Vendola: centrosinistra vecchio


Il centrosinistra é vecchio e i suoi leader sono come esorcisti che negano la realtà. Lo afferma Nichi Vendola parlando a Rainews 24. ‘E’ incredibile che il Pd non si accorga che alle ultime elezioni si é avuta una delle più cocenti sconfitte della sinistra’, dice Vendola, per il quale ‘non c’é prospettiva di rivincita se non si guarda in faccia la realtà. Il centrosinistra non ha il vocabolario giusto per essere credibile come costruttore di un’alternativa di governo‘.
(Ansa, 30 aprile)
Pubblicato su Politica. 3 Comments »

3 Risposte to “Vendola: centrosinistra vecchio”

  1. Piero Iannelli Says:

    Non era più semplice dire:
    ” ECCOMI QUI MI PROPONGO LEADER!”

    http://www.google.it/url?sa=t&source=web&oi=news_result&ct=res&cd=1&ved=0CAcQqQIwAA&url=http%3A%2F%2Fwww.clandestinoweb.com%2Fnumber-news%2F969222-pd-vendola-leader-lipotesi-destabilizza-il-pd.html&rct=j&q=vendola+leader+&ei=4dnbS6j7Eteg-gbW2PWNBw&usg=AFQjCNGYc7uZSnqPJZq4_Ywt44VtmL6Axw&sig2=qasLV-mPMaHwF436Mhy12w

    Ma io preferisco pensare alle sue vecchie dichiarazioni:
    “Non è facile affrontare un tema come quello della pedofilia ad esempio, cioé del diritto dei bambini ad avere una loro sessualità, ad avere rapporti tra loro, o con gli adulti – tema ancora più scabroso – e trattarne con chi la sessualità l’ha vista sempre in funzione della famiglia e dalla procreazione”.

    Orgoglioso della rete di distribuzione di idrogeno, costata milioni di euro, per le macchine ad idrogeno.
    Che non ci sono, e mai ci saranno, per vari motivi che non mi dilungo a spiegarvi.

    STIPENDIO leggo 24.619.94 euro!
    Dal CANNOCCHIALE l’articolo:
    Nikki Vendola il re degli sprechi…alla faccia dei gonzi che l’hanno votato.

    Ha aumentato stipendi annui rispetto alla precedente legislatura, aumentando gli assessori al numero massimo dello statuto, elevato al numero massimo le commissioni consiliari, pari al numero delle liste che lo sostenevano alle regionali. Gli stipendi dei Consiglieri Regionali sono i più alti d’Italia: il doppio di un parlamentare.

    Ovviamente aumentata del 140%(da 50’ooo a 120’000) la liquidazione di fine mandato.

    Vi ricordate la puntata di AnnoZero condotta da Michele Santoro andata onda giovedì 13 novembre 2008 su Rai Due alle ore 21:15.
    Santoro: […] il Governatore della California guadagna uno stipendio lordo di 162.000 e spiccioli euro all’anno, mentre invece, il Governatore della Regione Puglia ne guadagna 226.631 di euro …

    Un dato preso dal sito ufficiale delle Regioni Italiane il http://www.parlamentiregionali.it

    Al riguardo e credo esaustiva comprensione copio per problemi di spazio solo alcuni stralci di un vecchio art.:

    “Perché quereliamo Vendola”
    http://www.google.it/url?sa=t&source=web&ct=res&cd=2&ved=0CA0QFjAB&url=http%3A%2F%2Fmanfredonia.net%2Fmiscellanea%2Filgiornale_17_11_2005.html&rct=j&q=Perch%C3%A9+quereliamo+Vendola&ei=8OLbS825GMTB-Qan4YyVBw&usg=AFQjCNG2wL7n7u2y0E-QS7QhmjqJFdFsUg&sig2=58x2nPGfpXAig1PXU8AGSQ

    … inchiesta sulla missione a Washington della Regione Puglia, costata 345mila euro per quattro giorni….. Quando gli abbiamo comunicato che è di 350mila euro, si è detto “incuriosito”. Ci ha chiesto come fossimo arrivati a quella cifra. Gli abbiamo citato gli atti della Regione. Allora Frisullo ha promesso una verifica delle voci di spesa, garantendoci di mettere a disposizione il progetto dettagliato della missione, da noi richiesto invano. Aspettiamo…
    … Ecco che cosa abbiamo scritto esattamente:
    “Il governatore bertinottiano Nichi Vendola sale alla vetta di 24.619,94 euro mensili, dei quali meno della metà tassabili”. Infatti le imposte incidono sulla cosiddetta “indennità di carica” (11.190,89 euro), ma non sulla diaria e sui rimborsi per il soggiorno a Bari…
    …Per questo quereliamo Vendola. Per ricordargli che quelli che lui ritiene “cecchini e killer politici” in democrazia si chiamano ancora giornalisti-Art di Giuseppe Salvaggiulo-.

    BENE!
    Denuncie, sproloqui..ecc.ecc. Santoro scandalizzato ci mostra i 226.631 di euro.
    “ORA” Santoro, dice di volere VENDOLA LEADER DEL PD

    Si vede che è stato “FOLGORATO” nella sua villa in cui è sceso il condono-lampo !

    Il fustigatore dei costumi compra casa da un milione di euro ad Amalfi. Problema: c’è un abuso e la regolarizzazione viene negata da 23 anni. Ma per lui la giunta di sinistra fa il miracolo. Mistero: il venditore si chiama come un consigliere del Pd. Ma l’interessato nega: è un cugino omonimo

    http://www.google.it/url?sa=t&source=web&ct=res&cd=1&ved=0CAYQFjAA&url=http%3A%2F%2Fwww.ilgiornale.it%2Finterni%2Farriva_condono-lampo_villa_santoro%2F22-10-2009%2Farticolo-id%3D392753-page%3D0-comments%3D1&rct=j&q=santoro+villa+condono&ei=euXbS4_4EdTc-QbgpNiWBw&usg=AFQjCNEIeOL9B_WpHJ6zSlhD_JpWNTxFQw&sig2=xP0mZMqK0Syo3GUkgE-j5A

    BENISSIMO!
    Via all’operazione Vendola: Santoro e De Magistris lo vogliono leader Pd

    Una cosa è certa, cari signori Vendola ha una dialettica invidiabile, mi auguro invece si badi di più ai “FATTI” concreti..perchè la gente è stanca di “dialettica”, di condoni lampo, di stipendi californiani.
    La gente è stanca di macchine blu, per andare a trans, impippati di cocaina.

    Cordialmente

    PIERO IANNELLI
    — Segretario XI Municipio. “ La Destra ” —
    –“Resp. Per le aree tutelate e vincolate”–
    pieroiannelli@gmail.com -– N”.Cell. : 339’8513962

    • nuovosoldo Says:

      E’ perfettamente legittimo esercitare il proprio diritto di critica, tuttavia mostrando, almeno talvolta, trasversalità di oggetto verso il quale dirigerla.
      Magari sarebbe anche meglio esercitare tale diritto nella direzione di casa propria – che… mi consenta… come usualmente affermerebbe il leader della coalizione della quale il suo stesso… movimento fa parte, é già un bel… letamaio.
      Altrimenti si rischia di apparire poco credibili ed autorevoli e gli stessi commenti effettuati potrebbero rischiare di esser confusi per una mera… operazione politica, svuotandola quindi di ogni, pur interessante e legittimo aspetto condivisibile: si rischierebbe praticamente di trasformare delle discussioni anche notevoli in una sorta di diatriba da bar tipo… Roma-Lazio, per intenderci, o anche peggio.
      Mi risponda, ad esempio, solo intanto su una semplice domandina sulle circa… 2 miliardi che potrei proporle indossando i panni del… ‘romanista’ visto che Lei ha deciso fortemente d’indossare quelli del ‘laziale’: per lei, in uno stato democratico, é legittima l’iscrizione di un soggetto imprenditoriale e/o politico alla Loggia massonica P2? E soprattutto lo ritiene diversamente… ‘etico’??
      Un caro saluto.
      S.I.

  2. Piero Iannelli Says:

    Vorrei iniziare con un GRAZIE!..
    A Voi tutti, per la vostra disponibilità al dialogo e ad una democratica dialettica.

    Non di meno la mia trasparenza pecca, tanto è che non nascondo sia i miei estremi, nè la mia appartenenza poltica.

    La mia risposta, era incentrata sul titolo dell’articolo, e per evitare di andare fuori tema, mi son limitato ad analizzare “fatti” e vicende strettamente correlati.

    Ora è ovvio quanto palese, la nostra diversa “trincea”, ma vi prego di considerare questa “differenza” come positiva e costruttiva. Deve finire il dividi et impera, e questo è possibile solo a due condizioni, che io continui a scrivere e che Voi, per quanto aspramente, criticate evitiate di bannarmi.
    Fermo restando il massimo rispetto e correttezza reciproca.

    Parlo di “DEMOCRAZIA”.. di libero pensiero.

    La politica è scaduta su tutti i fronti e questo peraltro in maniera trasversale agli schieramenti.
    Perchè?

    Perchè ormai la politica si auto referenzia, si auto elegge!
    Crede sia stata gradita la Isabella Rauti eletta in Regione?
    In vari art. si legge: “FIGLIA D’ARTE”..

    Siamo alla follia, e questa è trasversale e omnicomprensiva.

    Se io non scrivo qui. ..
    Se io scrivo e Voi mi bannate, avranno vinto “LORO”!

    Che non sono di destra o sinistra, privi di idee, di ideali, vincolati al potere..

    Un esempio ?
    Alemanno vicino a Rifkin, il guru dei no-global, quello della terza rivoluzione verde. Lo stesso consulente di Vendola peraltro.

    Affrontiamo allora questo argomento, allontanandoci volontariamente dal “tema” principale di questo articolo, di Vendola e del centro sinistra. Per comprendere quanto ormai la politica di Vendola, come di Alemanno sia distante dalla realtà..

    Dicevamo di Alemanno e Rifkin, che ora propone a Roma autobus ad idrogeno.

    Il mio commento a questi autobus, sarebbero dei pomodori maturi.. e invece lo paghiamo 15000 euro a corbelleria.

    Se gli si chiede un’opinione sull’annuncio del governo Berlusconi di un ritorno al nucleare, la sua chiusura è totale.
    Rifkin propone una soluzione estrema: non bisogna più mangiare carne in una nota intervista che riporto.

    D: Passi l’attenzione su questi temi, ma in «Ecocidio» lei pretende di eliminare il rischio “mucca pazza” abbandonando la pratica dell’allevamento di bestiame…
    R: «Certamente, perché sono convinto che le nostre scelte alimentari determineranno il futuro del nostro pianeta. Non è più tollerabile un sistema di allevamento industriale come quello che abbiamo costruito, che non rispetta minimamente l’animale sottoponendolo a una barbarie inimmaginabile. Una vera civiltà è capace di rispettare tutte le creature, umane o animali che siano. Ecco perché la nostra coscienza di uomini deve poter superare definitivamente la cultura della carne».
    «Altro che innocua! La carne è un vero killer, almeno quanto le sigarette e l’alcol. Ecco perché dico che, non essendo più possibile tornare indietro a forme di allevamento rispettose dell’animale, come accadeva in secoli lontani, è meglio per tutti se abbandoniamo il consumo di carne».
    D: Mettendo in discussione non solo un comparto produttivo fondamentale, ma anche millenni di storia alimentare, di tradizioni popolari…
    R: «La cultura della carne non nasce da necessità di tipo biologico. E’ un tipico prodotto culturale, con valenze simboliche, che nasce insieme alla civiltà occidentale e che si collega strettamente a riti e festività di tipo religioso. Ma oggi tutto questo sistema culturale è praticamente scomparso. Oggi l’industria della macellazione ha sconvolto il nostro rapporto psicologico e simbolico con i bovini. D’altra parte le tradizioni culinarie più famose del mondo, quella italiana e quella francese, sono composte in buona parte da prodotti diversi dalla carne: formaggi, vegetali, pasta e così via. Non credo che abbandonare la carne sia uno sconvolgimento così disastroso come viene presentato».
    A questo suo “La cultura della carne non nasce da necessità di tipo biologico..”

    Credo molti avrebbero da obiettare, ma cito un articolo facilmente condivisibile:
    La dieta vegetariana è dannosa per i bambini?07/03/2008
    Lindsay Allen, ricercatrice dell’US Agricultural Research Service in California. «Ci sono sufficienti studi – ha dichiarato la Allen al convegno dell’American Association for the Advancement of Science di Washington – che mostrano come i figli delle madri che evitano tutti i cibi animali nascono più piccoli, crescono molto lentamente e presentano ritardi nello sviluppo, forse permanenti. Quando si parla di bambini piccoli, di donne incinte o di madri che allattano, rinunciare a questi cibi è addirittura immorale».
    Non sono un “nutrizionista” considero solo che se il buon Dio ci ha dotato di una vista binoculare frontale, e di un apparato boccale munito di canini, ( TIPICO DI CARNIVORI ed ONNIVORI ) e non ci ha fornito un stomaco esclusivamente, specializzato per i vegetali un buon motivo ci deve pur essere. E il motivo è la migliore adattabilità di un onnivoro.

    Questa duplice capacità di elaborazione di sostanze nutritive offre agli onnivori maggiori possibilità di assimilazione di nutrienti, maggiore scelta nella ricerca del cibo e consente un maggiore adattamento ai cambiamenti climatici.

    La maggiore varietà e più alta qualità della dieta, perciò, garantiscono all’organismo onnivoro una maggiore probabilità di sopravvivenza.
    Questi sono dati inconfutabili e realistici, come realistico è il deleterio perseverare in scelte anacronistiche e ideologiche, dettate da visionari. Ancorché dettate da interessi economici.

    Leggo un articolo : “RIFKIN,IL PROFETA ALLO CHAMPAGNE”
    Le organizzazioni guidate da Jeremy Rifkin – la Foundation on Economic Trends e la Greenhouse Crisis Foundation – si battono contro ogni forma di crescita (economica, scientifica, culturale) e sono tutte collegate alla Foundation for Deep Ecology, la più radicale organizzazione ecologista e uno dei principali finanziatori dei No global.

    D’altronde, questo Savonarola d’America, che non esita a fustigare la civiltà dei consumi, sembra mutar pelle quando lui stesso è in questione. Quando Rifkin venne in Italia all’inizio degli anni ’90, disdegnò la prima classe di un treno rapido, volle l’aereo per spostarsi da Milano a Venezia e si lamentò presso il suo editore perché l’albergo – lo sciccoso e centralissimo cinque stelle Danieli (oggi costa 320 euro a notte in bassa stagione) non era adeguato alla sua
    classe e al suo alto lignaggio di prof. Etico. E quando l’ex ministro dell’Agricoltura, Alfonso Pecoraro Scanio, cercò di ingaggiarlo come consulente e consigliere del ministero per le politiche agricole in Italia, alla fine non se ne fece nulla,
    e sapete perché? “Perché il chachet richiesto era troppo alto perfino per un governo” sostiene un collaboratore dell’ex ministro. Si dice che per la sua attività
    di conferenziere, Jeremy chieda un onorario che varia dai 2 ai 10 mila euro (oltre ovviamente al rimborso spese, aerei in business class e hotel a cinque stelle). Attualmente il prof. Etico è consulente di Romano Prodi.
    FONTE: Tempi.

    Ben più chiaro quanto leggo su un sito del “popolo della libertà”: L’utopia ambientale
    di Paolo Della Sala – 2 dicembre 2005
    La scorsa settimana La Stampa riportava un articolo sulla recente visita di Jeremy Rifkin in Italia. Rifkin è un sociologo ed esperto di media, riciclato come scienziato ambientale. La firma è prestigiosa, non si tratta di un Beppe Grillo qualsiasi, ma di uno studioso americano comunque apprezzabile per quanto «leftist». Purtroppo la sua «ricetta all’idrogeno» si è ridotta, e di molto. A tre anni dall’uscita del suo libro su questo tema molte parole sono volate, nulla è successo. La tecnologia del presente è, al massimo, mista. Insomma, Rifkin non ha scoperto nulla. Un anno dopo il primo volo dei fratelli Wright c’erano già delle compagnie aeree, mentre ancora oggi l’idrogeno non vola, domani vedremo.

    Del resto Rifkin e gli ambientalisti difficilmente indovinano: gli ultimi due libri dello studioso sono un fallimento già nel titolo, al di là della quantità di credenti ambientalisti che li comprano. Ecco i titoli: La fine del lavoro (utopia marcusiana e marxista di un Eden fatto a misura di militante) e Il sogno europeo. Come l’Europa ha creato una nuova visione del futuro che sta lentamente eclissando il sogno americano. L’ultimo titolo è perfetto, nel suo masochismo involontario: l’Europa sta eclissando il sogno americano così lentamente che si è addormentata, anzi, forse è morta. Ma questo è un particolare irrilevante, cosa importa invece è la consulenza offerta a Rifkin dal Commissario Ue Prodi. Più chiaro adesso?
    Il titolo del testo sull’idrogeno è ancora più interessante: Economia all’idrogeno. La creazione del Worldwide Energy Web e la redistribuzione del potere sulla terra. Come si vede, si tratta di una Utopia, nel senso pieno del termine. E’necessario chiarire una cosa: a tutti risulterebbe molto simpatica l’idea di non pagare più l’energia elettrica, ma di ottenerla semplicemente piazzando una «girandola» sul terrazzo. Il fatto che – a oggi – questo sistema non abbia trovato né acquirenti né produttori non si spiega sostenendo che è «tutta colpa della lobby dei petrolieri texani». I petrolieri texani non sono né poveri né stupidi: se si potesse rifare l’intero parco auto mondiale con l’idrogeno sarebbero i primi a godere… Se Beppe Grillo ci dicesse quanto costa il suo impianto a pannelli solari, e se questo investimento fosse conveniente per tutti noi comuni mortali, l’utopia sarebbe realtà.

    Ma ciò non succede.
    Inoltre nessun liberale, neocon, anti alqaedista che si rispetti, può dimenticare che il miglior sistema per fare fuori Hamas, Bin Laden, i mullah iraniani e compagnia bella è proprio quello di uscire dal petrolio grazie alla techné. Figuriamoci se non ci interesserebbe mandare a bagno i macellai mediorientali e i loro ricatti all’Occidente, così che i popoli arabi possano finalmente rimboccarsi le maniche, lavorare in economie libere e sollevare il capo, come è giusto che sia, come noi vogliamo (ma come i leftisti del mondo non vogliono). La realtà non corrisponde a questa Utopia. Il petrolio sale di prezzo mentre il peccato originale dei leftisti rimane proprio l’utopia.

    Utopie naturali
    L’utopia consiste nella creazione di un mondo all’interno di una scatola cranica. Se il modello è un romanzo (Swift, Hobbes etc.), un film, o un qualsiasi logos che non dissimuli l’intenzione di restare modello e non imporsi nella realtà, allora ogni idea è lecita, e il contributo al diletto e al progresso umano può essere rilevante. Se viceversa il modello che si confeziona è per cambiare il mondo, per sostituire il mondo, allora scoppiano disastri. Si rileggano tutti i romanzi di Philip K. Dick, in particolare La città sostituita o L’uomo dei giochi a premio. Da Platone in poi, infatti, ogni utopia tende a diventare dottrina e politica. L’ultima utopia politica è stata quella comunista, nelle due versioni internazionalista e nazionalsocialista-fascista, totalitarismo quest’ultimo derivato dal comunismo, come troppo spesso dimentichiamo di ribadire.

    Dopo il crollo comunista, l’utopia è tornata verso la fantascienza, la moda, il «virtuale», la tecnica, come utopie fictionali e/o possibili. Il tentativo di salvare il mondo per mano dell’uomo è invece rinato sotto la forma ambientalista.

    L’Utopismo ambientale non è morto col virus totalitarista perché non punta più al centro del potere, ma al centro delle coscienze.

    Anche in questo caso siamo tutti d’accordo: chi non è per la natura? Chi preferisce una periferia industriale a un lago in un parco o a un’isola incontaminata? Siamo dunque tutti per l’ambiente.

    Ma: «La rivoluzione energetica riguarda la democrazia. Ci sono tre grandi problemi a livello globale: il surriscaldamento, il debito del Terzo mondo e la tensione in Medio oriente. Sono tutti problemi che hanno a che fare con i Paesi produttori di petrolio. L’unica via d’uscita è stabilire un nuovo regime energetico realizzato in sinergia con il nuovo sistema di comunicazioni». Così dichiarava a maggio sul Corriere della Sera. Si può essere più chiari di così?

    Cause della rinascita utopista ambientale
    Molte le cause del successo (non in termini di voti) dell’utopismo ambientale. Una delle più dimenticate è il collegamento della fede nella Natura, con l’Apocalisse comunista. Tutte le culture che sono state soggiogate o hanno vissuto una crisi ontologica hanno infatti sviluppato un catastrofismo, questa è la tesi dell’antropologo Ernesto De Martino nel suo fondamentale saggio La fine del mondo. La cultura della «apocalisse» è del tutto diversa da quella cristiana, che non si fonda su una sconfitta, ma nasce nel momento dell’espansione della fede, e non è nichilista. Nell’Africa dominata dal colonialismo europeo sono nati moltissimi «movimenti profetici».

    Nel «1904 il movimento feticista e xenofobo di Epikilipikili: prevale il tema dell’antimagia nera, difesa magica dai bianchi e dalle loro armi segrete. Difesa della magia nera = difesa dai bianchi». (De Martino, op. cit. p. 362 et ita infra. Tema ambientalista: «difesa della Natura = difesa dal capitale».
    «Apocalisse del Bashilele, diffusasi nel 1933: avvento di un messia liberatore annunziato da temi catastrofici (ritorno collettivo dei morti, eclissi solare, comparsa di un cane nero parlante, comparsa di un uomo in parte bianco in parte nero Riti presso le tombe degli antenati, sospensione del lavoro, attesa del ritorno dei morti apportatori di benessere e ricchezze)». Siamo, all’opposto di Cristo, in un ambito di utopismo da catastrofe. «1926: André Nasuta fonda in Francia il movimento amicale Balali (amicalismo), uomo politico, Gesù-Matsua. Armata della Salvezza. Il movimento mvungista. Il movimento consista (Padre Spirito, Padre Kimbango e Padre Tedesco).

    Culti profetici popolari endogeni nell’ambito del sincretismo shinto-buddhistico in occasione della crisi post-bellica della società e della cultura giapponesi».

    E soprattutto questi illuminanti appunti: «La fine del mondo presso i Kenta o Kintak Bong, come punizione di Kei, essere supremo, per colpe derivanti da trasgressioni ai suoi ordini: sacrifici per evitare questa catastrofe. N.B. Manca un rinnovamento del mondo nella forma di paradiso finale». «Presso gli indigeni delle isole Caroline, Namoluk esegue la fine del mondo su ordine dell’essere supremo a motivo della colpevolezza degli uomini, e utilizzando tuono, uragano, fulmini e due esseri, uno dei quali stringe da tutte le parti terra e mare mentre l’altro getta grandi massi dal mare sulla terra». [tzunami?]
    Come si vede, si tratta dello stesso procedimento seguito dall’Utopia ambientalista. Questo il modello:
    Sovranità della Natura, intesa come corpo vivente e madre dei viventi; le catastrofi della natura sono dovute a peccati dell’uomo contro di essa; il consumo e il mercato sono contro natura; l’uomo è un animale, c’è trascendenza ma nella materia; l’estinzione possibile: il catastrofismo come ricatto e modo di indottrinamento.

    L’utopia ambientalista è l’unica fede universalmente ammessa all’interno delle scuole.

    Quando capiremo che trasmissioni come Velisti per caso, Geo etc. sono dottrina?

    In un articolo “FLAUTOLENZE ECOLOGICHE” LEGGO:
    L’economista e filosofo americano Jeremy Rifkin è recentemente ritornato su un argomento che sembra gli stia particolarmente a cuore: il surriscaldamento globale dovuto a sorgenti animali. Rifkin, che è stato spesso definito attivista professionista, dopo essersi distinto come pacifista, particolarmente attento ai crimini americani durante la guerra del Vietnam (i crimini commessi da altri non gli interessano per niente), è stato colto dal pallino dell’ecologia, non si sa bene in base a quali particolari conoscenze scientifiche in proposito. E’ riuscito a farsi passare come esperto di problemi energetici, tanto da farsi assumere come consulente per il settore da parte di Romano Prodi, all’epoca Presidente della Commissione Europea, ed attualmente svolge attività di consulenza al Ministero dell’ambiente (dipendente da Pecoraro Scanio, altro noto esperto di problemi ecologici) e presso la regione Puglia (governata da Nichi Vendola).

    Ora, convinto della necessità di distinguersi dalla massa degli altri ecologisti d’accatto, che predicano un giorno sì e l’altro pure contro l’uso del petrolio, fonte principale dei gas serra che – a loro dire – porteranno la terra alla distruzione, ha pensato bene di dichiarare che i veri grandi produttori di gas serra non sono i mezzi di trasporto, ma i bovini. Secondo lui la quantità di gas serra prodotti dalle flatulenze dei bovini supera addirittura quella provocata dalla circolazione automobilistica mondiale. Non è ben chiaro in base a quali studi scientifici sperimentali sia giunto a questa sconvolgente conclusione, ma non è costume degli ecologisti militanti giustificare in modo serio e documentato le proprie affermazioni.
    Da qui la sua proposta di eliminare nella misura del possibile il consumo di carne, convertendoci tutti al vegetarianesimo (Rifkin è evidentemente vegetariano). Ciò, secondo il filosofo ambientalista, permetterebbe di ridurre in maniera drastica il numero dei bovini inquinanti, e quindi migliorerebbe sensibilmente le condizioni climatiche. Naturalmente, al fine di dissuadere la gente dal consumare carne, suggerisce di istituire un’apposita tassa su quei consumi. Sembra proprio che gli ecologisti, tutti sfrenatamente di sinistra, non siano capaci di ragionare se non in termini di tasse.
    A me sembra invece che le flatulenze più pericolose ed inquinanti sono quelle verbali prodotte da tanti ciarlatani ed apprendisti stregoni, il cui unico scopo è di suscitare allarmi nella popolazione e di lucrare generose consulenze, incarichi e quant’altro..

    Nell’ambito di queste idiozie “ecologiste” credo sia da inserire :
    “Ambientalisti. I figli non sono abbastanza ecologici”
    Si fa sterilizzare per non essere egoista nei confronti del pianeta Toni Vernelli ha 35 anni, all’età di 27 dopo aver abortito chiese di essere sterilizzata con la convinzione di fare una scelta ecologica. “Avere un figlio è un atto di profondo egoismo, volto a mantenere la linea della propria eredità genetica a spese del pianeta”.

    Siete perplessi? A tanto può arrivare la follia umana?

    Non sapete dei “Vegani”? A differenza dei “Marziani” i Vegani esistono sul serio, e promuovono l’amore per “GAIA” ovviamente sono la quinta essenza dell’estremismo ecologico.
    Vegetariano = chi esclude dalla sua alimentazione tutta la carne, di mammiferi, volatili, pesci, crostacei e di ogni altra specie. Chi non mangia animali terresti ma si nutre di pesci NON è vegetariano.
    Vegano = chi è vegan non consuma prodotti di origine animale: carne, pesce, latte e derivati (yogurt, formaggi, burro), uova, miele (che sono comunque fonte di sofferenza e morte per molti animali). Non usa prodotti di origine animale come pelle, pellicce, cosmetici ecc.
    E io senza alcuna ipocrisia e preconcetto, rispetto queste scelte, ma siamo spesso al parossismo di relegare come “anormale” e “moralmente deprecabile” costumi e culture radicate e antiche.

    Siamo arrivati a pensare di istituire una “tassa” per disincentivare il consumo di carne.
    E questo è troppo, è inaccettabile!
    Chiunque è libero di non mangiare un uovo, posto che io resti libero di mangiarmi un manzo.

    Bene.
    Non credo di dire stupidaggini affermando che noi tutti viviamo una realtà condizionata, dall’energia.
    L’Italia non possiede fonti fossili di alcun genere, e dipendiamo in buona sostanza dall’energia importata dalla Francia di origine nucleare.

    Centrali peraltro costruite sui nostri confini, a cosa, a chi giova il nostro utopico “AMBIENTALISMO” fuori da ogni logica?

    Ben vengano le fonti alternative, con eolico e solare, ma restando con i piedi per terra son da considerare i “costi” sia economici che ambientali di queste tecnologie ancora in erba.

    Ancora da valutare attentamente senza pregiudizi. Svincolandosi da idee preconcette serve dar spazio e possibilità a ricercatori con idee solo apparentemente bislacche, difficilmente comprensibili da chi è vincolato mentalmente e restio alla trasformazione.(li chiamerei“AEREOARCHEOLOGI”)

    A volte la soluzione di un problema è a portata di mano, nota a tutti è la polemica riguardo l’impatto ambientale delle gigantesche torri eoliche e peraltro nota è l’avversione, di molti per la scarsa ventosità, tipica della nostra penisola, che ne inficerebbe la convenienza economica.
    Al riguardo anche non essendo un tecnico perché non valutare la possibilità di vagliare nuove forme di eolico di cui trovo al riguardo un interessante articolo :
    Una soluzione potrebbe arrivare da un nuovo concetto: eliminare la torre e usare invece l’aerodinamica per tenere in quota gli elementi che raccolgono il vento. In sostanza, si tratta di usare degli aquiloni. L’idea è stata proposta in varie forme e, recentemente, Massimo Ippolito della Sequoia Automation S.r.l. di Torino ne ha proposto una versione semplice ed elegante. Si tratta del “Kite Wind Generator” (Kitegen) dalla parola inglese “kite” (aquilone) e “wind” (vento).

    Per capire come funziona il Kitegen, pensate a uno di quei vecchi sistemi di pompaggio dell’acqua in cui un asino azionava la pompa di un pozzo camminando in circolo e spingendo contro un palo di legno. Pensate a un palo molto grande e robusto, anzi pensate a un intero carosello di grandi barre d’acciaio connesse a un generatore elettrico. Al posto degli asini, mettete degli aquiloni che tirano le barre. Ecco il KiteGen.

    Gli aquiloni del KiteGen si spingono fino a 1000 metri di altezza e anche oltre. Il concetto è di manovrarli come se fossero le vele di una nave. Via via che la barra gira, gli aquiloni devono stringere il vento finche possono (andando “di bolina” come si dice per le navi) per poi spostarsi e cominciare a tirare dall’altra parte. E’ lo stesso principio che permette alle navi di bordeggiare per navigare controvento: un principio vecchio di migliaia di anni che ha funzionato bene per i nostri antenati che hanno navigato a vela per tutti gli oceani. Qui, il principio è ripreso in termini di tecnologia avanzata mediante un sistema sofisticato di software e sensori di posizionamento tridimensionale sviluppati dalla Sequoia automation.

    I vantaggi di questa interessante tecnologia sono facilmente immaginabili, peraltro risponde alle due principali critiche che si muovono all’eolico tradizionale in Italia.

    A 1000 e più metri il vento è molto più energico, l’impatto ambientale ben più modesto.

    L’incontro fra un kite surfer come Ippolito e un appassionato di vela, come Mario Milanese, docente al Politecnico di Torino, ha determinato l’idea.

    Partendo non dalle gigantesche eliche delle turbine che ormai si costruiscono un po’ dappertutto, ma dagli aquiloni dei bambini, “ENERGIA”!
    Magari questa non sarà la strada, magari questa forma di eolico evolverà in altre, ma esprime una genialità che và premiata, sponsorizzata, serve attenzione a non far cadere nella depressione persone come Massimo Ippolito, proteggendoli dai “TUTELATORI DEL BENE COMUNE”.

    Bisogna tenersi strette queste menti, non lasciarle andare, non costringerle a scappare.
    Fra i tanti Massimo Ippolito fra i tanti Mario Milanese è il nostro unico futuro, bisogna favorire e facilitare i depositi dei brevetti, finanziare i progetti promettenti, e per questo basta molto meno di quanto si creda.

    Per questo mi rivolgo ai vertici politici, per sensibilizzarli ad investire sul futuro, sulla ricerca.

    Ma precludere il nucleare, e dar voce a Rifkin, lo trovo un atteggiamento pericoloso e poco lungimirante, lontano peraltro dalla politica generale del Governo.
    Siamo al delirio generale? La politica è in mano ad “opinionisti”?
    SIAMO AI “FUTUROLOGHI”?

    Ma la crisi, avanza inesorabile e si mostra tangibile con varie serrande serrate.
    Chiuse definitivamente.

    Rifkin e Tozzi, almeno Tozzi si limita a consigliarne una diminuzione, per Rifkin la carne è da mettere al bando!
    Ero presente a “Terra e persona: l’energia dei valori reali” e onestamente son rimasto perplesso.

    Non riesco veramente a comprendere la presenza di Rifkin, con Alemanno Sindaco di Roma, con Zaia Ministro delle Politiche Agricole e Forestali,
    Antonio Bonfiglio
    Gianni De Michelis Presidente IPALMO(istituto di ricerca e studi di politica ed economia internazionale, cooperazione economica e culturale, processi di integrazione regionale, sostenibilità ambientale e relazioni fra paesi a diverso livello di sviluppo)
    Giuseppe De Rita Segretario Generale Censis,
    Riccardo Valentini Premio Nobel, Giulio Tremonti Ministro dell’Economia e delle Finanze.

    Rifkin ha fatto la sua lezione, “L’agricoltura nella Terza Rivoluzione Industriale” e considerando quanto dichiara di Berlusconi, per quanto mi possa sforzare non riesco a comprendere l’opportunità di tale intervento e della sua presenza.

    Non riesco a comprendere le “meccaniche politiche”, non riesco a comprendere lo spazio lasciato a Rifkin, abile “saggista” “FUTUROLOGO”, che sostiene utopiche e fantascientifiche tesi sull’energia, senza peraltro essere qualificato a farlo, visto che è laureato in Economia.

    Un “ECONOMISTA” ci spiega perché non costruire centrali nucleari, costringendoci a dipendere dalla Francia, e nel contempo ci spiega che le mucche inquinano, e che pertanto sarebbe da bandire la carne.

    Ecco perché questa mia lettera è spedita anche a tutte le associazioni degli allevatori.

    Queste affermazioni, riguardo la messa al bando della carne, non sono suffragate da reali studi scientifici e pertanto sono solo demagogia, filosofia, utopia, sono tesi ampiamente e da varie fonti contestate.

    Rifkin peraltro come “ECONOMISTA” propone l’idrogeno come carburante del futuro e a tal riguardo è chiarificatore quanto leggo:
    Il profeta americano della rivoluzione industriale “verde” è a Roma per presentare un progetto della Regione con il ministero dell’Ambiente Nasce in Puglia l’Italia ad idrogeno
    Con Rifkin per l’energia pulita di ANTONIO CIANCIULLO
    ROMA – “Questo è un grande momento per l’Italia: adesso l’obiettivo idrogeno è più vicino. Nascerà una rete di energia diffusa che alleggerisce il peso del trasporto, l’impatto inquinante e la bilancia commerciale. Si potrà viaggiare leggeri, con un carburante regalato dal sole e dal vento”. Jeremy Rifkin, il profeta della rivoluzione industriale verde, è a Roma per presentare un progetto messo a punto in tre anni grazie ai 5 milioni di euro investiti dal ministero dell’Ambiente e dalla Regione Puglia e al contributo tecnico dell’Università dell’idrogeno. (10 aprile 2008)

    L’Università dell’idrogeno: “Finalmente si può partire”
    ROMA – “Finalmente si può partire con le auto a idrogeno e a metano-idrogeno. Ora pero’ l’Italia adotti subito una normativa che si uniformi a quella europea e la Puglia sia avanguardia per la rete dei distributori”. Così il presidente dell’Universita’ dell’Idrogeno H2U, Nicola Conenna, sul pacchetto di provvedimenti del governo sulla crisi dell’auto. “Ora e’ tempo di agire- aggiunge- e occorre accelerare la transizione a quella che Jeremy Rifkin definisce la Terza rivoluzione industriale”. 6 febbraio 2009

    Di ben diverso avviso, a motivato parere e con ben altre competenze specifiche il prof. Ugo Bardi dell’Università di Firenze, Presidente dell’AspoItalia, branca italiana dell’associazione internazionale che studia il picco petrolifero.

    Confessioni di un idrogenista pentito
    Quando cominciò l’ “uragano Rifkin”, nel 2002, mi trovavo a essere uno dei pochi in Italia che avevano veramente esperienza pratica sui concetti tecnici dell’economia basata sull’idrogeno. Mi invitavano alle conferenze a parlarne. Non sono il solo a pensarla così; ho conosciuto diverse persone che hanno dedicato anni di vita alle pile a combustibile e all’idrogeno ma che poi hanno abbandonato il campo, delusi. Siamo gli “idrogenisti pentiti”, persone che hanno lavorato, e magari anche creduto, nella promessa dell’idrogeno ma che poi si sono resi conto che – se magari non la possiamo proprio definire una bufala – è una cosa talmente difficile e lontana nel tempo che non ha nessuna rilevanza per la soluzione dei problemi attuali.
    Ci sono moltissimi problemi con il concetto di “economia basata sull’idrogeno” ma uno dei principali è la conversione dell’idrogeno in energia utile – ovvero energia elettrica. Farlo con un motore termico è possibile, ma l’efficienza è terribilmente bassa. Quindi il concetto ruota molto intorno alla possibilità di usare pile a combustibile che promettono efficienze molto maggiori. Ma le cose non sono facili.
    Le PEM hanno ancora bisogno di platino e una PEM dell’ultima generazione richiede qualcosa come 1000 dollari al kW di solo platino; una vettura a pile a combustibile dovrebbe contenere platino per un costo superiore alla vettura stessa! Non c’è abbastanza platino su questo pianeta per costruire pile PEM in numero sufficiente a rimpiazzare gli attuali veicoli su strada e a realizzare l’idea dell’ “economia basata sull’idrogeno”. Era una cosa che sapevamo già nel 1980 e che non è molto cambiata da allora.
    Uno degli ultimi “nuovi sviluppi” è stato, indovinate un po’, usare leghe di platino! Proprio la cosa che facevo io. Magari queste leghe funzioneranno meglio delle nostre, magari questi qui (di Brookhaven) sono più bravi di come eravamo noi al Lawrence Berkeley Lab; chi lo sa? Si riuscirà mai a produrre una pila a combustibile che usa poco (o per niente) platino e che si vende a un prezzo ragionevole? Non è impossibile, ma sembra molto difficile. Sono ormai più di trent’anni che si parla di pile a combustibile “moderne” ma ancora ci sono soltanto prototipi. Se ce ne sono in vendita o sono giocattoli dimostrativi oppure sono a prezzi tali che li possono comprare solo istituti di ricerca.

    Sarebbe bello poter avere energia con una presa direttamente dal tronco di una pianta, ma così non è, e il “SONNO” italiano spero sia terminato.

    Leggo con estremo piacere : Il premier Silvio Berlusconi e il presidente francese Nicolas Sarkozy hanno firmato l’accordo intergovernativo sul nucleare che vedrà Italia e la Francia sempre più vicine nella produzione di energia dall’atomo.

    Se poi troviamo la pianta con la “spina” incorporata, tanto meglio, ma ora è necessario l’atomo.
    E’ indispensabile non dipendere esclusivamente dal petrolio, e dai capricci dei gasdotti.
    Il resto è solo pura demagogia, intrallazzi e consulenze.
    Non meno importante è muoversi per tempo, viste le difficoltà italiane. I girotondi, le sovrintendenze al paesaggio, i milioni di comitati “CONTRO” A TUTTO “SEMPRE”.

    Politica deriva da “POLIS”.. città in greco.
    Significa amministrare il “bene comune”.
    Ora siamo scaduti nella “TIFOSERIA” calcistica..
    Bisogna avere il corqaggio di tirare i “POMODORI” a prescindere dal “colore” del politico che disquisisce di idiozie.

    Cordialmente Piero Iannelli


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