Capaci e tutto ciò che è avvenuto prima e dopo


Il miglior modo per ricordare la figura del giudice Falcone e di chi insieme a lui ha perso la vita nella strage di Capaci, sarebbe quello di favorire le indagini sul fallito attentato all’Addaura e sulla stessa strage del 23 maggio 1992“. Lo dice Sonia Alfano (IdV), presidente dell’Associazione Nazionale Familiari Vittime di Mafia. “Purtroppo sulla strage di Capaci e su tutto ciò che è avvenuto prima e dopo -dice Sonia Alfano- ci sono stati troppi depistaggi e troppe coperture. Il coinvolgimento nelle stragi del biennio 92-93 di pezzi dello Stato deviato è ormai sotto gli occhi di tutti -prosegue- e purtroppo con un Governo come questo, che insulta la memoria delle vittime e ha fatto delle leggi antimafia un sol boccone -sostiene la Alfano- sarà difficilissimo andare avanti con le indagini. Non possiamo che confidare nella caparbietà e nel grande spirito di abnegazione che caratterizzano i magistrati delle procure di Palermo, Caltanissetta e Firenze. Questo Paese non ha bisogno di belle parole -sottolinea Sonia Alfano- ma ha bisogno di ripartire da lì, dalla verità sulle stragi e dall’indignazione di chi non accetta l’attuale stato di cose, che non garantisce giustizia ai cittadini -conclude- bensì assicura una vergognosa impunità a chi di quelle stragi è stato ideatore e promotore“.

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