Ambiente, condannati gli inquinatori al risarcimento danni

di Giovanni D’Agata

Gli enti e le associazioni di interessi lesi da reato ambientale hanno diritto al risarcimento danni. Legittima la costituzione di parte civile delle associazioni ecologiste: danni da liquidare in sede civile.

Secondo la giurisprudenza ormai largamente prevalente, gli enti e le associazioni di interessi lesi da reato ambientale possono costituirsi parte civile nell’ipotesi in cui gli interessi dell’ente trovino tutela immediata e diretta e siano immediatamente e direttamente offesi dal reato. Leggi il seguito di questo post »

LA VALUTAZIONE DI INCIDENZA ECOLOGICA AMBIENTALE IN AREE S.I.C. E Z.P.S.

Aperte le iscrizioni

I edizione Castiglione di Sicilia (CT) 1, 2, 8 e 9 luglio 2011 dalle ore 9:30 alle ore 13 e dalle ore 14 alle ore 17:30 Scadenza iscrizione: 20 giugno 2011

II edizione Caltagirone (CT) 30 settembre, 1, 7 e 8 ottobre 2011. dalle ore  9:30 alle ore 13 e dalle ore 14 alle ore 17:30 Scadenza iscrizione: 19 settembre 2011 Leggi il seguito di questo post »

Mezzogiorno di fuoco…nucleare. IL flash mob di Sel e della Fabbrica di Nichi

Flash mob a piazza Duomo ( Foto Mamy Costa)

di Tonino Cafeo

Avete mai visto da vicino le conseguenze di un incidente nucleare? Per il 99,9 % per cento dei nostri concittadini la risposta a questa domanda è, per fortuna, negativa. A dare un’idea di cosa succede agli esseri umani esposti alle radiazioni prodotte dai tanti incidenti, piccoli e grandi, che avvengono nelle centrali nucleari dalle origini dell’applicazione di questa tecnologia ad oggi ci pensano -quando va bene – i media. I nomi di Three Miles Island, Chernobyl, Fukushima sono bene impressi nella memoria dei più e le immagini che oggi la Rete mette a disposizione di tutti rendono l’idea di cosa potrebbe accadere ad ognuno di noi , se gli toccasse in sorte di vivere accanto ad un reattore nucleare in difficoltà.

In carovana per quattro si

di Tonino Cafeo

La spesa del sabato mattina riempie i mercati rionali di gente e le strade di automobili, ma questo non ha fermato gli attivisti dei comitati per il si ai quattro referendum di domenica 12 e lunedì 13 giugno. Un’allegra carovana di macchine, rese riconoscibili dai manifesti  e dalle bandiere contro il nucleare e il legittimo impedimento e a favore dell’acqua pubblica, ha infatti attraversato Messina, da piazza Castronovo al rione Aldisio, fermandosi nelle principali piazze e nei pressi  dei  mercati di quartiere per ricordare ai cittadini come e perché votare fra due fine settimana. Leggi il seguito di questo post »

Il nucleare fa male. E costa anche troppo. La svolta delle rinnovabili secondo Gianni Silvestrini.

di Tonino Cafeo

Alla fine il referendum contro il ritorno al nucleare si svolgerà regolarmente, insieme a quelli sull’acqua e sul legittimo impedimento, domenica 12 e lunedì 13 giugno prossimi. La Corte di Cassazione ha infatti stabilito che le norme contenute nel decreto “omnibus” non bastano ad annullare il quesito referendario che dovrà, pertanto, essere ad esse applicato.

La campagna referendaria riparte così di slancio nelle ultime, decisive, due settimane e tante sono le iniziative previste per portare i sui contenuti a conoscenza di tutti i cittadini. Leggi il seguito di questo post »

L’indecente proposta del ministro Prestigiacomo: dimezziamo le pene per i bracconieri

di Oscar Grazioli
A un governo ormai asfittico, che va sotto ogni due per tre, che certamente risulta poco amato dalle generazioni giovani, molto più inclini ad ascoltare Beppe Grillo che non Fabrizio Cicchitto, manca solo che il ministro per le risorse ambientali dimezzi le pene per i bracconieri.
Le sanzioni attuali, per chi uccide specie particolarmente in pericolo, vanno da un anno di arresto con relativa ammenda che può ammontare fino a 6000 euro. Se quanto intende portare in parlamento il ministro Prestigiacomo, dovesse avere il placet delle camere, i bracconieri rischieranno da uno a sei mesi o, in alternativa, l’ammenda fino a 4000 euro. Leggi il seguito di questo post »

Il movimento noponte sbarca a Genova.

di Tonino Cafeo

Facendo al contrario il viaggio di Garibaldi, il movimento noponte si è fatto vivo anche nel nord Italia. A Genova, nello specifico. Un gruppo di emigrati messinesi nella città della Lanterna, infatti, ha preso l’iniziativa di far conoscere ai propri nuovi concittadini le ragioni dell’opposizione alla grande opera, in contemporanea con il corteo che ha attraversato sabato scorso le vie del centro di Messina. Leggi il seguito di questo post »

Ponte: Messina dice ancora NO. Incontro con Gino Sturniolo della Retenoponte.

di Tonino Cafeo

Cresce la mobilitazione in vista della nuova manifestazione contro il Ponte sullo stretto che si svolgerà a Messina sabato 14 maggio, con partenza da piazza Cairoli alle ore 16. Alla vigilia dell’importante appuntamento la Rete Noponte moltiplica i propri sforzi per garantire la più ampia partecipazione al corteo puntando anche su una comunicazione fantasiosa e innovativa.

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Messina, Tratta dei “ramaci”: Alla rada San Francesco Corpo Forestale blocca uccellatore calabrese

ME 23 ago 2010 – Ieri mattina alle 05,00 il personale del Comando Distaccamento Forestale di Messina San Rizzo alla rada San Francesco, ha fermato un uccellatore proveniente dalla Calabria che stava trasportando le sue “prede”, circa 50 giovani cardellini, destinati – presumibilmente – alla vendita in uno dei diversi punti della città dove è praticato questo tipo di commercio illegale: Piazza del Popolo, ecc.

La tipica gabbia che viene usata per gli uccelli appena catturati
Si tratta di “ramaci”, giovani cardellini che hanno imparato a volare da poco. I “ramaci” per gli uccellatori hanno un valore al mercato nero, in particolare di Messina, per via della loro adattabilità all’allevamento in gabbia. Leggi il seguito di questo post »

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Difendiamo il nostro territorio: una rete di associazioni e partiti accanto all’ l’ingegnere capo del Genio Civile Sciacca.

di Tonino Cafeo

Un funzionario pubblico che svolge il proprio compito con passione e uno spiccato senso dell’etica. Nel classico “paese normale” non farebbe notizia, a Messina finisce sui giornali e sulle bocche di molti  come un  eroe o viceversa come “rompiballe”. Parliamo di Gaetano Sciacca, ingegnere capo del Genio Civile, da mesi al centro dell’ attenzione e delle polemiche degli addetti ai lavori per lo stile con cui si oppone, quasi in solitudine,  al sacco edilizio della città.

Da oggi l’ ingegnere capo è meno solo. Una rete di partiti e di associazioni si sta formando attorno ad un appello che esprime apprezzamento per  un impegno  “volto ad attuare concreti interventi a tutela del territorio, richiamando al rispetto della normativa vigente, con motivate e concrete critiche a coloro che pretendono di costruire in ogni dove – complice una variante urbanistica scellerata – senza preoccuparsi delle conseguenze innescate nel territorio con gravi rischi per i cittadini.”

L’iniziativa,   presentata stamattina in una conferenza stampa alla Provincia , sfocerà in un’assemblea pubblica che si terrà martedì prossimo alle 17 nell’aula consiliare di Palazzo Dei Leoni. Due gli obiettivi illustrati da Daniele Ialacqua ( SEL): esprimere solidarietà all’ ingegner Sciacca e , soprattutto, fare il punto con lui sull’emergenza idrogeologica e sull’inarrestabile speculazione che , oltre ogni ragionevolezza, continua a prendere d’assalto Messina le sue coste e le sue colline.

“Alla luce di quanto accaduto il primo ottobre- si legge infatti nell’appello- è evidente l’inadeguatezza degli strumenti di pianificazione, l’insufficienza  degli interventi di salvaguardia del territorio,  e si avverte la necessità di aprire una riflessione su anni di “mani sulla città” da parte di molti palazzinari e speculatori senza scrupoli che – complici gli strumenti urbanistici vigenti – hanno continuato ad urbanizzare luoghi assolutamente inidonei dando vita ad una  scoordinata edilizia residenziale, spesso senza adeguati controlli, sprezzante delle regole  connesse ad una razionale urbanizzazione ed alle reali esigenze di nuovi insediamenti, gravando su infrastrutture insufficienti a sopportare l’eccessivo carico dei servizi primari conseguenti, laddove le urbanizzazioni primarie e secondarie sono rimaste lettera morta e le risorse derivanti dai relativi versamenti obbligatori usate per altri scopi.”

Numerosi interventi hanno approfondito specifici aspetti della questione e lanciato proposte che saranno approfondite nell’incontro di martedì. Santino Bonfiglio, della Retenoponte, rilanciando l’idea che i soldi destinati al ponte sullo stretto siano impegnati per affrontare il dissesto idrogeologico, si è chiesto come mai dei 300 milioni di euro stanziati per quest’emergenza solo 30 ( appena il 10%) siano stati assegnati a Messina ed ha proposto l’istituzione di un osservatorio permanente per la difesa del territorio.  Beniamino Ginatempo (rete rifiuti zero) ha ricordato che dovrebbe esistere un’anagrafe degli incendi boschivi della quale però , a due anni dalla tragica morte del sindacalista Matteo Cucinotta nel rogo di Patti, si sono perse le tracce. Saro Ansaldo Patti e il consigliere provinciale Franco Andaloro hanno comunicato l’adesione all’iniziativa rispettivamente della Lega per le autonomie locali e del PRC. Significativa la presenza di due giovani amministratori del PD  Francesco Quero e Alessandro Russo , presidenti della IV e della V circoscrizione, in prima linea su questioni come quella del Tirone o la salvaguardia del verde pubblico di San Licandro da nuove colate di cemento.

Fra le adesioni ricevute dai promotori dell’appello anche quelle di :Arci territoriale Messina, Casamatta della Sinistra, circolo PD “La Libertà”,  Ecologia solidale, Italia Nostra, Legambiente Messina, Lega autonomie locali, Mondo sostenibile, Rifiuti Zero, Rifondazione comunista, Sinistra ecologia libertà, WWF, Arcigay-circolo Makwan, Energia Messinese.  E’stato anche creato un evento su Facebook che ha raccolto già 61 adesioni di singoli cittadini.

“Nessuno posi la prima pietra” : movimento noponte e cittadini di Faro ancora contro le trivelle.

di Tonino Cafeo

Puntuali come avevano annunciato, alle 14 e 30 di oggi, gli attivisti noponte e numerosi cittadini di Torre Faro si sono presentati ancora una volta davanti alle trivelle che stanno realizzando per conto del consorzio Eurolink i sondaggi geologici finalizzati alla stesura del progetto esecutivo del Ponte sullo Stretto di Messina.

Circa 200 persone hanno presidiato  l’area interessata, sorvegliata- a differenza dello scorso 13 giugno- da agenti di Polizia e Carabinieri, per un paio d’ore, spostandosi poi in corteo nell’area del complesso Cariddi dove si è svolta una partecipata assemblea.

La mobilitazione proseguirà nei prossimi giorni perché , come scrive la Retenoponte,  ” il Governo ha deciso di continuare a buttare milioni di euro per progettare una mega-opera inutile e devastante: mentre le aree alluvionate di Messina attendono ancora i promessi sostanziosi finanziamenti, mentre RFI continua lo smantellamento del servizio pubblico di traghettamento risparmiando su navi e traghetti siciliani a vantaggio dell’Alta velocità del Nord, mentre sempre più allarmanti sono i segnali di interessamento della mafia all’apertura dei cantieri, mentre la crisi economica colpisce i lavoratori, mentre vengono attuati tagli agli enti locali, agli stipendi degli statali, alla scuola, ai servizi pubblici, ai precari, agli invalidi…”

Fra gli obiettivi che verranno messi in pratica nelle prossime settimane, un sit in presso il rettorato  la mattina del 30 giugno, in occasione della prossima riunione del Senato Accademico dell’ateneo messinese, e una grande manifestazione entro la prima metà del mese di luglio.  Gli abitanti di Torre Faro, intanto, pensano anche ad un presidio permanente nei luoghi dei futuri cantieri, sul modello della Val di Susa.

Foto:  Enrico Di Giacomo

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