Ospedale Piemonte: per la Cgil ennesimo emblema della condizione di una città che va spegnendosi


L’ospedale Piemonte ennesimo emblema del fallimento dell’intera classe politica che gestisce senza governare la città da vent’anni a questa parte. Questa l’opinione del segretario generale della Cgil di Messina Lillo Oceano che osserva: “Oggi è l’ospedale Piemonte, ieri la vicenda Smeb o quella delle Ferrovie, o ancora l’apparentemente inarrestabile collasso della nostra provincia, e l’elenco potrebbe continuare a lungo. Tutti esempi di come la politica ormai da anni, gestisca questo territorio, senza un progetto, una strategia, un’idea da perseguire e realizzare- commenta Oceano- . Qui vige il governo dell’emergenza, quello del “dopo”, quando ormai è troppo tardi. Oggi si grida contro la chiusura dei reparti insicuri, ieri si è pianto sulle vittime dell’alluvione, domani si inveirà contro l’industriale di turno che trasferirà altrove la propria impresa. Ma cosa era stato fatto per impedire tutto ciò?”.


E, nel dettaglio, Oceano rileva: “Solo agli occhi di un semplice la visita della Commissione di inchiesta avrebbe potuto avere esito diverso. Né è stato fatto alcunché per contenere il danno. Ci si è limitati ad attendere. Esattamente come sul rischio sismico/ idrogeologico. La Cgil di Messina quasi un anno fa (4 maggio 2009) aveva sollecitato l’adozione di un Piano straordinario per la verifica e la messa in sicurezza degli edifici pubblici e privati di Messina. Una sollecitazione che, evidentemente, non è stata ritenuta utile. Subito dopo la tragica alluvione di ottobre che ha certificato lo stato di grave malessere del nostro territorio, di nuovo abbiamo cercato di dare il nostro contributo e abbiamo fatto una serie di proposte: prima fra tutte la realizzazione di una mappa dei rischi e degli interventi urgenti. Ancora nulla. In compenso però, il sindaco ha annunciato l’intenzione di redigere un nuovo Piano regolatore ma ancora non ha bloccato il vecchio, nonostante le sollecitazioni non solo nostre ma anche di autorevoli tecnici. E intanto sulle nostre colline instabili continua la corsa alla cementificazione”. Il segretario generale della Cgil di Messina torna infine a chiedere l’apertura di un vero confronto che coinvolga le amministrazioni e le parti sociali per individuare un Progetto complessivo di difesa del futuro di Messina e della sua provincia. “è sotto gli occhi di tutti che la nostra città va spegnendosi giorno dopo giorno. È davvero giunto il momento per tutti di assumersi le proprie responsabilità e lavorare a un Progetto complessivo che intervenga su sicurezza sociale, lavoro,territorio, legalità e sviluppo”.

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