CRONACA DI UNA DUE GIORNI DI RIFLESSIONE SULLA SCUOLA IN SICILIA


di Mario Costantino

Tratta da: www.rinascita.info

Venerdì 11 dicembre, Giardini Naxos. Il setting è quello delle convention importanti: belle hostess che accolgono gli ospiti con un sorriso gentile, caloroso, che fa sentire subito a proprio agio, le studentesse dell’I.T.C. e T. “S. Pugliatti” – Taormina) e la porta girevole di un grande albergo (il Russott Hotel) che proietta gli ospiti nella Prima Conferenza Regionale Della Scuola. Il clima, all’inizio, è un po’ nervoso, nonostante il bel sole fuori stagione.

È normale che ci sia tensione tra persone che non si parlano da tanto tempo e tra i primi interventi della mattinata si registra anche qualche tono forte; ma ben presto si capisce che si è là, tutti quanti, con lo stesso obiettivo: cercare soluzioni per migliorare l’Istruzione Siciliana. E sì, perché nonostante il titolo del convegno, “I Colori della Scuola”, non si sta parlando solo di scuola ma anche di università, formazione professionale e scuole parificate; in tre parole: Società della Conoscenza.

Ci sono i Dirigenti Scolastici e i docenti di gran parte della Sicilia, i Rettori e i docenti universitari, il presidente dell’ANCI, i sindacati e i rappresentanti degli enti di formazione e delle scuole parificate. Via via ognuno da’ il proprio contributo alternandosi sul palco, davanti ad un pubblico attento e ai fautori dell’evento: l’Assessore Regionale alla Pubblica Istruzione Nicola Leanza, il Dott. Guido Di Stefano Direttore Generale Dipartimento P.I. e la Dott.ssa G. Patrizia Monterosso, Dirigente Generale Dipartimento P.I. L’organizzazione dell’evento è affidata alla comprovata esperienza dell’I.T.C.eT. “S. Pugliatti” di Taormina.

Dopo aver aperto i lavori con un discorso introduttivo, i referenti politico-amministrativi dell’Istruzione Siciliana registrano e organizzano gli interventi , rispondono ove richiesto in modo equilibrato, sereno e partecipativo e fanno in modo che siano rappresentati pensieri, esperienze, speranze e dubbi, con molta franchezza, come ha avuto modo di osservare il Prof. Boffo dell’università di Napoli ma anche con molta passione.

La voce appassionata della Società della Conoscenza, come viene definita dalla Prof.ssa Lo Coco dell’Università di Palermo, che richiama il ruolo centrale della scuola come centro di orientamento e tutorato per la piena realizzazione dell’individuo e della coscienza del cittadino, attraverso la sintonia tra i diversi ordini di scuola, la “filiera formativa”. Il prof. Boffo sottolinea il ruolo della scuola nel “long life learning” e il concetto di “economia della conoscenza”, dove la conoscenza è vista anche come uno dei fattori della produzione ed è necessario che si raccordi ai continui cambiamenti della realtà economico-produttiva. Un aspetto diverso viene analizzato dal prof. Savagnone che pone l’accento più sull’aspetto educativo che formativo della scuola, evidenziando le istanze che vengono da una società in cui i giovani si ritrovano a chiedersi a cosa e in chi credere, senza ricevere altri stimoli se non quelli provenienti da una società specializzata svuotata di qualsiasi valore. Egli auspica un ritorno al progetto educativo che dia senso alla vita dei nostri giovani, altrimenti la scuola corre il rischio di ridursi ad un supermarket dell’offerta formativa dove il cliente compra il suo prodotto senza mai provare di dargli un senso.

Si è parlato anche di edilizia scolastica, che è una delle maggiori preoccupazioni degli amministratori locali, come ha evidenziato il presidente dell’ANCI, Visentin, il quale accanto al diritto allo studio riconosce l’urgenza del diritto alla scuola.
I lavori si concludono sabato 12 dicembre e qualche buona notizia c’è. La Regione Sicilia ha richiesto 100 unità di scuole primarie per il tempo prolungato e riuscirà ad ottenerne almeno cinquanta (unica regione in Italia); una parte dei soldi risparmiati con la riforma Gelmini saranno spesi nella scuola per valorizzare la professione docente e le eccellenze; per l’edilizia scolastica si propone la convergenza tra CIPE, FESR e fondi regionali per intervenire seriamente sulle scuole più vecchie; il rilascio della qualifica professionale che diventerà prerogativa delle regioni, in Sicilia non svalorizzerà il ruolo degli IPSIASS, poiché questi continueranno a rilasciarla in una nuova logica concorrenziale e paritetica. Nonostante tutto però si avverte l’amarezza dei tagli alla scuola che trapela anche nell’appassionato intervento della Dott.ssa Monterosso che con orgoglio rivendica la decisione da parte dell’istruzione regionale Siciliana di rinunciare alle logiche assistenzialistiche che hanno caratterizzato il nostro passato e trapela anche nell’intervento coraggioso dell’On. Leanza che a conclusione dei lavori lancia la sfida ai Dirigenti Ministeriali Biondi e Bocchieri di iniziare una sperimentazione in Sicilia per valutare il sistema d’istruzione nella sua totalità, al fine di sfatare i dati negativi dell’OCSE e se necessario fare autovalutazione e ricominciare con più vigore, uscendo da questa impasse che non giova a nessuno.

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