Calcio, posticipo di serie A: il Milan toglie dai ‘giochi scudetto’ la Juve con un perentorio 3 a 0


di S.I.

Una Juventus mediocre e limitata tecnicamente, col morale a terra, ma che nonostante ciò riesce a tenere il campo per buona parte del primo tempo interpretando giustamente la partita sul ritmo, si schianta sul proprio terreno contro un Milan meglio organizzato, superiore per ritrovata condizione fisica e più preciso. E’ il ‘vecchio’ Nesta ad aprire le danze al 29° e la Juve vacilla ma si riprende, credendo comunque nella rimonta. I bianconeri avanzano più per forza di volontà – sinceramente mai mancata – che per efficaci triangolazioni o soluzioni di gioco, dimostrando di non essere di fatto squadra e probabilmente non dimostrando, nei singoli, molti giocatori con qualità tradizionalmente ‘da Juve‘. Forse una campagna acquisti sostanzialmente non azzeccata e qualche errore di troppo nella gestione iniziale degli stessi giocatori, per poi tornare su decisioni che dimostrano l’inversione di scelte effetuate preventivamente ed il rinnegare le stesse, sono i reali colpevoli di tale stato di cose. Al 72° poi la ‘vecchia signora’ é infilzata ancora una volta da Ronaldinho e alla rimonta non crede più nessuno, né in campo tantomeno sugli spalti: i tifosi bianconeri iniziano una civile protesta, abbandonando delusi anticipatamente lo stadio, protesta che poi si trasforma in modo incivile per opera dei soliti imbecilli da isolare, che cominciano a dar fuoco alle suppellettili dell’impianto. All’88° una nuova rete rossonera, ad opera dello stesso Ronaldinho, sugella il trionfo del Milan sull’incolpevole Manninger. Pochi i giocatori in bianconero che si sono distinti: tra quelli rossoneri un gigantesco Pirlo che dal centrocampo ha servito una serie impressionante di palloni ai compagni. L’allenatore del Milan Leonardo dimostra di saper interpretare perfettamente una gara difficile come quella di oggi, l’incolpevole Ferrara invece, alla Juve, é oggi ancora più solo: probabilmente in molti chiederanno le sue dimissioni, perché il primo colpevole é tradizionalmente l’allenatore, anche quando i demeriti effettivi sono da imputare a ben altri.

In conclusione: Milan a 37 punti – ad 8 punti dall’Inter, che ne ha 45 – ma con una partita da recuperare (da disputare con la Fiorentina) ed il derby da disputare tra due settimane; Juventus ferma a 33, ormai di fatto fuori dalla possibilità concreta e non solo teorica di lottare per lo scudetto, che quest’anno diventa, da questo momento, un affare milanese.

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