E’ nella nostra memoria, dalla notte tra il 20 e il 21 luglio del 1969

O almeno in chi di noi – ahinoi! – ha già passato i 40.

Una diretta da brivido, quella della notte tra il 20 ed il 21 luglio 1969.

E che bella Rai.

Greenpeace lancia l’allarme: addio al Polo Nord in 20 anni

di S.I.

Greenpeace lancia un nuovo allarme. L’attuale ritmo di fusione del ghiaccio artico ha raggiunto livelli senza precedenti: sul Pianeta l’impatto del riscaldamento globale è devastante, e già nel 2030 la calotta polare artica potrebbe scomparire. Greenpeace ha diffuso spettacolari e allo stesso preoccupanti, immagini video provenienti dalla sua nave, Arctic Sunrise, in missione al Polo Nord, ora in Groenlandia. A bordo, un gruppo di scienziati sta registrando la rottura del ghiacciaio Petermann, uno dei più grandi della terra, vasto circa quanto il territorio di Manhattan.

La gravità e l’urgenza della situazione, afferma Greenpeace, è “collegata direttamente all’innalzamento della temperatura media globale”. A 82 gradi a nord, lontano dai centri abitati, ‘l’impatto che abbiamo sul nostro ambiente è devastante”. I dati raccolti finora dagli scienziati sono ‘spietati”: il ghiacciaio è stato ‘spaccato da un fiume lungo 27 chilometri, con una portata di 50 metri cubi al secondo. A questo ritmo si potrebbe riempire una piscina olimpionica in meno di un minuto. Inoltre, in profondita’ il ghiacciaio si sta sciogliendo a una velocità ancora maggiore che in superficie”.

(Fonte: http://www.greenpeace.it)

Comune di Messina: riprendono domani i lavori del Consiglio

di S.I.

Tornato a riunirsi venerdì 17 luglio ma aggiornatosi a domattina, mercoledì 22 luglio, il Consiglio comunale proseguirà quindi  l’attività deliberativa, dopo la ratifica della decisione della Conferenza dei capigruppo di rinviare di una settimana la trattazione del programma triennale delle opere pubbliche 2009-2011, ma avendo comunque iniziato l’esame dello schema di convenzione tra l’Amministrazione comunale e il ‘Rotary Club’ di Messina, per la manutenzione delle aree a verde dell’ex chiesa di Santa Maria Alemanna.

Nel 2005 – come si ricorderà – nell’ambito del centenario del ‘Club Service’, era stato promosso dal ‘Rotary Club’ Messina, d’intesa con il commissario straordinario del Comune, Bruno Sbordone, l’intervento di riqualificazione dell’area circostante la chiesa di S. Maria Alemanna, inserito nella programmazione Urban Italia – Città di Messina, Asse 2 – Misura 2.2. Il voto sul provvedimento era stato rinviato alla prossima seduta che è stata convocata per domani, mercoledì 22, alle ore 11. In precedenza era stata anche rinviata la trattazione della convenzione tra Comune ed Fc Messina, relativa agli impianti sportivi di San Filippo e Giovanni Celeste.

Messina, Lido Horcynus Orca: sarà presentato domani il libro “Ponte sullo Stretto e mucche da mungere”

di Santino Irrera

n114040354880_8757

Dopo le straordinarie mobilitazioni degli anni scorsi e l’illusorio congelamento, il governo Berlusconi ha reinserito il ‘Ponte sullo Stretto’ tra le opere prioritarie. Oltre ad essere un’opera non voluta e dannosa, può diventare un crack finanziario, una bolla speculativa pagata da tutti i cittadini.

In più, s’inserisce in una strategia dove “grandi opere”, servizi di pubblica utilità come acqua, gestione dei rifiuti, trasporti, persino l’economia dei disastri e delle guerre, dall’Africa all’Afghanistan, diventano le “mucche da mungere”, costruite o gestite con denaro pubblico o garantito dallo Stato ma pensate per portare profitto ai privati con operazioni ad alto rischio ed inutili per il territorio.

In tale ottica, sarà presentato domani, mercoledì 22 luglio, alle ore 18 e 30, presso il ‘Lido Horcynus Orca’ di Torre Faro, Messina il libro “Ponte sullo Stretto e mucche da mungere – Grandi infrastrutture, servizi pubblici e bolle speculative”, terrelibere.org edizioni.

Parteciperanno gli autori Peppe Marra, Giuseppe Sottile e Luigi Sturniolo.

Interverranno Gianni Piazza (docente di Scienza Politica – Università di Catania) e Guido Signorino (docente di Economia applicata – Università di Messina).

Catania, Galleria Katane: Grande successo di pubblico e di artisti per la Mostra “Summer, colori d’Estate”

di Santino Irrera

“Summer, colori d’Estate”: questo il titolo di una mostra coloratissima che si veste dei colori brillanti della stagione del mare e del sole. Tanti siciliani, tra gli artisti partecipanti alla Mostra collettiva presso la Galleria Katane , art director Sarah Angelico, scultrice raffinata e ricercata. Critico, curatrice della mostra Maria Teresa Prestigiacomo.

Per Leonardo Falzone i colori dell’estate  hanno il sapore del ricordo. Egli evoca con le sue opere, una proustiana “recherche du temps perdu” nella rappresentazione di paesi e città contaminati da una forte antropizzazione .

La sua padronanza tecnica sostiene i suoi contenuti.Una grafica che ricorda il meglio dei maestri di Scicli.

ITACA: colori d’estate per la frizzante Itaca; del resto, lo stesso pseudonimo adottato dall’artista lascia pensare ad un processo di identificazione con un mito, quello di Ulisse; sperimenta sempre forme nuove. In questa mostra presenta rapsodia in blu delle sue opere “ Oltre”: protagonisti, il blu della rigenerazione, della rinascita, del mare attraverso la fotografia.

Mamy Costa pittrice polimaterica. Ricordiamo la sua prestigiosa mostra al Museo al archeologico  Cartagena in Spagna, testimonial dell’evento la direttrice del festival del Cinema dello Stretto Anna Mazzaglia; importanti mostre hanno visto l’artista  protagonista in Italia ed all’estero (ricordiamo quella di New York). L’artista, attraverso una tecnica  polimaterica esprime , metaforicamente, le ferite delle storie delle persone che  hanno vissuto la casa, la strada, il vicolo. I piatti riprendono questo fil rouge, attraverso la stessa tecnica. Il 10 Agosto al Museo Archeologico di Villa Genovesi presenterà con i suoi colleghi una brillante mostra.

Carmelo Zaffora, psichiatra, raffinato scrittore, romanziere: il suo libro “Golem siciliano” è un raffinato romanzo storico che affonda le sue radici nell’editto di Granada del 1492 che si sposta in ambito siciliano. La cromoterapia trova sicuramente,  nelle opere dell’artista palermitano, un conforto per i disagi del mondo. Ricorda i versi  leopardiani  dell’Infinito “ Sempre caro mi fu quest’ermo colle e questa siepe…”tra “ Acque e terre”….

Lo Presti, un altro medico, come Zaffora, un cardiologo – pittore che in un’opera presentata in bianco e nero, ha il potere di evocare i colori dell’estate, rimandando a memorie di viaggio, in Africa, Kenia, attraverso la minimalista rappresentazione della fauna della Savana.

Maria Angela Sarchiello: pittura sintetica ma corposa e forte; le opere presentate  in questa mostra, riguardanti le eclissi, lo spazio oltre la nostra Galassia, annunciano una vibrante stagione pittorica che si veste di luce cosmica ed universale, senza alcun rimando spazio-temporale.

Glerean: architetto, Glerean presentato da Maria Teresa Prestigiacomo a Parigi, nel Marzo 2008, ha intrecciato immediatamente, con la sua pittura, un intenso dialogo con la cultura europea ed internazionale. Le sue cromìe  architettano un dialogo musicale colori freddi e colori caldi, tra linee curve e  segni.

Alessandro Stagnani: l’autore,  rappresenta la poesia di Quasimodo “Ed è subito sera”, rimandando all’estate della vita, al suo Autunno ed all’Inverno dell’anima e della vita. “Ognuno sta solo sul cuore della Terra/ Trafitto da un raggio di sole/ Ed è subito sera”, rimandando alla condizione esistenziale dell’uomo, di profonda solitudine, che , pur trovando , nel corso della vita, il suo raggio di sole, pur essendone trafitto (ovvero, pur avendo il suo momento di gloria) esso è momento di illusione; subentra la sera, la sera dell’anima, la decadenza fisica che accompagna la terza età e poi la morte.

Gisella Pagano: presente un diverso ciclo di Gisella Pagano, dal titolo ‘Esodi’, che abbraccia ed accoglie  le culture, le etnie Pataung. Pagano è allieva di Annigoni e di Purificato; ha frequentato il Corso sperimentale di Cinematografia a Roma con Ermanno Olmi; in queste opere , l’artista rende omaggio alla condizione femminile, esalta la straordinaria  fierezza delle donne pataung. Sullo sfondo, il video della pittrice milanese ha allietato la brillante serata.

E’ lo stesso critico d’arte Maria Teresa Prestigiacomo che ci confida, per i nostri lettori, una sua conclusione:

“L’altra sera, nel salotto buono del caro cardiologo-pittore, salotto Lo Presti, assurto immediatamente con la sola nostra presenza, a salotto letterario, recitavo  i versi fortemente metaforici di una straordinaria poesia di Pablo Neruda che ho inteso far diventare il leit motiv di questa mostra, dal titolo “Summer, colori d’estate”:

“Lentamente muore chi non cambia colori  ogni giorno….”

I TERZOBINARIO VINCITORI DELLA XII EDIZIONE DI ‘VOCI PER LA LIBERTA’ – UNA CANZONE PER AMNESTY’

di Amnesty International Italia

Si e’ concluso, domenica 19 luglio, il concorso per emergenti ‘Voci per la Liberta’ – Una Canzone per Amnesty’, la manifestazione che da 12 anni, attraverso la capacita’ comunicativa della musica, si impegna nella promozione dei diritti umani.

Il premio ‘Una Canzone per Amnesty’ e’ andato ai Terzobinario con la canzone ‘Rights Here! Rights Now!’. Il premio della Critica e’ andato ai Legittimo Brigantaggio e il premio della Giuria Popolare ai Silvia’s Magic Hands.

‘Siamo rimasti colpiti dalla frase di Eleanor Roosevelt: ‘Dove hanno inizio, dopo tutto, i diritti umani universali? In posti piccoli, vicino a casa, cosi’ vicini e cosi’ piccoli che non possono essere visti su nessuna mappa del mondo’. Il suo pensiero e’ alla base del testo di ‘Rights Here! Rights Now!’ e il nostro desiderio e’ che da un piccolo posto che crede fortemente nei diritti umani, quale e’ Villadose, il nostro grido possa diffondere la voglia di grandi cambiamenti’ – hanno dichiarato i Terzobinario.

Durante la serata finale del concorso, condotta dal giornalista musicale Gianluca Polverari, si sono esibiti anche gli altri gruppi finalisti (Telemark, Garnet e Cosmorama). Ospite speciale e’ stato Flavio Oreglio con uno show che ha spaziato tra pensieri, monologhi e musica. Nel corso della serata si sono alternati interventi di autorita’ locali e del mondo della musica e del cinema, come l’attore Luigi Marangoni, e presentazioni di iniziative legate al festival, tra cui il Video-Foto Box a sostegno della campagna ‘Io pretendo dignita” di Amnesty International.

Prima della serata musicale, presso il Municipio di Villadose si e’ tenuta la conferenza stampa di presentazione della campagna ‘Io pretendo dignita” con la presidente della Sezione Italiana di Amnesty International Christine Weise, il sindaco di Villadose Mirella Zambello, il direttore artistico Michele Lionello e l’artista Flavio Oreglio.

Nel corso dell’incontro, Christine Weise ha sottolineato che, con la sua nuova campagna globale, Amnesty International intende occuparsi dei diritti economici, sociali e culturali, amplificare la voce delle persone che vivono in poverta’ e porre i diritti umani al centro della lotta contro la poverta’, nella convinzione che non sara’ possibile sconfiggerla senza fermare le violazioni dei diritti umani, che la provocano e la perpetuano.

Ulteriori informazioni
La Giuria che ha decretato i vincitori del concorso era composta da: Riccardo Pozzato (direttivo Voci per la Liberta’), Michele Lionello (direttore Artistico Voci per la Liberta’), Giovanni Stefani (responsabile Amnesty International Rovigo), Sandro Cacciatori (direttivo Voci per la Liberta’), Enrico Rigolin (musicista), Alessandro Besselva Averame (Il Mucchio), Elisa Orlandotti (Jam), Roberto Brazzo (CRG), Stefano Ongaro (musicista), Gianluca Polverari (Radio Citta’ Aperta), Luigi Marangoni (attore), Stefano Ricci (MusicBoom), Pino Scarpettini (presidente FIOFA), Marco Amato (autore e regista), Christine Weise (presidente Sezione Italiana Amnesty International), Giordano Sangiorgi (MEI), Gio’ Alajmo (Il Gazzettino), Carla Martelli (Glitter & Soul), Aurelio Pasini (Il Mucchio), Erika Saggiorato (E Polis), Patrizia Vita (Sezione Italiana Amnesty International), Aldo Foschini (Musica nelle Aie), Elisabetta De Ruvo (Rockit), Sandro Sartor (Telenordest – Bluradio).

Con il supporto di: Audiocoop – MEI Fest – Glitter & Soul – Suono e Immagine – Europrint -Imaginaria – Risonanze Unplugged – Federazione Italiana Organizzazione Festival d’Autore.
Media Partner: Freakout – Mescalina – MusicBoom – Demo – Freequency – Jam – Rec Radio – Rockit – Mucchio – Radio Base – Ecoradio – ViaVaiNet – Kronic

Roma, 21 luglio 2009

Per ulteriori informazioni:
Ass. culturale Voci per la Liberta’
http://www.vociperlaliberta.it
http://www.myspace.com/vociperlaliberta
info@vociperlaliberta.it
Tel/fax 0425.405562

Direzione artistica: Michele Lionello
Mobile: +39.339.6322874
mic.lio@libero.it

Ufficio stampa e promozione: Glitter & Soul
http://www.glitterandsoul.com
http://www.myspace.com/glitterandsoul
alessandro@glitterandsoul.com
elisa@glitterandsoul.com
Mobile:
Alessandro: +39.333.9846272
Elisa: +39.349.5520417

Ufficio stampa Amnesty International
Tel. 06/4490224 – +39.348.6974361
press@amnesty.it

BENI CULTURALI: CHE COSÈ IL R.E.I. SICILIANO?

di Sostine Cannata

Il R.E.I. è il Registro delle Eredità Immateriali e in Sicilia viene istituito nel giugno 2005 ed è a tutt’oggi attivo. Esso ha come obiettivo l’identificazione, la classificazione, la salvaguardia e la promozione delle Eredità Immateriali della Sicilia, ossia della sua eredità culturale trasmessa oralmente di generazione in generazione e che per sua stessa natura è da considerarsi effimera e soggetta fortemente al rischio di estinzione. Il R.E.I. trae origine da una serie di raccomandazioni e di convenzioni UNESCO, (“Recommendation on the Safeguarding of Traditional Cultures and Folklore”, Convenzione “for the Safeguarding of Intangible Cultural Heritage”) e dai quattro principali programmi UNESCO nel settore del patrimonio culturale immateriale (Capolavori del Patrimonio Immateriale e Orale dell’Umanità, Tesori Umani Viventi, Lingue in Stato di Pericolo e Musiche Tradizionali del Mondo).

Il R.E.I. siciliano si compone di cinque libri in cui è classificata e sarà da classificare l’eredità culturale immateriale della Sicilia:

– IL LIBRO DEI SAPERI, in cui sono iscritte le tecniche di produzione, le materie prime impiegate e i processi produttivi identificativi di un particolare prodotto legato alla storia e alle tradizioni antiche di un gruppo sociale o una località (es.: prodotti di artigianato artistico, ricette tradizionali, prodotti enogastronomici). L’attenzione quindi è rivolta ai saperi immateriali che si sostanziano nei prodotti. Nel presente dispositivo, l’area del Libro dei Saperi acquista una rilevanza centrale e strategica, in quanto l’ambizione sottesa all’intera operazione è quella di una possibile riclassificazione globale dei saperi produttivi tradizionali che saranno legittimati da fondamenti scientifici e trasformati da prodotti di consumo in prodotti della cultura, salvandoli quindi dal rischio di estinzione e collegandoli alle contemporanee politiche di sviluppo locale-globale, comprese quelle promosse su propulsione comunitaria.

– IL LIBRO DELLE CELEBRAZIONI, in cui si classificano i riti, le feste e le manifestazioni popolari religiose e pagane, legate ai cicli lavorativi, all’intrattenimento e ad altri momenti significativi della vita sociale di una comunità e che affondandando le loro origini nel passato, ancora oggi sono sentite come essenziali momenti di espressione della collettività. In questo ambito, si avverte l’opportunità di una rivisitazione delle celebrazioni di tradizione più marcatamente civile ed attinenti, in particolare, al MEDIOEVO. Nella proposta di mappa preliminare esemplificativa, la presenza di beni tipologici quali la Contea dei Ventimiglia (Libro dei Luoghi), il Palio dei Normanni di Piazza Armerina (Libro delle Celebrazioni), il Palio della Contea di Modica (Libro delle Celebrazioni) stanno a significare tale opportuno riequilibrio di attenzione alla complessa stratigrafia storica della Sicilia.

– IL LIBRO DELLE ESPRESSIONI raccoglie le espressioni artistiche letterarie, musicali, teatrali, le minoranze linguistiche ed altre forme di comunicazione che rappresentano un modo di sentire e di essere di un determinato gruppo sociale o comunità. In questo ambito grande attenzione è posta alle parlate alloglotte (siculo-albanesi e gallo-italiche). La tradizione musicale/canora liturgica greco-albanese, soprattutto quella dell’Eparchia di Piana degli Albanesi, anche nelle pertinenti riclassificazioni in corso, risulta uno straordinario esempio di rapporto creativo tra tradizione ed innovazione. Di notevole importanza sono anche i tradizionali canti del lavoro (contadini, tonnarioti, carrettieri). L’evocazione alta della contemporaneità è tratteggiata mediante alcuni autori della scrittura universale (Verga, Pirandello, Sciascia, Quasimodo, Vittorini, Tomasi di Lampedusa, Piccolo ed altri), nei quali straordinario risulta il nesso tra universalità e territorialità/identità, tra scrittura e luoghi, e per i quali, non a caso, di recente, sono stati promossi percorsi di valorizzazione e viva fruizione cognitiva, anche nella forma peculiare dei Parchi letterari.

– IL LIBRO DEI LUOGHI: in cui si individueranno gli spazi culturali dove si praticano attività quotidiane o eccezionali che costituiscono un riferimento per la popolazione di quel luogo, compresi i luoghi del mito, della storia, della letteratura, della leggenda.

– Il LIBRO DEI TESORI UMANI VIVENTI: è l’area più innovativa e vitale del dispositivo ordinamentale del REI. Sono finalmente gli uomini, in carne ed ossa, ad essere riconosciuti beni culturali immateriali, quelli portatori dei saperi tradizionali vitali, dal rais al ceramista, al liutaio, alla ricamatrice, allo scalpellino, al cantore, all’enologo, al caseario e così via. Il criterio selettivo è quello della unicità, vale a dire si tratta di soggetti detentori unici dei saperi tradizionali pertinenti. Non un “Museo vivente” dei saperi tradizionali e millenari, ma un “Laboratorio vivente” dei saperi, costituito da una schiera straordinaria di maestri, insieme detentori ed innovatori.

Il Registro, che è istituito presso il Dipartimento Regionale Beni Culturali e Ambientali ed Educazione Permanente della Regione Siciliana, conta ventisei “Eredità”, delle quali solo tre riguardano Messina:
1. Provincia: Messina; Area: Perolitani Nebrodi; Libro: Saperi; Oggetto: Saperi produttivi – Ciclo caseario (Maiorchino dei Peloritani, Provola dei Nebrodi);
2. Provincia: Messina; Area: Eolie (Filicudi); Libro: Tesori Umani Viventi; Oggetto: Detentori del Patrimonio Orale Tradizionale delle Isole Eolie;
3. Provincia: Messina – Enna; Area: Nicosia, Aidone, Sperlinga, Piazza Armerina, San Fratello; Libro: Espressioni; Oggetto: “Parlata Alloglotta Gallo-Italica.

Sicuramente poche le “Eridità” per la Regione Sicilia e per una Provincia così ampia territorialmente e popolosa quale è Messina.

Fanno parte del Patrimonio Immateriale dell’Umanità, riconosciuti dall’UNESCO, 47 tra riti, celebrazioni, espressioni artistiche. Tra questi l’Opera dei Pupi del siciliano Mimmo Cuticchio, unico caso riconosciuto in Italia. Il riconoscimento è del 2001. Della stessa lista fanno parte ad esempio il Carnevale di Binche in Belgio, la Song of Sanaa dello Yemen, l’Eridità orale e le Manifestazioni Culturali del Popolo Zàpara dell’Ecuador e del Perù.

Informazioni complete circa il R.E.I. siciliano sono contenute nel sito internet del Dipartimento Regionale Beni Culturali e Ambientali ed Educazione Permanente della Regione Siciliana.
Per chi fosse interessato a promuovere l’iscrizione al R.E.I. di una “Eredità” del proprio territorio, nello stesso sito troverà il modulo di richiesta di iscrizione al Registro.

Piano casa: Legambiente, “Un sostanziale fallimento”

“Tanto rumore per nulla. O quasi. Doveva servire a ridare slancio in tutta Italia al settore edilizio in crisi. Doveva servire ad ammodernare e migliorare qualitativamente il patrimonio edilizio esistente e quello futuro. Se questi erano gli obiettivi, il risultato e’ un sostanziale fallimento”. Cosi’ Legambiente sul piano Casa.

citta“Il quadro che emerge nel Paese – secondo Edoardo Zanchini, responsabile energia e urbanistica di Legambiente – offre un’unica certezza: avremo un sistema di regole diverso in ogni Regione italiana”. Il decreto di attuazione del piano e’ stato firmato oggi dal presidente del Consiglio e prevede la realizzazione, in 5 anni, di 100mila alloggi, grazie a interventi diversificati, incentivi e agevolazioni fiscali.

L’inchiesta sulle assunzioni di venti giornalisti nell’ufficio stampa della Presidenza della Regione

Invito a comparire della procura di Palermo al presidente della Regione Raffaele Lombardo, indagato per abuso d’ufficio nell’ambito dell’inchiesta sulle assunzioni di venti giornalisti nell’ufficio stampa della Presidenza della Regione, che risalgono a una decisione del governo precedente. Lombardo è indagato insieme al suo predecessore Totò Cuffaro.

L’indagine era stata aperta dopo che la procura della Corte dei conti aveva chiesto un risarcimento del danno erariale per complessivi 4 milioni di euro. Il presidente Lombardo sarà ascoltato oggi pomeriggio dai pm che conducono l’inchiesta, Ennio Petrigni e Laura Vaccaro, e dal procuratore aggiunto Leonardo Agueci. La scorsa settimana erano stati convocati quattro giornalisti che si erano avvalsi della facoltà di non rispondere.  (www. enricodigiacomo.org)4935497d92c19_zoom

“Inquinate le foci di 7 fiumi siciliani”

Ancora dati negativi da Goletta verde: a Catania situazione critica per il Simeto. Noto, Salina e San Vito lo Capo si riscattano con le Cinque vele. Le cattive notizie per il mare della Sicilia viaggiano lungo i corsi dei fiumi: sono ben sette i punti critici rilevati dalla Goletta verde di Legambiente che oggi a Messina ha esposto i risultati delle analisi.

Sono gravemente inquinate le foci di Salso (Ag), Alcantara (Me), Imera (Pa), Nocello (Pa), Modica (Rg) e Irminio (Rg), è inquinata quella del Simeto (Ct). Ma al pesante bilancio dei punti critici lungo le coste siciliane contribuiscono anche tratti di costa che non hanno nulla a che fare con gli estuari dei fiumi, come dimostra la grave contaminazione da streptococchi ed escherichia coli sulla scogliera Santa Panagia a Siracusa.

In Sicilia, però, non è tutto buio: ci sono 33 località balneari presenti nella Guida Blu di Legambiente e Touring Club e tre delle tredici località insignite della Cinque vele nell’edizione 2009 della Guida Blu sono siciliane: Noto (Sr), isola di Salina (Me) e San Vito lo Capo (Tp).

0613Inqui (Dario Buonfiglio)

In tre arrestati per rissa nel messinese

Cesaro’  (Messina) – I carabinieri hanno arrestato Calogero Filippo Saraniti, 22 anni, Roberto Cantali, 35 anni e Antonino Cantali 24 anni, con l’accusa di rissa aggravata. Secondo i militari dell’Arma i tre per vecchi rancori personali prima si sarebbero insultati a vicenda e poi avrebbero iniziato una lite prendendosi a calci e pugni in un bar.  I carabinieri giunti sul posto hanno poi sedato la lite e hanno trasportato Saraniti e Antonino Cantali all’ospedale di Bronte. I sanitari hanno riscontrato a Saraniti l’asportato parziale del padiglione auricolare sinistro, e lo hanno giudicato guaribile in 30 giorni, mentre a Cantali e’ stata riscontrata una tachicardia con difficolta’ respiratoria ed e’ stato giudicato guaribile in 7 giorni.  (D.B.)

Commemoriamo oggi un Uomo anche nella nostra città: iniziativa del ‘Comitato Cittadino “100 Messinesi per Messina 2MILA8”

di S.I.

Il Comitato Cittadino “100 Messinesi per Messina 2MILA8”, sin dal suo insediamento (28 gennaio 2008) ha intrapreso numerose iniziative finalizzate alla riscoperta della “messinesità perduta” (di cui si sente fortemente bisogno) ed a promuovere, soprattutto tra i giovani, i valori della solidarietà e della legalità. In quest’ambito, il Comitato – considerato che oggi, 21 luglio 2009 ricorre il trentesimo anniversario della morte di Giorgio Boris Giuliano, messinese di adozione, Vice Questore e Capo della Squadra Mobile di Palermo, ucciso nel 1979 dal mafioso Leoluca Bagarella, con sette colpi di pistola alle spalle – ha deciso di ricordare questo eroe civile, che ha seguito il percorso di formazione a Messina, con una commemorazione pubblica in onore di questo valoroso funzionario di Polizia, che, con la Sua personalità ed il Suo esempio, ha illuminato la Sicilia e l’Italia, meritando giustamente di essere considerato anche patrimonio di Messina.

Giuliano, infatti, ha vissuto nella nostra città gli anni della formazione scolastica, frequentandovi le scuole di ogni ordine e grado fino alla prestigiosa laurea in Giurisprudenza, conseguita presso il nostro Ateneo. Per questo Messina ne è la memoria storica perché qui vivono i suoi compagni di scuola, di università, di attività sportiva (pallacanestro, calcio, ginnastica artistica) che testimoniano il grande spessore morale e civile, di cui era dotato questo valoroso funzionario di polizia.

L’ iniziativa della Commemorazione pubblica (articolata in diversi momenti), oltre a mettere in rilievo gli ideali ed i valori cristiani del funzionario di polizia Giorgio Boris Giuliano, vuole risvegliare la coscienza civile della nostra comunità, che, a nostro avviso, non sempre ha saputo dare – come avrebbe dovuto – il giusto riconoscimento a chi ha donato la propria vita per la collettività.

Questo evento, tra l’altro, è stato progettato d’intesa con l’Amministrazione Comunale di Messina per la riqualificazione di Largo Risorgimento (meglio Conosciuto come Piazza Don Fano) oggi adibito a parcheggio, e che a partire dal 21 luglio 2009 sarà destinato a isola pedonale con nome di “Piazza delle Memorie”, centro d’incontri socio culturali e di animazione del tempo libero, finalizzati ad una maggiore partecipazione alla vita cittadina, all’affermazione dei valori prioritari, al rispetto della legalità, a rimuovere gli ostacoli che, di fatto, impediscono lo sviluppo armonico di una civile convivenza.

Per la sua dimensione etica, socio-politica e culturale, la manifestazione verrà segnalata, in tempo debito, alle competenti autorità nazionali perché Messina venga candidata ad essere selezionata quale capitale della Cultura nell’anno 2019, come già stabilito dagli organi decisionali dell’UE.

Commemorazione Pubblica in Memoria di Giorgio Boris Giuliano

Dale ore 8 e 1o, nello stesso orario in cui fu ucciso Giorgio Boris Giuliano, sarà tenuto un momento di silenzio, nel rispetto del cerimoniale istituzionale previsto per circostanze del genere, nelle Questure di Messina, Palermo e Venezia (dove oggi è Capo della Polizia di Stato il figliuolo Alessandro) e nelle Caserme della Pubblica Sicurezza di queste tre città e in quella di Piazza Armerina (città natale di Giorgio Boris Giuliano). Nei sopra elencati edifici, ove fosse possibile, si proporrà di tenere la bandiere a mezz’asta fino alla mezzanotte.

Dalle ore 10 e 30, convocazione in  “seduta aperta” del Consiglio Comunale di Messina, per ricordare Giorgio Boris Giuliano, Funzionario di Polizia, Messinese di adozione, ucciso dalla mafia per le sue iniziative investigative acute e rigorose. Sono previsti interventi di rappresentanti delle Istituzioni.

Tra le ore 16 e le ore 17 e 30, sarà attuata l’iniziativa “Un Canestro per Boris”, in ricordo delle gesta sportive di Giorgio Boris Giuliano, grande campione di Basket.

Dalle ore 17 e 45, cerimonia organizzata nel cortile dell’is. 92 di Via G. Natoli, ove Giorgio Boris Giuliano è vissuto in un periodo della sua permanenza a Messina e ove ancora è vivo e toccante il suo ricordo. Verrà deposta una corona di fiori, piantumato un alberello d’ulivo e scoperta una lapide alla memoria.

Dalle ore 17 e 45, un Corteo per Largo Risorgimento (meglio conosciuto come Piazza Don Fano), si svilupperà attraverso il seguente itinerario: Via G. Natoli, via Trieste, Via E. Geraci, Via Risorgimento.

Alle ore 19 e 45, la Commemorazione Pubblica in memoria di Giorgio Boris Giuliano, con interventi secondo una scaletta da concordare con le altre Istituzioni che collaborano al progetto, nel rispetto del cerimoniale d’occasione. “Racconto corale” del profilo umano e professionale del poliziotto eroe attraverso il ricordo di chi lo ha avuto a fianco nell’impari lotta per la legalità e attraverso i sentimenti che esprime un pezzo di città che lo ha amato come uomo esemplare.

Dalle ore 21, sempre in Largo Risorgimento, la presentazione, in contemporanea con quanto avviene nel ricordo tributato a Boris Giuliano sia a Palermo che a Piazza Armerina, del filmato “Sopralluoghi per il docu-film su un poliziotto ucciso”, scritto e diretto da Roberto Greco e Valeria Siracusa, prodotto col patrocinio dell’ANM, della Questura di Palermo, del Comune di Piazza Armerina, della Fondazione “Progetto e legalità”.

Per ulteriori informazioni: Comitato Cittadino ‘100 Messinesi per Messina 2MILA8’

Via Caltanissetta, 8/A – 98149 MESSINA – tel. fax 090 710625 / 340 9868569

Giorgio Boris Giuliano (Piazza Armerina, 22 ottobre 1930Palermo, 21 luglio 1979) è stato un poliziotto italiano, investigatore della Polizia di Stato e capo della Squadra Mobile di Palermo.

Diresse le indagini con metodi innovativi e determinazione, facendo parte di una cerchia nei fatti isolata di funzionari dello Stato che, a partire dalla fine degli anni settanta, iniziarono un’autentica lotta contro la mafia dopo che, nella deludente stagione degli anni sessanta, troppi processi erano falliti per mancanza di prove.

Venne ucciso dal mafioso Leoluca Bagarella, che gli sparò sette colpi di pistola alle spalle.

Brillante e determinato investigatore, Giuliano fu nominato capo della Squadra Mobile di Palermo al posto di Bruno Contrada, suo amico fraterno poi accusato di collusione con la mafia. Delle molte vicende delle quali si è occupato, quella intorno alla quale si imperniano tutti gli interrogativi sui motivi della sua uccisione è certamente la misteriosa scomparsa del giornalista Mauro De Mauro.

Improvvisamente, infatti, nel 1970 il De Mauro scomparve nel nulla, e del caso furono interessati gli alti comandi palermitani ed i migliori investigatori della Polizia (Boris Giuliano) e dei Carabinieri (Carlo Alberto Dalla Chiesa). Giuliano interpretò l’indagine con molta partecipazione, ben deciso a portarla sino in fondo, incontrando sul suo cammino molti e diversi percorsi, tanti articolati scenari e numerosi possibili moventi.

De Mauro aveva avuto un passato alquanto animato e viveva un presente non meno vispo: repubblichino in gioventù, aderì alla Xª Flottiglia MAS e restò in ottimi rapporti col suo comandante, Junio Valerio Borghese; dopo essere stato giornalista presso la testata dell’Eni, “Il Giorno”, si interessò degli interventi di Enrico Mattei nella politica siciliana (con quella che è nota come “Operazione Milazzo”) e, dopo essere stato assunto al quotidiano “L’Ora” (si è detto, per interessamento di Mattei) iniziò un’attività di cronista investigativo sulla mafia, quantunque slegata dalla linea editoriale e perciò per suo conto. Scomparve dopo aver promesso al regista Francesco Rosi, che stava realizzando un film sulla vita di Mattei, notizie importanti, tali da potergli far guadagnare, aveva detto alla figlia, una “laurea in giornalismo”.

Interessandosi all’Operazione Milazzo, De Mauro aveva sottolineato che l’intervento di Mattei aveva insediato un governo regionale che, alla prima occasione, con una legge speciale favorì in modo smaccato i potentissimi esattori Nino ed Ignazio Salvo, considerati vicini alla mafia che, sempre più certamente, si occupò poi di eliminare lo stesso Mattei. Forse De Mauro aveva documenti su questo coinvolgimento, quando promise a Rosi. O forse aveva indagato in altre direzioni, ad esempio sui traffici di droga o sulle connessioni fra la mafia ed il potere. Dulcis in fundo, De Mauro era scomparso, con una singolare coincidenza temporale, nel momento in cui il suo vecchio Comandante Borghese, in onore del quale aveva chiamato una figlia Junia e col quale comunque era rimasto in contatto, andava allestendo il noto tentativo di colpo di stato, il famoso “golpe dei forestali“.

Mentre i Carabinieri si indirizzavano su piste legate al traffico di droga, sul quale De Mauro poteva effettivamente aver avuto, ma soprattutto “cercato” informazioni, Giuliano, insieme ai magistrati, approfondì la pista dell’attentato a Mattei e finì con l’indagare l’ambiguo avvocato Vito Guarrasi, uno strano individuo che aveva preso parte in un ruolo mai chiarito anche all’armistizio di Cassibile. Il Guarrasi, che in vita sua fu indiziato di molte cose, ma mai nulla più che indiziato, pur non volendolo, diede a Giuliano ulteriori spunti che l’accorto investigatore avrebbe approfondito in seguito per altre indagini.

Giuliano ebbe infatti ad occuparsi di droga, parallelamente a Dalla Chiesa, sebbene non in relazione al caso De Mauro, ed arrivò a scoprire il nascondiglio (vuoto) del latitante Leoluca Bagarella, in via Pecori Giraldi a Palermo, nel quale si trovava un ingente quantitativo di stupefacenti. Cercando di inseguirlo attraverso i flussi di denaro collegati al traffico, si imbatté in un libretto al portatore contenente qualche centinaio di milioni di lire, che apparteneva a Michele Sindona, il quale sotto falsa identità si trovava in quel periodo in Sicilia avendo inscenato un falso rapimento.

Dopo essersi incontrato con Giorgio Ambrosoli, che stava per liquidare la banca di Sindona (e che fu anch’egli poi ucciso, solo una decina di giorni prima di lui), pare che Giuliano abbia cercato di organizzare un’apposita indagine sul banchiere.

Nel 1979, Giuliano aveva dunque esperito indagini sulla mafia, sul traffico mafioso degli stupefacenti, sui rapporti fra mafia e politica, sul caso Mattei, sul caso De Mauro, su Sindona ed il suo falso rapimento, e forse ancora su altre vicende che a queste dovevano collegarsi.

Il 21 luglio, mentre pagava il caffè che aveva preso in un bar di via Notarbartolo, a Palermo, Leoluca Bagarella gli sparò, a distanza ravvicinata, sette colpi di pistola alle spalle, uccidendolo.

Probabilmente dalla maggioranza degli osservatori, è stato posto in relazione l’assassinio del capitano dei Carabinieri Emanuele Basile, ucciso a Monreale pochi mesi dopo, alle indagini che stava svolgendo in ordine all’attentato di cui era stato vittima Giuliano. Ciò, va detto, contrasta con alcune risultanze processuali, o perlomeno con talune asserzioni incidentalmente considerate attendibili in procedimenti di altra materia, per le quali si vorrebbe che entrambi siano stati uccisi per aver indagato su alcuni piccoli esponenti della mafia rurale. Secondo la versione giudizialmente accreditata – par di desumere – nonostante Giuliano si sia occupato di alcuni fra i misteri più intricati e gravi della storia repubblicana, sarebbe morto per il fastidio arrecato ai piccoli capizona di Altofonte, paesino dei dintorni di Monreale.

Secondo molti osservatori, con Giuliano si spense un grande talento investigativo, un onesto funzionario di polizia che nel suo ruolo fu una grande personalità delle istituzioni, il cui ricordo, come accade anche per altri suoi colleghi di analogo destino, non è adeguatamente onorato, ed anzi particolarmente lasciato all’oblio. Gli interrogativi sul reale movente del suo assassinio restano tuttora aperti, non considerandosi in genere altro che una coincidenza la sua perpetrazione ad opera di un mafioso da lui indagato. Né vi sono verità giudiziarie capaci di stabilirne senza alimentare dubbi.

Pare assai probabile che Giuliano stesse per scoprire qualcosa di importante, ed è forse in quella scoperta ormai perduta che cadde per servizio.

Successore di Boris Giuliano, come capo della squadra mobile, sarà Giuseppe Impallomeni (tessera P2 n. 2213), precedentemente allontanato dalla mobile di Firenze per un giro di tangenti, e inopinatamente, dal 309° posto della graduatoria dei vicequestori aggiunti, era passato al 13° posto, fatto che gli consente di prendere il comando della Mobile di Palermo. Questore del capoluogo palermitano diventa Giuseppe Nicolicchia, di cui verrà rinvenuta, tra le carte di Castiglion Fibocchi, la domanda di affiliazione alla Loggia di Gelli.

(Fonte Wikipedia)