Appicca incendio per eliminare erbacce e muore tra le fiamme

SANTO STEFANO DI CAMASTRA (MESSINA) – Un fioraio di 56 anni di Santo Stefano di Camastra, Lucio Volo, è morto nel tentativo di spegnere un incendio divampato in un appezzamento di terreno di contrada Felicita, che aveva appiccato per eliminare cumuli di erbacce. Il rogo è diventato subito violento, sprigionando fiamme alte. Lucio Volo ha provato inizialmente a spegnere l’incendio, ma il tentativo è risultato vano. Poi, impaurito, ha cercato una via di scampo precipitando in un crepaccio.

Busta con proiettili recapitata a casa del sindaco Buzzanca

2881828068_3219f34cfe Una busta con un proiettile è stata recapitata nell’abitazione del sindaco di Messina e deputato regionale Pdl, Giuseppe Buzzanca, mentre si trovava a Roma per incontrare con altri esponenti siciliani del Pdl il premier Silvio Berlusconi. Buzzanca ha avvertito il prefetto e agenti della Digos hanno sequestrato la busta.

Foto di Enrico Di Giacomo

«L’urlo dei pendolari dello Stretto non viene ascoltato dalla cittadinanza»

La continuità territoriale tra la Sicilia e il Continente? Un optional. Sul dibattito riguardo la vertenza Stretto interviene anche la presidente di Legambiente Santina Fuschi, secondo la quale «è una vergogna il lassismo con cui è stato, anzi non è mai stato affrontato il problema da parte di chi in campagna elettorale promette anche la luna ad una città che si accontenterebbe di avere i servizi primari. Siamo 8.000 i pendolari che ogni giorno affrontano disagi, insulti, ritardi, rincari fuori da ogni ISTAT, oneri vari, orari, ritardi, anticipi, salti di corsa, motori in fiamme, inquinamento acustico, scarichi maleodoranti, attracchi per niente ospitali, barriere architettoniche, assenza di spiegazioni in caso di emergenza, costi eccessivi di ristorazione, tabelle d’imbarco ridotte per diminuire i costi e quindi, la sicurezza dei viaggiatori, e compagnia cantando. Tutti delicatezze riservate ai pendolari da entrambi i vettori dello Stretto».  «Certo  il privato detta legge, il monopolio sulla città impone prezzi, tariffe, tabelle e gli altri si adeguano, e Bluvia il carrozzone a partecipazione pubblica che fa? Invece di soccorrere i lavoratori, come si suol dire, da loro il colpo di grazia: licenziamenti, dismissioni, navi anteguerra, corse sempre più rare. Altro che mobilità sostenibile. Si pensa alle opere faraoniche, alle grandi infrastrutture, al Ponte, senza considerare lo sfacelo delle linee ferrate della Calabria e della Sicilia. Senza considerare, che in un periodo di crisi delle risorse, si dovrebbe pensare ad un cambio di sistema nei trasporti soprattutto di merci: meno gommato, più marittimo e ferrato. Meno inquinamento senz’altro e se poi volessimo anche minori costi basterebbe adottare un tipo di commercio solidale preferendo sviluppare i prodotti e i servizi delle proprie regioni, del proprio paese, senza necessariamente buttare al macero le nostre meravigliose arance ed importare quelle cerate dalla Spagna».  Budelli 2Secondo la Fuschi «i nostri cari amministratori dovrebbero fare i pendolari per una settimana. Alzarsi all’alba per prendere lavoro almeno 4 ore, e a volte neanche arrivarci perché, soprattutto nel caso di Bluvia, nessuna ti informa che la nave veloce non parte. E la splendida idea, poi della metropolitana del mare? A quanti di noi pendolari servirà fare il giro di Rc, Messina e Villa a 5 Euro prima di iniziare a lavorare? Forse pensavano al tour turistico. E’ difficile comprendere che cosa giusta e utile è velocità, economicità e collegamento diretto? Ma perché a risolvere i problemi veri, non viene chiamato l’uomo di tutti i giorni? Il pendolare che d’inverno viene lasciato sul molo al vento crudele delle nostre correnti e in estate all’afa terribile della nostra umidità? E difficile prendere decisioni al fresco degli uffici con l’aria condizionata su poltrone di pelle. Per quanto riguarda di cittadini di Messina, ci spiace pensare che siano stati in grado di bloccare il traffico sullo Stretto solo in occasione del campionato di calcio. E’ poco onorevole e egoistico che l’urlo che i pendolari, da anni, sollevano, circa le condizioni di traghettamento e l’alto costo che devono affrontare, compresi quello di parcheggio, non venga ascoltato dalla cittadinanza».

SICILIA E BASILICATA LE REGIONI CON PIU’ POVERI

Sono la Sicilia e la Basilicata le regioni d’Italia che fanno registrare la piu’ alta concentrazione di indigenti. In entrambe le regioni, dice il rapporto sulla Poverta’ in Italia presentato oggi dall’Istat, la percentuali di poveri e’ il 28,8 per cento dell’intera popolazione. Per quanto riguarda l’intero Mezzogiorno, l’incidenza complessiva di poverta’ e’ del 23,8 Rispetto al 2007, il Molise ha registrato una netta discesa, passando da un’incidenza di poverta’ relativa del 13,6 a una del 24,4. Anche Abruzzo, Campania e Calabria sono peggiorate. Le regioni che, invece, hanno registrato un miglioramento rispetto al 2007 sono la Puglia e la Sardegna. L’Emilia Romagna e’ la regione con la piu’ bassa incidenza di poverta’ relativa (3,9) in Italia, seguita da Lombardia (4,4) e Veneto (4,5).

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Auto prende fuoco in galleria su A20, traffico in tilt

Una Lancia Dedra ha preso fuoco stamani all’interno della galleria Telegrafo sulla A20 Messina  – Palermo prima di arrivare allo svincolo di Messina Boccetta. Sul posto agenti della polizia stradale e i vigili del fuoco che hanno domato le fiamme. Diverse le persone ferite, ma ancora gli agenti della stradale non possono ancora fornire l’elenco dei feriti e le loro generalita’. L’elisoccorso del 118 ha anche  avuto difficolta’ ad atterrare perche’ l’autostrada era piena di auto in sosta. Traffico bloccato, per ore,  in autostrada e code di auto lunghissime. Alcuni automobilisti in preda al panico sono scappati a piedi sull’autostrada.  Ancora da accertare le cause dell’incidente. L’autostrada e’ rimasta bloccata per oltre un’ora in direzione Palermo subito dopo lo svincolo di Boccetta e ora e’ stata riaperta solo una corsia sulla A20 in direzione Palermo per far defluire il traffico.

Coltivava droga sul balcone di casa, arrestato

BARCELLONA POZZO DI GOTTO (MESSINA)  – I militari della Guardia di Finanza di Barcellona Pozzo di Gotto (ME) hanno arrestato un uomo di 41 anni, A.P., perchè coltivava sul balcone di casa sei piante di canapa indiana. Nell’abitazione dell’uomo le Fiamme Gialle hanno trovato anche un sacchetto con 16 grammi di foglie già essiccate e altri 10 semi di canapa. All’uomo sono stati concessi i domiciliari.

Sos per Antonello da Messina

A Cefalù, un dipinto del celebre pittore del ’400 custodito in una casa-fondazione che rischia di chiudere.

 Ritratto di ignoto, tavola (30,5x 26,3 cm) di Antonello da Messina alla Fondazione Mandralisca

Lui, quasi come Monna Lisa: sguardo e sorriso misteriosi, identità incerta. Il ritratto su tavola di ignoto marinaio (per taluni anche pirata, ma pare inverosimile data la nobiltà dei tratti) di Antonello da Messina, non si trova né al Louvre di Parigi né alla Gemäldegalerie di Berlino, ma in una piccola casa-museo privata a Cefalù, alla Fondazione Mandralisca.

Scoperto per caso a Lipari e che si trovava montato come sportello di un mobile da farmacia. Sul viso dell’uomo linee di taglio: piccoli sfregi. Sarebbe stata la figlia zitella del farmacista, a infliggerli all’uomo dal quale si sentiva sempre osservata. Il ritratto lo comprò nel 1859 il barone Mandralisca per la sua raccolta (poi donata insieme alla sua casa al Comune di Cefalù): perla rara di una collezione di opere di maniera, spesso anonime, più arredo decorativo che altro. Anche se ora dai depositi è saltato fuori un dipinto dei primi del ’500 del fiorentino Sogliani, un San Giovanni di fresco restauro. La Fondazione Mandralisca si regge tutta sul Sancta Sanctorum dedicato a questa piccola tavola di Antonello, racchiusa in una stanza vellutatamente scura. Pochi minuti davanti a quest’opera valgono il viaggio (27mila i visitatori annui da aprile a settembre). Ma per far ritrovare veramente a questa casa-museo il suo aspetto nobiliare, occorrono interventi precisi di riqualificazione. Oggi rischia la chiusura, se a breve non incasserà i restanti 41.500 euro sui 50mila promessi dal Comune (non è ancora approvato il bilancio 2009). Se non verrà rinnovata la convenzione con la Provincia (altri 50mila euro). E se dalla Regione Sicilia non verranno quei 200mila euro previsti dalla finanziaria, per colpa della tabella H (in cui vi erano inseriti nuovi enti privi dei requisiti per accedere ai finanziamenti “a pioggia”).  (Corriere della Sera)

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