NO al ponte: manifestare ad Agosto

di Beniamino Ginatempo

Sabato 8 Agosto si svolgerà a Messina una manifestazione nazionale contro la follia ponte sullo Stretto. Il ponte non è solo l’inutile piramide del faraone Berlusconi, è l’esempio da libro di sviluppo insostenibile; dell’uso del debito pubblico (i soldi dei nostri nipoti e pronipoti) per favorire i soliti noti; del dopaggio del PIL senza che migliori la qualità della vita; del superfluo che diventa necessario, ecc. Leggi il seguito di questo post »

NO AL PONTE! SI ALLE INFRASTRUTTURE UTILI!

La Sicilia ritorna in piazza contro l’insulto più grande alla sua popolazione, in particolare proprio ai lavoratori e ai giovani: l’inutile e dannoso Ponte di Messina. Leggi il seguito di questo post »

vecchio SDI

Una dichiarazione pubblica del segretario regionale del PS Giovanni Palillo, fatta anche a nome della federazione di Messina e apparsa alla vigilia della manifestazione contro il ponte sullo stretto di domani 8 Agosto, recita «Il Partito Socialista Siciliano così come il vecchio SDI non è contrario alla realizzazione del Ponte sullo Stretto». Leggi il seguito di questo post »

corteo 8 agosto

Sabato 8 agosto alle ore 18.00, con concentramento a Piazza Cairoli, CORTEO
NO PONTE. Leggi il seguito di questo post »

Taormina Arte: Stasera é di scena l’Aida in versione digitale

di Maria Teresa Prestigiacomo

Si apre la “mini stagione lirica” del contenitore di spettacoli di Taormina Arte che vedrà in scena, questa sera, venerdì 7 agosto, alle 21 e 30, presso il Teatro Antico, “Aida”,  in versione “digitale”.

L’appuntamento lirico, che sarà  replicato il 9 e l’11 agosto, ha alle spalle un lavoro che parte da molto lontano.  “Diffondere la programmazione degli spettacoli in anticipo è fondamentale” – ha spiegato il direttore artistico Enrico Castiglione – “ed il mio obiettivo è stato e sarà quello di far esibire nel suggestivo palcoscenico taorminese i grandi artisti del panorama internazionale che è necessario contattare in largo anticipo. Certamente l’area storica non ha l’ampiezza dell’Arena di Verona,  ma il suo scenario è unico. ‘Aida’ è adesso un sogno che si realizza. Per il terzo anno consecutivo ‘Rai Uno’ manderà in onda uno spettacolo di lirica registrato al Teatro Antico. Dopo ‘Medea’ e ‘Tosca’, adesso toccherà alla fatica musicale di Giuseppe Verdi.

Una menzione particolare va alla realizzazione della piramide sul palco che è realizzata interamente dallo staff  tecnico di Taormina Arte. Questa sarà impreziosita da quadri realizzati con fasci di luce studiati e preparati in digitale. Si avrà l’impressione di essere tridimensionalmente in Egitto. I costumi di Sonia Cammarata sono ispirati dall’iconografia classica egiziana e rappresenteranno un unico complesso con i giochi di luce”.

L’edizione taorminese dell’opera verdiana è stata presentata nei locali dell’hotel Timeo, una terrazza del quale è servita da zona ove custodire, appunto, i preziosi vestiti. Ma si parte con già tanti successi alle spalle anche di botteghino grazie ad un incasso, fino a questo momento, di un milione e cento euro degli spettacoli di Taormina Arte. Il successo, dal punto di vista economico e della critica, della kermesse è stato sottolineato dal sindaco, Mauro Passalacqua, nelle sue vesti di presidente del comitato di Taormina Arte, durante la presentazione dell’edizione estiva dell’opera verdiana. “Questo importante risultato in ordine economico” – ha detto il primo cittadino – “è confermato anche da questa ‘Aida’ da tutto esaurito che siamo riusciti a promuovere già da novembre scorso, da quando, cioè, abbiamo effettuato la presentazione ufficiale al ‘World Travel Market’ di Londra”. Sulla stessa “lunghezza d’onda” di Passalacqua si è trovato anche il presidente della Provincia di Messina, Nanni Ricevuto. “I risultati finora ottenuti” – ha affermato Ricevuto – “parlano chiaro. Si tratta di un traguardo di tutto il comitato di cui fa parte anche il sindaco di Messina, Giuseppe Buzzanca. Il Teatro Antico si avvia a diventare, con le opportune differenze, l’”Arena del Sud”, grazie ad un programma ben ideato dal direttore artistico Castiglione. Devo sottolineare anche che Taormina Arte riesce a dare una mano all’industria turistica locale. Gli albergatori ci esprimono consensi e ci spingono anche a fare di più e meglio”. Ma si prospettano, realmente, serate interamente dedicate ai melomani. “Il cast è eccezionale e il nostro complesso musicale è composto interamente da giovani provenienti dai conservatori di tutt’Italia” – ha detto il maestro Fabio Mastrangelo direttore dell’‘Orchestra Nazionale dei Conservatori‘ – “che debutteranno con un’opera difficile. Questo è un progetto che intende formare una serie di musicisti che andranno ad elevare il panorama esecutivo italiano”. Ninni Panzera, segretario generale della kermesse, ha ringraziato, infine, tutto il sistema organizzativo  capace di allestire spettacoli di ogni genere.

Tutto pronto, dunque, per questo  grande appuntamento con la lirica. Per l’opera è previsto un cast di cantanti assolutamente d’eccezione: Isabelle Kabatu, Salvatore Licitra, Christophoros Stamboglis, Juan Pons, Antonio De Gobbi, Aldo Bruni, Raffaella Fraioli. Coro Lirico “Francesco Cilea” diretto dal Maestro Bruno Tirotta. Le coreografie sono curate, infine, da Rita Colosi. La stagione lirica proseguirà, sempre ad agosto, con la “Cavalleria Rusticana”.

GEORGIA / FEDERAZIONE RUSSA: RAPPORTO DI AMNESTY INTERNATIONAL A UN ANNO DALLA GUERRA

di Amnesty International Italia

Un anno dopo la guerra tra Georgia e Federazione Russa, migliaia di civili rimangono lontani dalle proprie case, con scarse prospettive di farvi rientro nel breve periodo. Insieme a molte altre persone che sono riuscite a tornare, condividono un futuro incerto.

‘Centinaia di migliaia di persone devono fronteggiare una nuova realta’ creata dal conflitto e le autorita’ hanno la responsabilita’ di rendere questo tempo di transizione il meno duro possibile. Hanno anche il dovere di fornire giustizia e riparazione alle vittime’ – ha dichiarato Nicola Duckworth, direttrice del Programma Europa Centrale e Asia di Amnesty International, presentando un nuovo rapporto sulle conseguenze del conflitto tra Georgia e Federazione Russa, che l’organizzazione per i diritti umani ha redatto a un anno esatto dal suo inizio. ‘Le autorita’ di ambo le parti devono garantire il diritto degli sfollati a rientrare in condizioni di sicurezza e dignita’ e a controllare pienamente il proprio futuro’.

La guerra scoppiata nella notte tra il 7 e l’8 agosto 2008 causo’ la fuga di circa 192.000 persone, in larga parte di etnia georgiana. Dei 38.500 civili di etnia ossetina che lasciarono l’Ossezia del Sud per trovare riparo nella Federazione Russa, la maggior parte (salvo 4000) ha fatto rientro nel proprio territorio. Per quanto riguarda invece gli sfollati georgiani, 30.000 sono ancora lontani dalle proprie abitazioni; in particolare, 18.500 sfollati fuggiti dall’Ossezia del Sud e dal distretto di Akhalgori rischiano di esserlo ancora per molto tempo.

La maggior parte degli sfollati in Georgia ha ottenuto un risarcimento o una sistemazione alternativa, all’interno di 36 nuovi centri urbani o insediamenti rurali dotati di forniture e servizi essenziali. Il principale problema, hanno riferito ad Amnesty International, e’ l’isolamento di questi insediamenti, che rende difficile recarsi in ospedale o frequentare la scuola e, soprattutto, costringe alla dipendenza dagli aiuti umanitari.

Il rapporto di Amnesty International, intitolato “La popolazione civile e il post-conflitto: la guerra Georgia – Russia un anno dopo”, descrive il clima di crescente tensione e sicurezza precaria nel quale i civili stanno cercando di ricostruire le proprie vite. Nessuno, sottolinea l’organizzazione per i diritti umani, e’ stato chiamato a rispondere delle numerose violazioni del diritto internazionale commesse durante il conflitto.

Una grande sfida rimane quella della sicurezza in tutta la regione interessata dal conflitto. Alcune aree sono rimaste praticamente spopolate. Nelle aree confinanti con l’Ossezia del Sud, i georgiani che sono rientrati non hanno piu’ accesso ai campi e ai frutteti, poiche’ quei territori sono ora amministrati dalle autorita’ ossetine o non sono stati ancora bonificati dagli ordigni inesplosi.

La mancanza di chiarezza sulla linea di demarcazione tra Georgia e Ossezia del Sud istituita dopo il conflitto e’ un’altra fonte di insicurezza. La situazione e’ resa piu’ grave dalla ridotta capacita’ di monitoraggio internazionale dopo la chiusura della missione Osce-Onu. Gli unici osservatori internazionali presenti nella regione, quelli della missione dell’Unione europea, non possono entrare nelle aree controllate dalle autorita’ dell’Ossezia del Sud ne’ nell’altro territorio secessionista dell’Abkhazia.

‘Le autorita’ di tutte le parti coinvolte nel conflitto devono garantire la sicurezza di coloro che vivono nelle zone colpite dalla guerra di un anno fa e di coloro che fuggirono ma ora vogliono rientrare nelle proprie case. Preoccupazioni di natura politica non dovrebbero spingere le autorita’ a venir meno ai propri obblighi internazionali di garantire il rispetto dei diritti delle persone che si trovano sotto il loro controllo’ – ha precisato Duckworth.

Il rapporto di Amnesty International ricorda anche le ricerche effettuate dall’organizzazione per i diritti umani immediatamente dopo lo scoppio del conflitto, dalle quali emersero prove significative di crimini di guerra e possibili crimini contro l’umanita’ commessi durante e dopo le ostilita’. Le forze georgiane non presero misure adeguate per proteggere la popolazione civile nel corso dell’attacco a Tskhinvali, nella notte tra il 7 e l’8 agosto, in cui morirono decine di persone. Le milizie ossetine saccheggiarono e distrussero abitazioni e altre proprieta’ in diversi villaggi dell’Ossezia del Sud a maggioranza georgiana. Le forze russe non intervennero adeguatamente per impedire queste azioni e, a loro volta, lanciarono attacchi aerei e di terra contro villaggi e citta’, in alcuni casi colpendo indiscriminatamente o deliberatamente obiettivi civili. Sia le forze georgiane che quelle russe fecero ricorso alle bombe a grappolo.

‘A oggi, nessuno e’ stato sottoposto a processo ne’ da parte georgiana ne’ da parte russa, per le gravi violazioni delle norme internazionali e delle leggi nazionali commesse durante e subito dopo il conflitto’ – ha denunciato Duckworth. ‘La riconciliazione e una pace duratura non saranno possibili se non si fara’ luce sulle responsabilita’ e non si accertera’ la verita”.

Amnesty International chiede a tutte le parti coinvolte nel conflitto di prendere misure adeguate per avviare indagini rapide, indipendenti, complete e imparziali sulle denunce relative a crimini internazionali, crimini di guerra inclusi, commessi dalle proprie forze armate. Di fronte a prove evidenti, l’organizzazione sollecita procedimenti in linea con le norme internazionali sull’equita’ dei processi.

Il rapporto ‘Civilians in the aftermath of War: The Georgia – Russia conflict one year on’ e’ disponibile online dal 7 agosto sul sito
http://www.amnesty.org

FINE DEL COMUNICATO Roma, 7 agosto 2009

Per ulteriori informazioni, approfondimenti e interviste:
Amnesty International Italia – Ufficio stampa
Tel. 06 4490224 – cell. 348-6974361, e-mail: press@amnesty.it

CONCORSI PUBBLICI

“E’ veramente scandaloso che una commissione esaminatrice non svolga con precisione e competenza il proprio lavoro”. Leggi il seguito di questo post »

Gabbie salariali

di Arturo Scotto

Ma siamo proprio sicuri che le gabbie salariali nel sud non esistano già? E’ che come al solito ci troviamo in mezzo ad una vera e propria operazione propagandistica nel bel mezzo del generale agosto quando gli italiani sono intenti a preparare le valigie per qualche giorno di vacanza e guardano con distrazione e talvolta con fastidio al dibattito politico. Leggi il seguito di questo post »

Incidente in una fabbrica di marmi, un morto

Il trentasettenne Antonino Fachile è morto, questa mattina alle 11.30,  schiacciato dal muletto su cui stava trasportando una lastra di marmo. La vittima,  insieme al fratello Basilio, era titolare della ditta Fachile Marmi di Torrenova. Nonostante il tempestivo arrivo dei mezzi di soccorso, le condizioni dell’uomo sono apparse da subito molto gravi e quando è arrivato all’ospedale di Sant’Agata di Militello per lui non c’era più nulla da fare. Sul posto per i rilievi, del tragico  incidente sul lavoro, sono intervenuti i Carabinieri.

NO PONTE

L’Organizzazione Comunista-arton291 (OCAP) e il Partito Comunista dei Lavoratori aderiscono alla manifestazione NO PONTE dell’otto agosto a Messina e invitano i lavoratori e i cittadini a partecipare a questa iniziativa di lotta contro la devastazione ambientale, la speculazione sulla pelle dei lavoratori e cittadini, per un modello di sviluppo che metta al centro le infrastrutture utili, come le ferrovie, la navigazione pubblica, la messa in sicurezza del territorio dal rischio idrogeologico, la prevenzione dal rischio sismico, e la tutela dei beni comuni (acque, aria, ecc).

Giacomo Di Leo per L’OCAP (organizzazione comunista-Alternativa Proletaria, per la Quarta Internazionale), Mario  Russo per il Partito Comunista dei Lavoratori.

DOPO CARONTE & TOURIST ANCHE RFI BLUVIA AUMENTA IL COSTO DEI BIGLIETTI

enotria_004 Traghettare con il vettore pubblico costerà di più nel week end. “Una bella sorpresa a cominciare da oggi per tutti i viaggiatori che scelgono Rfi Bluvia per trascorrere le vacanze in Sicilia”, commentano ironicamente Enzo Testa, Michele Barresi e Mariano Massaro, segretari di Fit Cisl e Orsa Navigazione. Dalla mezzanotte di venerdì e sino a tutta la giornata di domenica, da oggi per tutti i week end, è stato disposto un aumento di 3 euro per ogni corsa semplice per autovetture, camper e similari sulla tratta Messina-Villa San Giovanni e viceversa. L’aumento diventa di 6 euro a biglietto per il viaggio di andata e ritorno oltre i tre giorni per un costo totale che arriva a 55 euro per un’autovettura. L’ordine di servizio è datato 3 agosto 2009 a firma del responsabile navigazione di Bluvia, ing. Filippo Palazzo, ma è stato diramato soltanto oggi. “In realtà di sorpresa non si tratta – sottolineano Testa, Barresi e Massaro – perché sullo stretto siamo abituati agli accordi di cartello tra compagnie private e quella pubblica. L’aumento entra in vigore appena due giorni dopo la conferenza stampa della Caronte&Tourist in cui si annunciavano aumenti per i passeggeri trasportati dalle autovetture imbarcate. Il vettore pubblico si allinea, quindi, alle compagnie private che già da qualche mese applicavano tariffe selvagge e differenziate nei giorni della settimana che spesso facevano preferire ai viaggiatori l’utilizzo dei mezzi Bluvia. Riteniamo vi siano i presupposti, come più volte denunciato anche per il trasporto dei mezzi pesanti, di un intervento dell’Antitrust. Secondo noi si tratta, infatti, di un accordo di cartello che penalizza l’utenza. Il solito gioco del pubblico che rinuncia a fare concorrenza in quote di mercato che potrebbero portare profitto e margini di guadagno che sarebbero solo a favore dell’occupazione e della mobilità nell’area dello stretto”.

Traffico di amianto, nove arresti

I carabinieri del Noe di Roma, nelle prime ore della mattina, hanno dato esecuzione a 9 misure cautelari di cui un’ordinanza in carcere, cinque ai domiciliari e tre agli obblighi di dimora nel comune di residenza, emesse dal Gip presso il Tribunale di Velletri. Il reato contestato è il traffico illecito di rifiuti speciali pericolosi contenenti amianto in forma friabile, altamente cancerogeno, provenienti principalmente dal sito di bonifica di interesse nazionale di Milazzo (Me) e da altre parti d’Italia e inviati presso la discarica di Pomezia, idonea a ricevere esclusivamente amianto compatto.

La condotta illecita di produttori, intermediari e smaltitori di tali rifiuti veniva agevolata attraverso azioni di corruzione e di concussione poste in essere dai titolari della discarica e da funzionari pubblici.

Messina, maxi truffa allo Stato

Il Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Messina ha smascherato una truffa da oltre 3,4 milioni di euro ai danni dell’Inps, architettata da 5 aziende agricole con sede nella zona nebroidea. La truffa passava da false assunzioni di braccianti e dalla dichiarazione di una disponibilità di terreni superiore a quella effettiva. Dal 2006 al 2008, nei terreni di S. Angelo di Brolo, Sinagra, Roccella Valdemone, Montalbano Elicona, Tripi, Tortorici, Gioiosa Marea, Librizzi e Raccuja, le cinque aziende, sottolineano gli inquirenti, “hanno documentato un fabbisogno di lavoro in misura sproporzionatamente superiore rispetto a quello effettivamente necessario, quantificato in quasi 172.000 giornate lavorative fittizie e avrebbero fatto risultare avviati al lavoro i braccianti agricoli presentando dichiarazioni di manodopera agricola trimestrale che avrebbero indotto in errore gli enti previdenziali e assistenziali, procurando ai lavoratori un ingiusto profitto pari alle somme di denaro dovute dall’Inps a titolo di indennità (disoccupazione, assegni familiari, contribuzioni pensionistiche e prestazioni per malattie e maternità)”. inpsIl danno erariale complessivo ammonta a circa 6.500.000 euro, comprensivo dei contributi non versati dai datori di lavoro. Le Fiamme Gialle hanno denunciato all’Autorità Giudiziaria i titolari delle ditte e 1.979 falsi braccianti agricoli, tutti residenti nel messinese, per truffa. A conclusione delle indagini i titolari delle aziende saranno segnalati anche alla Procura regionale della Corte dei Conti di Palermo per il danno erariale.

Giornalisti, il sindacato attacca “Stipendi d’oro per due direttori”

L’editoria italiana soffre la crisi, molti giornali stanno adottando misure di austerità, e in questo contesto anche le “voci” sugli stipendi d’oro di due nuovi direttori creano allarme. Spiega così il suo inusuale intervento di oggi il sindacato dei giornalisti italiani che in una nota ha chiesto al ministero del Lavoro di compiere “verifiche” e diradare “dubbi” sui presunti “ingaggi d’oro” garantiti a Maurizio Belpietro (neonominato alla guida di Libero) e di Vittorio Feltri, che va a dirigere il Giornale. ”La Federazione Nazionale della Stampa – si legge nella nota – non è solita prendere in considerazione indiscrezioni, boatos e congetture, soprattutto in occasione dei cosiddetti ‘giri di valzer’ dei direttori. Ma 15 milioni cash di ‘buonentrata’ e uno stipendio di 3 milioni annui (questo si dice sia il compenso a Vittorio Feltri per tornare a dirigere il Giornale), oppure 5 milioni annui a Belpietro per Libero, se confermati, sono cifre esorbitanti, incredibili, illogiche”. stipendi d'oroPesanti i toni usati dalla Fnsi: le cifre che circolano sono, “senza nulla togliere al valore professionale dei due colleghi, una scelta cinica e indecorosa. Sono cifre surreali nel momento in cui, in Italia, le imprese editoriali stanno aprendo decine di stati di crisi”. E’ il caso dello stesso Giornale, ricorda il sindacato, che solo l’anno scorso ha chiesto e ottenuto una ristrutturazione interna, con accesso ai prepensionamenti e attingendo alle casse dell’Inpgi. Un ingaggio milionario per un direttore, ragiona l’Fsni, costringerebbe l’azienda a “ritornare alla situazione occupazionale precedente, a reintegrare nel lavoro e nello stipendio i colleghi prepensionati, a restituire all’Inpgi i costi dei pensionamenti anticipati”.  “C’è anche una vertenza sindacale a Libero – ricorda la nota – La Fnsi chiede ai diretti interessati, alle relative aziende e alla Fieg di fare chiarezza su stipendi che escono dalla legittima riservatezza per entrare di diritto nelle tematiche industriali e sindacali dell’editoria e della sua conclamata crisi”.