“Me lo aspettavo”: 16 anni fa, l’assassinio di Padre Pino Puglisi. Vogliamo ricordarlo con stima e affetto infiniti


Padre_Pino_Puglisi

di S.I.

Il 15 settembre di 16 anni fa, la mafia uccideva padre Pino Puglisi nel giorno del suo 56mo compleanno.

Per ricordarlo, l’arcidiocesi di Palermo e il Centro Padre Nostro da lui fondato, ha varato un programma di manifestazioni: fra queste una fiaccolata nel quartiere Brancaccio, partita ieri sera da piazza Anita Garibaldi, dove padre Puglisi venne ucciso. Stasera nella cattedrale di Palermo la messa presieduta dall’arcivescovo, mons. Paolo Romeo.

Inutile aggiungere come Padre Pino Puglisi non sia stato ricordato da alcun altro a livello istituzionale né in Tv.

Questo è davvero uno strano Paese: generosissimo, prodigo e servile coi farabutti ma di cortissima memoria nei confronti degli eroi e delle persone davvero perbene.

 

Il 19 giugno 1997 viene arrestato a Palermo il latitante Salvatore Grigoli, accusato di diversi omicidi tra cui quello di don Pino Puglisi. Poco dopo l’arresto Grigoli comincia a collaborare con la giustizia, confessando 46 omicidi tra cui quello di don Puglisi. Grigoli, che era insieme a un altro killer, Gaspare Spatuzza, gli sparò un colpo alla nuca. Dopo l’arresto egli sembra intraprendere un cammino di pentimento e conversione. Lui stesso ha raccontato le ultime parole di don Pino prima di essere ucciso: un sorriso e poi un criptico e sereno “me lo aspettavo”.

Padre Giuseppe Puglisi meglio conosciuto come Pino, soprannominato 3P (Palermo, 15 settembre 1937pug281105Palermo, 15 settembre 1993) è stato un presbitero italiano, ucciso dalla mafia il giorno del suo 56° compleanno a motivo del suo costante impegno evangelico e sociale.

Nasce il 15 settembre 1937 a Brancaccio, quartiere povero di Palermo, da una famiglia modesta (il padre calzolaio, la madre sarta).

A 16 anni, nel 1953 entra nel seminario palermitano da dove ne uscirà prete il 2 luglio 1960 ordinato dal cardinale Ernesto Ruffini.

Nel 1961 viene nominato vicario cooperatore presso la parrocchia del Santissimo Salvatore nella borgata di Settecannoli, limitrofa a Brancaccio, e successivamente rettore della chiesa di San Giovanni dei Lebbrosi.

Nel 1963 è nominato cappellano presso l’orfanotrofio Roosevelt e vicario presso la parrocchia Maria Santissima Assunta a Valdesi, borgata marinara di Palermo. È in questi anni che Padre Puglisi comincia a maturare la sua attività educativa rivolta particolarmente ai giovani.

puglisiIl 1 ottobre 1970 viene nominato parroco a Godrano un paesino della provincia palermitana che in quegli anni è interessato da una feroce lotta tra due famiglie mafiose. L’opera di evangelizzazione del prete riesce a far riconciliare le due famiglie. Rimarrà parroco a Godrano fino al 31 luglio 1978.

Dal 1978 al 1990 riveste diversi incarichi: pro-rettore del seminario minore di Palermo, direttore del Centro diocesano vocazioni, responsabile del Centro regionale Vocazioni e membro del Consiglio nazionale, docente di matematica e di religione presso varie scuole, animatore presso diverse realtà e movimenti tra i quali l’Azione cattolica, e la Fuci.

Il 29 settembre 1990 viene nominato parroco a San Gaetano, nel quartiere Brancaccio di Palermo, controllato dalla criminalità organizzata attraverso i fratelli Graviano capi-mafia legati alla famiglia del boss Leoluca Bagarella.

Inizia da allora la sua solitaria lotta antimafia.don-pino-puglisi

Nel 1992 viene nominato direttore spirituale presso il seminario arcivescovile di Palermo.

Il 29 gennaio 1993 inaugura a Brancaccio il centro Padre Nostro per la promozione umana e la evangelizzazione.

Il 15 settembre 1993, viene ucciso davanti al portone di casa. Il 2 giugno qualcuno mura il portone del centro “Padre Nostro” con dei calcinacci, lasciandone gli attrezzi vicino la porta.

Salvatore Grigoli, il killer di Padre Puglisi, condannato a 16 anni dalla Corte d’Assise di Palermo, è stato scarcerato nel 2000 dopo aver scontato una pena effettiva inferiore a due anni di reclusione. Mandanti dell’omicidio furono i capimafia Filippo e Giuseppe Graviano, arrestati il 26 gennaio 1994. Giuseppe Graviano viene condannato all’ergastolo per l’uccisione di don Puglisi il 5 ottobre 1999. Il fratello Filippo, dopo l’assoluzione in primo grado, viene condannato in appello all’ergastolo il 19 febbraio 2001. Condannati all’ergastolo dalla Corte d’assise di Palermo anche Gaspare Spatuzza, Nino Mangano, Cosimo Lo Nigro e Luigi Giacalone, gli altri componenti del commando che aspettò sotto casa il prete.

Sulla sua tomba, al Cimitero Monumentale di Palermo sono scolpite le parole del Vangelo di Giovanni “Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici” (Gv 15,13).

(Fonte: Wikipedia)

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