TOSCA: AMORE E MORTE NELLA ROMA DEL PAPA-RE


di Valerio Ciarocchi

Tosca (www.controluce.it)

L’opera

L’opera in tre atti (1), su libretto di Illica e Giacosa, dal dramma di Sardou, fu composta e rappresentata nel 1900 al teatro Costanzi di Roma, la città dove era ambientata la storia d’amore e morte, che vede protagonisti Floria Tosca (soprano), cantante di prestigio, amante gelosa e fervente cattolica, Mario Cavaradossi (tenore), pittore di idee illuministe, e Scarpia (baritono), capo della polizia pontificia, difensore dell’alleanza tra trono ed altare, cattolico fedele e segretamente invaghito di Tosca. L’azione si svolge in tre luoghi diversi della Roma papalina, in equilibrio tra finzione letteraria e verità storica: la chiesa di S. Andrea della Valle, Palazzo Farnese, Castel S. Angelo. Come sempre Puccini entra subito nel vivo dell’azione, quindi niente preludio, ma tre accordi fortissimi e minacciosi, che creano l’atmosfera drammatica; ogni personaggio ha un suo tema musicale che lo contraddistingue e lo rende inconfondibile.

Il secondo atto è il più interessante ma anche il meno applaudito alla prima del Costanzi: le critiche di Verismo crudo ed eccessivo si legano al fatto che in questo atto si concentrano scene di tortura, tentativi di violenza, l’assassinio di Scarpia, nonché tutto il crescendo drammatico dei dialoghi. C’è anche una citazione musicale: la gavotta che si sente quando Scarpia apre (e non prima) la finestra del suo studio (un tocco di genialità scenica) è un brano scritto da Paisiello, quasi un omaggio ed insieme un tentativo di aderenza storica.

La celebre aria “Vissi d’arte”, tanto celebrata, pare invece che non garbasse molto a Puccini, che la vedeva come un cedimento al divismo della protagonista, che spezzava l’azione, così in crescendo nella sua drammaticità: ovvio che ciò nulla toglie alla bellezza del brano, che di Tosca è quello che più identifica la protagonista.

Il terzo atto inizia nell’alba romana, quasi una pausa distensiva dopo due atti così ricchi di eventi forti: il canto fuori scena del pastorello fu scritto dal poeta romanesco Luigi Zanazzo e sullo sfondo, diciamo così, sonoro, le campane rintoccano ad altezze diverse, alle quali risponde il suono profondo del “campanone” di San Pietro (un mi naturale).

L’uso dei crescendo è di grande effetto come lo è la fine rapidissima dell’opera, segnata da quel tema della fucilazione che è quasi una sorta di marcia funebre e che dopo la morte di Cavaradossi diventa un rincorrersi di note e cromatismi, molto moderni per l’epoca, che sfocia all’unisono nel tema di “E lucevan le stelle”.

Un’opera che ben s’inserisce nella grande tradizione del melodramma italiano, senza stacchi di rottura, ma anzi ad essa richiamandosi. Afferma infatti Claudio Casini: «È opinione diffusa che Puccini, nella Tosca, si sia avvicinato al modello di opera italiana verista,[…] Buona parte della critica pucciniana e non, cade in tale equivoco[…] In un certo senso, Puccini ritornò al tipo di melodramma fondato, come quello verdiano, sulla configurazione di personaggi, cui aveva rinunciato con La Bohème» (2).

La vicenda

La vicenda si svolge a Roma nel 1800 e l’atto primo si svolge nella chiesa di Sant’Andrea della Valle, dove si rifugia l’ex console della Repubblica Romana, Cesare Angelotti, evaso dal carcere; vedendo il pittore Mario Cavaradossi, suo amico, intento a dipingere una cappella, esce dal nascondiglio: il loro colloquio è interrotto dall’arrivo di Floria Tosca, la cantante amante di Mario.

Tosca fa una scenata di gelosia a Mario, riconoscendo nella Maddalena dipinta le fattezze della marchesa Attavanti, sorella di Angelotti; allontanatasi Tosca, si ode un colpo di cannone: l’evasione è stata scoperta.

I due amici risolvono d’allontanarsi verso la villa di Mario, nella quale l’evaso possa nascondersi; in chiesa arriva il barone Scarpia, capo della polizia, che ricostruisce i movimenti di Angelotti e di Cavaradossi, della cui complicità è sicuro; suscitando la gelosia di Tosca, della quale è invaghito, la induce a partire alla volta della villa di Mario e la fa pedinare dal fido Spoletta; intanto in chiesa s’intona il “Te Deum” di ringraziamento per la (presunta) vittoria austriaca a Marengo.

L’atto secondo si svolge a Palazzo Farnese (oggi sede dell’ambasciata di Francia) dove Scarpia sta cenando: i poliziotti gli portano Mario Cavaradossi, in stato d’arresto; tuttavia Angelotti non è stato trovato e Scarpia ordina che Mario sia indotto a confessare con la tortura.

Tosca, sopraggiunta, ne sente le sofferenze strazianti ed alla fine confessa a Scarpia il rifugio d’Angelotti: Mario respinge l’abbraccio di Tosca quando capisce che alla fine ha ceduto; ma urla in faccia a Scarpia la sua esultanza per la notizia della (vera) vittoria napoleonica a Marengo contro Melas e per questo viene condannato a morte.

Condotto via il prigioniero, Scarpia propone a Tosca di salvare la vita a Mario se lei gli cederà: Tosca accetta dopo tante inutili discussioni e Scarpia finge di dare ordini per una falsa fucilazione; al momento di abbracciare Tosca viene pugnalato a morte dalla donna.

L’atto terzo si apre sui bastioni di Castel Sant’Angelo, all’alba: Mario, prossimo alla fucilazione, rievoca il suo amore per Tosca (“E lucean le stelle”), ma ella sopraggiunge e lo ragguaglia sugli ultimi avvenimenti (ossia promessa di falsa fucilazione e morte di Scarpia).

Quando la fucilazione avviene Tosca s’avvede che non è stata simulata: è il cadavere di Mario quello che abbraccia disperata; sopraggiungono le guardie ad arrestarla, avendo scoperto che Scarpia è stato ucciso; allora Tosca si getta dagli spalti di Castel Sant’Angelo lanciando la sua sfida: “O Scarpia, avanti a Dio”.

Il dramma di Sardou

Come è noto, il libretto di Tosca si rifà al dramma omonimo del drammaturgo francese Victorien Sardou (Parigi, 5-IX-1831 – Marly-le-Roy, 8-XI-1908) che riscosse notevole successo non solo in Francia ma anche in Italia.

«Il commediografo Sardou poi si rivelò un personaggio memorabile, nel bene e nel male. Quando raccontava di storia era un rubinetto, una fontana, gli aneddoti sprizzavano limpidi, inesauribili. Gli piacque la versione italiana di Illica e Giacosa[…]» (3).

Il Sardou incoraggiò Puccini, alquanto titubante, a scrivere la musica, affermando che il libretto era addirittura superiore al dramma originario: fu un’esagerazione.

«La Tosca di Puccini maschera qualche incongruenza testuale con la forza della musica. Ma il libretto in sé considerato, non è scevro da imperfezioni» .

Nel suo dramma, Sardou fornisce informazioni utili, già all’inizio, su Cavaradossi e fra l’altro l’Angelotti è nascosto nella cappella già dalla sera prima e Scarpia è già informato di tutto poiché l’Attavanti ha corrotto il carceriere e questi, sotto tortura, ha detto tutto a Scarpia, il quale, nel dramma di Sardou, è minacciato di morte dalla Regina Carolina di Napoli, se fallirà nel suo incarico di scovare tutti i rivoluzionari.

Per non dire di Tosca: Sardou dice addirittura che da giovane era una pastorella veronese accolta dalle benedettine, che le fecero studiare canto e così ebbe inizio la sua folgorante carriera di attrice, protetta addirittura dal Papa e dai Borbone di Napoli.

Solo così si comprende la perplessità di Giacosa, all’epoca della stesura del libretto, che, vista la complessità del dramma di Sardou, non sapeva come adattarvisi e personalizzarlo. Ma la forza rappresentativa dell’opera pucciniana è di tale portata che già alla fine del primo atto gli spettatori hanno abbastanza chiare le motivazioni e lo spirito dei personaggi.

(1) Per chi volesse approfondire l’ascolto dell’opera suggeriamo le incisioni della Emi con Callas, Bergonzi e Gobbi, diretti da Prêtre, ed anche quella della Frequenz con Kabaivanska protagonista assoluta, una delle più intense e raffinate interpreti di Tosca, con all’attivo più di 400 rappresentazioni.
(2) C. CASINI, Puccini, UTET, Torino 1989, 245-246.
(3) G. MARCHESI, Giacomo Puccini, in AA.VV., Grandi operisti italiani, EP, Milano 1996, 127.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: