Caccia, DDL Orsi: no ai sedicenni e alle civette-zimbello. Gli animalisti continuano le proteste


di Santino Irrera


L’Enpa non cede alle “lusinghe” del senatore Orsi, che con un altro, ennesimo dietro-front ha dichiarato di togliere la caccia a sedici anni e l’uso delle civette-zimbello.
Secondo l’Ente Nazionale Protezione Animali, è l’intero testo ad essere inaccettabile, a partire dal tentativo di smantellare la legge 157/92, il cui principio cardine è proprio la tutela della fauna selvatica, per trasformarlo in mera deregulation venatoria, riportando l’Italia indietro di cinquanta anni anche dal punto di vista della cultura e della sensibilità.
La Protezione Animali ricorda alcune altre norme contenute nel DDL Orsi, che mettono a repentaglio – tra l’altro – la sicurezza del Paese: l’ allungamento degli orari giornalieri di caccia (art.18); la liberalizzazione dell’uso e del numero dei richiami vivi (art. 4), estesi anche alle specie protette, che costringe gli animali a sofferenze continue in anguste gabbiette, sofferenze che tali sono riconosciute in sede di giurisprudenza; la tassidermia senza licenza a tutti i cacciatori (art. 5); la possibilità di caccia sulla neve (art.22) colpendo gli animali quando essi sono più vulnerabili poiché non trovano cibo e sostentamento; la caccia da natanti (art.22), “dedicata” agli uccelli acquatici che non avrebbero più possibilità di nascondersi; per non parlare del paradosso che, nel tentativo disperato di risicare una manciatina di minuti in più per le doppiette, attribuisce alle Regioni la facoltà di chiudere la giornata venatoria “secondo l’ora solare del lembo di territorio più ad ovest della regione medesima”. Su queste, e su altre molteplici norme contenute nel testo Orsi, l’Enpa esprime tutto il suo disappunto e la sua indignazione, e chiede che non si proceda ancora a discutere un testo che nessuno – mondo scientifico, ambientalista, animalista, agricolo e persino una parte responsabile del mondo venatorio – ritiene accettabile.
E’ vero, dal 1992 le cose sono cambiate, abbiamo cementificato, distrutto ambienti ed habitat, compromesso la sopravvivenza di molte specie animali e vegetali e in questa crisi della biodiversità riconosciuta a livello mondiale, bisogna prevedere forme di tutela totale e non “doppiette libere”. E’ evidente che ormai l’enorme clamore non è suscitato solo da caccia a sedici anni e civette vive legate ad un palo, tolte “strumentalmente” dal senatore, ma da tutto il DDL Orsi, il quale tenta invano di farsi strada, anche rinunciando a qualcosa, pur di riprendere vita e rendersi più “accettabile” agli occhi dell’opinione pubblica, mentre è una dichiarazione di guerra alla natura, alla biodiversità, al pensiero e alla sicurezza degli italiani, al mondo scientifico.
(Fonte: Enpa)

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