Due anziani finiscono in scarpata su autostrada a Messina

Una coppia di anziani mentre percorreva stamani con la propria auto, una Toyota Yaris, l’autostrada A 18, nel tratto compreso tra lo svincolo di Messina Tremestieri e Messina San Filippo, e’ uscita fuori strada finendo in una scarpata. Ad accorgersi dell’auto un militare dell’Arma che si trovava a passare di li’ e ha chiamato i soccorsi. I due occupanti, un’anziana coppia di coniugi, Pio Cesare Capuana Boveri, 62 anni e la moglie Giovanna Tamà, 61 anni, sono rimasti bloccati nell’abitacolo e per estrarli è stato necessario l’intervento dei Vigili del Fuoco. I due sono stati trasportati in ambulanza al Policlinico ma le loro condizioni non destano preoccupazioni.     (D.B.)

interno ambulanza

Beppe Grillo si candida alle primarie del PD

di Santino Irrera

Non uno scherzo, anche se certamente in parte una provocazione. C’é anche Beppe Grillo tra i candidati alla segreteria del PD, nelle prossime primarie. La notizia, diffusa nel pomeriggio, rimbalza dal suo notissimo blog e viene ripresa da vari mass media.

Così si esprime lo stesso Grillo, sulla sua nuova trovata:

“Il 25 ottobre ci saranno le primarie del PDmenoelle. Voterà ogni potenziale elettore. Chi otterrà più voti potrà diventare il successore di gente del calibro di Franceschini, Fassino e Veltroni.

Io mi candiderò.

Dalla morte di Enrico Berlinguer nella sinistra c’è il Vuoto. Un Vuoto di idee, di proposte, di coraggio, di uomini. Una sinistra senza programmi, inciucista, radicata solo nello sfruttamento delle amministrazioni locali. Muta di fronte alla militarizzazione di Vicenza e all’introduzione delle centrali nucleari. Alfiere di inceneritori e della privatizzazione dell’acqua. Un mostro politico, nato dalla sinistra e finito in Vaticano. La stampella di tutti i conflitti di interesse. Una creatura ambigua che ha generato Consorte, Violante, D’Alema, riproduzioni speculari e fedeli dei piduisti che affollanno la corte dello psiconano.

Un soggetto non più politico, ma consortile, affaristico, affascinato dal suo doppio berlusconiano. Una collezione di tessere e distintivi. Una galleria di anime morte, preoccupate della loro permanenza al potere. Un partito che ha regalato le televisioni a Berlusconi e agli italiani l’indulto.

Io mi candido, sarò il quarto con Franceschini, Bersani e Marino. Partecipo per rifondare un movimento che ha tolto ogni speranza di opposizione a questo Paese, per offrire un’alternativa al Nulla.
Il mio programma sarà quello dei Comuni a Cinque Stelle a livello nazionale, la restituzione della dignità alla Repubblica con l’applicazione delle leggi popolari di Parlamento Pulito e un’informazione libera con il ritiro delle concessioni televisive di Stato ad ogni soggetto politico, a partire da Silvio Berlusconi. Temi troppo duri per le delicate orecchie di un Rutelli e di un Chiamparino. Ci sono milioni di elettori del PDmenoelle che vorrebbero avere un PDcinquestelle. Con questo apparato affaristico e venduto non hanno alcuna speranza. Il PDmenoelle è l’assicurazione sulla vita di Berlusconi, è arrivato il momento di non rinnovare più la polizza. Arrivederci al 25 ottobre!”

E c’é da crederci che Il nostro non mancherà di certo a quest’appuntamento.

Come si reagirà dunque all’interno del PD, all’iniziativa del comico genovese che dimostra sempre maggiore capacità d’improvvisazione politica unita ad una notevole determinazione e ad un seguito notevole, specie tra i giovani?

Un’evoluzione tutta da seguire.

I.C. n. 8 di Messina: Progetto Arte e dintorni

Si è concluso il Progetto “Arte e dintorni”, annualità 2008/2009, organizzato dall’I.C. n. 8 “Dina & Clarenza” di Messina, nell’ambito delle prescrizioni operative contenute nella Circolare Assessorato ai Beni Culturali, Ambientali e Pubblica Istruzione. Il Progetto finanziato dalla Regione Sicilia, Dipartimento Beni Culturali, Ambientali ed Educazione Permanente, ha visto coinvolti alunni di tutte le classi della Scuola Media “L. Pirandello”, docenti della scuola, esperti esterni, genitori degli alunni e territorio.
Regione Siciliana
Cura del Progetto è stato il patrimonio artistico e culturale della città di Messina, con particolare attenzione al Gran Cimitero Monumentale, alla Chiesa Basiliana di S. Maria di Mili e a Forte San Jachiddu.

Gli alunni, guidati dall’archeologo Mauro Longo, dopo aver fatto ricerca d’archivio e on line sulla Chiesa di Mili si sono recati sul sito, constatandone lo stato di abbandono in cui essa versa e dopo aver fotografato nei particolari il monumento ne hanno fatto oggetto di riflessione.

Il Prof. Giuseppe Restifo, Ordinario di storia Moderna all’Università degli Studi di Messina, ha condotto la parte del Progetto riguardante il Gran Cimitero Monumentale, guidando, come Virgilio negli Inferi, gli allievi nell’intricata trama che le tombe dei messinesi illustri e meno illustri tessono.

Il Prof. Gerardo Rizzo, autore degli Annali della Città di Messina (1862 – 1885), ha creato, con i ragazzi, un viaggio virtuale tra i luoghi storici della città, facendo parlare ora una targa, ora una fontana, incuriosendo l’uditorio e suscitando in esso il senso dell’appartenenza al territorio.

Il Progetto si è concluso con un incontro-dibattito presso l’Auditorium dell’Istituto Comprensivo n. 8 “Dina e Clarenza” in Via Sardegna, 2 – Messina, e, nell’ambito dell’educazione permanente e dell’apertura al territorio, ha visto la partecipazione di un centinaio di persone. L’incontro, dal titolo MESSINA: STORIA, CRONACA E ARTE – DALL’UNITÀ D’ITALIA AL TERREMOTO DEL 1908, è stato tenuto dal Prof. Restifo e dal Prof. Rizzo e moderato dal Prof. Giacomo Gugliandolo.

Determinante è stato il sostegno al Progetto da parte del Dirigente Scolastico Prof. Luigi Capolupo, così come quello del responsabile del Progetto, Prof. Sostine Cannata e delle due docenti tutor Francesca Campagna e Cettina Vecchio.

di Maria Cannata

“… Ma qualcosa ancora qui non va”

Come tanti ho partecipato ad una campagna elettorale faticosa, dura e per molti versi esaltante. Ma schizofrenica da un preciso punto di vista. Tanti di noi, ne sono certo, illustrando la proposta politica di Sinistra e Libertà si sono trovati a dover rispondere ad una domanda ovvia ma impegnativa: io, elettrice/ore di sinistra, visto che non vedo differenze programmatiche (lavoro, pace, ambiente, laicità, migranti, sicurezza…), perché dovrei votare per voi e non per la lista comunista? Con un bel sorriso rispondevamo che le differenze politiche c’erano, che noi siamo unitari e aperti e loro no, che noi pensiamo ad una sinistra nuova e diversa (?!), un’altra idea di Europa, ed altri bla-bla, ma sapevamo di arrampicarci su specchi molto scivolosi. A comprovare questa schizofrenia un mio amico, convinto a votare per noi, mi ha detto qualche giorno dopo le elezioni,: “Vi ho votato perché erano le europee, ma è stata una follia per la sinistra andare divisa. Se dopo questa scoppola, non vi unirete non vi voterò più, perché vorrà dire che volete difendere solo i vostri giardinetti con tanti bei recinti, e che ai vostri dirigenti non interessa cambiare questo paese e la politica.”.

Non ci sarebbe molto altro da dire, salvo rimarcare che quel buon 3,1% (bicchiere mezzo pieno) sarà illusorio mantenerlo e consolidarlo in futuro, soprattutto in quegli appuntamenti elettorali in cui la mannaia del voto utile sarà ben più efficace. Inoltre il congresso del Pd potrebbe riconquistare e ricompattare quella fascia di elettorato che o non ha votato o a scelto provvisoriamente noi.

Non l’ho sentito dire al seminario del 3 Luglio, ma a me sembra che la principale evidenza delle elezioni europee sia stata che a sinistra del Pd, oggi e per un futuro abbastanza lungo, c’è spazio per una sola formazione politica in grado incidere nelle scelte politiche, economiche e sociali del futuro. Mi pare quindi che il futuro di S&L passi per una strada obbligata: il consolidamento di una piattaforma politico-programmatica in grado di continuare ad erodere consensi al Pd e ad attrarre tutti coloro che prima o poi abbandoneranno il cartello comunista, e comunque tutti coloro che riusciremo ad attrarre, anche in area Idv e autonomista. Al contrario, il consolidamento del cartello elettorale in vista del prossimo appuntamento delle regionali mi sembra una scelta troppo prudente se non addirittura debole e, francamente, verticistica.

Il cartello elettorale S&L e le necessarie alleanze politiche future con Pd e Idv, e magari localmente con Udc – sì Udc l’ho scritto, ma guardate che è drammatico per un siciliano che non può più mangiare cannoli! – serviranno a fare qualche consigliere regionale e, speriamo, a vincere in Puglia, ma c’è pure, anzi soprattutto, un paese da cambiare, c’è una battaglia culturale da vincere contro la destra, senza mezzi di comunicazione e senza soldi.

Lo sforzo unitario dovrebbe, pertanto, guardare anche alla nostra sinistra. Certo noi potremo confidare nella forza attrattiva della nostra proposta politica, ma ciò non basterà a prosciugare l’elettorato di rifondazione e pdci, né a convincere i loro quadri dirigenti – che anzi fondano nuovi partitini. Invece i nostri dirigenti dovrebbero mettere da parte le loro ritrosie – e forse le loro antipatie personali – e fare i passi opportuni per condividere il nostro progetto con questi soggetti. Ne riceveranno dei niet, certamente. La mia speranza – ed anche la condizione posta da tanti nostri elettori per rivotarci – è che il numero di questi niet possa diminuire nel tempo. E magari azzerarsi da qui alle prossime elezioni politiche. Certo dopo la scissione in PRC i rapporti personali fra tanti dell’area Vendola ed i loro ex-compagni di partito si sono inaspriti, ma non devono e non possono essere le questioni personali dei dirigenti ad influenzare i processi politici nazionali.

C’è ancora troppo verticismo nelle nostre azioni. Eppure i partiti di S&L, probabilmente compresa Sd, devono capire che non può più funzionare una struttura partito da ventesimo secolo. Per esempio, non lo sono il Pdl, l’IdV e la Lega, per i quali le scelte politiche sono largamente condivise dalla base, ancorché vengano prese da un leader o da pochi oligarchi. La Lega, ad esempio, riesce ad intercettare le istanze della sua base con grande efficacia, quale frutto di una capillare presenza nel territorio. A sinistra, anche il Pd cerca di darsi strutture organizzative e metodi nuovi, ma il Pd veltroniano ha commesso il grave errore di scimmiottare Forza Italia, puntare sul carisma del leader più che su un programma politico condiviso, condensare la partecipazione in primarie-plebiscito non sulla sintesi – peraltro ardua se non impossibile nel loro caso – fra diverse idee della società, dell’economia, in una parola, diverse concezioni della vita.

S&L ha dunque il problema di come raccogliere e valorizzare le istanze che provengono dal basso, non solo quello di decidere chi comanda, quali regole per formare i coordinamenti regionali e provinciali. Questo problema non si affronta con seminari ad inviti, e forse sarebbe meglio aprire una Assemblea Permanente su internet, dove tutti possano partecipare ai processi decisionali anche votando (una testa un voto). E comunque in maniera più moderna e matura che non con le primarie delle idee della scorsa primavera, e più costruttiva in vista dell’Assemblea del 12 Settembre. Come faremo il 12 Settembre ad ascoltare tutti?

Naturalmente i processi dal basso si scontrano nelle realtà locali con i contrasti fra i partiti, le liste ed i trucchetti di bassa lega per far eleggere “i propri candidati” alle amministrative. Se localmente un partito è più piccolo di altri, difficilmente il segretario provinciale rinuncerà al proprio diritto di veto o alla propria sovranità di un quinto (o un quarto) nel tavolo dei segretari provinciali, a favore di una assemblea dove conta solo come uno fra i tanti. In certe province questo addirittura porta alla paralisi politica, perché non si può fare neppure un comunicato stampa se non si consultano tutti i segretari.

Il punto politico vero è che l’unità presuppone una cultura politica diversa, la generosa rinuncia all’identità in favore della contaminazione e di un progetto più grande, la rinuncia a piccoli privilegi da casta politica. Da questo punto di vista trovo che sia un errore proporre la doppia tessera e, comunque, un tesseramento separato fra le differenti formazioni politiche, perché il tesseramento è il momento più identitario della azione politica. Inoltre, le tessere non devono più essere lo strumento per contarsi, organizzare correnti, lacerarsi in sanguinose faide per il controllo politico locale.

Questo processo unitario non è ancora maturo, ovviamente. Ma io penso che sia abbastanza maturo fra i nostri elettori, e forse fra i militanti di base ma sia troppo acerbo e poco condiviso al livello dei quadri provinciali e regionali. La speranza è che i vertici nazionali sappiano recepire il grido di dolore che proviene dall’elettorato, e sappiano creare le sinergie giuste per vincere la resistenze interne ai loro movimenti.

Dunque, il progetto politico di S&L continua, avanti piano. Bene, ma “qualcosa ancora qui non va”.

di Beniamino Ginatempo

CINA: LE AUTORITA’ ESTENDONO LE MISURE REPRESSIVE DOPO I DISORDINI NELLO XINJIANG

Amnesty International ha affermato che le minacce del presidente cinese Hu Jintao di pene severe per coloro che hanno preso parte ai recenti scontri nello Xinjiang sono la prova del fallimento nell’affrontare le gravi violazioni dei diritti umani che sono alla base delle proteste degli uiguri.

Nella riunione, tenutasi la scorsa notte, il presidente Hu Jintao e gli altri leader hanno richiesto stabilita' e unita' per la Regione autonoma uigura dello Xinjiang e condannato le “tre forze” che hanno ideato e organizzato i disordini: terrorismo, separatismo ed estremismo.

'La leadership cinese dovrebbe concentrarsi sulle tristi condizioni che molti uiguri affrontano e dare una risposta con un’indagine credibile, veritiera e trasparente sulle recenti proteste' - ha dichiarato Roseann Rife, vicedirettrice del Programma Asia e Pacifico di Amnesty International.

Amnesty International e' gravemente preoccupata per quanto espresso da Li Zhi, segretario del partito comunista di Urumqi che, in linea con la Televisione centrale di stato cinese, ha dichiarato nel corso della conferenza stampa dell’8 luglio che “brutali criminali saranno condannati a morte”.

'Solo i tribunali sono autorizzati a emettere sentenze. I commenti riguardanti la pena di morte espressi da capi di partito locali al di fuori del sistema giudiziario dimostrano un completo disprezzo per il ruolo della legge e per l’indipendenza giudiziaria' – ha continuato Roseann Rife.

Fonti provenienti dalla Cina hanno riferito ad Amnesty International che le autorita' giudiziarie di Pechino hanno severamente ammonito gli avvocati per i diritti umani, attraverso gli studi legali dove lavorano, di non occuparsi di alcun caso relativo agli scontri nello Xinjiang. Coloro che hanno gia' preso casi relativi agli scontri dello scorso anno nella Regione autonoma del Tibet devono far ritorno nella capitale e riferire del loro lavoro alle autorita' giudiziarie.

'Intimare gli avvocati a non difendere le persone arrestate durante i recenti scontri ostacola il diritto a scegliere liberamente un avvocato e mina la possibilita' di avere processi equi e imparziali'- ha aggiunto Roseann Rife.

Le fonti hanno anche riferito ad Amnesty International che Ilham Tohti, redattore del sito 'Uiguri on line' (www.uighurbiz.cn) e professore di economia all’Universita' centrale per le nazionalita' di Pechino, e' stato arrestato dalle autorita' cinesi la mattina dell’8 luglio. La polizia di Pechino lo aveva interrogato dal 5 al 7 luglio. Il suo luogo di detenzione e' ancora sconosciuto. Il professor Tohti da anni esprime le sue opinioni sulla situazione degli uiguri in Cina e il suo blog e' stato censurato dall’inizio delle proteste nella Regione autonoma del Tibet nel 2008.

'Le misure repressive che estendono un livello inferiore di violenza oltre la Regione autonoma uigura dello Xinjiang e a persone non coinvolte non e' la risposta alle proteste', ha affermato Rife. 'Chiediamo alle autorita' di rendere immediatamente noto il luogo di detenzione di Ilham Tohti e di assicurare che egli non sia detenuto solo per aver pacificamente espresso le sue opinioni'.

Amnesty International riconosce il dovere delle autorita' cinesi di garantire la sicurezza di tutti di fronte al rischio della violenza e di portare davanti alla giustizia i responsabili di crimini violenti, commessi nel contesto dell’attuale protesta nello Xinjiang.

Tuttavia Amnesty International ha documentato situazioni nelle quali le autorita' hanno dato inizio a una dura repressione a seguito delle proteste nella Regione, incluse quella nel comune di Barren nel1990 e nella citta' di Gulja nel 1997, che si sono concluse con la morte di manifestanti e con migliaia di arresti. L’organizzazione sollecita le autorita' a non ripetere il comportamento tenuto in passato e a vietare un uso eccessivo di forza non necessaria nel ristabilire l’ordine, a permettere indagini imparziali e indipendenti sugli eventi e assicurare che ogni processo si svolga in modo equo, in linea con gli standard internazionali e senza ricorso alla pena di morte.

Amnesty International ribadisce la sua richiesta di indagini giuste e imparziali sulle proteste scoppiate nella Regione autonoma uigura dello Xinjiang a partire dal 5 luglio e sollecita le autorita' a rispettare e proteggere il diritto alla vita e alla liberta' dalla discriminazione sulla base dell’origine etnica, affrontando gli abusi e le violazioni di questi diritti da parte di attori statali e non statali.

Amnesty International inoltre chiede alle autorita' cinesi di rendere pienamente conto di tutti coloro che sono morti e di coloro che sono stati arrestati.

FINE DEL COMUNICATO CS095-2009
Roma, 10 luglio 2009

Amnesty International Italia

Per ulteriori informazioni, approfondimenti e interviste:
Amnesty International Italia - Ufficio stampa
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Vela, Regata in doppio Francia-Azzorre: vittoria di Soldini e Fauconnier

Giovanni Soldini e Karine Fauconnier hanno vinto la prima tappa della regata in doppio dalla Francia alle Azzorre e ritorno. I due, a bordo di Telecom Italia, hanno tagliato per primi il traguardo a Horta alle 3.57 ora italiana di questa mattina. Soldini e Fauconnier hanno percorso le 1270 miglia da Les Sables d’Olonne a Horta in 6 giorni, 11 ore, 55 minuti e 6 secondi. Seconda classificata l’imbarcazione belga Zed 4 (Gerald Bibot e Didier Le Vour’ch), arrivata a Horta alle 8.30.

di Ansa


Calcio: allo studio un’ipotesi di rilevamento dell’Acr Messina

Domenico Chiofalo, direttore generale dell’Usd Camaro Messina, e  Pier Carlo Barberis, direttore generale dell’Acacia edizioni, in rappresentanza dei cinque sponsor che hanno deciso di sostenere il Camaro, hanno incontrato nei giorni scorsi Immacolato Bonina per discutere sulla possibilità di una collaborazione tra le parti per un progetto mirato a rilevare la società Acr Messina.

Il Camaro ed i suoi sponsor hanno formulato la seguente offerta: 120.000 euro per il 50% del capitale sociale dell’eventuale nuova società ed un apporto di sponsorizzazioni per complessivi 330.000 mila euro. La proprietà del Camaro, inoltre, ha messo a disposizione di Immacolato Bonina anche la propria struttura societaria e tecnica, compresi i calciatori attualmente in organico. Leggi il seguito di questo post »