Rete No Ponte


di Gino Sturniolo

Nel corso della riunione della Rete No Ponte è stato deciso di lanciare la campagna “100 piazze no ponte”.
Fine dell’iniziativa è avviare un attraversamento del territorio con le tematiche del “no ponte” che consenta di produrre il maggior allargamento possibile del coinvolgimento.
Verrà utilizzata una mostra (in allestimento, attualmente sono previsti 6 pannelli sugli aspetti più significativi legati al tema in questione, in linguaggio agile), si utilizzerà un volantino da distribuire a tappeto e un banchetto con le pubblicazioni. Obiettivo è discutere con la gente, fare
capannelli, costruire in piazza il superamento dell’attuale aggregazione. La
campagna ha la finalità di funzionare da moltiplicatore e speriamo che le
piazze si moltiplichino spontaneamente.
Il colore che segnerà i pannelli sarà il blu.
Il criterio fondamentale delle iniziative sarà che queste si svolgeranno in
piazze o, comunque, in ambienti aperti, fuori da logiche perimetrate.
Le prime date individuate sono il 27 maggio a Patti, in occasione della
presentazione del libro “I padrini del Ponte” di Antonio Mazzeo, il 30 maggio a
Forte Petrazza in occasione della presentazione dell’e-book “La politica dei
disastri” (mio e di Antonello Mangano), una data da individuare vicino al 30 o,
in contemporanea, il 30 stesso in occasione della presentazione del libro di
Antonio a Itala con il comitato “No frane”.
In agosto, come già deciso in precedenti riunioni, si terrà a Faro una tre
giorni di dibattiti in piazza (si potrebbe utilizzare quella davanti alla
scuola, come facemmo ai tempi del primo campeggio no ponte). Anche questa tre
giorni sarà parte integrante della campagna.
Non appena avremo rodato il meccanismo con un paio di iniziative, faremo
quella di apertura ufficiale con conferenza stampa.
La discussione ha lasciato in sospeso la decisione di organizzare o meno una
manifestazione in forma di corteo.
Per non incorrere in un meccanismo di ritualità si è deciso di lasciare che
l’eventuale organizzazione del corteo cresca con il procedere della campagna e
con tempi e modi che da essa emergeranno.
D’altronde, se il quadro politico rimarrà quello attuale, è probabile che tra
non moltissimo inizino operazioni di “avvio procedura lavori” a terra.
In quel caso l’unica arma a nostra disposizione sarà contrastare i cantieri e
dipenderà dal livello di consenso che si creerà intorno al “no ponte”
l’efficacia della nostra opposizione.

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