Tennis: Flavia Pennetta vince il Wta di Palermo

La brindisina Flavia Pennetta, n. 1 del tabellone e 15 del mondo, ha vinto gli Internazionali femminili di tennis di Palermo-Snai Open.

La ventisettenne azzurra in finale ha facilmente avuto la meglio sull’altra azzurra, la bolognese Sara Errani, 22 anni e n.38 delle classifiche mondiali, sconfitta con il punteggio di 6-1 6-2 in un’ora e 11′ di gioco.

Nell’intero torneo la Pennetta non ha concesso nemmeno un set agli avversari.

(Ansa, 19 luglio)

Messina, emergenza caldo: avviato programma dal Comune

di Santino Irrera

Avviato ieri, sabato 18 luglio, il programma del Comune per l’emergenza caldo che si protrarrà sino al prossimo 15 settembre.

Nel corso di una conferenza stampa, tenutasi venerdì 17 a palazzo Zanca, l’assessore alle politiche sociali, Pinella Aliberti, alla presenza dei rappresentanti delle organizzazioni che hanno collaborato al progetto, ha illustrato le iniziative destinate soprattutto agli anziani, in particolar modo ai malati cronici (cardiopatici, diabetici etc.), persone più a rischio di complicanze, a causa di un sistema di termoregolazione compromesso dall’età. Presentata anche una guida dei servizi che sarà distribuita gratuitamente in tutte le sedi circoscrizionali, all’Urp e in tutti i centri assistenziali, con notizie utili per prevenire gli effetti indesiderati legati alle alte temperature e informazioni relative al progetto emergenza caldo.

Attivo anche un Centralino telefonico, operativo 24 ore su 24, a cura della Cooperativa ‘Comunità e Servizio’, con Numero Verde gratuito 800015210 per sensibilizzare i servizi competenti, a seconda delle necessità. Impegnate nel programma sono l’Ufficio relazioni con il pubblico (U.R.P.) di palazzo Zanca, tel. 090 716251 e numero verde gratuito 800701363, entrambi attivi in ore d’ufficio e le sedi della Municipalità: I^ Circoscrizione S.S.114 Bivio Larderia pal. Presti Tremestieri tel. 090 633279; II^ Circoscrizione S.S. 114 Km 4,100 n.62 – Contesse tel. 090 636016; III^ Circoscrizione Via Catania n.234 tel. 2921067; IV^ Circoscrizione Viale Boccetta is. 374, tel 090 46546; V^ Circoscrizione Viale della Libertà ex Gasometro; VI^ Circoscrizione Via Consolare Pompea – Ganzirri tel. 090394401.

Protezione Civile, tel. 090 22866. Componendo questo numero si potranno avere, in tempo reale, tutte le informazioni relative alle condizioni meteo e su eventuali stati di allerta. Il servizio è operativo nei seguenti giorni: da lunedì a giovedì dalle ore 8 alle ore 17 e venerdì dalle ore 8 alle ore 13.

Servizi di assistenza medica garantiti dall’Azienda sanitaria locale (ASL 5), in collaborazione con i medici di famiglia, sono a disposizione secondo zone e giorni come da seguente prospetto:

Ex guardia medica – ambulatori servizio anche a domicilio: Cittadella della salute (ex Mandatari) – Messina Nord tel. 090 59606; Porto Salvo – Messina centro (Via Garibaldi – accanto Bar Sciarrone) tel. 090 45077; via dei Mille (vicino Upim) Messina Sud – tel 090 2932510, tutte le notti dalle ore 20 alle ore 08; tutti i sabati e prefestivi dalle ore 10 alle ore 20; domeniche e festivi dalle ore 8 alle ore 20. Presidi territoriali di emergenza – 118 Ambulatori: cittadella della salute (ex Mandatari) – Messina Nord tel. 090 59606; via dei Mille (vicino Upim) Messina Sud – tel 090 2932510. Gli Ambulatori del 118 sono a disposizione tutti i giorni dalle ore 8 alle 20. Servizio di accompagnamento per prestazioni sanitarie non urgenti: Croce Rossa: tel. 090 2935839 (mercoledì e giovedì); Misericordia San Licandro tel. 090 344572 (lunedì e martedì ); Misericordia Messina tel. 090 2931797 (venerdì e sabato ).

Servizi domiciliari tutti i giorni, dalle ore 10 alle ore 17, telefonando al n. verde gratuito 800015210, sono garantiti dalle cooperative sociali che operano sul territorio; per gli anziani: Cooperativa Azione Sociale, zona Nord; Cooperativa Nuova Presenza, zona Centro; Cooperativa Faro 85 zona Sud. Per i diversamente abili: Cooperativa Nuove Solidarietà, zona Centro; Cooperativa Azione Sociale, zona Nord; Cooperativa Faro 85, zona Sud. I servizi garantiti dalle Cooperative prevedono: accompagnamento per disbrigo pratiche, pagamenti o riscossioni, acquisto medicinali, fornitura acqua. Eventuali altri servizi dovranno essere concordati di volta in volta sempre chiamando il numero verde gratuito 800015210. Socializzazione tutti i sabati sono disponibili per l’accoglienza i locali ex IPAB Casa Pia dalle ore 9.30 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 19. Tutte le domeniche sono disponibili all’accoglienza la Casa di Riposo Casa Serena e l’Istituto Don Orione. In questi centri è possibile trascorrere parte della giornata usufruendo, prenotandosi per tempo, anche del pasto caldo. Per il trasporto e prenotazioni nei Centri occorre sempre telefonare al numero verde gratuito 800015210.

NUMERI UTILI:

Centrale Operativa Polizia Municipale 090771000; Polizia di Stato113; Carabinieri 112; Guardia di Finanza 117; Vigili del Fuoco 115.

Calcio: un imprenditore per lo Sporting Messina in caso di ripescaggio in Seconda Divisione Pro

di S.I.

L’ FC Sporting Messina di Giuseppe Rodi, come saprete, dato che ve ne avevamo regolarmente informati da queste stesse pagine, il 15 luglio 2009, ha inoltrato apposita istanza di ammissione/ripescaggio in Seconda Divisione Pro (ex Serie C2).
Adesso la novità.

In caso di ripescaggio/ammissione alla ex Serie C2, dell’FC Sporting Messina, c’è già la disponibilità di massima di un imprenditore ad investire almeno 400 mila euro.

Quali primi passi verrebbero acquisiti Guido De Maria (attuale allenatore Fc) ed il dott. Filippo Ricciardi (dirigente area medica). Disponibili anche alcuni calciatori.

Disagi infiniti per i viaggiatori ferroviari: in tilt il traffico tra Fiumefreddo e Giarre

di S.I.


Continuano gli enormi disagi per i viaggiatori in Sicilia in special modo sulla dorsale jonica Siracusa-Catania-Messina. Quasi sicuramente per un guasto alla rete il traffico ferroviario tra le due stazioni è stato paralizzato nei giorni scorsi.
Punte di ritardi altissimi per il treno espresso 1991 con 283 minuti, mentre i treni regionali hanno totalizzato dai 20 agli 80 minuti.

Gli ultimi disagi prima dei giorni scorsi risalivano a martedì 14 luglio per un blocco alla linea alla stazione di Cannizzaro.

Prosegue la rassegna “Fede, Arte, Musica estate 2009” a Messina

di S.I.

Nel contesto della seconda giornata della quinta edizione di “Fede, Arte, Musica estate 2009” organizzata dalla diocesi di Messina, che si é svolta oggi, domenica 19 luglio, dalle ore 12 e 15 nella Cattedrale, il Maestro Gianfranco Nicoletti ha eseguito il secondo “Concerto di Mezzogiorno”.

La “Guida ai concerti” che informa tutti gli appassionati sulle prossime iniziative artistiche promosse dall’Arcidiocesi è disponibile sul sito http://www.organoduomomessina.it. Gli ingressi sono liberi e gratuiti.

Calcio: Le convocazioni dell’Usd Camaro Messina

di S.I.

L’Usd Camaro Messina ha diramato la lista dei calciatori convocati per la fase di preparazione precampionato.

Si tratta dei seguenti nomi (distinti per ruolo):

Cognome e Nome

Nato il

Città

D

ARICO’ Emanuele

18/08/1992

Messina

C

ASSENZIO Candeloro Roberto

17/10/1987

Messina

C

BRANCATI Francesco

15/07/1990

Messina

D

CAMMAROTO Giovanni

20/04/1990

Messina

A

CANNAVO’ Antonino

26/01/1992

Messina

D

CAPPELLO Ignazio Alberto

18/08/1989

Messina

A

CASELLA  Roberto

16/10/1982

Messina

D

CATALDI Michele

26/04/1969

Terlizzi (BA)

C

COSTANZO Davide

12/01/1993

Messina

D

CRIMI Gianpaolo

30/03/1982

Messina

D

CUCINOTTA Letterio

12/05/1991

Messina

D

DE SALVO Antonino

15/03/1991

Messina

P

FIORITO Giuseppe

15/05/1993

Messina

D

GIACOPELLO Danieie

05/03/1985

Stoccarda (Ger)

P

GIUNTA Giannicola

24/06/1970

Spadafora (ME)

P

GRIO Emanuele

14/05/1991

Messina

A

GUGLIOTTA Giancarlo

17/04/1991

Messina

D

IRRERA Daniele

14/02/1982

Messina

D

LA ROCCA Santo

07/03/1991

Messina

A

MERLINO Dario

23/05/1984

Messina

A

PLATANIA Antonio

21/06/1978

Messina

C

PULEJO Felice

04/09/1985

Messina

D

PUZONE Andrea

02/01/1992

Messina

C

RAFFA Antonio

09/06/1986

Messina

Salviamo Forte san Jachiddu

di S.I.

Non so quanti di voi conoscano il Forte San Jachiddu… uno dei forti più belli e più curati di Messina; la coop. Scirin lo gestisce e se ne prende cura con amore, dedizione e passione,ed il posto è simbolo di una vera vocazione per la bellezza e per la natura. Un barlume di civiltà in una città che questa parola la conosce poco, pochissimo.

Potete scoprire qualcosa su: http://www.fortesanjachiddu.it/ anche se una pagina web non potrà mai rendere davvero l’idea.

Qual è il problema, vi chiederete. Beh, pare che in questa città ci siano poche case, poche palazzine brutte, costruite male, senza alcun criterio se non quello del guadagno a tutti i costi in barba a tutto e tutti. Pare che si chiami capitalismo. Dicevo, sembra che ce ne siano poche, perchè ne vogliono costruire altre. I palazzinari sono squali sempre affamati, alimentati da generosi finanziamenti e dalle colline edificabili.

In questo momento stiamo rischiando che la collina del forte venga cementificata, in base alla riproposizione di un piano quadro che prevede l’edificazione di un insediamento edilizio di 40mila mq (quanto la cittadella fieristica, per farvi un’idea) sulla collina del forte.

Ieri sera Mario Albano ha lanciato l’allarme… non so ancora bene quali saranno le iniziative di difesa e di protesta che verranno prese a tal proposito, però iniziamo a contarci.

Esiste già un gruppo in Facebook, fondato da Valeria Vincenzo, dal quale sono state tratte le considerazioni presenti in questo articolo alle quali ci associamo, oppure contattiamo la Cooperativa Scirin, a questi indirizzi: info@fortesanjachiddu.it

lucia@fortesanjachiddu.it

Cell. n.:  329/0476468

Uniamoci.

Un viaggio da Terzo mondo sull’Intercity Roma – Palermo

Un gruppo di viaggiatori dell’Intercity 727 Roma Palermo ha presentato un esposto al posto Polfer di Villa San Giovanni, lamentando le condizioni di disagio che sostengono di avere subìto a causa di un guasto al climatizzatore di alcune carrozze e dell’eccessiva lunghezza del viaggio, protrattosi per venti ore.”Un guasto al climatizzatore di due carrozze – sostengono i viaggiatori nell’esposto – ha causato forti disagi per i viaggiatori. Dopo avere sollecitato la situazione che si andava aggravando al controllore, rimasto indifferente al problema, abbiamo preso l’iniziativa di segnalare telefonicamente il problema alla Polfer. Il treno è rimasto fermo per tre ore in stazione. Nel frattempo, alcuni viaggiatori cardiopatici sono rimasti a Napoli; altri passeggeri, soprattutto vecchi e bambini, sono stati aiutati al trasporto dei bagagli e sistemati sulle carrozze in cui funzionava l’aria condizionata”. in-treno“Arrivati mezz’ora dopo la mezzanotte a Villa S. Giovanni – sostengono ancora i viaggiatori – in stazione non c’era nessun addetto del servizio assistenza clienti di Trenitalia. Siamo stati aiutati, in sostituzione del centro assistenza di Trenitalia, dal posto Polfer di Villa San Giovanni. Partiti da Roma alle 11.29 del 17 luglio, siamo arrivati a Palermo alle 8 del 18 luglio 2009”. “È stato – conclude l’esposto – un viaggio da Terzo mondo. In Italia esiste un servizio ferroviario di Serie A per il nord ed uno di Serie B per il sud. Dovrebbe intervenire il ministro dei Trasporti”.

Di Lullo, fatti concreti e non sterili parole

Art. 2082 Codice Civile: È imprenditore chi esercita professionalmente una attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o di servizi. Citare il Codice Civile non è un mero esercizio da saccenti, ma in questo caso serve a sottolineare come le parole vengano usate a sproposito. Chi spende soldi per acquistare un bene e poi rivenderlo senza le caratteristiche della professionalità e della organizzazione al fine di produrre e/o scambiare un bene o un servizio non è un imprenditore ma è semplicemente uno speculatore. Il Comitato Zanclon sostiene, sulla base di questa semplice riflessione, che di speculatori i tifosi del Messina ne hanno le tasche abbondantemente piene. I tifosi biancoscudati, quei pochi, malati, incorreggibili sostenitori che sperano di poter tornare al “S.Filippo” a gridare “Forza Messina” pensano che sia giunta l’ora di rompere gli indugi e chiamare a raccolta coloro i quali, nella nostra bistrattata, maltrattata, disonorata città si fregiano del titolo di “imprenditori” e credono davvero di esserlo. A loro, che devono le proprie fortune a cittadini da sempre disposti a qualsiasi sopruso pur di avere garantito il proprio piccolo o grande spazio di quieto vivere, rivolgiamo un appello affinché restituiscano alla città ciò che Messina gli ha regalato o consentito di conquistare. Se siete imprenditori non vi sfuggirà certamente che l’ACR Messina, società figlia dell’FC Messina, è libera dal fardello dei debiti sportivi e ha tutte le potenzialità per rappresentare la base di una rinascita del calcio nella nostra città. Si tratta di una macchina che, una volta rimessa in moto, vi potrà garantire popolarità, peso sociale ed anche contrattuale nei confronti dell’opinione pubblica e delle amministrazioni locali. La società è stata iscritta e questo è un fatto oggettivo ed incontrovertibile, ora ci sono due strade: proseguire nelle manfrine viste dal 20 maggio in poi, dove si cerca il “casus belli” si approntano estemporanee conferenze stampa a raffica, per dire tutto e il contrario di tutto e rilanciare al ribasso o al rialzo in funzione degli umori di giornata su un progetto che per un certo periodo si è sventagliato ai quattro venti essere di interesse internazionale, salvo poi volerlo finanziare con un budget da cantinari. In alternativa, piuttosto che continuare a tergiversare è ora di far seguire alle parole della prima ora i fatti. Fatti che impreditorialmente parlando nell’ambiente calcistico vogliono dire: impostare una campagna acquisti come dovrebbe fare una società preposta ad uccidere il campionato di quinta serie, abbandonare i voli pindarici di ripescaggi mai come questa volta basati solo su pie illusioni e vaneggianti promesse e stringere alle proprie responsabilità il primo cittadino di questa derelitta città con la ragione dalla propria parte. Ove si intravvedesse un progetto di reale grande respiro anche il “principe degli ignavi” dovrebbe chinare la testa e per una volta nella sua vita fare finalmente qualcosa. Non ne possiamo più, infine, di questa corte dei miracoli che bivacca alle nostre porte e che giorno per giorno si ingrossa dei più laidi personaggi. Si faccia avanti solo chi ha intenzioni serie, portafoglio stracolmo, idee chiare e cultura del fare. Di chiacchieroni, scialacquatori, vanesi, incapaci e masochisti abbiamo fatto il pieno per anni e ne abbiamo abbastanza in casa propria per andare a cercarli di importazione. In estrema sintesi: Di Lullo e compagnia è ora di dimostrare se avete la sostanza che avete dichiarato, oppure se siete solo dei millantatori. Per tutti gli altri fuori la grana, o zitti e addio.

cariddi2 (Comitato Zanclon)

Loro non molleranno mai, noi neppure

di S.I.

Un video bellissimo che sembra un trailer ma non lo é.

(Cortesia di BasilicataExpress ed Eco Tv

Video tratto da You Tube)

Anniversario Borsellino, Alfano – Crocetta – De Magistris: “Cittadini attendono ancora verità”

di Santino Irrera

«Non vogliamo che anche questa volta l’anniversario della strage di via d’Amelio si trasformi in una mera commemorazione in cui fare professione di antimafia. Quest’anno migliaia di cittadini, provenienti da tutta Italia e a proprie spese, hanno deciso di venire a Palermo per chiedere con forza alle Istituzioni di fare finalmente verità sulle condizioni che determinarono la strage e su tutti gli attori che vi presero parte, anche come mandanti. Crediamo, infatti, che questo sia l’unico modo per onorare la memoria di servitori dello Stato che, per compire fino in fondo il proprio dovere, hanno perso la vita.  Senza verità via d’Amelio rischia di divenire l’ennesimo buco nero in cui la nostra storia repubblicana si perde».

Lo hanno dichiarato gli eurodeputati di Italia dei Valori, Sonia Alfano e Luigi De Magistris, e il deputato europeo del Pd Rosario Crocetta in occasione dell’anniversario della strage di via d’Amelio in cui perdettero la vita il giudice Borsellino, che aveva fatto parte del pool Antimafia con il collega e amico Giovanni Falcone e gli agenti della sua scorta di Agostino Catalano, Walter Cosina, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli e Claudio Traina.

Via D’Amelio, la strage tutta da riscrivere. 17 anni dopo

di S.I.

Alla procura della Repubblica di Palermo e di Caltanissetta si lavora con tanta alacrità, come se la strage in cui fu ucciso Paolo Borsellino fosse stata compiuta nei mesi scorsi. Sono passati invece 17 anni (per via D’Amelio l’anniversario cadrà domenica prossima) e nulla sembra come prima, la strage sembra tutta da riscrivere e qualche decina fra piemme, giudici e investigatori smentita. In più alcuni ergastolani condannati soltanto per la strage e considerati boss di primo piano di Cosa nostra potrebbero riottenere la libertà e le scuse (con relativo milionario rimborso per ingiusta detenzione) dello Stato. A tutto ciò si aggiunge che Salvatore Borsellino, fratello del magistrato, insiste nel sostenere che il vice presidente del Consiglio superiore della magistratura, Nicola Mancino, ministro da pochi giorni all’epoca della strage di Via D’Amelio, era a conoscenza della trattativa e del relativo ” papello” (il presunto documento in cui sarebbero state contenute le condizioni dettate da Salvatore Riina al governo per sospendere le attività stragiste). In più le “rivelazioni” del “dichiarante” Massimo Ciancimino, figlio dell’ex sindaco di Palermo, che da giorni sui quotidiani fa intendere di aver parlato proprio del ruolo del vicepresidente del Csm con i magistrati di Caltanissetta e promette , addirittura, di consegnare l’originale del “papello”, danno un quadro della situazione quantomeno esplosivo.

I magistrati di Caltanissetta sono alle prese con il collaboratore di giustizia Gaspare Spatuzza, il killer di don Puglisi, da oltre un anno. L’ex vice capo del mandamento di Brancaccio, infatti, sta riempiendo pagine e pagine di verbali raccontando la sua vita criminale e quella di alcune famiglie di Cosa Nostra protagoniste delle “stragi” che nei primi anni novanta insanguinarono l’Italia. Spatuzza, fra l’altro sostiene, ed è ciò che fa saltare la “verità” finora raccolta negli atti giudiziari, che fu lui a rubare la 126 Fiat che imbottita di tritolo fu utilizzata per l’attentato del 19 luglio 1992 in via D’Amelio e di avere ricevuto l’incarico dai fratelli Filippo e Giuseppe Graviano. Ha indicato ai magistrati di Caltanissetta il luogo esatto dove l’auto fu rubata. Una ricostruzione accertata oggi come vera ed originale dai magistrati di Caltanissetta guidati da Sergio Lari. Ma che sconfessa Vincenzo Scarantino. L’ex pentito che sta scontando 18 anni – e che si autoaccusò del furto, salvo, successivamente, ritrattare tutto – , raccontò (e la sua verità è stata fatta propria anche dalle sentenze della Cassazione), invece, di avere incaricato del furto dell’auto due balordi, su input del boss Salvatore Profeta: un tossicodipendente a cui vendeva la droga, Salvatore Candura (che oggi collabora con la giustizia e che ha confermato le nuove rivelazioni di Spatuzza), e Luciano Valenti.

Scarantino successivamente ritrattò tutto e accusò magistrati e investigatori di averlo “addestrato”. Alcuni magistrati all’indomani di queste accuse furono inquisiti dalla procura di Catania, ma la vicenda si chiuse con una archiviazione perché Scarantino puntualizzò che non si riferiva ai magistrati di Caltanissetta. Ma le “verità” processuali non cambiarono. Anche Giovanni Brusca, uno dei pentiti più accreditati da diverse procure, ha sollevato più di un dubbio e in due occasioni. La prima nel corso di un processo a Catania sulle “stragi”, qualche anno fa dichiarò: “Ci sono innocenti in carcere per l´eccidio di via D´Amelio”. La seconda quando riferì di aver chiesto a Totò Riina se “quelli si sono fatti sentire” (cioè se Aglieri e il vicecapo del mandamento Carlo Greco avessero o meno partecipato alla strage) e di aver avuto per risposta: “non li ho chiamati e non si sono fatti sentire”. Ad aggiungere “dubbi” e riserve le dichiarazioni rese a “La Stampa” dall’ex piemme, “in applicazione”, di Caltanissetta Ilda Boccassini. Il magistrato ha sostenuto che le dichiarazioni di Scarantino non l’hanno mai convinta, tanto è vero che prima di lasciare, per scadenza dell’incarico, la procura nissena, nel ’94 in dieci pagine di verbale espresse tutte le sue riserve.

Verbale del quale avrebbe ancora copia ma del quale non c’è più traccia a Caltanissetta. A far dubitare dell’attendibilità di Scarantino già nel ’94, secondo la Boccassini, furono le dichiarazioni del “pentito” su presunti mandanti le “stragi”: Fininvest, Marcello Dell’utri ecc… Tesi, invece, alle quali diedero spazio alcuni suoi colleghi che si occupavano delle indagini su via D’Amelio: i piemme Nino Di Matteo e Anna Maria Palma (oggi consulente della commissione parlamentare Antimafia). La dichiarazioni di Spatuzza ridanno vigore alla tesi degli avvocati di alcuni dei condannati all’ergastolo per la strage. “Stavamo preparando tutti i documenti per chiedere la revisione del processo Borsellino bis. Lo avevamo deciso da tempo. Ora ci si è fermati in attesa di leggere le dichiarazioni dei nuovi pentiti ed in particolare di Spatuzza”. Ha detto al VELINO Rosalba Di Gregorio, legale di Pietro Aglieri, ex capo del mandamento Santa Maria di Gesù- Guadagna, accusato con altri dell’attentato in cui furono uccisi Paolo Borsellino e gli uomini della scorta. De Gregorio spera di riaprire il processo, quella parte almeno che per le “rivelazioni” di Scarantino, portò alla condanna all’ergastolo di Aglieri e di altre cinque persone (Gaetano Murana, Cosimo Vernengo omonimo del presunto boss, Giuseppe La Mattina, Natale Gambino e Giuseppe Urso detto “Franco”), queste ultime considerate vicino al capo mandamento e condannate definitivamente, soltanto per la strage di Via D’Amelio, all’ergastolo e che, secondo le nuove rivelazioni di Spatuzza, non c’entrerebbero nulla.

Quanto al presunto incontro fra Borsellino e Mancino al Viminale, il 1 luglio del ’92, e cioè lo stesso giorno in cui quest’ultimo si insediava al ministero, il vicepresidente del Csm si è sempre difeso: “Non ho precisa memoria di tale circostanza, anche se non posso escluderla. Era il giorno del mio insediamento, mi vennero presentati numerosi funzionari e direttori generali. Non escludo che tra le persone che possono essermi state presentate ci fosse anche il dottor Borsellino. Con lui però non ho avuto alcuno specifico colloquio e perciò non posso ricordare in modo sicuro la circostanza”. Smentendo così il fratello del magistrato che continua a indicare in quell’incontro l’occasione in cui i due parlarono del “papello” o comunque della trattativa fra Cosa Nostra e lo Stato. I magistrati di Palermo per saperne di più su questa vicenda recentemente hanno ascoltato l’ex ministro dell’Interno Vincenzo Scotti, predecessore di Mancino, e il presidente del Consiglio dell’epoca Giuliano Amato. Quanto poi a Massimo Ciancimino e a cosa abbia rivelato di nuovo su questo presunto incontro non si sa, nulla è stato fatto trapelare, nè tanto meno il padre avrebbe lasciato tracce scritte. Non risulta, infatti, nessun documento su questa vicenda. Fra le carte che riempiono 20 scatoloni sequestrati nel corso di una perquisizione in un magazzino di Ciancimino, in Via Margherito Brindisi, il 17 febbraio del 2005, nessuna conterrebbe riferimenti all’incontro Borsellino Mancino.

Fra i documenti sequestrati nel corso della perquisizione effettuata dalla Guardia di Finanza e dai carabinieri nei locali del magazzino e della casa di Ciancimino a Palermo, invece, molti estratti di conto corrente, documenti societari, e le memorie dell’ex sindaco. In più il Libro “Le Mafie” che comunque era già stato consegnato da Vito Ciancimino ai magistrati fin dal ’93, l’appunto “I Carabinieri” di 13 pagine anch’esso consegnato ai magistrati, un saggio sulla ” Rinascita della Sicilia”, e una parte di foglio A4 contenente la minaccia a Silvio Berlusconi di mettere a disposizione una delle sue reti televisive. Nel verbale di perquisizione firmato dai finanzieri e dai carabinieri nessun accenno alla presenza di una cassaforte che , secondo Massimo Ciancimino non sarebbe stata aperta dalle forze di polizia e che avrebbe custodito il famoso “papello” che, poi, egli avrebbe nascosto in un luogo segreto. “Papello” che ha promesso consegnerà presto ai piemme di Palermo.

(Fonte: Il Velino.it)