“Succede solo da Mc Donald”


L’ennesimo grido d’allarme di un altro gruppo di lavoratori “invisibili”. Operai che teoricamente hanno diritti e praticamente vengono umiliati, cancellate con un colpo di mano le tutele dei lavoratori conquistate in tanti anni di lotte.

La nota catena di fast food nella città dello stretto ha le caratteristiche di una miniera con lavoratori sotto schiavitù: controllati senza alcuna autorizzazione e al primo errore privati del pasto. E’ quello che si verificherebbe nel punto vendita di Messina, a causa di un minimo ammanco di cassa non imputabile a nessuno, poiché la cassa, per direttive del datore di lavoro, è utilizzata da più soggetti nell’arco della giornata. L’azienda avrebbe deciso di privare i lavoratori del legittimo buono pasto spettante contrattualmente, iniziativa che se realmente posta in essere, non solo ravviserebbe i termini delle punizioni corporali, ma che non terrebbe nella dovuta considerazione gli effetti  su operai affetti da  patologie metaboliche. A fare da cornice a quest’ultimo evento ci sarebbe l’utilizzo da parte dell’azienda di telecamere di controllo che violano la privacy di lavoratori ed utenti in piena violazione della legge 300 del 20 maggio 1970.

Per non parlare dell’ignobile regola autarchica per cui i lavoratori che vanno in sosta per affaticamento sarebbero costretti a timbrare il cartellino, come dire: se hai bisogno di riprendere fiato per due minuti lo fai a tue spese, io non ti pago…

Le circostanze descritte sono soltanto alcune di quelle che caratterizzano il clima in cui i lavoratori sono costretti ad operare e per garantirsi il posto di lavoro sono indotti alla lotta fratricida per compiacere il datore di lavoro. Solo chi si comporta “bene” e riferisce tutto al padrone può sperare di vedersi rinnovare il contratto a tempo determinato. A nostro avviso il terrorismo cui sono sottoposti i lavoratori senza considerazione alcuna delle ripercussioni fisiche e della violazioni delle norme contrattuali e di sicurezza, sarà per la scrivente motivo di acerrima vertenza, non potremmo permettere a nessuna azienda di vivere in un’oasi felice a scapito delle maestranze e in piena violazione delle regole. Non accetteremo mai la violazione tacita dei diritti basilari.

La Etnafood, così si chiama l’azienda, non può esercitare prescindendo dalle regole elementari, i lavoratori non possono essere considerati come arance da spremere, assoggettati alla produzione a scapito anche della stessa incolumità fisica.

Inoltre, sembrerebbe, da segnalazioni pervenuteci, che l’azienda non sia attentissima al rispetto degli standards igienico-sanitari e alla fornitura dei mezzi individuali di protezione. Ci riserviamo di approfondire i dettagli prima di denunciare i fatti agli organi istituzionali competenti.

Per evitare che questa situazione di totale anarchia sfoci in eventi spiacevoli, sia per gli addetti che per i fruitori, ci troviamo costretti a denunciare, non solo mediaticamente, ma anche agli enti preposti il clima di terrore e di menefreghismo in cui sono costretti ad operare i lavoratori del Mc Donald messinese.

Orsa Sicilia

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