COMPORTAMENTO ANTISINDACALE DELL’ AZIENDA E DANNO ECONOMICO-PROFESSIONALE PER I MEDICI DEL POLICLINICO UNIVERSITARIO DI MESSINA


policlinico messina 3

Con la mancata applicazione dell’Atto Aziendale , l’ Amministrazione dell’AOU “G Martino”  ha posto in essere un inadempimento contrattuale violando non solo l’art. 2103 C.C. ma anche l’art. 2087 che obbliga il datore di lavoro ad adottare le misure necessarie per tutelare l’integrità fisica e morale del lavoratore; il danno alla professionalità e all’indennità personale del lavoratore può essere accertato attraverso presunzioni semplici>>. Tribunale di Roma, (sent. n. 236027/01). Da consolidata giurisprudenza si evince che <<il conferimento degli incarichi ai dirigenti si iscrive nell’ area gestionale e costituisce esercizio di un potere privato, perché presuppone già compiute dai competenti organi di indirizzo le scelte organizzative di tipo strutturale: la disciplina della privatizzazione dei rapporti di impiego pubblico si impernia sul principio per cui gli atti che si collocano al di sotto della soglia di configurazione strutturale degli uffici pubblici e che riguardano il funzionamento degli apparati sono espressione della capacità di diritto privato>>.

La tesi presuppone la centralità dell’atto aziendale, rispetto al momento provvedimentale dell’atto di conferimento.

L’atto aziendale , compete al direttore generale, è atto di autoregolamentazione che – nell’ambito delle linee guida fissate dalla regione – materializza scelte strategiche e gestionali capaci di operare a tutto campo, nei confronti del personale e degli utenti del servizio sanitario (così FERRARA).

Nell’atto aziendale è racchiuso il nucleo della autonomia imprenditoriale dell’azienda sanitaria e siccome nella sanità il concetto di impresa coincide con l’equilibrio fra risparmio di spesa e mantenimento di livelli qualitativi di assistenza (NARDONE), vi deve essere la libertà di valorizzare le risorseanche e soprattutto quelle umane – con una certa libertà di azione. Questa libertà di azione, nel rispetto delle previsioni dell’atto aziendale che fissa il numero e la tipologia degli incarichi, o di scelta delle risorse umane, da parte di chi poi assume la responsabilità globale di gestione (ovvero il direttore generale) è garantita a livello ordinamentale dal principio della responsabilità dirigenziale quale responsabilità per mancato raggiungimento degli obiettivi; responsabilità che prescinde dal dolo o dalla colpa del dirigente e che – una volta ravvisata – consente di revocare o di non confermare dall’incarico dirigenziale.

Da un punto di vista non soltanto formale ma sostanziale,  nel caso di attribuzione  di incarichi di struttura complessa, è necessario un preventivo avviso da pubblicare nella gazzetta ufficiale, avendo l’avviso la funzione fondamentale di ampliare il campo dei soggetti tra i quali il direttore deve operare la scelta.

Anche se l’ affidamento di incarichi dirigenziali ( strutture complesse, dipartimentali e semplici ) è di tipo fiduciario, il DPR n. 487/1994 impone  norme procedurali (concorsi) che non possono essere disattese: << qualsiasi modalità sia prevista per la procedura concorsuale e cioè quella del concorso per esami, quella del concorso per titoli ed esami, quella del concorso per soli titoli , quella del corso – concorso ovvero quella del concorso con preselezione, un dato comune ed indefettibile a tutte le suddette procedure è che esse si concludono con l’approvazione di una graduatoria di merito, che costituisce un vincolo per l’ente che ha promosso la procedura concorsuale, nel senso che l’assunzione dei candidati deve eseguire, entro il limite dei posti messi a concorso, l’ordine che i candidati hanno assunto nella graduatoria, una volta che la stessa sia stata definitivamente approvata >>.

Pertanto, l’Amministrazione, prima di affidare incarichi di UOC  (Unità Operative Complesse), avrebbe dovuto bandire un concorso e solo dopo ,  in esito all’eventuale colloquio ed alla valutazione dei titoli e dei requisiti, da parte di una commissione, dei candidati all’incarico, l’amministrazione avrebbe dovuto predisporre un elenco di candidati idonei, perché in possesso dei requisiti di professionalità previsti dalla legge e delle capacità manageriali richieste in relazione alla natura dell’incarico da conferire; elenco da sottoporre al direttore generale il quale, solo dopo, avrebbe dovuto e potuto scegliere.  L’ A.O.U. “G. Martino” di Messina  ha deciso, invece, la strada piu’ breve, nonostante la palese illegittimità del comma 2.2 del regolamento di AFFIDAMENTO VALUTAZIONE E REVOCA DEGLI  INCARICHI DIRIGENZIALI

Area Medica e Sanitaria , approvato dal Commissario Straordinario con deliberazione  N° 543 del 10/06/2009  che prevede l’affidamento di incarichi dirigenziali  senza esperimento delle procedure di cui all’art.15-ter,comma 2 del D.Lgs 502 del 30/12/1992 ( 2.2 – Gli incarichi di direzione di struttura complessa, nel limite del numero stabilito nella Delibera del Commissario Straordinario n. 417 del 29.04.09, sono affidati dal Direttore Generale d’intesa con il Rettore dell’Università e sentito il Direttore del Dipartimento se già nominato. Tali incarichi sono conferibili ai professori universitari e ricercatori ed al personale equiparato a dirigente medico e sanitario nel rispetto della specializzazione disciplinare posseduta, previo avviso di dichiarazione di disponibilità da parte degli aventi titolo e senza esperimento delle  procedure di cui all’art. 15 – ter, comma 2, del D.Lgs. 502 del 30/12/1992, fermo restando l’obbligo del possesso dei requisiti di cui al D.P.R. 10/12/1997, n. 484. L’attestato di formazione manageriale, di cui all’art. 15, comma 8, dello stesso D.Lgs. 502 del 1992, e successive modificazioni, può essere sostituito da altro titolo dichiarato equipollente, con Decreto dei Ministri della Salute e dell’Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica.)  Un regolamento può disattendere un dispositivo di Legge ?  Assolutamente NO !

La domanda che si pone è: a fronte di tale situazione illegittima e illegale quale sarà l’atteggiamento e il consequenziale comportamento dell’Assessorato alla Sanità  della Regione Sicilia ?  Circa il silenzio del Rettore e del Preside della Facoltà di Medicina dell’Università di Messina, ai posteri l’ardua sentenza. “ Le leggi ci son, ma chi pon mano ad esse ?” (DANTE)

U.ME.S.  UNIVERSITA’ E MERITOCRAZIA SOLIDALE


Pubblicato su Sanità. Leave a Comment »

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: