Che sfiga certi politici


di Giacomo Gugliandolo

L'assessore Regionale alla Pubblica Istruzione Mario Centorrino

“Le ideologie sono ormai superate. Destra e sinistra, tutti assieme, almeno per un anno prendiamoci una pausa. Non leggiamo più per un pò Camilleri, Tomasi di Lampedusa o Sciascia perché sono una sorta di “sfiga” nei confronti della Sicilia. Ci vuole ottimismo”.

Con queste chiare ed inequivocabili parole, ha espresso il suo pensiero sullo squallido scenario politico dominante in Sicila e in Italia il nuovo assessore regionale della giunta Lombardo Mario Centorrino, messinese e in quota PD, economista e professore dell’Università di Messina.

Personalmente ritengo che di ottimismo ce ne vorrebbe una vagonata per non vedere (o far finta di non vedere) il degrado politico dominante in Sicilia e in Italia e gli squallidi intrecci di affarismo, di clientele, di scambi di favore, di cementificazione selvaggia, di degrado morale, gossip, sesso ed escort.

Dalle cronache di questi giorni emerge una vera e propria cloaca affaristico-politica di regime, come quella messa a nudo dalla magistratura di Firenze e che ha scoperchiato il pentolone sui loschi affari di gente senza scrupoli che, approfittando delle macerie del terremoto in Abruzzo, ha pensato bene di lucrare enormi somme di denaro “investendo” sulla ricostruzione e sull’organizzazione del G 8 a L’Aquila. Una vera e propria vergogna di Stato, che è pronta a replicarsi nelle zone del messinese messe in ginocchio dall’alluvione del 1° Ottobre e sulla pelle delle 37 vittime di una tragedia annunciata,  di cui si conoscono bene le responsabilità dei tanti amministratori che avrebbero potuto fare ma che, nella pratica delle cose, nulla hanno fatto.

Ritornando alle incredibili esternazioni del buon Centorrino, ritenevo che le vere “sfighe” della nostra splendida, ma troppe volte oltraggiata e violentata terra di Sicilia, fossero la mafia, il dissesto idrogeologica del territorio, la rincorsa utopistica verso opere mastodontiche e faraoniche come il “mostro sullo Stretto”, ma in grado di assicura lauti guadagni ai tanti avvoltoi di di turno, la cementificazione selvaggia del territorio, le clientele, le lobby politiche e massoniche, la mancanza di una seria programmazione di sviluppo ecocompatile e sostenibile del territorio, un modo moderno ed efficiente di gestire il problema dei rifiuti, la privatizzazione dell’acqua e tanto altro ancora.

Da ieri occorre ricredersi. Oppure, sarebbe il caso di pensare che la “sfiga” per i tanti Siciliani onesti sia rappresentata dai troppi sindaci, assessori comunali provinciali e regionali, deputati, senatori e ministri siciliani che tanto si danno da fare affinchè gattopardescamente in Sicilia nulla cambi davvero.

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