La Sicilia del mito: L’antica città di Abakainon


Una splendida litra in argento di Abakainon

Abakainon era un centro indigeno di antichissime origini, che secondo accreditate fonti storiche era situata vicino a Tyndaris. Grazie anche al frequente rinvenimento sul posto di monete abacenine, il sito della città è ora sicuramente identificato e corrisponde alla frazione Casale, subito a settentrione dell’attuale comune di Tripi, su un altopiano che dai monti Nebrodi si estende verso il mare. Tale zona pianeggiante, detta appunto il Piano, era in realtà una sorta di fortezza naturale, facilmente difendibile, essendo compresa tra due valli laterali, del torrente Novara a est e del suo affluente Tellarita a ovest, e chiusa a sud dall’altissima acropoli del Castello e a nord dal Pizzo Cisterna.

Nell’area dell’antico abitato si conservano diversi resti di età greca e romana, fra cui un muraglione rettilineo, lungo quasi cento metri. Vi sono stati rinvenuti strati culturali del neolitico e tombe a forno dell’età del bronzo, che hanno permesso di accertare le origini assai antiche della città.

Le fonti storiche riguardanti la città di Abakainon sono oltremodo lacunose. Le notizie più antiche finora pervenuteci riguardano alcuni eventi risalenti all’inizio del IV secolo a.C, ma è possibile sostenere che già nel V secolo a.C. la città ebbe notevole rilevanza fra i centri siculi indipendenti della Sicilia settentrionale, coniando una numerosa serie di monetine d’argento.

Apparentemente il movimento nazionalistico promosso da Ducezio fra il 459 e il 450 a.C. non turbò la pace di Abakainon, che come le altre città sicule della Sicilia nord-orientale probabilmente non fece parte della “syntéleia” duceziana, mantenendosi quindi al riparo dalle possibili rappresa­glie siracusane.

Nel 396 a.C. non poté invece sottrarsi dalle mire antisicule del tiranno siracusano Dionisio I, il quale occupò la zona marittima del territorio abacenino per fondarvi la colonia militare di Tyndaris con 600 Messeni esuli e precedentemente stanziati dallo stesso Dionisio.

Nel corso del conflitto tra Siracusa e Cartagine nel 393 a.C, Abakainon si alleò con l’ammira­glio cartaginese Magone contro Dionisio. Nell’anno successivo Dionisio riuscì ad assoggettare la città.

Negli anni seguenti, fino all’avvento di Timoleonte, rimase probabilmente nell’orbita siracusana, senza avere diritto di battere moneta ed economicamente quasi asservita al rapido sviluppo della vicina Tyndaris.

Questa condizione di asservimento a Tyndaris non sembra modificarsi con la morte di Dionisio, nel 367 a.C, con conseguente crollo dell’impero siracusano per le violente lotte interne. Infatti negli anni compresi tra il 357 e il 343 a.C, Tyndaris sembra essere l’unica città della Sicilia nord-orientale ad emettere proprie monete, avviandosi a un rigoglioso sviluppo economico.

Nel 343 a.C. Abakainon partecipò attivamente alla symmachia creata da Timoleonte, forse su sollecitazione di Tyndaris, che fu una delle prime e più fide alleate del condottiero corinzio. In questo clima di libertà e di autonomia ebbe modo di emettere monete di bronzo e rare litre d’argento.

Ma subito dopo la sconfitta di Cartagine sulle rive del fiume Krimissos, nel 339 a.C, Abakainon aderì probabilmente alla coalizione antisiracusana avendo Timoleonte rinnegato lo spirito della symmachia e rinunciato al programma di una Sicilia unita nella coesistenza pacifica delle varie stirpi e nell’autonomia delle singole poleis. E’ probabile che tra il 336 e il 317 a.C, fino cioè al momento dell’ascesa al potere a Siracusa del tiranno Agatocle, la città sicula sia riuscita in qualche modo a sottrarsi all’ egemonia siracusana, coniando sporadicamente ancora monete di bronzo di decrescente peso, riservate esclusivamente alla circolazione interna.

Nel 315 a.C. si alleò nuovamente con i Cartaginesi, guidati da Amilcare, contro il tiranno Agatocle, feroce repressore della fazione cittadina a lui avversa. Nel 313 a.C. Abakainon cadde nuovamente sotto il dominio siracusano.

Dopo la morte di Agatocle, avvenuta nel 289 a.C, Abakainon divenne di nuovo indipendente. Ma neanche questo periodo di indipendenza durò a lungo, cadendo definitivamente in potere dei Romani nel 263 a.C. Sotto i Romani la città assunse il nome di Abacaenum e raggiunse probabilmente il grado di municipium. Il suo declino fino alla scomparsa avvenne durante il tardo impero romano o al tempo delle invasioni arabe.

Giacomo Gugliandolo

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