“Aggravante mafiosa per Lombardo”

CATANIA - L’aggravante di aver agito con la finalità di favorire Cosa Nostra è stata contestata questa mattina in udienza dalla Procura di Catania al presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, e a suo fratello Angelo, deputato nazionale Mpa, nel processo in cui sono imputati di voto di scambio. Al reato si aggiungerebbe così l’aggravante di mafia dell’articolo 7. Sulla contestazione formulata dai Pm, Carmelo Zuccaro e Michelangelo Patanè, deve ora pronunciari il giudice monocratico, Michele Fichera. I Pm si sono richiamati al verbale del 6 marzo del 2012 del pentito Maurizio Di Gati, ex boss di Agrigento, in cui si parla delle modalità delle richieste di voti. Le dichiarazioni – è la tesi della Procura- aggiungono un “novum” secondo cui la richiesta di voto non sarebbe stata selettiva, rivolta “ad personam”, ma conosciuta in tutto il rione. Da qui, secondo i Pm, discende l’applicabilità dell’aggravante contestata in aula.
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