Dirigenti scolastici in attesa di licenziamento


di Sostine Cannata

Fila di disoccupati

Il Consiglio dei Ministri n. 72 di ieri 27 novembre 2009, prima di sciogliere, su proposta del Ministro Maroni, il Consiglio Comunale di Furnari (ME), per condizionamento dell’attività amministrativa da parte della criminalità organizzata (leggi mafia), si è occupato anche dei circa duecento dirigenti scolastici siciliani che – come stabilito con sentenza del C.G.A. (Consiglio di Giustizia Amministrativa) della Regione Siciliana, l’equivalente del Consiglio di Stato dell’Italia, che, su ricorso di alcuni aspiranti dirigenti bocciati, e dopo un primo pronunciamento del TAR di Catania, hanno superato il concorso ordinario in modo non del tutto ortodosso (visto che le commissioni esaminatrici erano incomplete e il tempo di correzione degli elaborati si aggirava sui tre minuti per singolo elaborato) – hanno visto annullato il concorso che aveva fatto di loro dei veri Dirigenti.

A difesa degli “interessi maturati da tutti i partecipanti già di ruolo fra i Dirigenti Scolastici o idonei in attesa di nomina”, come scriveva la CGIL, si sono schierati tutti e tre i sindacati confederati e gli altri, nonché i parlamentari siciliani di entrambi gli schieramenti, fino a sanare il tutto con un atto parlamentare e a promettere, ora che l’atto parlamentare è stato invalidato, una dura lotta in difesa della legalità dell’illegalità.

Il Ministro della Pubblica Istruzione Gelmini, con un decreto legge ha ieri annullato la sanatoria inserita in via emendativa nel suo precedente decreto sui precari, n.134 del 25 settembre 2009, promulgato (avviato a essere legge), il 24 novembre scorso dal Presidente della Repubblica. Napolitano aveva acconsentito alla promulgazione a patto che fosse stata rispettata la sentenza del C.G.A., stralciando la “sanatoria” con successivo provvedimento. E così è stato, con la conseguenza che, il giorno dopo la pubblicazione del decreto legge nella Gazzetta Ufficiale, i circa 200 presidi saranno licenziati, o meglio torneranno a fare i professori o i maestri, visto che tutti loro lo sono, poiché, per partecipare ad un concorso per la dirigenza scolastica, il requisito minimo è l’avere 7 anni di servizio di ruolo in qualità di insegnante.

La politica e la burocrazia siciliane, con il loro modo originale e assolutamente clientelare di gestione della cosa pubblica, che lascia fuori chi non è organico al sistema (“‘O sistema”, direbbe Roberto Saviano), e abbraccia, stavolta in un abbraccio mortale, chi il sistema sponsorizza, sostiene e interpreta.

Ciò è esattamente, e con maggiori implicazioni per la salute di tutti noi, quanto accade nella sanità regionale, dove l’assessore regionale sceglie i dirigenti generali e quelli intermedi, che a loro volta scelgono i primari che scelgono i vice e che controllano i concorsi per diventare medici ospedalieri, nonché i concorsi per accedere alla facoltà di medicina e ai corsi di laurea per paramedici. Una vera matrioska al contrario, dove il concorso per accedere al corso di infermiere è la bambola più piccola. Tutto normale se alla fine non si morisse in corsia per una semplice appendicite, o al triage d’infarto in attesa di un consulto con medici del pronto soccorso che comunque non avrebbero capito che stavi per morire.

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