G8, parte la protesta degli abruzzesi


Il sindaco del capoluogo abruzzese: «Il G8? Non ci riguarda. A novembre solo pochi cittadini avranno un tetto sulla testa. La città rischia di svuotarsi». E i fondi scarseggiano. Se ne accorgerà anche Barack Obama. Perché la protesta degli abruzzesi fa il verso proprio alla famosa frase del presidente americano. La scritta «Yes we camp!» è sulla collina dell’Aquila, visibile dall’autostrada e dalla caserma della Guardia di Finanza dove si terrà il vertice dei «Grandi». La protesta dei comitati è per riportare l’attenzione sulla popolazione sfollata dopo il terremoto.

LE TENDOPOLI

«Ci sembrava un modo ironico per ricordare alle delegazioni presenti al vertice che 25mila persone sono ancora nelle tende», spiega Piero De Santis, del comitato Ara, Associazione e Ricostruzione Abruzzo. Una protesta per tutte quelle persone costrette a vivere «per tutto questo tempo nelle tende in situazioni di forte disagio, come ci confermano in continuazione gli stessi sfollati. È incredibile». In Italia, aggiunge Mattia Lolli, del Comitato 3e32, si «pensa che la ricostruzione sta procedendo liscia, che gli aquilani sono già tornati nelle loro case e invece ‘Yes we camp’, siamo tutti accampati, a tre mesi dal sisma».

Fonte: protestahttp://www.corriere.it

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