Caso Ballarò, Floris: “La libertà di stampa va presidiata, il 19 sarò in piazza a manifestare”

di Maria Elena Pistuddi

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(Foto: Kikapress)

E’ ancora bufera su Raitre dopo la decisione dei vertici di Viale Mazzini di far slittare la prima puntata di Ballarò a giovedì prossimo per far spazio alla prima serata di Porta a Porta in occasione della riconsegna delle prime case ai terremotati di Onna, in Abruzzo. A non capacitarsi per un atto che giudica assolutamente “immotivato” è soprattutto Giovanni Floris, il conduttore del programma che martedì prossimo non andrà in onda.

Floris, una doccia fredda e a pochi giorni dal debutto: come ha accolto la notizia?

“Sono rimasto dispiaciuto, certo, ed è dire poco. E’ come aver lavorato per mandare in stampa un giornale e vederne poi un altro in vendita nelle edicole”.

Il capo del governo decide di querelare Repubblica e l’Unità, Report di Milena Gabanelli non parte, AnnoZero di Michele Santoro rischia e infine viene improvvisamente cancellata la prima puntata di Ballarò. Che cosa sta succedendo in Italia?

“Non sta a me dirlo, non voglio disegnare scenari politici, per quanto sia indubbio che si tratta di trasmissioni di gran successo, che qualsiasi azienda porterebbe sul palmo della mano. A Viale Mazzini invece sembrano incontrare troppi problemi”. Gentiloni, responsabile comunicazione del Pd, sostiene che si tratti dell’ennesimo tentativo di “normalizzazione” di Raitre; Lainati, vicepresidente Pdl della Vigilanza Rai, replica che lo spostamento è solo un “fatto tecnico”.

Siamo agli eccessi? Quale tesi è più credibile?

“Non voglio sposare tesi, a me sta porre domande, non dare risposte. Resto convinto che sia un atto immotivato. Avremmo potuto trattare gli stessi temi dello speciale di Raiuno, non vedo il motivo di sostituirci. Abbiamo un inviato in Abruzzo da due settimane, e la cerimonia del 15 settembre era un avvenimento previsto da tempo, da prima che presentassimo la trasmissione”.

Ottime ragioni per dissentire…

“Sì, si tratta di un avvenimento in agenda; non di un evento, non di un imprevisto, né di un’emergenza. So che (nel rispetto del suo ruolo) il Direttore Ruffini lo ha fatto notare all’azienda, ma non è stato ascoltato. Naturalmente poi avremmo parlato anche di altro, di attualità politica e di attualità economica. La prima puntata era stata inoltre presentata una settimana fa in una conferenza stampa tenuta alla presenza del capo ufficio stampa Rai“.

Chi difende la scelta adottata dai vertici Rai sostiene anche che per Ballarò sia un’occasione mancata per un nuovo attacco a Berlusconi. Come si difende?

“Non mi difendo, rispondo. E rispondo che è una fesseria”.

Anche lei pensa che nel nostro Paese la libertà di stampa sia a rischio?

“Va presidiata, senza dubbio”.

Parteciperà alla manifestazione del 19 settembre?

“Sì”.

Scende in piazza pure Topolino: protesta per la Sanità alla Disney

Nel regno dei cartoni animati non sono tutte rose e fiori negli ultimi tempi. I dipendenti della Disney Pictures sono DisneySummerGamesdascaricarediventati di fatto l’ultimo fronte di protesta nel dibattito sulla sanità americana. Centinaia di lavoratori sono scesi in piazza ad Anaheim, in California, per chiedere di ottenere una mantenere la propria copertura sanitaria. La settimana scorsa è stata messa in scena addirittura una manifestazione con pupazzi di Topolino e Biancaneve vestiti da malati per fermare i tagli voluti dai dirigenti della Disney, che da sempre definiscono la propria azienda “il miglior posto al mondo dove lavorare”.

La società, che ha registrato utili per 4,4 miliardi di dollari nel 2008, ha infatti proposto di ridurre la copertura sanitaria mettendo d’ora in poi a carico dei lavoratori il 25% delle spese assicurative. “Se questa cosa passa perderei tutto”, ha detto una delle dipendenti del ristorante Disney di Anheim che ha uno dei suoi figli sulla sedia a rotelle a causa di un danno cerebrale.

Il dibattito sulla riforma della sanità americana sbarca così anche tra i cartoni animati più famosi del mondo, che in quanto a previdenza sembrano condividere gli stessi problemi di tutte le aziende americane, alle prese con la crisi e con i tagli delle spese. Con il nuovo piano alcuni dipendenti dovrebbero pagare anche 500 dollari al mese di spese sanitarie. “A noi interessa il benessere dei lavoratori e siamo impegnati perché abbiano una previdenza sanitaria affidabile e di qualità”, a detto al Los Angeles Times la portavoce della società, Suzi Brown.

La protesta è stata organizzata in occasione dell’apertura della D23 Disney Expo ed è solo l’ultima in America a seguito dell’impennata dei costi sanitari degli ultimi anni. I sindacati promettono intanto battaglia per evitare che i dipendenti debbano in futuro fare affidamento sulla previdenza pubblica. Un dibattito tanto più acceso dopo gli incidenti nei parchi giochi della società verificatisi negli ultimi mesi che sono costati la vita a diversi lavoratori in Florida. (Apcom)

Google: Svizzera contro ‘Street View’

Crea problemi anche in Svizzera ‘Street View’, il servizio di Google Maps che permette di navigare virtualmente per le strade. La Confederazione minaccia di portare in tribunale il piu’ usato motore di ricerca di Internet se non accogliera’ entro 30 giorni la richiesta delle autorita’ di tutelare maggiormente il rispetto della privacy dei cittadini. La Svizzera aveva chiesto il mese scorso il ritiro delle immagini riguardanti il Paese. (ANSA)

Ancora terremoto: scossa sull’Appennino

 
Epicentro a Barberino del Mugello e a Scarperiaterremoto2
Una scossa di terremoto di magnitudo 4.2 e’ stata registrata poco dopo le 22.04 sull’Appennino tosco-emiliano. La scossa, con epicentro a Barberino del Mugello e Scarperia, e’ stata sentita a Firenze e Pistoia e a Bologna. Sono in corso verifiche ma al momento non risultano danni a persone o cose. La scossa, secondo quanto riporta il sito dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, e’ stata registrata profondita’ di 3,5 km nel distretto sismico del Mugello. (ANSA)

SCUOLA. RISPARMIARE SUI LIBRI?

1236_scuola“L’unico modo per ‘obbligare’ gli editori a diminuire i prezzi è aumentare il potere contrattuale dell’acquirente.

E per fare ciò, possiamo seguire l’esempio degli Stati Uniti, della Gran Bretagna e di altri Paesi europei: siano le scuole ad acquistare i libri di testo e a distribuirli agli studenti, i quali a fine anno li restituiranno per gli studenti dell’anno successivo”.

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ANCORA SOLDI ALLA FIAT

Sicilia Libera, Federazione Movimenti Sicilianisti apprende con stupore che il Presidente della Commissione Parlamentare Attività Produttive dell’ars, Salvino Caputo ha presentato una mozione parlamentare per impegnare il Governo della Regione a intervenire presso il governo Berlusconi per garantire il mantenimento dello stabilimento Fiat di Termini Imerese e il suo indotto e per coinvolgere l’azienda termitana nella produzione del modello Y e di nuovi altri modelli automobilistici, mediante profusione di ingenti somme di denaro pubblico. Leggi il seguito di questo post »

1^ Festa Sinistra e Libertà

feste-ebraiche-sukkot_image00116 – 20 Settembre, Napoli  – Bagnoli – Città della Scienza

16 settembre – mercoledì

 

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