Roberto Bolle a Taormina il 23 luglio: la volontà ha messo le ali ad un sogno

di Maria Teresa Prestigiacomo

Taormina – A Venezia, Roberto Bolle, che abbiamo incontrato al festival del Cinema, aveva manifestato un desiderio: calcare le scene del teatro Antico di Taormina, sotto le stelle, come fece il valente Nurejev… La volontà mette le ali ai sogni: Roberto Bolle farà partire il suo tour dalla città del Minotauro; dalla Scala al Teatro Antico, a passi di danza. Attesissime le sue performances che, da tempo, mandano in visibilio il pubblico. L’etoile del tempio lombardo regalerà  un momento di vibrante intensità che si realizza per merito del  direttore artistico della sezione di Taormina Arte, Enrico Castiglione. Si annuncia, per giovedì (23 luglio) un’apoteosi di coreografie per un appuntamento irripetibile. “Quest’anno il tour dei miei Gala – dice appunto il ballerino – partirà proprio dalla Sicilia. Il pubblico siciliano mi ha sempre regalato delle grandi emozioni, l’ultima in ordine di tempo è stata lo spettacolo dell’estate scorsa nella suggestiva cornice del Tempio della Concordia di Agrigento. Gli odori, i colori della Sicilia, insieme al calore e la passione della sua gente, rendono ogni occasione unica e magica. Qui la cultura e la tradizione sono ovunque, si respirano nell’aria, entrano nei polmoni e rimangono nel cuore”. Il “Gala Roberto Bolle & Friends” prevede la partecipazione di tanti ballerini amici di Bolle che operano stabilmente nei palcoscenici internazionali. Accanto a Bolle, nell’area archeologica greco-romana: Sabrina Brazzo (teatro alla Scala Milano), Arman Grigoryan (Zürcher ballett – Zurigo), Beatrice Knop (Staatsballet Berlin – Berlino), Vahe Martirosyan (Zürcher ballett – Zurigo), Shoko Nakamura (Staatsballet Berlin – Berlino), Francesco Nappa (artista ospite), Natasa Vovotna (The Kylián foundation – l’Aja), Dimitry Semionov (Staatsballet Berlin – Berlino). L’Europa della danza, dunque, si esibirà a Taormina per un appuntamento che si annuncia unico anche per lo scenario in cui si svolge. “Quanta bellezza, quanta storia , che incanto – ha affermato con entusiasmo Bolle – è una grande emozione tornare in questo luogo che mi vide al fianco di Alessandra Ferri nel suo grande addio alla danza, ormai due anni fa. Sono felice dell’opportunità, che Taormina Arte e la città tutta mi hanno regalato.”. Un programma speciale, quello studiato in occasione dell’appuntamento taorminese, con un cast di altissimo livello. Per la prima volta vi sarà la danzatrice e pittrice Simona Attori, ballerina amata da Candido Cannavò che ha ispirato un capitolo del suo libro “E li chiamano disabili”.

‘G2, Seconde generazioni crescono’: via al bando per la gestione del progetto rivolto agli stranieri

di S.I.

E’ stato pubblicato all’Albo Pretorio del Comune e sulla Gazzetta ufficiale della Regione siciliana di Venerdì 17 luglio, il bando per l’affidamento della gestione del progetto denominato “G2 Seconde Generazioni crescono”, previsto nell’accordo di programma 2006, rivolto alle seconde generazioni di stranieri presenti in Italia.

La gara d’appalto, per un importo di 163 mila e 900 euro, sarà esperita il 6 agosto alle ore 10, e prevede l’affidamento della gestione del servizio per la durata di diciotto mesi, dalla data di consegna. Il capitolato speciale d’oneri ed i documenti complementari possono essere richiesti agli uffici dell’Area coordinamento sociale – Dipartimento sociale – via F. Bisazza n. 60, dalle 9 alle ore 12, dal lunedì al venerdì, e sono consultabili sui siti internet http://www.comune.messina.it e http://www.cittadimessina.it.

Destinatari diretti sono prime e seconde generazioni di stranieri, comunità migranti, soggetti giovani, collettivi informali e società civili; destinatari intermedi sono il terzo settore cittadino, scuole ed università, istituzioni territoriali e stackeholders.

Il progetto si espliciterà in linee di attività relative alla promozione dei diritti e coscientizzazione dei processi di cittadinanza attiva (seminari sui diritti di cittadinanza delle seconde generazioni, realizzazione di un sito internet); protezione e promozione delle diversità culturali (attivazione di due centri interculturali permanenti di formazione alla lettura ed alla multimedialità, laboratori interculturali, workshop con artisti ed intellettuali dei paesi di origine); costituzione di un gruppo G2 e pubblicazione e diffusione degli atti dei seminari. Saranno inoltre attivati due centri interculturali di formazione alla lettura ed alla multimedialità all’interno di due quartieri dove è radicata la presenza di migranti, dotati di centri di documentazione con collezioni bibliografiche, discografie, videoteche, e di postazioni con accesso libero ad internet, e strumentazioni audio-video. I centri svolgeranno attività permanenti, con l’attivazione di laboratori all’interculturalità con gli studenti delle scuole di secondo grado e promossi percorsi formativi ad hoc all’interno delle scuole cittadine. Saranno anche organizzati tre workshop con artisti ed intellettuali dei paesi di origine.

Il progetto “G 2 seconde generazioni crescono” ha come obiettivo favorire percorsi di inclusione sociale anche valorizzando le nuove forme identitarie e culturali di cui i giovani stranieri sono portatori; sensibilizzare i vari attori sociali al riconoscimento ed al rispetto delle diversità culturali e sostenere forme di dialogo interculturale tra giovani italiani e stranieri; favorire il dialogo intergenerazionale tra immigrati di prima e seconda generazione. Il progetto si prefigge infine di mettere in rete tutte le soggettività formali ed informali che a vario titolo entrano in contatto con l’universo G2; promuovere azioni sistematiche di prevenzione della discriminazione con particolare attenzione ai giovani, una riflessione collettiva sui diritti di cittadinanza e la conoscenza delle culture di origine; favorire l’autorganizzazione delle seconde generazioni e l’incontro tra realtà artistiche singole e collettive provenienti da paesi di forte immigrazione; offrire percorsi formativi di conoscenza e confronto; prevenire l’esclusione sociale ed agire sul disagio intergenerazionale anche con interventi di mediazione familiare, e promuovere percorsi di educazione interculturale.

Eventuali informazioni potranno essere richieste presso alla segreteria dell’Assessorato comunale alle politiche per la famiglia, via Felice Bisazza n. 60. Il bando all’indirizzo www.cittadimessina.it/secondegenerazionibando.pdf ed il capitolato all’indirizzo www.cittadimessina.it/secondegenerazionicapitolato.pdf o al link “news”.

Cori razzisti di Salvini contro napoletani: De Pierro chiede dimissioni immediate

di S.I.

Il presidente dell’Italia dei Diritti: “Le sue scuse non ci bastano. Metteremo in atto proteste eclatanti che non si arresteranno finché Matteo Salvini non rassegnerà le sue dimissioni assolute e si ritirerà dall’agone politico”


“Le scuse di Salvini non bastano. Il comportamento assunto nei confronti dei napoletani di certo non mi meraviglia per un leghista, ma indubbiamente non è consono a nessun rappresentante istituzionale, tanto meno ad un parlamentare, per di più ora europeo e quindi delegato a rappresentare l’Italia in Europa”. Queste le dichiarazioni polemiche di Antonello De Pierro, presidente del movimento Italia dei Diritti, riguardo allo scandaloso video della festa della Lega di Pontida, dove l’europarlamentare Matteo Salvini cantava inni razzisti chiamando i napoletani “colerosi, terremotati”. Dopo aver rassegnato le dimissioni dal Parlamento Italiano, l’esponente della Lega Nord ha chiesto scusa al popolo napoletano, ma il “Comitato contro il parlamentare razzista”, inaugurato proprio per l’occasione, ha annunciato di voler procedere legalmente citandolo per diffamazione. “A Napoli, continua De Pierro, dove si è già attivato il nostro responsabile regionale campano Antonio D’Auria, la protesta dei nostri sostenitori sta montando a vista d‘occhio. Innanzitutto il tentativo di Salvini di far passare le sue dimissioni come un atto legato a questo episodio è stata una cosa peggiore dell’atto stesso. Le dimissioni sono state un atto dovuto soltanto per la nota incompatibilità che c’è tra una carica al parlamento italiano e quella nel parlamento europeo. Resto ancora più allibito – ha continuato il leader dell’IdD – di fronte al completo immobilismo di Bossi che si è limitato semplicemente a definire Salvini un pessimo cantante. Ancora più inconsistente e pietoso, è stato poi il tentativo di far passare un coro altamente razzista come un’ironia da stadio. Strano che un parlamentare non sappia che anche in ambito calcistico sarebbe stato sanzionato. Anzi, li sarebbe stato sanzionato e qui no. La nostra solidarietà – conclude De Pierro – va ad abbracciare tutti i partenopei ma anche gli stessi terremotati di Abruzzo che indirettamente sono stati colpiti dalle gravi offese pronunciate dal “disonorevole” Salvini. Per quanto riguarda l’Italia dei Diritti, metteremo in atto, prima a Napoli e se necessario anche a Roma e in altri posti d’Italia, proteste eclatanti che non si arresteranno finché Matteo Salvini, che non consideriamo assolutamente degno di rappresentare il popolo in parlamento, né tanto meno l’Italia in Europa, non rassegnerà le sue dimissioni assolute e si ritirerà dall’agone politico. Di fronte a forze politiche che non hanno saputo opporsi ad una vergogna di questo tipo, noi che ci stiamo affermando come l’unica vera forza di opposizione, pur se extra parlamentare, ci sentiamo in questo momento di rappresentare tutti i napoletani, gli abruzzesi e chiunque altro si senta colpito dall’ineffabile delirio di un leghista, il quale ancora una volta ha bene incarnato le proiezioni ideologiche di estremismo razzista proprie del suo partito”.

http://www.italymedia.it/notizie/attualita-e-cronaca/2496-cori-razzisti-di-salvini-contro-napoletani-de-pierro-chiede-dimissioni-immediate

Manutenzioni: si riunisce domani il Collegio dei Presidenti delle Circoscrizioni a Palazzo Zanca con gli Assessori Miloro e Isgrò

di S.I.

Domattina, martedì 21 luglio, alle ore 10 e 30, a palazzo Zanca, dopo l’approvazione del Bilancio di Previsione dell’esercizio 2009 che per la prima volta ha ottenuto il voto favorevole anche dai sei Consigli Circoscrizionali, è stato convocato un vertice con il collegio dei presidenti delle sei municipalità cui parteciperà l’assessore alle politiche finanziarie, Orazio Miloro, e l’assessore alle manutenzioni, Pippo Isgrò. Il nuovo incontro con i presidenti circoscrizionali, che fa seguito alle intese definite nella riunione del Collegio dei Presidenti dell’11 maggio scorso, permetterà di approfondire le iniziative necessarie ad attivare il previsto coordinamento generale sulla manutenzione. “A tal proposito – ha ricordato l’assessore Miloro – durante la sessione di approvazione del bilancio previsionale 2009 era stato deciso, su input dei Presidenti e d’intesa con il sindaco, Giuseppe Buzzanca, di destinare il 30 per cento del budget previsto per i contratti aperti della pubblica illuminazione e della manutenzione ordinaria ad interventi di “pronta emergenza”, deliberati dalle stesse Circoscrizioni, oltre ad attivare un coordinamento generale sulla manutenzione. Tale intesa oggi necessita un passaggio formale – ha evidenziato Miloro – per porre in essere i necessari atti amministrativi che, proseguendo nella strada intrapresa voluta dall’Amministrazione Buzzanca, attribuiscano alle Circoscrizioni sempre più un ruolo istituzionale baricentrico nella gestione del nostro territorio”.

All’incontro di domattina parteciperanno il Ragioniere generale, dott. Ferdinando Coglitore, il dirigente del Dipartimento bilancio e programmazione, dott. Giovanni Di Leo, ed i dirigenti tecnici ingegneri, Mario Pizzino e Antonio Amato.

La riforma Gelmini: una logica aziendale che annulla la didattica

di don Raffaele Garofalo

L’Ocse dichiara che l’Italia è agli ultimi posti nella classifica delle scuole più efficienti e la Gelmini attribuisce la colpa di tutto al ’68. Per migliorare la qualità della scuola pubblica nell’ultimo decennio non è stato trovato altro rimedio che dirottare finanziamenti e alunni verso la scuola privata. Qualche mese fa i vescovi minacciavano di “scendere in piazza” se il governo avesse operato tagli ai loro istituti educativi. Nell’arco di poche ore i prelati venivano rassicurati che potevano “dormire non su due ma su quattro guanciali”. Erano stati accontentati. Non sarebbe stato uno “spettacolo edificante” vedere celerini intenti a manganellare monsignori in rivolta come black block! Per arginare la decadenza della scuola la Gelmini, da parte sua, offre “bonus” alle famiglie che vogliono disertarla per la privata. Il ministro mostra eccitazione per l’aumento di bocciature, orgogliosa di riaffermare il principio della meritocrazia. I geni devono avere la possibilità di emergere ma non sono certo essi che hanno bisogno delle attenzioni della scuola, vanno piuttosto valorizzati nelle istituzioni, una volta affermati, e non costretti a fuggire all’estero.

La scuola pubblica è chiamata ad offrire a tutti i cittadini l’opportunità di raggiungere il massimo sviluppo delle proprie capacità culturali. Questo non si ottiene praticando tagli ai fondi, già scarsi, a disposizione ma disponendo di mezzi e personale adeguati per ottenere il massimo anche da chi genio non è nato o è figlio di immigrati e fatica ad ottenere un rapido inserimento. Le scuole private da parte loro, quando non si riducono a semplici diplomifici, si configurano come istituzioni di connaturale selezione contrarie ad una società multiculturale che miri all’integrazione di tutte le sue componenti. Un Paese che si professa cristiano anche quando bestemmia sa bene che il messaggio di fede è un fermento finalizzato a far lievitare la massa, non svolge la sua funzione se rimane separato da essa.

Si organizzano scuole private perché si teme la contaminazione dell’”altro”, molte non accolgono ragazzi diversamente abili per non contrariare genitori i quali non tollerano che l’apprendimento dei loro figli possa “subire ritardi”. Per loro natura le private sono destinate ad essere causa di conflitto culturale. Portatrici di “verità” nascondono spesso un fondamentalismo mascherato da ragioni pretestuose. Solo in una scuola pubblica identità e convinzioni di varia natura hanno la possibilità di confrontarsi democraticamente, in una buona palestra di convivenza cui abituare le nuove generazioni. La “conversione” di Magdi Cristiano Allam, educato in terra musulmana da una scuola privata cattolica, è l’ emblema di una cultura integralista islamica che si traduce automaticamente in cattolica intolleranza.

La Gelmini è convinta che un processo educativo efficace possa partire dalle bocciature, da un insuccesso. Gli alunni bocciati dovrebbero essere la cattiva coscienza della scuola, come gli ammalati che non migliorano sono il fallimento dell’ospedale. Sapere o non sapere la matematica non è la stessa cosa ma nella scuola dell’obbligo separare l’alunno dal gruppo classe comporterebbe danni considerevoli nella sua maturazione psicologica quando non è causa di dolorosi eventi che leggiamo nelle cronache. La scuola dell’obbligo è scuola formativa, innanzitutto, per cui andrebbero escogitati recuperi “indolori”, con classi aperte e altro, il che vuol dire investire di più nella formazione.
L’8 aprile scorso le Commissioni di Difesa della Camera hanno approvato in via definitiva l’acquisto di 131 cacciabombardieri da combattimento F-35. Programma di spesa 15 miliardi di euro. Lo Stato spende tante risorse per mandare a morire i suoi giovani e farne degli inutili eroi o forse utili solo ai signori della guerra. Una spesa immorale di risorse preziose che potrebbero essere utilizzate invece in maniera più proficua per l’emancipazione culturale del Paese, per la Sanità. Non si vuole proporre una scuola dequalificata che costringa i laureati ad andare ad abilitarsi a Reggio Calabria, come ha fatto la Gelmini, per procacciarsi un “68 buonista” personalizzato. La riforma del ministro segue logiche aziendali di tagli pesanti anziché ispirarsi a percorsi didattico-formativi: è destinata a selezionare, quindi a fallire l’obiettivo di elevare il livello culturale del Paese. Una riforma non inizia dalla bocciatura ma da una scuola moderna che offra agli alunni ogni mezzo per la loro crescita individuale: dallo sviluppo della personalità, dall’apprendimento delle nozioni teorico-pratiche, all’esercizio di capacità letterarie, artistiche, sportive e altro. Non vi è ragazzo, per quanto “bullo”, che resista alla seduzione di una disciplina capace di incanalare la sua “esuberanza” orientandola verso una passione costruttiva. Lo studente deve essere attratto dalla scuola, non costretto alla fuga da essa. A tale scopo l’istituzione scolastica non ha bisogno di “Dirigenti” ma di “Educatori”.

La cultura non si comunica con le “normative”, né si travasa: ognuno costruisce la propria. Ancor meno è frutto di cattivi voti. Il quasi anonimo Leopold Mozart, non fu maestro di eccezionali capacità, ma eccellente educatore. Al piccolo Wolfgang trasmise la “passione”, insegnò il “metodo”. Il resto è nell’alunno e nelle opportunità che gli si offrono.

http://temi.repubblica.it/micromega-online/la-riforma-gelmini-una-logica-aziendale-che-annulla-la-didattica/

15 miliardi di spesa per comprare Cacciabombardieri

“L’8 aprile scorso le Commissioni di Difesa della Camera hanno approvato in via definitiva l’acquisto di 131 cacciabombardieri da combattimento F-35. Programma di spesa 15 miliardi di euro.
I tagli sulla scuola, quelli che hanno falcidiato il futuro dei nostri ragazzi, sono stati per 8 miliardi.
Secondo voi, in un periodo di crisi, un padre taglia sull’istruzione di suo figlio e si compra una beretta?

Ma possibile che la stampa queste cose non le dica?
Possibile che gli italiani debbano sapere solo di liti e di harem e sconoscano le azioni essenziali e sconvolgenti di questo governo infame?

E se uno di centrodestra mi dice che per lui è un bene spendere 15 miliardi di euro, di questi tempi, in armi, piuttosto che in scuola o spese sociali, beh..scusate, fermate l’Italia, io voglio scendere.”

(Fonte: Un ragazza su Facebook)

Clima impazzito? Il responsabile è l’uomo

di S.I.

“Si passa da un caldo afoso a improvvise ondate di maltempo, come se il clima fosse impazzito. Dietro però ci sono delle precise politiche energetiche: l’elevata emissione di Co2 e il surriscaldamento del pianeta producono questi fenomeni. E la situazione rischia di peggiorare col tempo se non si adotta, a livello globale, una seria politica ambientale”. Ciro Pesacane, presidente del Forum Ambientalista, vede anche nell’uomo le cause del maltempo che sta flagellando il nord Italia.

“La continua crescita delle emissioni di Co2 e il mancato investimento sulle energie rinnovabili – spiega Pesacane – espone sempre più l’Italia a questi disastri naturali”.

“Eppure questo governo – continua – vede gli ecologisti come dei criminali da combattere promuovendo politiche antiambientali e conservatrici che puntano a boicottare il protocollo di Kyoto, considerato nemico del progresso e mera carta stralcia. Una follia”.

“Inoltre – conclude l’ambientalista – anche l’ultimo g8 a L’Aquila ha dimostrato quanto i potenti siano incapaci di adottare nuove politiche energetiche. Per questo noi associazioni continueremo a pressare l’esecutivo affinché non continui su progetti sbagliati, come il nucleare, e promuova provvedimenti alternativi. Per il bene di tutti”.

(Fonte: Forumambientalista)