GISELLE: IL BALLETTO FRANCESE NELL’OTTOCENTO TRA LEGGENDE E ROMANTICISMO


di Valerio Ciarocchi

Giselle

Giselle è un balletto classico-romantico, il cui libretto fu scritto da Théophile Gautier nel 1841 in collaborazione con Jules Vernoy, ispirato alla leggende delle Villi , una sorta di Elfi della cultura slava. La musica fu composta da Adolph Adam, uno dei maggiori compositori di balletti dell’epoca, su coreografie di Jean Coralli e Jules Perrot. La prima si ebbe il 28 giugno 1841, all’Opéra National de Paris, con un grande successo di pubblico ed i favori della critica. Ad oggi è considerato uno dei migliori balletti classici mai rappresentati.

La vicenda

Suddivisa in due atti, di per sé si tratta d’una storia semplice: in un villaggio durante la vendemmia, la contadina Giselle, appassionata di ballo, si innamora del principe Albrecht, di cui però ignora le origini poiché egli le si presenta vestito da contadino. I due danzano incuranti dei richiami della madre di lei, che le ricorda la sua salute precaria. Giselle è però amata da un giovane contadino, il quale, trovati gli abiti principeschi di Albrecht, scopre l’inganno (I atto).
Frattanto la corte al completo entra nel villaggio per riposarsi da una battuta di caccia. Tra i cortigiani c’è una nobile che è promessa sposa di Albrecht. A questo punto il contadino smaschera il principe davanti a tutti: Giselle, impazzisce e muore per il dolore. Giunta la notte, Albrecht va alla tomba di Giselle, in piena foresta. Pentitosi, prega e nel mentre dalla tomba esce Giselle trasformata in vilja. La regina delle vilje appare con le altre vilje e inizia una danza frenetica con il principe, con l’unico scopo di farlo morire per sfinimento e vendicare così la giovane. Ma questa, fedele al suo amore lo sostiene nella danza fino all’alba, momento in cui le vilje sono costrette a svanire (II atto).

Qualche considerazione sul balletto e la sua originalità

La novità maggiore del balletto è costituita dalla sua originalità. Infatti, a differenza di altri balletti dell’epoca, questo non ha musiche prese a prestito da altri balletti, ma, musicalmente parlando, è totalmente originale. Adam cioè compose la musica per il balletto senza rifarsi ad altro materiale preesistente, anche di sua composizione, rispettando le intenzioni di librettista e coreografo, e non mostrando sostanziali somiglianze con la musica coeva.
Si possono riconoscere sette temi melodici principali, di cui quattro rappresentano il popolo, ed alcuni personaggi: mietitori, cacciatori, Villi, Hilarion. Uno è il tema della danza, due sono temi d’amore, quasi due leitmotiv.

Tutto ciò però non ha impedito che, nel tempo, le musiche di Adam subissero delle modifiche, non volute dall’autore, ma a lui successive, vittime di alterazioni, modifiche, aggiunte, tagli, secondo le necessità dei coreografi.

La riuscita del balletto è dovuta certamente anche alla bravura di Adam, il quale, rispetto agli altri maestri francesi della cosiddetta Restaurazione post-napoleonica, ebbe la capacità di creare una musica che «rivela indubbi pregi di fattura e un solida formazione sui modelli, ma dichiara una tendenza nettamente antiromantica nella propensione al genere parodistico, […] una solida formazione musicale e pregi di scrittura» , molto ben delineati anche in Giselle.

Va sottolineato che il ruolo di Giselle non è di facile interpretazione: essa richiede particolari doti d’intensità, mimica e capacità drammatica nel primo atto, e maggiore tecnica e leggerezza nel secondo atto. Le prime due ballerine che interpretarono questo ruolo seppero coniugare ottimamente queste qualità: si tratta di Carlotta Grisi e Fanny Essler. La prima sapeva ben interpretare sia il ruolo della contadina che della vilja, specialmente nel ricreare il clima magico delle vilje danzanti; la seconda era abilissima nel sottolineare il pathos alla morte di Giselle.

È fondamentale ricordare che, riguardo alla coreografia, a differenza di altri celebri balletti, Giselle non ha avuto modifiche sostanziali nel tempo, mantenendo ancora oggi le indicazioni dei primi coreografi, fatto questo che contribuisce al positivo apprezzamento che di esso fanno sia la critica che il pubblico.

M° Valerio CIAROCCHI
Pianista accompagnatore ed insegnante

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