TRASPORTI NELL’AREA DELLO STRETTO


“L’altra città” e tutte le associazioni ad essa aderenti, intendono denunciare lo stato di precarietà e le condizioni di “sottosviluppo” che caratterizzano ormai, in modo sempre più evidente, la “mobilità” nell’Area dello Stretto e le ripercussioni sulla città di Messina.

E’ chiara la volontà di RFI di abbandonare lo Stretto, come dimostrano i fatti: il traghettamento tra le due sponde è ridotto ad un servizio da Paesi del “Terzo Mondo” e vige ormai un regime quasi di monopolio a favore del traghettatore privato.

L’entrata in servizio della Metropolitana del Mare slitta di mese in mese e nulla si sa sulle reiterate richieste di modificarne il percorso per un rapido collegamento tra Messina e Villa S. Giovanni, tra Messina e Reggio Calabria, tra Messina e l’Aeroporto dello Stretto. Tutto ciò dinnanzi ad una disponibilità di 30 milioni di euro dell’Unione Europea di cui circa 5 milioni destinati all’abbattimento delle tariffe.

La Metroferrovia è abbandonata e l’investimento complessivo di circa 102 milioni di euro è praticamente perduto, nonostante vi fosse l’impegno per una ripresa del servizio dal 1° Febbraio, né risulta sia stato ad oggi approntato alcun contratto di servizio.

L’accordo di programma-quadro stipulato fra Regione Sicilia, RFI e Comune di Messina si è trasformato in un “libro dei sogni”.

Tutto ciò è sufficiente, senza entrare ulteriormente nel merito ed in altre problematiche, per essere d’accordo con le Organizzazioni Sindacali che su tutte queste vicende hanno preso una dura posizione, programmando altresì uno sciopero di protesta al quale aderiamo con convinzione.

Non è più tempo di dichiarazioni e di impegni cartacei.

Il Sindaco, che è anche commissario alla Mobilità, faccia sentire a Palermo, con forza, la voce di una Comunità stanca e quasi rassegnata e studi insieme all’assessore alle Infrastrutture, Scoglio, un progetto di riordino della mobilità urbana, che sia condiviso dai Sindacati e dagli esponenti della società civile, mediante il quale si possano contemperare le esigenze di traghettamento e di mobilità dei pendolari dello Stretto con quelle degli abitanti dei quartieri e dei villaggi periferici della città, senza trascurare di richiamare ancora una volta alle proprie responsabilità RFI.

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