato da determinati elementi politici, culturali e sociali che distinguono questa macro-area dal resto del mondo come: lo stato di diritto, il rispetto delle minoranze, il liberalismo politico ed espressivo, la laicità, la libera iniziativa in economia, accompagnata da un welfare- state e da una libertà associativa e sindacale.  Storicamente, al contrario, l’Occidente è stato fortemente influenzato dalla civiltà greco-romana, dall’Illuminismo, dalle Rivoluzioni francese e americana, dall’ antischiavismo e dal femminismo, con influenze ebraico-cristiane.                                            

Tuttavia, oltre ad alcuni aspetti negativi come il consumismo o il vetusto eurocentrismo, non mi sembra che l’Italia abbia capito granché del vero significato del termine “Occidente”.  Abbiamo lo “Zar”,  un’informazione di regime, le lobbies e le mafie che, di fatto, controllano l’economia, un welfare-state sempre più vittima di tagli governativi, una laicità vigilata dal Vaticano e una cittadinanza che si basa ancora sullo ius sanguinis. Alla luce di queste considerazioni, siamo ideologicamente più in sintonia con i grandi Paesi occidentali come la Germania e la Svezia o siamo sempre più vicini al tanti bistrattati Iran e Niger?                                                                                                                     

Purtroppo, in Italia, come diceva Denis Diderot “è facile criticare giustamente; ma è molto difficile eseguire ciò che si sostiene mediocremente”.

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