La crisi c’è e si continua con il nulla


di Alfiero Grandi

Dopo le elezioni regionali la situazione economica e sociale dell’Italia resta quella di prima, forse peggio perchè anche la ripresina si sta rivelando pressochè inesistente. Infatti si affacciano tensioni inflazionistiche che influiranno molto sull’economia italiana ma che purtroppo dipendono solo in piccola parte dalle decisioni nazionali. In altre parole sono ulteriori vincoli. Le tensioni inflazionistiche riguardano anzitutto i prodotti petroliferi che stanno rincarando giorno dopo giorno e le materie prime a partire dall’acciaio, ma non solo. Del resto anche le statistiche stanno già registrando la tendenza dei prezzi al rialzo.
E’ vero che ciò dipende dal mercato mondiale, ma è anche vero che per questi aumenti c’è un “imputato” già noto. La speculazione finanziaria infatti è all’origine dell’aumento dei prezzi dei prodotti petroliferi e questo mentre ci sono navi che girano il mondo con questi prodotti a bordo che non vengono fatti sbarcare perchè non c’è richiesta.
Quindi non è la maggiore domanda a fare aumentare i prezzi ma la speculazione. Quella stessa che al punto massimo della crisi economica tutti o quasi i Governi erano pronti a mettere in condizioni di non nuocere, ma che appena passato lo spavento è tornata forte e aggressiva, come e più di prima.
Più di prima perchè ora prende di mira direttamente gli Stati, come ha iniziato a fare con la Grecia.
Le materie prime sono il primo oggetto di attenzione della speculazione che provocandone il rincaro provoca un’enorme redistribuzione della ricchezza da chi deve pagare a chi accumula profitti, a volte con la complicità silenziosa degli Stati. Nel caso italiano lasciar fare le compagnie petrolifere sempre molto sollecite ad aumentare i prezzi dando la responsabilità alle sedi internazionali porta ad aumentare le entrate fiscali dello Stato, di questi tempi più che mai gradito. Tuttavia è una scelta miope perchè per il piatto di lenticchie di un poco di entrate in più si consente di iniettare nelle vene dell’economia italiana una tensione inflazionistica che potrebbe presto diventare preoccupante. Del resto il Governo in modo altrettanto miope ha consentito l’aumento delle tariffe più importanti: dai treni alle autostrade preparando un terreno favorevole all’aumento dei prezzi, che ora ha un’ulteriore spinta.
Il deprezzamento dell’euro sul dollaro non compensa quest’aumento dei prezzi e quindi il sistema economico italiano sta compiendo il “miracolo” di aumentare l’inflazione prima della ripresa. Se la ripresa prima o poi dovesse arrivare cosa accadrà? Non va dimenticato che l’inflazione è una tentazione enorme per un Governo che deve rientrare da un debito pubblico cresciuto a dismisura.
Inoltre preoccupa il debito pubblico accumulato perchè se non può esserci in area euro la speculazione sui cambi delle monete c’è sui tassi del debito pubblico e la Grecia sta pagando (quasi l’8%) in modo pesante.
L’atteggiamento europeo non ha bloccato la speculazione. Tempi lunghissimi per decidere, condizioni draconiane poste alla Grecia, intervento europeo del tutto insufficiente e per di più solo eventuale. Tutti elementi che hanno convinto la speculazione finanziaria ad insistere. Conseguenza: la finanza pubblica della Grecia è sulle montagne russe.
Se la speculazione riuscirà con la Grecia arriverà il turno di altri grandi debitori e per l’Italia c’è poco da stare tranquilli. Tanto più che la domanda resta ferma. La domanda è -1,9%, il reddito delle famiglie – 2,8% e la differenza si spiega con la diminuzione della propensione al risparmio -0,7%. Chi vede la ripresa continua a dimostrare buona fantasia.
I redditi da lavoro sono destinati a ridursi ancora perchè la CIG è meglio di nulla ma fa calare il reddito di centinaia di migliaia di lavoratori. 1 miliardo di ore fanno impressione. La disoccupazione prepara un’ulteriore caduta del reddito complessivo da lavoro e quindi dal lavoro non può venire un contributo alla ripresa della domanda.
Per di più il reddito da lavoro dell’Italia è già fanalino di coda in Europa.
Ha ragione chi sta insistendo per spingere il Governo ad affrontare i nodi della crisi. Tuttavia non è in campo ancora una proposta forte e  credibile. Tale da mettere il Governo sotto pressione e da rappresentare una reale alternativa. Anzi, recenti dichiarazioni postelettorali del centro sinistra riprendono la litania che verrebbero rappresentate posizioni sociali vecchie e obsolete e non si farebbero i conti con la globalizzazione.
La verità è che i Governi hanno gettato la spugna di fronte alla speculazione.
Il prof Campiglio della Cattolica prevede addirittura che si venga a creare un mercato dei future ancora più forte e quindi con una finanza che determinerà ancora di più gli sviluppi dell’economia. Sul controllo dei capitali speculativi, fino ad ora, c’è un limite evidente anche dell’Amministrazione Obama.
Il controllo della finanza internazionale e in particolare delle speculazioni finanziarie è il primo problema. Il controllo sulle materie prime il secondo. In questo quadro dovrebbero collocarsi le politiche economiche europee e nazionali, se e quando esisteranno. Altrimenti resterà solo l’attesa.
L’attesa delle conseguenze della crisi che per il lavoro non sono, purtroppo, finite. L’attesa dell’andamento di ogni asta del debito pubblico. L’attesa della ripresa dei tassi e dell’inflazione che qualcuno potrebbe cominciare a vedere come il male minore, perchè provocherebbe una riduzione iniqua quanto silenziosa dei redditi, in particolare di quelli più bassi. L’attesa delle ripresa internazionale se e quando ci sarà.
Un’Italia più piccola, più ingiusta, più chiusa, senza progetto ma con una classe dirigente della destra bene in sella, perchè non a caso sta pensando alle riforme istituzionali per blindare il suo potere. L’Italia può attendere.
L’opposizione ha tempi sempre più stretti per farsi valere, prima che la sfiducia logori ulteriormente il patrimonio ancora esistente. L’operaio chimico sardo che giovedi sera da Santoro ha dichiarato di votare a sinistra ma di sentirla troppo lontana dalla sua lotta e dai suoi problemi vale più di 1000 sondaggi.
La destra ha avuto un buon risultato? Costringiamola a rispondere ai problemi, potremmo costringerla a pentirsi.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: