Profumo in piazza Cairoli per Falcone


di Giuseppe Restifo

Cominciata con un minuto di silenzio in memoria di Giovanni Falcone – alle 17.58, la stessa ora del suo assassinio, 18 anni fa – la giornata organizzata da Energia messinese s’era messa male subito dopo, alla partenza del corteo. Troppe presenze istituzionali, dei rappresentanti di quelle istituzioni messinesi smorte nella lotta alla mafia, di alcuni personaggi appartenenti a quello schieramento che non considera eroe Falcone, ma Mangano, il mafioso “stalliere di Arcore”. Essendo però questi personaggi “missinisi” nel senso peggiore del termine, hanno abbandonato il corteo alla prima svoltata.

Al ritorno in piazza le cose si sono messe al meglio: i giovani di Energia messinese, in un paziente sforzo ecumenico, hanno ringraziato le autorità, ma “non basta mettere una firma per il patrocinio”, c’è da schierare le istituzioni contro il racket. Poi gli interventi del ragazzino Giuseppe della scuola media di Bordonaro, di Antonio Mazzeo, di Gianluca Manca e della sua mamma, il dono del ritratto di Attilio Manca, le emozioni riportate per telefono da Palermo da Pino Maniaci e da Agrigento da Ignazio Cutrò, hanno riportato protagonisti i veri antimafiosi in piazza Cairoli. A Messina.

Il “profumo di libertà”, auspicato e organizzato da Energia messinese (in assenza dell’iniziativa da sinistra), ha cominciato a spargersi in quella piazza, dove ancora la maggioranza dei passanti continuava a voler pensare di abitare in una “città babba”. Il movimento antimafia, pure al fresco della sera che calava nella piazza, non arretra.

L’analisi delle implicazioni mafiose del Ponte, della riproduzione della mafia barcellonese (quella che fornì, fra l’altro, l’artificiere alla strage di Capaci), del sistema di potere che allaccia mafia e istituzioni, è salda. La spinta morale c’è. La speranza vive. D’altronde il movimento antimafioso ha ormai una storia lunga alle spalle, di circa 120 anni, e continuamente si nutre degli ideali di chi quella storia l’ha vissuta sulla propria pelle per una vita e della sete di giustizia delle giovani generazioni che fanno capolino alla vita civile. Anche a Messina.

Mentre qualcuno sul palco parlava contro la legge sulle intercettazioni favore alla mafia-bavaglio alla stampa, su una panchina quelli di Sinistra ecologia e libertà invitavano i cittadini a firmare il referendum contro la privatizzazione dell’acqua. A Messina. Eppur si muove: avrebbe detto Galileo.

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