Sicilia di danza in finale su Rai Due a ‘Mattina in Famiglia’ con la squadra under 11 di Fondachello Valdina (ME)

Domenica prossima, 9 maggio, alle ore 9, il team campione italiano in carica nelle Danze Coreografiche a squadre under 11 di Fondachello Valdina Messina rappresenterà per la quarta volta la Sicilia nella trasmissione televisiva di Rai Due “Mattina in Famiglia”.

La Sicilia è arrivata in finale su Rai Due a “Mattina in Famiglia”, con la squadra campione italiana in carica di Danze a squadre coreografiche under 11 del Centro Danza Sportiva “Paradise Team”. La squadra di Fondachello Valdina (ME) coordinata da Giusy Giunta, domenica si esibirà per la quarta volta nella trasmissione televisiva “Mattina in Famiglia”. Leggi il seguito di questo post »

Locride: Cosca gestiva traffico di droga, 12 arresti

Operazione antidroga nella Locride: 12 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di persone ritenute affiliate alla ‘ndrangheta. L’accusa é associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di droga e detenzione illegale. Nel mirino la cosca Ruga, attiva nei comuni della Locride, ma che ha anche importanti proiezioni nel centro e nel nord Italia. L’indagine, condotta dai carabinieri, é durata 2 anni ed ha scoperto un vasto giro di traffico di cocaina e marijuana.

(Ansa, 7 maggio)

“Forte bambini” al Parco ecologico S. Jachiddu di Messina: dal 9 maggio la domenica Fiabe al Forte, dal 22 maggio il sabato Lettura animata

Si comincia domenica 9 maggio, alle 16 e 30, con la fiaba “Il Soldato e il Diavolo”, adattamento e regia di Gianni Fortunato.

Forte bambini 2010”. Con il patrocinio del Comune di Messina, il Parco ecologico S. Jachiddu di Messina, gestito dalla cooperativa sociale “Scirin”, organizza dal prossimo 9 maggio, per tre domeniche fino al 30 maggio, “Fiabe al Forte”, in collaborazione con la Compagnia “Il Castello di Sanchopanza”, con la direzione artistica di Roberto Bonaventura. Leggi il seguito di questo post »

Il passato che si fa presente

di Dominga Carrubba

Potrebbe essere questo il messaggio tratto dalla visione della pellicola “Il Nastro Bianco”, vincitore della Palma d’Oro al Festival di Cannes 2009, presente nella rassegna dei film d’autore promossa dal Cineforum Don Orione con il concorso della Regione Siciliana, Assessorato Beni Culturali Ambientali e della Pubblica Istruzione, dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Messina, della Provincia Regionale di Messina, dell’E.R.S.U. di Messina

TITOLO: Il Nastro Bianco – TITOLO ORIGINALE: Das weisse Band – GENERE: Dramma, Guerra – ANNO di PRODUZIONE: 2009 – NAZIONE: Germania

DISTRIBUZIONE: Lucky Red – DURATA: 144 minuti – ANNO di DISTRIBUZIONE: 2009 – REGIA: Michael Haneke. Leggi il seguito di questo post »

Omicidio Mattei: cosche dietro il delitto secondo pentito

La mafia di Gela sarebbe stata coinvolta nel progetto di omicidio del presidente dell’Eni Enrico Mattei, morto nel 1962.

Lo ha rivelato il pentito Antonio La Perna, che ha deposto al processo per l’uccisione del giornalista palermitano Mauro De Mauro.

Per la scomparsa e l’eliminazione del cronista de L’Ora é imputato, davanti alla Corte d’Assise di Palermo, il boss Totò Riina.

Una delle piste per ricostruire movente e mandanti ruota attorno alla morte di Mattei.

(Ansa, 7 maggio)

Operazione antidroga, sequestrati 11mila euro

MESSINA La polizia ha sequestrato 11mila euro nei conti correnti postali e bancari dei coniugi Concetta Salvo e Lugi Bertoloni, arrestati lo scorso 5 maggio nell’operazione “Case gialle”, insieme ad altri tre familiari ritenuti responsabili di associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti. Secondo gli investigatori, i soldi sarebbero il ricavato dello spaccio di droga.

Addaura, nuova verità sull’attentato a Falcone (La Repubblica.it)

È tutta da riscrivere la storia delle stragi siciliane. Le inchieste sono partite con quasi vent’anni di ritardo per disattenzioni investigative e deviazioni, un depistaggio che ha voluto Totò Riina e i suoi Corleonesi come unici protagonisti del terrore. Tutto era riconoscibile già allora: bastava indagare su quelle “presenze estranee” a Cosa Nostra. Ma nessuno l’ha fatto. Vent’anni dopo è stata capovolta tutta la dinamica del fallito attentato dell’Addaura. Ci sono testimonianze che rivelano un’altra verità e che irrobustiscono sempre di più l’ipotesi di un “mandante di Stato”.

La scena del crimine è da spostare di ventiquattro ore: la borsa con i candelotti di dinamite è stata sistemata sugli scogli non il 21 giugno del 1989 ma la mattina prima, il 20 giugno. E, da quello che sta emergendo dalle investigazioni, sembra che fossero due i ‘gruppì presenti quel giorno davanti alla villa di Falcone. Uno era a terra, formato da mafiosi della famiglia dell’Acquasanta e da uomini dei servizi segreti. E l’altro era in mare, su un canotto giallo o color arancio con a bordo due sub. I due sommozzatori non erano di “appoggio” al primo gruppo: erano lì per evitare che la dinamite esplodesse. Non c’è certezza sull’identità dei due sommozzatori ma un ragionevole sospetto sì: uno sarebbe stato Antonino Agostino, l’altro Emanuele Piazza.

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