Scuola: ultimo colpo di grazia


Ancora una volta assistiamo, sconcertati, alle conseguenze prodotte dall’ennesimo salasso, a cui la Scuola pubblica è stata sottoposta dall’ultima finanziaria. I tagli sono stati davvero pesanti ed hanno penalizzato un settore, quello dell’istruzione, che dovrebbe garantire più di ogni altro, se gestito e monitorato con oculatezza e senso di responsabilità, il futuro dei nostri figli e del nostro Paese. Come se già non bastassero: l’umiliante condizione retributiva dei docenti italiani, rispetto a quelli europei, le continue campagne destabilizzanti da parte di giornali e televisioni di stato e non “chi è impiegato nella Scuola non lavora, gli insegnanti non sono aggiornati e la produttività è bassa, le pensioni vengono erogate troppo presto, troppe vacanze, troppo spreco”, si aggiunge “dulcis in fundo”, da parte del Ministro dell’Istruzione, una politica di tagli indiscriminati che, anche a parere di molti economisti, è estremamente pericolosa poiché aggrava la situazione già negativa dell’economia nazionale. Con la definizione degli organici nelle scuole si concretizza, infatti, la messa in pratica dei tagli, che vedrà migliaia di docenti di ruolo quali “perdenti posto” e costretti a trasferirsi dalla propria scuola, precari che perderanno la “nomina annuale” ed insegnanti temporanei che saranno praticamente disoccupati. Ormai è chiaro a tutti che la politica scolastica attuata da questo governo, in linea con quelli che lo hanno preceduto, non ritiene di dover investire nella Scuola e nella ricerca, ma va in tutt’altra direzione, verso “altri impieghi”. E non siamo neppure tanto ingenui da accettare le solite obbiezioni, che i soldi non ci sono e non si sa da dove prenderli. Ci siamo mai chiesti, ad esempio, quali e quanti siano i costi della politica in Italia? Siamo a conoscenza che in oltre cinquant’anni, i nostri parlamentari, hanno accresciuto di oltre il 10% l’anno il proprio reddito, contro l’1,5%, ad esempio dei loro colleghi USA, rispetto ai quali guadagnano molto di più?...Gli Italiani, sembra incredibile, sono gli onorevoli più pagati dell’Occidente: una busta paga di oltre 144 mila euro (più spese), contro gli 84.108 di un loro collega tedesco, gli 81.600 di un inglese, i 62.779 di un francese, i 35.051 di uno spagnolo i 7.369 di un polacco. A questo punto non comporta sforzo, per nessuno, il capire da dove si dovrebbe cominciare per reperire i fondi necessari alla Scuola.

Cettina Lupoi. Docente Scuola media

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...