Natale amaro per gli abitanti di Giampilieri


Natale amaro per gli sfollati di Giampilieri, villaggio di Messina, devastato dall’alluvione del primo ottobre. Sono ancora troppo recenti i ricordi del nubifragio che ha causato ben 31 vittime e 6 dispersi. A Giampilieri ieri c’è stato un cenone e la messa cui hanno partecipato assieme ai cittadini il sindaco di Messina, Giuseppe Buzzanca, il dirigente generale del dipartimento regionale della Protezione civile Salvatore Cocina e il presidente della Regione Raffaele Lombardo. La gente si muove tra le macerie, il fango che ancora è rimasto e le poche attività commerciali che hanno riaperto. Il costone roccioso sovrasta, ancora minaccioso,  le case restate in piedi e i ruderi di quelle distrutte. La montagna non è ancora stata messa in sicurezza e i cittadini temono che quello che è accaduto possa un giorno ripetersi. Molte persone che sono rientrate nelle case si lamentano della perimetrazione delle zone che sono state divise dalla protezione civile in rossa, viola, gialle e verdi. Alcuni protestano perchè la propria casa che si trova nella zona rossa dovrà essere abbattuta, mentre quella del vicino è stata catalogata nella zona verde. Un uomo ha addirittura metà della casa nella zona verde e metà in quella rossa e si chiede ironicamente se ne abbatteranno solo una parte. «Abbiamo trovato la montagna – affermano gli abitanti di Giampilieri –  nelle stesse identiche condizioni in cui l’abbiamo lasciata tre mesi fa: perché oggi dovremmo sentirci più sicuri?». I dubbi sulla perimetrazione li hanno praticamente tutti. La zona attorno alla chiesa madre è esemplare: la chiesa è zona gialla, tutto attorno è verde, la via Chiesa è viola. Tutto nel raggio di cento-centocinquanta metri al massimo. Negli alberghi la vita di chi ancora non è potuto tornare a casa non è facile. Ai bambini per Natale sono stati consegnati doni. «Io voglio tornare a Giampilieri, non voglio stare qui», dice Gianluca, 6 anni. Nella sua lettera a Babbo Natale aveva chiesto una carriola e altri attrezzi per ricostruire il suo paese, vista forse anche  la poca concretezza finora riscontrata nei politici e nelle istituzioni. Solo parole e promesse, pochi i fatti e gli interventi concreti  per mettere in sicurezza il territorio e dare un alloggio ai tanti senza tetto.

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