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	<title>NuovoSoldo.it &#187; Opinioni</title>
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	<description>Giornale on-line di impegno politico, ambientalistico e di vivere civile</description>
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		<title>Vi racconto i concorsi</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Jun 2012 14:47:57 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Opinioni]]></category>

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		<description><![CDATA[di Angelo D&#8217;Orsi Ho lanciato qualche tempo fa, con il collega Piero Bevilacqua, l&#8217;appello L&#8217;Università che vogliamo, che non solo ha avuto un notevole successo, ma ha prodotto una serie di assemblee culminate negli Stati generali dell&#8217;Università italiana (il 31 marzo a Roma), da cui è poi scaturito, in un paziente lavoro di raccolta di [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=nuovosoldo.wordpress.com&#038;blog=7878294&#038;post=78257&#038;subd=nuovosoldo&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://nuovosoldo.files.wordpress.com/2012/06/dscf0265.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-78258" title="concorsi" src="http://nuovosoldo.files.wordpress.com/2012/06/dscf0265.jpg?w=780" alt=""   /></a>di Angelo D&#8217;Orsi</p>
<p>Ho lanciato qualche tempo fa, con il collega Piero Bevilacqua, l&#8217;appello L&#8217;<strong>Università</strong> che vogliamo, che non solo ha avuto un notevole successo, ma ha prodotto una serie di assemblee culminate negli Stati generali dell&#8217;<strong>Università</strong> italiana (il 31 marzo a Roma), da cui è poi scaturito, in un paziente lavoro di raccolta di suggerimenti, aggiunte, correzioni e revisioni, un documento che abbiamo chiamato Carta di Roma (ora sui siti <a href="http://www.amigi.org" rel="nofollow">http://www.amigi.org</a> e <a href="http://www.historiamagistra.it">www.historiamagistra.it</a>).<span id="more-78257"></span> Su questa base numerosi docenti di vario ambito disciplinare, organizzati in commissioni di lavoro, stanno provando a disegnare un progetto radicalmente alternativo all&#8217;<strong>università</strong> che in una sostanziale continuità (sia pure con qualche momento di timida rottura), ha portato da Luigi Berlinguer all&#8217;attuale ministro Profumo, toccando la punta più efferata nella cosiddetta riforma Gelmini. In attesa di ottenere qualche risultato pratico, ci tocca ancora assistere o subire le nefandezze del sistema.<br />
Sono, come si sa, ormai pochissimi i concorsi per l&#8217;assunzione di personale docente e ricercatore e sono pressoché tutti seguiti da ricorsi dei concorrenti sconfitti. Normale, si dirà, in una situazione di terribile lotta per la vita, ove si pensi che ormai ci sono decine di migliaia di precari della ricerca che reggono larga parte del peso didattico e organizzativo dei nostri atenei, tutti senza prospettiva, e la gran parte più vicina ai 40 che ai 30 anni, e non pochi sono coloro che hanno traguardato il mezzo secolo di vita. E oltre. Dunque la lotta è durissima: come sempre guerre tra poveri determinate da politiche miopi (che purtroppo hanno accomunato largamente governi di centrodestra e di centrosinistra), da strutturali carenze di fondi, via via aggravate dai famigerati tagli lineari e dal micidiale combinato disposto di incapacità organizzativa e pochezza culturale.<br />
Malgrado questo, l&#8217;<strong>Università</strong> italiana, vittima negli ultimi anni di una sistematica campagna di diffamazione basata su cifre truccate (Giavazzi-Alesina e Perotti, tanto per far qualche nome: consiglio l&#8217;illuminante librino di Francesco Coniglione, Maledetta <strong>Università</strong>, Di Girolamo editore), e inique generalizzazioni, non è affatto tra le peggiori del mondo, come amava ripetere la passata ministra.<br />
Eppure le sue colpe le ha. E non vuole emendarsene. La maggiore concerne appunto il cosiddetto reclutamento. Ovvero i concorsi. Quelli che producono ricorsi. Malgrado oggi l&#8217;attenzione della pubblica opinione sia diventata assai più forte, e a dispetto delle sentenze dei Tar che cominciano a dar ragione ai ricorrenti, i membri delle Commissioni giudicatrici continuano a comportarsi come padreterni, convinti di poter imporre le loro scelte anche quando del tutto implausibili, certi dell&#8217;impunità, anche se vanno contro le leggi e i regolamenti; e, soprattutto, fiduciosi che nell&#8217;Accademia nessuno si muoverà per esprimere un dissenso, levare una voce di protesta, perché tutti aspettano il proprio turno per compiere in autonomia, ossia prescindendo dal valore dei candidati, le proprie scelte: ossia far vincere chi deve vincere.<br />
Ora, intendiamoci, ci sono ottime ragioni per sostenere la cooptazione, e personalmente le ho esposte, per iscritto e oralmente, in molte circostanze, anche su questo giornale, su MicroMega rivista e on line, nel dibattito che ha accompagnato e predisposto la Carta di Roma. La cooptazione è il mezzo attraverso cui si formano le scuole, lo strumento col quale un maestro passa il testimone agli allievi migliori, dopo averli formati, selezionati, accuditi, fatti crescere, insegnando loro metodo e tecniche. Ma la cooptazione, lecita, e a mio avviso giusta, deve avere un limite: bisogna che il candidato da cooptare abbia i requisiti minimi, ossia non sia palesemente inferiore agli altri concorrenti (in ogni caso attraverso la cooptazione il maestro si qualifica o si squalifica). Di solito per ovviare a questo problema si fanno concorsi blindati: ossia i titolari di una certa disciplina si accordano tra loro affinché nessuno vada a &#8220;rompere le scatole&#8221; (così si dice nel lessico accademico), mandando i propri allievi a concorrere a un posto che è stato richiesto e bandito con un vincitore in pectore, designato dal cattedratico di quel certo ateneo e facoltà. In questo modo l&#8217; &#8220;interno&#8221; avrà vita facile: i candidati forti saranno dirottati ad altro concorso, invitati cioè ad aspettare il proprio turno, quello che il cattedratico indicherà, con l&#8217;accordo, se possibile, dei seniores di quella certa disciplina. E se vi saranno dei riottosi, toccherà ai loro padrini convincerli a rinunciare. O saranno gli stessi commissari a esercitare pressione, se si sono presentati, affinché si ritirino. Tanto più il vincitore in pectore è debole, tanto meno numerosi debbono essere i suoi competitors. Ovvio.<br />
Ma esistono altre pratiche, quando il sorteggio (sempre ove si creda ai sorteggi effettuati presso il Ministero, senza alcun controllo esterno; io personalmente ci credo poco) sia sfavorevole: ossia due commissari si accordano sul vincitore ancora prima che la commissione sia insediata; e il vincitore, ovviamente, è di solito l&#8217;allievo/a di uno dei due, e fanno carte false per farlo prevalere, semplicemente contando sulla forza della maggioranza, a prescindere dal cosiddetto ius loci (il diritto di far prevalere l&#8217;interno, quanto meno a parità di merito), e soprattutto a prescindere dalla giustizia e dalla verità.</p>
<p>Clamoroso il recentissimo caso di Catania, per un posto da ricercatore a tempo determinato (3 anni, più 2 eventuali) di Storia contemporanea nel quale, contro l&#8217;evidenza, il buon senso e persino la normativa vigente, la commissione ha fatto vincere un&#8217;architetta, tale Melania Nucifora (ignota alle cronache della storiografia), addirittura priva del titolo di Dottore di ricerca (oggi praticamente obbligatorio), e con una produzione scientifica incongruente col settore disciplinare (Msto/04), a danno di un candidato incomparabilmente più forte, provvisto di ben 4 monografie. Un episodio che suona come un&#8217;offesa alla stessa <strong>università</strong> che ha bandito il posto, e che, pur davanti alla sentenza del Tar che ha dato ragione al ricorrente (Giambattista Scirè, apprezzato studioso, già ben noto alla comunità degli storici), sembra disinteressarsi della vicenda. Altrettanto, gli storici contemporaneisti. Cane non mangia cane. Ma non sarebbe ora di rompere il silenzio? E di rialzare la schiena? La commissione, invitata dal Tar a rivedere il suo giudizio, clamorosamente incongruo rispetto alla realtà dei candidati, e da molti punti di vista, illegittimo, non ha fatto una piega. Si è nuovamente riunita e ha riconfermato pari pari il giudizio. Ammettere di aver sbagliato? Giammai! Complimenti ai colleghi. Ora è pendente alla Camera una interrogazione sul caso, svolta da un deputato del Pd, a sua volta storico di professione. E aspettiamo con curiosità la risposta del ministro o di chi per lui.<br />
A Catania insomma ha prevalso, nella maniera più brutale, lo ius loci (ma non la cooptazione; là non c&#8217;è scuola che tenga, e la candidata, sebbene legata a qualcuno dei commissari da collaborazioni varie, non è certo l&#8217;allieva che si sta formando, provenendo da tutt&#8217;altri studi, che poco o nulla attengono alla stessa storiografia).<br />
Invece a Torino un concorso &#8211; avviato, da molto tempo e non concluso &#8211; ha seguito l&#8217;altra strada, quella che ho indicato come alternativa (altrettanto inaccettabile) allo ius loci. Prima ancora di avere preso visione di titoli e pubblicazioni dei candidati, due commissari, in combutta tra loro, si sono presentati avendo già in tasca il nome del vincitore, anzi della vincitrice, nella persona dell&#8217;allieva e collaboratrice della presidente della Commissione: candidata palesemente tra i meno meritevoli di coloro che si sono presentati (numerosi perché qui non c&#8217;è stato l&#8217;accordo preliminare con il commissario interno all&#8217;Ateneo che ha bandito: «Non far presentare tizio e la prossima volta ti prometto che&#8230;»). Anzi, una candidata le cui pubblicazioni non erano neppure pienamente congruenti al settore disciplinare (Sps/02, Storia delle dottrine politiche). Il terzo commissario, l&#8217;interno, ha dichiarato di rinunciare a combattere per la persona per la quale, secondo il principio della cooptazione, aveva chiesto e ottenuto il posto (posto assai appetito, trattandosi di ricercatore a tempo indeterminato!). E aveva invocato un «vero concorso». Ossia, prescindiamo da tutto, e valutiamo i concorrenti al di fuori di ogni altra logica che non sia il famoso &#8220;merito&#8221; di cui dal ministro in carica, ai commentatori professionali, fino agli ignari avventori del Caffè Sport si riempiono la bocca, tra un cornetto e un cappuccino: troviamo un candidato oggettivamente meritevole sul quale far convergere i nostri voti. La risposta dei colleghi è stata: noi siamo due, tu sei uno. A questo punto, con una dura lettera di denuncia alle autorità del suo Ateneo (dalle quali si è sentito non sostenuto), ha presentato le dimissioni. E ha ripreso la sua battaglia. Non più per far vincere il/la migliore, ma almeno per mostrare che cosa siano i concorsi farsa. Invece di firmare la solita relazione di minoranza, e aspettare il ricorso di un candidato, ha preferito passare subito al disvelamento. Non servirà? Ma gutta cavat lapidem. Se tutti facessero lo stesso, invece di tacere in attesa delle proprie rivincite, ossia di commettere loro domani, a danno di qualcuno, le ingiustizie di cui oggi sono vittime i propri allievi o comunque &#8220;protetti&#8221;, forse si accelererebbe il processo di modifica di questi demenziali meccanismi di reclutamento, che per loro natura favoriscono arbìtri, e producono iniquità, provocando l&#8217;ovvio, progressivo scadimento del livello scientifico e dello stessa funzione culturale e civile dell&#8217;<strong>Università</strong> italiana. Davanti a fatti come quelli qui accennati, non ci possiamo limitare ai discorsi, magari a mezza voce. Occorre squarciare il velo omertoso che avvolge il sistema e che rischia di divenirne il sudario.<br />
No. Non è questa l&#8217;<strong>Università</strong> che vogliamo.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/nuovosoldo.wordpress.com/78257/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/nuovosoldo.wordpress.com/78257/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=nuovosoldo.wordpress.com&#038;blog=7878294&#038;post=78257&#038;subd=nuovosoldo&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Liberate Cracolici, aprite il recinto …..</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Jun 2012 10:39:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nuovosoldo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[cracolici cerca fidanzato]]></category>
		<category><![CDATA[Cracolici libero]]></category>

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		<description><![CDATA[Errare humanum est, perseverare autem diabolicum. Leggendo l’intervista di Errico Del Mercato pubblicata su “Repubblica-Palermo”, pare proprio che Cracolici non riesca a fare autocritica. Dall’intervista – che pubblichiamo di seguito – emergono le qualità del capo gruppo all’ARS del PD, il quale dichiara serenamente: 1. che ripeterebbe la politica “fidanzandosi” nuovamente con Lombardo (l’amore è [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=nuovosoldo.wordpress.com&#038;blog=7878294&#038;post=77908&#038;subd=nuovosoldo&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_77909" class="wp-caption alignleft" style="width: 250px"><a href="http://nuovosoldo.files.wordpress.com/2012/06/lom-croc.jpg"><img class="size-full wp-image-77909" title="Lom Croc" src="http://nuovosoldo.files.wordpress.com/2012/06/lom-croc.jpg?w=780" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">Fidanzamento rotto?</p></div>
<p>Errare humanum est, perseverare autem diabolicum. Leggendo l’intervista di Errico Del Mercato pubblicata su “Repubblica-Palermo”, pare proprio che <em>Cracolici non riesca a fare autocritica. Dall’intervista – che pubblichiamo di seguito – emergono le qualità del capo gruppo all’ARS del PD, il quale dichiara serenamente: 1. che ripeterebbe la politica “fidanzandosi” nuovamente con Lombardo (l’amore è amore); 2. che l’area di centrosinistra è un <strong>recito</strong>, quindi non ha perso perché vuole andare oltre il <strong>recinto</strong>;</em> 3. difende il modello di partito in cui c’è una classe dirigente che decide e la base tace; 4. che il fidanzamento con Lombardo si è rotto per colpa di Lombardo (Cracolici lo ama ancora); 5. che a Palermo il PD non ha perso a causa del sostegno a Lombardo e lo sconfitto non è Cracolici che avrebbe voluto alleanze extralarge, la colpa è del <strong>recinto</strong>.</p>
<p><em><strong>Intervista di Enrico Del Mercato pubblicata su “Repubblica-Palermo”.</strong></em></p>
<p><span id="more-77908"></span><em></em></p>
<p><em>«Lombardo è uscito dalla scena. Lo dice lui stesso che non si ricandida. Si è chiusa una fase e bisogna aprirne un’altra. Dico però che davanti a noi c’è uno spazio politico, non possiamo chiuderci nel nostro recinto. Dobbiamo continuare a dialogare con quelle forze che si sono staccate dalla destra». Alle dieci del mattino Antonello Cracolici, capogruppo del Pd all’Ars e grande ispiratore di quello che lui stesso chiamò il «fidanzamento in casa» tra i democratici e il governatore ora sotto inchiesta per mafia, è seduto a uno dei tavolini del bar sotto casa che funge da segreteria politica.</em></p>
<p><strong><em>Gli ultimi accadimenti dicono che lei, in quanto big sponsor dell’intesa col governatore, esce sconfitto, onorevole Cracolici. Non sarebbe il caso di ammetterlo?</em></strong><em><br />
«Non mi sento sconfitto perché credo che la prospettiva politica resti quella di andare oltre il recinto del centrosinistra. Io non ho scommesso su un uomo: Lombardo era lo strumento attraverso il quale disarticolare il centrodestra. Mi scusi, ma il dialogo con la nuova Udc “decuffarizzata”, quella di D’Alia, chi lo ha aperto? L’ho aperto io. Ecco, D’Alia così come il mondo cresciuto attorno a Lombardo, penso a Massimo Russo e a Caterina Chinnici, devo considerarli miei avversari? Non si può buttare tutto a mare».</em></p>
<p><strong><em>Lei difende l’esperienza del governo tecnico. Ma, alla fine, cosa vi resta di questa scelta che ha spaccato il partito e i vostri elettori?</em></strong><em><br />
«Alcuni provvedimenti che il tempo dimostrerà essere stati veramente riformisti. A cominciare dalla riforma della sanità».</em></p>
<p><strong><em>Lei sa bene che il piano di rientro era stato imposto dal governo nazionale a Cuffaro e che a Russo è toccato solo applicarlo.</em></strong><em><br />
«Il piano di rientro è stato imposto a molte Regioni, ma l’unica a non essere stata commissariata è la Sicilia. Non lo dico io, ma il ministro Balduzzi: la Sicilia oggi è la Regione più virtuosa in termini di risparmio e di riorganizzazione».</em></p>
<p><strong><em>A chi fa le code negli ospedali questo interessa davvero poco.</em></strong><em><br />
«Non nego che problemi da risolvere ce ne siano ancora tanti. Ma chi riesce a cambiare tutto e subito?».</em></p>
<p><strong><em>La politica non siete riusciti a cacciarla dalla sanità: le nomine sono tutte targate.</em></strong><em><br />
«È vero. Ma nella Puglia del mio amico Nichi Vendola come si nominano i direttori delle Asl? Io non mi scandalizzo se la politica si assume le responsabilità delle scelte».</em></p>
<p><strong><em>E se, come è avvenuto, alla guida del Civico viene nominato un ex candidato dell’Mpa lei si scandalizza?</em></strong><em><br />
«Io valuto i risultati. Sono scomparse o no le code incredibili al pronto soccorso del Civico?<br />
Mi pare di sì».</em></p>
<p><strong><em>Tra i successi del vostro governo avete strombazzato l’approvazione della norma che impone il ritorno alla gestione pubblica dell’acqua. Anche questa è rimasta lettera morta.</em></strong><em><br />
«Il problema è la rescissione dei contratti in essere. Chi li paga? Intanto con quella norma abbiamo impedito nuovi affidamenti ai privati. Così come, lo ricordo, abbiamo impedito l’affarone dei termovalorizzatori e abbiamo chiuso l’Agenzia dei rifiuti che era il cuore del potere cuffariano. Trent’anni fa per queste cose si rischiava la vita. Oggi è diverso e ciò mi rende più sereno».</em></p>
<p><strong><em>Ma se tutto andava così bene, allora perché avete chiuso con Lombardo?</em></strong><em><br />
«Finora avevamo condiviso la scelta di un governo tecnico. Lombardo ha mutato unilateralmente la natura del governo, e questo muta il rapporto tra noi e lui».</em></p>
<p><strong><em>Così sono cominciate le ripicche tra ex fidanzati: lei ha detto che Lombardo dovrebbe astenersi da nomine smodate. Ma davvero non conosceva i metodi di governo lombardiani?</em></strong><em><br />
«Sappiamo chi è Lombardo. Il tema è che io ho valutato che, malgrado Lombardo fosse Lombardo, si poteva intraprendere un percorso di riforme. E, lo ripeto, credo che qualcosa di importante sia stato fatto».</em></p>
<p><strong><em>Forse avreste dovuto sottoporre la scelta dell’alleanza al giudizio della vostra base.</em></strong><em><br />
«Io difendo il modello di partito in cui c’è una classe dirigente che decide».</em></p>
<p><strong><em>I vostri elettori, stando al risultato delle amministrative a Palermo, non hanno condiviso la decisione.</em></strong><em><br />
«È vero, siamo andati malissimo. Ma io proponevo un’alleanza larga e non sono stato ascoltato. Non è vero che a Palermo si è votato sul sostegno del Pd a Lombardo. A Palermo da un lato c’era la proposta politica di Orlando, che è il modello berlusconiano di sinistra con l’Io al posto del Noi, e dall’altro c’era la nostra assenza: non abbiamo fatto alleanze, ci siamo chiusi nel nostro recinto. E lo sconfitto non sono io che, invece, chiedevo alleanze larghe».</em></p>
<p><strong><em>Col senno del poi, si “rifidanzerebbe” con Lombardo?</em></strong><em><br />
«Assolutamente sì. Quando iniziò il corteggiamento, intuimmo, qui prima che nel resto d’Italia, che il monolite centrodestra si stava sgretolando. Lombardo voleva staccarsi dal berlusconismo. Saremmo potuti restare a guardare e andare a elezioni anticipate: ma avrebbero vinto gli altri, cioè Cuffaro e i berlusconiani».</em></p>
<p><strong><em>Lo disse anche a D’Alema quando l’ex premier andò a cena con Lombardo, sancendo di fatto la nascita del governo con l’appoggio del Pd?</em></strong><em><br />
«L’intesa con Lombardo non nacque in quella cena. In quell’occasione il governatore annunciò a D’Alema che stava per cacciare i berlusconiani dalla giunta, e immagino che D’Alema lo abbia incoraggiato a farlo…».</em></p>
<p><strong><em>Per le prossime regionali alleanza con l’Udc a prescindere dal centrosinistra?</em></strong><em><br />
«Ritengo il centrosinistra un valore. Ma il Pd non può rimanere prigioniero di nessuna primadonna. Né confinarsi dentro un recinto».</em></p>
<p>Ora è possibile che il sistema di partito dove la classe dirigente decide sia un buon sistema, ma è altrettanto vero che una classe dirigente è responsabile dei traguardi raggiunti o mancati. Appare chiaro che la classe dirigente del PD siciliano non abbia raggiunto alcun risultato, salvo quello elettorale di Palermo che considerare pessimo appare ovvio. Ciò che è avvenuto a Palermo deve essere analizzato correttamente, e non può farlo la stessa classe dirigente che è stata causa degli eventi. Cracolici non è certo l’infallibile dirigente che si ritiene di essere, e nel momento che sostiene di voler ancora “andare a letto” con Lombardo e di non avere nessuna colpa per la sconfitta elettorale, e che se fotte della Base, dimostra che le sue capacità intellettuali non sono eccelse e che appare ubriacato di potere. Dalle sue dichiarazioni si evince pure, con chiarezza, che non è nemmeno di sinistra, tanto che ritiene quell’area un recinto. Ma allora che ci sta a fare nel PD?<a href="http://nuovosoldo.files.wordpress.com/2012/06/dalia.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-77911" title="D'Alia" src="http://nuovosoldo.files.wordpress.com/2012/06/dalia.jpg?w=780" alt=""   /></a></p>
<p><a href="http://nuovosoldo.files.wordpress.com/2012/06/miccichc3a8-cracolici1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-77910" title="Miccichè Cracolici" src="http://nuovosoldo.files.wordpress.com/2012/06/miccichc3a8-cracolici1.jpg?w=780" alt=""   /></a>Per favore qualcuno apra il recinto, e lasci libero Cracolici. Libero di andare, libero di ricongiungersi al suo vecchio amore (con prospettiva di accudirlo con una stecca di sigari settimanale) o di trovare nuovi larghi amori: Micciché, D’Alia, Cascio, ….</p>
<p>Ma l’amore libero non era di sinistra?</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/nuovosoldo.wordpress.com/77908/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/nuovosoldo.wordpress.com/77908/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=nuovosoldo.wordpress.com&#038;blog=7878294&#038;post=77908&#038;subd=nuovosoldo&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Gli Europei 2012 e la vergognosa strage di cani in Ucraina</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Jun 2012 14:11:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nuovosoldo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente e Natura]]></category>
		<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[Sport e Spettacoli]]></category>

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		<description><![CDATA[di Oscar Grazioli                     Avevo in animo di scrivere di quest’argomento, qualunque fosse stato il risultato. Vista la figuraccia rimediata contro la Croazia, dalla nostra nazionale di calcio, ne scrivo con maggior vigore, dal momento che si prospetta un ignominioso ritorno a casa. Si è scritto più sull’insinuazione di Cecchi Paone, circa la presenza di due [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=nuovosoldo.wordpress.com&#038;blog=7878294&#038;post=77679&#038;subd=nuovosoldo&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>di <strong>Oscar Grazioli                     <a href="http://nuovosoldo.files.wordpress.com/2012/06/strage_cani_644_autocut_664x2301.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-77686" title="strage_cani_644_autoCut_664x230" src="http://nuovosoldo.files.wordpress.com/2012/06/strage_cani_644_autocut_664x2301.jpg?w=780" alt=""   /></a></strong>Avevo in animo di scrivere di quest’argomento, qualunque fosse stato il risultato. Vista la figuraccia rimediata contro la Croazia, dalla nostra nazionale di calcio, ne scrivo con maggior vigore, dal momento che si prospetta un ignominioso ritorno a casa. Si è scritto più sull’insinuazione di Cecchi Paone, circa la presenza di due omosessuali tra i nostri calciatori, che sul massacro dei cani randagi in uno dei due paesi che ospitano questi europei.</p>
<p><span id="more-77679"></span></p>
<p><strong>Cassano poi, lasciato colpevolmente solo</strong> davanti a una tribuna stampa, ha evocato titoli cubitali anche nei quotidiani locali del Laos, a seguito dello scivolone col quale ha inteso commentare la notizia. I cani dell’Ucraina sono stati dimenticati, sepolti sotto terra, dopo essere stati barbaramente trucidati e sepolti sotto le gesta di Balotelli e Cristiano Ronaldo, per citare due fallimentari interpreti delle virtù pedatorie. Eppure la strage dei cani ucraini non ha paragoni in Europa. Le cifre non sono documentabili, ma si parla insistentemente di 30.000 cani massacrati in ogni modo, per le strade, in un’epurazione di massa tale da rendere più “godibile” la vista di Kiev e delle altre città che ospitano le partite, da parte di sportivi e turisti.</p>
<p><strong>Andrea Cisternino è un giornalista</strong> della Geapress, inviato a Kiev appositamente per informarci di quanto accade ai cani d’Ucraina. Cisternino ci riferisce che ai “migliori” cacciatori di cani, il governo ha addirittura promesso un biglietto per la finale degli europei ed altri premi in moneta sonante attendono chi porterà più zampe, ovvero la prova delle uccisioni dei randagi. Qualcuno potrebbe obiettare che anche negli Stati Uniti e in numerose nazioni ritenute ad alto grado di civiltà, i cani randagi catturati, sostano per un tempo variabile presso i canili per poi essere soppressi. Ma naturalmente si tratta di tutt’altro paio di maniche. Si può essere in totale disaccordo con questa pratica, ma essa non ha nulla a che vedere con cani accalappiati e strangolati in mezzo alla strada e con gli avvelenamenti di massa tramite polpette imbottite di stricnina.</p>
<p><strong>Per fortuna, se i vari dirigenti della kermesse</strong> si sono completamente dimenticati dei cani ucraini, non è così per i gruppi animalisti di tutto il mondo che, in questi giorni, sommergono i social network con messaggi che riportano il problema alla ribalta. Cisternino stesso ha ottenuto un incontro, grazie anche al nostro ambasciatore Fabrizio Romano, con il viceministro Igor Vildman che si è detto ignaro della sorte toccata ai cani della sua nazione (sic). La nota positiva ci viene riportata direttamente da Cisternino. “<em>Il Vice Ministro mi ha proposto di entrare a far parte della Commissione che dovrà rivedere la legge contro i maltrattamenti del 2006. Ma, altresì, io ho chiesto ed ottenuto un incontro tra i volontari che operano in strada e le autorità ucraine. Il tutto si svolgerà presso la nostra Ambasciata a Kiev e vedrà partecipi sia il Capo della Polizia che due Ministri del Governo”</em>.</p>
<p><strong>Nel frattempo, guardando una partita</strong> (mi pare Germania Portogallo) mi è venuta un’idea, magari balzana. Le telecamere hanno inquadrato un tifoso che aveva sotto braccio un grosso cane di peluche. E se, prima della scelta del campo, il nostro capitano consegnasse, alla squadra avversaria, un grosso cane di peluche (magari il caro e vecchio Snoopy), quale simbolo del rispetto dovuto agli animali nei paesi civili?  (<a href="http://www.tiscali.it">www.tiscali.it</a>)</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/nuovosoldo.wordpress.com/77679/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/nuovosoldo.wordpress.com/77679/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=nuovosoldo.wordpress.com&#038;blog=7878294&#038;post=77679&#038;subd=nuovosoldo&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Il realismo di D&#8217;Alema e la carica ideale che ci vorrebbe</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Jun 2012 22:53:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nuovosoldo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_77394" class="wp-caption alignleft" style="width: 324px"><a href="http://nuovosoldo.files.wordpress.com/2012/06/valletta-defilc3a91.jpg"><img class="size-full wp-image-77394" title="d'alema" src="http://nuovosoldo.files.wordpress.com/2012/06/valletta-defilc3a91.jpg?w=780" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">foto di Elina Gugliuzzo</p></div>
<p>«Dobbiamo renderci conto che noi siamo un grande Paese europeo, con vincoli economici internazionali». Lo ha detto Massimo D&#8217;Alema in un&#8217;intervista rilasciata a Marco Damilano (nel Settimanale <em>L&#8217;Espresso</em>, 31 maggio 2012, p. 46). In quest&#8217;espressione c&#8217;è la sintesi del pensiero politico di D&#8217;Alema. Bisogna essere realisti e muoversi nei limiti delle compatibilità date. Se i politici avessero sempre ragionato così, la Storia non sarebbe andata avanti. Dopo il Congresso di Vienna nel 1815, si sarebbe preso atto che l&#8217;Europa era governata dalla Santa Alleanza. Nessun pensiero critico avrebbe mai avuto senso se, comunque, non bisognava andare oltre le colonne d&#8217;Ercole fissate dal realismo.<span id="more-77392"></span> Eppure D&#8217;Alema dovrebbe aver sentito parlare di un pensatore tedesco che si chiamava Karl Marx e che spese la sua vita per andare oltre le compatibilità date.</p>
<p>Anche Gesù Cristo non proponeva cose &#8220;realiste&#8221;; né era realista San Paolo che pensò che il messaggio cristiano riguardasse tutti, Ebrei e Gentili, uomini e donne, senza stare a distinguere tra padroni e schiavi e senza confini geografici. Non era realista San Francesco d&#8217;Assisi.</p>
<p>Non fu realista Martin Lutero che decise di seguire le proprie convinzioni, andando contro il volere delle due massime potenze del suo tempo: la Chiesa di Roma e l&#8217;Imperatore (che era Carlo V).</p>
<p>Ragionando come D&#8217;Alema, il nostro Giuseppe Mazzini era un visionario. Che dire del generoso Giuseppe Garibaldi? Che dire di quanti, in ogni epoca, pensarono che la lotta per la libertà fosse più importante della propria vita? Da Friedrich Schiller a Madame de Staël, da Ugo Foscolo a George Byron, in nome della libertà si combatte e si osa l&#8217;impossibile. Lord Byron, appunto, era un aristocratico inglese andato a morire in Grecia, per la libertà dei Greci.</p>
<p>Non ci sono compatibilità date, una volta per tutte. Gli esseri umani proveranno sempre ad andare oltre. E&#8217; nella loro natura e questa natura indomabile è la loro parte migliore. Si resta sempre ammirati vedendo i deboli che osano sfidare i forti; così come sarebbe lunghissimo l&#8217;elenco dei potenti del mondo, finiti, prima o poi, puntualmente nella polvere. Si obietterà che chi è indomito difficilmente muore nel suo letto; ma la durata della vita non è un obiettivo fine a sé stesso. Molti non avvertono il fascino di finire la propria esistenza indossando pannoloni contenitivi, con la mente e la memoria devastate da malattie degenerative. Un tempo si diceva che chi muore giovane è caro agli Dei. Caro agli Dei fu sicuramente l&#8217;antifascista liberale Piero Gobetti, morto quando non aveva ancora compiuto venticinque anni e del quale ancora ci ricordiamo.</p>
<p>Nei ragionamenti di vasto respiro, il realismo di D&#8217;Alema induce a concludere che l&#8217;Italia deve restare in questa Unione Europea, gloriarsi di essere invitata alle riunioni del G-20 fra i Grandi della terra, continuare a far parte di alleanze militari internazionali, come la NATO. Dopo il 1989, sono state rimesse in discussione tante cose considerate necessarie e valide prima del 1989. Anche la NATO non fa eccezione. In tempi di crisi economica, c&#8217;è qualcosa di particolarmente stridente nell&#8217;assumere impegni finanziari per il progetto di scudo antimissile. Per difendersi da chi? Dalle astronavi aliene venute dallo spazio? Eppure di questo si è discusso nel Vertice NATO tenutosi a Chicago il 20 e 21 maggio 2012. Le decisioni ci riguardano da vicino: ci sarebbero degli aerei telecomandati, dei &#8220;droni&#8221;, che dovrebbero svolazzare proprio partendo dalle basi NATO ubicate in Italia. Si può chiedere — con la maggiore cortesia possibile, s&#8217;intende — che siano fatti svolazzare da qualche altra parte?</p>
<p>Nei ragionamenti di corto respiro, il realismo di D&#8217;Alema porta a sostenere il coinvolgimento del Partito Democratico siciliano nel governo regionale detto Lombardo quater. Non so se la numerazione sia ancora adeguata, perché non si riesce a stare dietro ai continui rimpasti. D&#8217;Alema lo sa che il PD, a Palermo, ha eletto tre consiglieri comunali e che ha ottenuto meno del nove per cento dei voti validi espressi? In un contesto in cui sei elettori su dieci sono rimasti a casa?</p>
<p>Vorrei che persone impegnate seriamente in politica cominciassero a fare analisi adeguate alla crisi economica che stiamo attraversando. Vorrei che si delineasse una piattaforma politica, apparentemente piena di cose &#8220;da pazzi&#8221;, ma molto seriamente ragionate e coerenti fra loro, che si sottoponesse al voto degli elettori già nelle prossime elezioni politiche. Il PD, il PDL, l&#8217;UDC, il governo Monti? Tutti elementi in piena continuità con la situazione attuale. C&#8217;è bisogno, invece, del &#8220;radicalmente altro&#8221;, in cui non c&#8217;è compatibilità data, tanto in politica estera quanto in politica economica, che non possa essere rimessa in discussione.</p>
<p>Nei confronti della Comunità internazionale bisognerebbe affermare con nettezza soltanto una cosa: che l&#8217;Italia vuole sviluppare rapporti di pace e di cooperazione con tutti gli Stati confinanti, nel rispetto della pari dignità umana di tutti i popoli e senza rivendicazioni territoriali nei confronti di alcuno Stato. Dopodiché l&#8217;unica Organizzazione sovranazionale di cui il nostro Paese continuerebbe sicuramente a fare parte è l&#8217;Organizzazione delle Nazioni Unite (l&#8217;ONU). Il G-20 non interessa, perché le sue funzioni dovrebbero essere ricondotte ad un riformato Consiglio di Sicurezza dell&#8217;ONU.</p>
<p>L&#8217;Italia potrebbe anche diventare uno Stato neutrale, una sorta di grande Svizzera affacciata nel Mar Mediterraneo. La permanenza nell&#8217;Unione Europea non sarebbe affatto scontata. Se la scelta è ratificare il &#8220;<em>Fiscal compact</em>&#8220;, o uscire, la risposta, senza esitazioni, dovrebbe essere: uscire. Non ci sarebbe più l&#8217;euro: si dovrebbe impostare una politica economica del tutto nuova, adeguata ad uno Stato che vuole vivere in pace, che non ha velleità di essere una grande potenza economica a livello mondiale, che si occupa di uno sviluppo sostenibile, che si sforza di tenere in ordine i propri conti pubblici per essere il meno possibile condizionato dall&#8217;esterno, cioè per essere più libero ed insieme più giusto.</p>
<p>Mettere la passione ideale, l&#8217;intelligenza ed il coraggio a servizio del cambiamento. Di questo ha oggi bisogno l&#8217;Italia.</p>
<p>Livio Ghersi</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/nuovosoldo.wordpress.com/77392/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/nuovosoldo.wordpress.com/77392/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=nuovosoldo.wordpress.com&#038;blog=7878294&#038;post=77392&#038;subd=nuovosoldo&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Pio La Torre, mistero italiano</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Jun 2012 07:01:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nuovosoldo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Mondani e Armando Sorrentino (il manifesto) Pio La Torre, dopo un lungo periodo di incarichi politici e parlamentari di rilievo nazionale, torna in Sicilia alla fine del 1981 per dirigere il partito comunista siciliano mobilitandolo, subito, su due parole d’ordine: lotta contro la mafia e battaglia pacifista contro l’installazione dei missili Cruise a [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=nuovosoldo.wordpress.com&#038;blog=7878294&#038;post=77360&#038;subd=nuovosoldo&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://nuovosoldo.files.wordpress.com/2012/06/18113436_lavoro-precario-ma-qui-siamo-in-italia-11.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-77361" title="la torre" src="http://nuovosoldo.files.wordpress.com/2012/06/18113436_lavoro-precario-ma-qui-siamo-in-italia-11.jpg?w=780" alt=""   /></a>di Paolo Mondani e Armando Sorrentino (il manifesto)</p>
<p>Pio La Torre, dopo un lungo periodo di incarichi politici e parlamentari di rilievo nazionale,<br />
torna in Sicilia alla fine del 1981 per dirigere il partito comunista siciliano mobilitandolo, subito, su due parole d’ordine: lotta contro la mafia e battaglia pacifista contro l’installazione<br />
dei missili Cruise a Comiso. Della mafia aveva una visione più profonda e articolata di tanti suoi compagni di partito. Ne conosceva i legami e gli intrecci con la politica, l’economia e la finanza, i suoi rapporti internazionali, sapeva che era diretta da cervelli insospettabili e non da viddani.<span id="more-77360"></span>Si trattava cioè di un sistema di potere che si alimentava con l’accumulazione di ricchezza attraverso la violenza e il delitto come intervento politico. La Torre era sicuro che la Sicilia,<br />
con la base missilistica, sarebbe diventata un avamposto di guerra e di trame oscure e sul tema della pace,<br />
in pochi mesi, riuscì a creare una mobilitazione democratica di grandi proporzioni. «Pur essendo uno che veniva dalla destra del partito La Torre si ritrovò sulle posizioni della diversità berlingueriana,<br />
un’idea che continua tuttora<br />
a dare fastidio e che in quel momento<br />
era un signum individuationis<br />
molto preciso. Altro che moralismo!», così scrive Andrea Camilleri nella prefazione al libro che abbiamo voluto scrivere perché non ci siamo rassegnati a considerare archiviata una vicenda che appartiene alla democrazia, quella vera, fatta di partecipazione,<br />
lucidità e passione, che<br />
va ricordata e mantenuta dentro i canali di una ricerca instancabile delle<br />
troppe verità nascoste di questo Paese.<br />
È una storia tragicamente interrotta dalla mente politica che ha armato gli esecutori di quella stagione di sangue che, in Sicilia, va dal 1979<br />
al 1983, ma che ha inizio con Portella della Ginestra e arriva sino a via D’Amelio, sommandosi alle stragi<br />
compiute da piazza Fontana in poi,<br />
tutte con l’obiettivo di impedire una<br />
cittadinanza caratterizzata dall’eguaglianza<br />
e dalla giustizia.<br />
La Torre viene ucciso il 30 aprile del 1982. Indagini farraginose e un lunghissimo processo hanno indicato come movente dell’omicidio la proposta di legge sulla confisca dei patrimoni mafiosi di cui era stato il primo presentatore e il più deciso sostenitore. Esecutore: Cosa nostra.<br />
Un movente tranquillizzante e i veri mandanti rimasti nell’ombra. Eppure, trent’anni dopo l’omicidio,<br />
l’esperienza complessa e straordinaria<br />
di questo uomo politico autentico<br />
spiega molto delle sorti attuali<br />
della sinistra e della democrazia in<br />
Italia che, probabilmente, potranno ricevere una nuova lettura con la possibile apertura di spiragli di luce.<br />
Va in questa direzione la notizia che la Procura della Repubblica di Palermo ha deciso la riapertura delle indagini sull’omicidio di La Torre e del suo collaboratore e compagno di<br />
partito Rosario Di Salvo, volta ad accertare<br />
gli spunti offerti dal nostro libro<br />
riguardo documenti delicatissimi<br />
e riservati in possesso di La Torre, per i quali questi aveva chiesto ad alcuni<br />
intellettuali che li studiassero e<br />
interpretassero con grande scrupolo.<br />
Un docente universitario, ancora anonimo, cinque anni fa aveva rilasciato una intervista in cui riferiva che La Torre nei primi mesi del 1982, in piena mattanza, convocò a Palermo cinque intellettuali, letterati ed<br />
esperti del linguaggio perché tentassero<br />
di capire e penetrare i meccanismi<br />
e i codici che regolavano le relazioni<br />
tra mafiosi e loro fiancheggiatori<br />
di ogni tipo. Un lavoro da compiere<br />
attraverso lo studio di una montagna<br />
di carte che avrebbe mostrato in<br />
un successiva riunione. Non ci fu il<br />
tempo. Lo uccisero. Non si sa di cosa<br />
trattassero esattamente quelle carte,<br />
anche se è verosimile che provenissero da settori investigativi o giudiziari.<br />
Parlavano di fatti antichi e al contempo attuali? Da Portella della Ginestra a quei giorni? Di una sorta di trattativa tra mafia e Stato? Di cervelli nascosti di Cosa nostra? Certo è che di quei documenti, di<br />
cui La Torre voleva che non si parlasse<br />
con nessuno per il pericolo che costituivano,<br />
non c’e alcuna traccia.<br />
Siamo certi che dalla loro analisi sarebbe emerso un quadro che avrebbe potuto svelare tanti misteri, e chissà,<br />
pure evitare qualche futuro tragico<br />
evento. La ricostruzione di questi<br />
incastri è ora affidata alla magistratura.<br />
È lei che deve mettere in ordine i frammenti di un quadro spezzato e incompleto. Ma il recupero dell’attualità ed universalità delle ragioni della vita e della morte di Pio La Torre,<br />
esaltandone il valore di un uomo<br />
formatosi in una realtà vissuta nel<br />
nesso inscindibile tra idee e impegno<br />
concreto, spetta alla società democratica<br />
e alla politica &#8220;buona&#8221;.<br />
* autori del libro «Chi ha ucciso Pio La Torre?» (Castelvecchi ed.)</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/nuovosoldo.wordpress.com/77360/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/nuovosoldo.wordpress.com/77360/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=nuovosoldo.wordpress.com&#038;blog=7878294&#038;post=77360&#038;subd=nuovosoldo&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Cracolici invita a non essere ipocriti, dopo aver tenuto un corso di ipocrisia durato circa 4 anni</title>
		<link>http://nuovosoldo.wordpress.com/2012/06/07/cracolici-invita-a-non-essere-ipocriti-dopo-aver-tenuto-un-corso-di-ipocrisia-durato-circa-4-anni/</link>
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		<pubDate>Thu, 07 Jun 2012 05:37:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nuovosoldo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Cracolici Lumia Lombardo; Cracolici ed il nuovo PD; PD dopo Cracolici]]></category>
		<category><![CDATA[PD abbandona Lombardo]]></category>

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		<description><![CDATA[Che faccia tosta onorevole. Adesso gli ipocriti sarebbero quelli che hanno subito il tradimento della loro volontà da un loro rappresentante politico. Si perché è oggettivo che Cracolici, Lumia e soci hanno usato il consenso elettorale per attuare una politica perfettamente opposta alla volontà degli elettori del PD siciliano, alleandosi con Lombardo e facendo da [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=nuovosoldo.wordpress.com&#038;blog=7878294&#038;post=77206&#038;subd=nuovosoldo&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://nuovosoldo.files.wordpress.com/2012/06/lomdardo-cracolici-lumia.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-77207" title="Lomdardo Cracolici Lumia" src="http://nuovosoldo.files.wordpress.com/2012/06/lomdardo-cracolici-lumia.jpg?w=780" alt=""   /></a>Che faccia tosta onorevole. Adesso gli ipocriti sarebbero quelli che hanno subito il tradimento della loro volontà da un loro rappresentante politico. Si perché è oggettivo che Cracolici, Lumia e soci hanno usato il consenso elettorale per attuare una politica perfettamente opposta alla volontà degli elettori del PD siciliano, alleandosi con Lombardo e facendo da stampella al suo governo. I risultati sono davanti agli occhi di tutti.</p>
<p>Forse per scimmiottare Grillo il nostro onorevole, capo gruppo del PD all’ARS, ha rilasciato delle dichiarazioni che considerare ipocrite sembra un eufemismo. Ne pubblichiamo 3:</p>
<p><em>Cracolici 1: -“Riteniamo chiusa la fase del sostegno al governo tecnico, anche perché alla luce degli assessori recentemente nominati da Lombardo, non c’è più un governo tecnico. Adesso si apre una nuova fase che deve portarci a costruire un’alleanza tra le forze progressiste, moderate ed autonomiste in vista delle elezioni di fine ottobre”</em>.</p>
<p><span id="more-77206"></span></p>
<p>Ci viene spontaneo dire: FINALMENTE! Si chiude la <em>relazione sentimentale</em> – così la indicò qualche giornale al suo inizio – fra Lombardo e Cracolici. L’unione è stata prolifera, ma sfortunata i “figli” sono nati tutti morti. Il PD siciliano è più povero, meno credibile e gli elettori del PD sentendosi traditi stanno cercando un’altra associazione politica o pensano di non andare a votare.</p>
<p>Cracolici 2: &#8211; <em>“Dobbiamo offrire alla Sicilia una nuova classe dirigente, un nuovo progetto politico e di governo, ricostruendo un rapporto di fiducia tra la società e la politica, un rapporto che in questa fase appare in profonda crisi in Sicilia e nel resto del Paese”</em>.</p>
<p><a href="http://nuovosoldo.files.wordpress.com/2012/06/grillo-ombrello.jpg"><img class="alignleft  wp-image-77208" title="Grillo ombrello" src="http://nuovosoldo.files.wordpress.com/2012/06/grillo-ombrello.jpg?w=143&#038;h=140" alt="" width="143" height="140" /></a>Come se nulla fosse successo e con la faccia tosta che ultimamente è rimasta una delle poche qualità dei politici, ecco che Cracolici propone ai suoi elettori – già traditi – una nuova classe politica e un nuovo progetto politico. Ora affidare a Cracolici, Lumia e soci la redazione di un nuovo progetto è come affidare la ricostruzione di un edificio crollato allo stesso ingegnere che è responsabile del cedimento strutturale.</p>
<p>Parrebbe logico che Cracolici, Lumia e soci riconoscessero il loro fallimento e si facessero da parte, così da permettere ad una nuova classe dirigente di farsi avanti, di presentare un progetto politico nuovo (già diverso da quello di Cracolici sarebbe un successo) e di tentare di recuperare la fiducia tra la classe politica del PD e gli elettori del PD. Senza bisogno di paroloni, la fiducia fra  società e politica si conquista iniziando dalla propria associazione politica.</p>
<p>Cracolici 3: &#8211; <em>“non dobbiamo essere ipocriti, l’imputazione coatta del presidente della Regione siciliana ha influito, rischia di trascinarci in un pericoloso logoramento, ha contribuito a rendere più fragile il quadro politico”</em>.</p>
<p>Ma a chi vuole darla a bere il signor onorevole, l’imputazione coatta di Lombardo è solo l’ultimo atto di un <em>corso di ipocrisia</em> del quale Cracolici è stato “rettore” e “docente”.  Durante gli ultimi 4 anni l’ipocrisia della ragione politica e del bene della Sicilia è servita solo per la gestione del potere (non amministrazione) assieme al ben noto Lombardo, del quale erano noti i percorsi politici ed i probabili problemi giudiziari. Opportunità politica e rispetto dei propri elettori (che non avevano votato Lombardo) avrebbe dovuto essere un limite della politica di Cracolici e soci. Viceversa come se una volta eletto fosse diventato un nobile di gattopardiana memoria, Cracolici ipocritamente e presuntuosamente  ha ritenuto di non dover rendere conto a nessuno.</p>
<p><a href="http://nuovosoldo.files.wordpress.com/2012/06/miccichc3a8-cracolici.jpg"><img class="alignleft  wp-image-77209" title="Miccichè Cracolici" src="http://nuovosoldo.files.wordpress.com/2012/06/miccichc3a8-cracolici.jpg?w=183&#038;h=125" alt="" width="183" height="125" /></a>Se potessimo dare un consiglio al signor onorevole diremmo,  la smetta di essere ipocrita. E la smetta anche di fare il furbo, i suoi elettori vorrebbero sapere, per esempio, cosa significa: <em>un’alleanza tra le forze progressiste, moderate ed autonomiste”</em>? Vuole riproporre l’alleanza con quello che rimane dell’MpA, dell’UDC, di Sicilia Vera, magari con Miccichè?</p>
<p>Ma di che partito sta parlando, molti militanti del PD – anche se annacquato dalla Margherita &#8211; <em> </em>non vogliono andare ancora più a destra di dove sono stati portati da Cracolici, Genovese, Lumia &amp; C.</p>
<p>In occasione della commemorazione della strage di Capaci, il Corpo Forestale, una delle istituzioni più rappresentative della legalità in Sicilia, non ha partecipato alla manifestazione perché il comandante del Corpo ha deciso di solidarizzare con Lombardo &#8211; che non era stato invitato per i noti motivi. Fra il personale del Corpo Forestale, 37 addetti attualmente comandati all’Azienda foreste, hanno manifestato la loro indignazione per la scelta del comandante con un documento firmato. Fra i 37 c’erano anche dei rappresentanti sindacali della CGIL.</p>
<p>Mentre a Palermo 3.000 studenti, provenienti da tutta Italia, e tutte le istituzioni statali e regionali partecipavano alla commemorazione, nello stesso momento, il comandante del Corpo Forestale, ad interim anche a capo dell’Azienda foreste, ha convocato alcuni dei firmatari del documento nel suo ufficio, dove li ha aggrediti verbalmente (come al solito urlando) perché si era offeso – lui offeso – dalla indignazione espressa dai sui sottoposti.</p>
<p>Tale<br />
comportamento ha indotto la CGIL ha denunciare il grave gesto intimidatorio posto in essere dal “comandante” Tolomeo nei confronti del personale e dei rappresentanti sindacali; denuncia che è stata, fra l’altro, inviata al ministero degli interni ed ha tutti i gruppi parlamentari dell’Assemblea Regionale Siciliana.</p>
<p>Ci piacerebbe che l’onorevole Cracolici ci rilasciasse qualche sua dichiarazione sulla vicenda per sapere:</p>
<p>- se ha condiviso, ha dovuto subire o non si è potuto opporre, alla nomina di Tolomeo al comando del Corpo Forestale, malgrado le ben note tipicità caratteriali e l’inopportunità giuridica ad assumere tale incarico?</p>
<p>- se ha condiviso il coinvolgimento del Corpo Forestale siciliano nella scelta personale di Tolomeo – per amicizia o altro – di solidarizzare con Lombardo disertando la commemorazione della strage di Capaci?</p>
<p>- se condivide il comportamento fascista di repressione dell’opinione del personale e dei sindacalisti operato – non è la prima volta – da Tolomeo?</p>
<p>Un ultima domanda, onorevole Cracolici lei come Tolomeo ha solidarizzato con Lombardo o a partecipato alla commemorazione?</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/nuovosoldo.wordpress.com/77206/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/nuovosoldo.wordpress.com/77206/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=nuovosoldo.wordpress.com&#038;blog=7878294&#038;post=77206&#038;subd=nuovosoldo&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Miccichè Cracolici</media:title>
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		<item>
		<title>Spazio pubblicitario: FESR 2011: Collaudato il nuovo laboratorio linguistico della “Manzoni”</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Jun 2012 10:38:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nuovosoldo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronache]]></category>
		<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[PON Scuola]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola e Università]]></category>

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		<description><![CDATA[di Giacomo Gugliandolo È stato collaudato dal prof. Antonio Spoto, esperto di tecnologie informatiche dell’I.C. “Manzoni – Dina e Clarenza”, alla presenza del prof. Giacomo Gugliandolo, responsabile del progetto PON FESR “My foreign languages lab” B-1.B-FESR_POR_SICILIA-2011-1505, del docente Funzione Strumentale Prof. Giampaolo Bertuccelli e del dott. Alessandro Zurro, amministratore unico della ditta “CubeCurve” People, vincitrice [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=nuovosoldo.wordpress.com&#038;blog=7878294&#038;post=77081&#038;subd=nuovosoldo&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>di Giacomo Gugliandolo</p>
<p><a href="http://nuovosoldo.files.wordpress.com/2012/06/img_0445.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-77082" title="IMG_0445" src="http://nuovosoldo.files.wordpress.com/2012/06/img_0445.jpg?w=300&#038;h=225" alt="" width="300" height="225" /></a>È stato collaudato dal prof. Antonio Spoto, esperto di tecnologie informatiche dell’I.C. “<em>Manzoni – Dina e Clarenza</em>”, alla presenza del prof. Giacomo Gugliandolo, responsabile del progetto PON FESR “<em>My foreign languages lab</em>” B-1.B-FESR_POR_SICILIA-2011-1505, del docente Funzione Strumentale Prof. Giampaolo Bertuccelli e del dott. Alessandro Zurro, amministratore unico della ditta “<em>CubeCurve</em>” People, vincitrice della gara di fornitura.</p>
<p>Si tratta di un laboratorio dotato di apparecchiature informatiche e tecnologiche di ultima generazione, che lo rendono un vero e proprio fiore all’occhiello del plesso di Scuola Secondaria di primo grado “<em>Manzoni</em>”. Il laboratorio linguistico, inserito nel Piano Integrato PON FESR d’Istituto e approvato dal MIUR con la Circolare Ministeriale 10373 del 15/09/2011, è stato acquisito e con i finanziamenti del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale di cui al Bando 5685 del 20/04/2011 Circolare Straordinaria POR annualità 2011/12 ed è costituito da:<span id="more-77081"></span></p>
<ul>
<li>N. <strong>1 PC SERVER INTEL DUAL CORE I-5</strong>, RAM 4 GB, Scheda video dedicata 512 MB, HD 500 GB, masterizzatore DL, completo di <strong>tastiera</strong> e <strong>mouse</strong> + <strong>monitor</strong> LCD da <strong>21,5</strong>”;</li>
<li><strong>N. 1 SOFTWARE di GESTIONE della Rete per n. 20 computer</strong>: <strong>Software di gestione della rete</strong>;</li>
<li>N. <strong>1 LIM 77”</strong> completa di software e di N. <strong>1 videoproiettore </strong>e <strong>N. 1 PC</strong>;</li>
</ul>
<p>N. <strong>20 PC client + monitor 19”</strong>: PC client Intel i3; Ram 3 Gb; Hd 500 Gb; Masterizzatore DL; Monitor  LCD 19&#8243; Wide 0,285 1440&#215;900 5ms 250cd/m² 1000:1;</p>
<p>N. <strong>1 Poltroncina PC docente</strong>: Sedia con braccioli e ruote; certificata ai sensi del Decreto Legislativo 81/2008 e successive disposizioni integrative e correttive;</p>
<p>N. <strong>20 Sedie Ergonomiche</strong>: Sedie Ergonomiche di colore blu e senza ruote;  certificate ai sensi del Decreto Legislativo 81/2008 e successive disposizioni integrative e correttive;</p>
<p>N. <strong>10 Scrivanie biposto a norma e con cavi nascosti</strong>: Scrivanie biposto con canalina passa cavi sotto tavolo in colore ciliegio.</p>
<p>Il nuovo laboratorio linguistico realizzato nell’ambito del progetto “<strong><em>My foreign languages lab</em></strong>” rappresenterà uno strumento educativo &#8211; didattico fondamentale per motivare gli allievi a incrementare l&#8217;approfondimento di contenuti, ad acquisire tecniche e abilità, tramite l&#8217;uso di idonee metodologie.</p>
<p>Il progetto contribuirà in modo notevole a migliorare l’offerta di attrezzature multimediali e la loro applicazione didattica all’interno di un scuola secondaria di primo grado alle prese con i problemi legati alle limitate risorse disponibili e alla necessità di una loro ottimizzazione.</p>
<p>La scuola ha da diversi anni avviato diversi percorsi di acquisizione ed approfondimento delle lingue comunitarie (inglese/francese/spagnolo) per gli alunni, istituendo corsi di primo livello nell’ambito del P.O.N. FSE “<em>Competenze per lo Sviluppo</em>”, annualità 2008/09 &#8211; 2009/10 &#8211; 2010/11 e 2011/12, approfondendo i livelli acquisiti nella lingua inglese, spagnola e francese attraverso percorsi con certificazione TRINITY COLLEGE, DELE, ALLIANCE FRANCAISE, spendibili nel corso degli studi, nel passaggio tra il sistema educativo e quello della formazione ed anche in ambito lavorativo.</p>
<p>In tale prospettiva il miglioramento del laboratorio linguistico riveste un ruolo fondamentale per la realizzazione del progetto. L’organizzazione didattica infatti prevede ascolto attivo di audio / video, discussioni, dialoghi, confronto e l&#8217;attività laboratoriale, attraverso i programmi linguistici multimediali, offre la possibilità di effettuare interventi di formazione rispondenti alle esigenze e competenze di ciascun</p>
<p>alunno, in termini di flessibilità e di personalizzazione, durante lo svolgimento del processo di insegnamento/apprendimento. Infatti, i singoli studenti in riferimento ai diversi livelli di partenza ed ai ritmi, tempi e stili di apprendimento, motivazione e attitudini, effettueranno anche autonomamente i propri percorsi.</p>
<p>Il laboratorio di apprendimento linguistico rappresenta uno strumento ricco efficace ed efficiente di lavoro in quanto offre prestazioni che consentono la contemporanea gestione e comunicazione, creazione e visualizzazione di schede, filmati ecc, il controllo continuo attivo di ogni studente, il controllo audio/video/dati da parte del docente verso gli studenti.</p>
<p>Attraverso il Laboratorio linguistico ci si prefigge di far maturare nei ragazzi le competenze comunicative nella lingua madre e nella lingue comunitarie inglese, francese e spagnolo (nell&#8217;ascolto e nel parlato, nella lettura e nella scrittura) in situazioni comunicative reali utilizzando le lingue straniere come lingue di mediazione: scambi di corrispondenza con alunni di altri paesi europei, scambi di esperienze della vita personale e scolastica.</p>
<p>Le attività del Laboratorio saranno finalizzate a determinare diversificate occasioni comunicative per condurre gli allievi a compiere una riflessione approfondita sulla lingua allo scopo di sviluppare le competenze comunicative e, in definitiva, i processi cognitivi. Il laboratorio linguistico nel nostro progetto si pone come esperienza comune tra la lingua madre e la lingua straniera per fare della grammatica pedagogica (la riflessione sulla lingua in approccio comunicativo) una componente autonoma, esplicita, analitica, consapevole all&#8217;interno dei corsi di lingua, che in tal modo prevedono la necessità di costruire una programmazione comune di obiettivi, metodi e materiali, con differenziazioni condivise delle competenze e forme di collaborazioni sistematiche.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/nuovosoldo.wordpress.com/77081/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/nuovosoldo.wordpress.com/77081/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=nuovosoldo.wordpress.com&#038;blog=7878294&#038;post=77081&#038;subd=nuovosoldo&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Pronto il decreto sul merito. Come mercificare il sapere</title>
		<link>http://nuovosoldo.wordpress.com/2012/06/03/pronto-il-decreto-sul-merito-come-mercificare-il-sapere/</link>
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		<pubDate>Sun, 03 Jun 2012 06:34:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nuovosoldo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Opinioni]]></category>

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		<description><![CDATA[di Silvia Niccolai (il manifesto) Il governo sta predisponendo un «decreto merito» in materia di scuola, università e formazione. In un linguaggio infarcito di richiami a qualità, eccellenza, valutazione e buone pratiche internazionali, spiccano idee come l’istituzione delle Olimpiadi del Sapere, il Miglior studente dell’anno, o il Portfolio dello studente, una banca dati dove il [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=nuovosoldo.wordpress.com&#038;blog=7878294&#038;post=77002&#038;subd=nuovosoldo&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://nuovosoldo.files.wordpress.com/2012/06/eg290301.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-77003" title="decreto" src="http://nuovosoldo.files.wordpress.com/2012/06/eg290301.jpg?w=780" alt=""   /></a>di Silvia Niccolai (il manifesto)</p>
<p>Il governo sta predisponendo un «decreto merito» in materia di scuola, università e formazione. In un linguaggio infarcito di richiami a qualità, eccellenza, valutazione e buone pratiche internazionali, spiccano idee come l’istituzione delle Olimpiadi del Sapere, il Miglior studente dell’anno, o il Portfolio dello studente, una banca dati dove il pedigree<br />
formativo (corsi di lingua, musica, vela, danza, e pagelle) di ciascuno studente potrà essere consultato dalle imprese a caccia di risorse umane.<span id="more-77002"></span>Scorrendo l’altisonante e compiaciuto articolato, vien da pensare a quanto sarebbe bello<br />
se il governo, oltre a dare lezioni al mondo<br />
della scuola, dell’università, del lavoro su come<br />
ci si deve comportare per essere bravi,<br />
corretti e allineati alle migliori prassi, cominciasse<br />
a ricordarsi che il modo normale, corretto,<br />
allineato alle migliori prassi di introdurre<br />
nuove norme è il procedimento di legge ordinaria<br />
(e senza questioni di fiducia a raffica)<br />
e non il decreto legge, il ricorso al quale in<br />
mancanza dei requisiti costituzionali di straordinaria<br />
necessità ed urgenza costituisce un<br />
abuso, che l’attuale esecutivo compie ogni<br />
giorno, insieme all’abuso del ricorso sistematico<br />
alla questione di fiducia nell’approvazione<br />
dei disegni di legge.<br />
Una politica, ma forse dovremmo abituarci a chiamarla semplicemente un potere, che si esprime con modalità irregolari e che limitano o escludono il dibattito parlamentare e pubblico, non può portare un benefico ordine<br />
nella società: e infatti le riforme dell’attuale<br />
esecutivo altro non sono che altrettante<br />
violenze alle nostre tradizioni e ai bisogni effettivi<br />
della nostra società. Non servono sciocchezze<br />
come le Olimpiadi del sapere, ma<br />
scuole decenti con adeguate attrezzature,<br />
spazi esterni, gabinetti funzionanti, ed insegnanti<br />
cui sia riconosciuto l’altissimo valore<br />
sociale del loro ruolo.<br />
Scimmiottando il sistema americano con idee come ilMigliore studente dell’anno il decreto<br />
trasuda ignoranza e disprezzo verso la storia della scuola pubblica italiana, e cioè<br />
verso lo sforzo immenso e originale che gli insegnanti<br />
italiani hanno fatto per orientare<br />
l’istruzione ai valori della partecipazione, dell’inclusione,<br />
dell’eguaglianza, in nome dell’amore<br />
per lo sviluppo della personalità e<br />
della libertà delle persone, e per fiducia nelle<br />
potenzialità trasformative e creative del sapere.<br />
L’immagine dei bambini e dei ragazzi ricoperti dai cartellini dei loro crediti formativi e esposti in vetrina affinché le imprese li possano comprare è ributtante e tragica: il decreto<br />
legge sul «merito» rappresenta un passo verso<br />
una mercificazione dell’esistenza e del<br />
suo significato che meriterebbe una discussione<br />
pubblica e una riflessione collettiva<br />
aperta ed estesa, perché investe, e nel modo<br />
più profondo, i valori a cui ispiriamo la nostra<br />
convivenza civile.<br />
Il formalistico richiamo alla Costituzione che apre il decreto legge non inganni: il decreto,<br />
lungi dall’attuarli, disconosce i valori costituzionali.<br />
Nella nostra Costituzione lavorare è un valore, ma il lavoro non è servitù, materiale e simbolica, alle logiche della produzione<br />
e della produttività, ma dimensione della<br />
dignità e della partecipazione, perciò le pretese<br />
del mercato sono nel nostro testo costituzionale<br />
limitate dalla difesa della libertà, sicurezza<br />
e dignità umana, e l’istruzione è un bene<br />
che serve allo svolgimento della personalità<br />
degli individui in chiave di libertà, e verso<br />
l’obiettivo – aperto, perciò problematico, perciò<br />
libero – di una società più giusta. Per<br />
Amartya Sen il modello di società («giusta», non «competitiva») prefigurato dalla Costituzione italiana del 1948 è insuperato ed ideale: filosofi come Nussbaum o Sandel non potrebbero che vedervi l’esatta applicazione delle loro di idee di una società orientata alla capacità,<br />
alla libertà e alla dignità, idee che essi<br />
predicano ben consci dello sfascio che il modello<br />
competitivo di istruzione coltivato negli<br />
Usa provoca. A differenza dei nostri tecnici, i nostri Costituenti sapevano che lavorare su una società richiede di conoscerne la storia, di sapere<br />
qualcosa di filosofia, e di tener conto che<br />
l’economia ha una dimensione etica e sociale.<br />
Ma se a noi i valori che essi scelsero e che hanno ispirato tanti percorsi culturali e politici<br />
della vita repubblicana proprio non piacciono più e ci teniamo tanto a cambiarli, bisogna<br />
farlo con le forme e imodi dovuti, a partire<br />
da una discussione pubblica aperta, trasparente,<br />
pluralista: laddove incidervi con decreto<br />
legge è gesto autoritario. Il Presidente della<br />
Repubblica chiamato ad autorizzare l’emanazione di una cosa del genere, saprà rendersene<br />
conto?</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/nuovosoldo.wordpress.com/77002/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/nuovosoldo.wordpress.com/77002/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=nuovosoldo.wordpress.com&#038;blog=7878294&#038;post=77002&#038;subd=nuovosoldo&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">decreto</media:title>
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	</item>
		<item>
		<title>Un “sogno”,  per il 2 giugno</title>
		<link>http://nuovosoldo.wordpress.com/2012/06/02/un-sogno-per-il-2-giugno/</link>
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		<pubDate>Sat, 02 Jun 2012 23:04:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nuovosoldo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Opinioni]]></category>

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		<description><![CDATA[A leggere le note di stampa, qui e la, al ricevimento nei giardini del palazzo presidenziale, c’è stato il consolidato sfolgorio  di personalità. Tutti in “carriera”, o quasi, nelle nobili arti della fulgida rappresentazione sociale ed istituzionale. L’elenco e molto lungo. A nominar qualcuno, si corre il rischio di autoflagellarsi nel “settarismo”. Con mesto pudore [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=nuovosoldo.wordpress.com&#038;blog=7878294&#038;post=76994&#038;subd=nuovosoldo&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><big><a href="http://nuovosoldo.files.wordpress.com/2012/06/sposi.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-76995" title="2 giugno" src="http://nuovosoldo.files.wordpress.com/2012/06/sposi.jpg?w=780" alt=""   /></a>A leggere le note di stampa, qui e la, al ricevimento nei giardini del palazzo presidenziale, c’è stato il consolidato sfolgorio  di personalità.</big></p>
<p><big>Tutti in “carriera”, o quasi, nelle nobili arti della fulgida rappresentazione sociale ed istituzionale.</big></p>
<p><big><span id="more-76994"></span>L’elenco e molto lungo. A nominar qualcuno, si corre il rischio di autoflagellarsi nel “settarismo”. Con mesto pudore taccio.Tuti in ghingheri, dame e cavalieri. Nomi altisonanti, ben noti nelle variegate  cronache nazionali. </big></p>
<p><big>Politici professionisti, perennemente in prima fila; rappresentanti istituzionali delle varie gerarchie; militari di lungo corso;  rappresentanti dei mestieri praticati nei piani alti; attori, cantanti, artisti, e “giocolieri” presenzialisti.</big></p>
<p><big>Tutta gente, di certo, quotidianamente “baciata” dalla fortuna repubblicana. Riveriti e rispettati. Ben messi, nel portamento e nel portafoglio.</big></p>
<p><big>Tutti, certamente, come sancito nell’orgoglio nazionale, “tengono famiglia”. Piccole, grandi, medie, secondo gli usi e costumi ricorrenti.</big></p>
<p><big>Tutti rispettabili.  Diocenegaurdi dai cattivi pensieri.</big></p>
<p><big>Eppure, come nelle migliori tifoserie calcistiche che nel corso della vita sognano la “serie A”, un improvviso sogno mi assale.</big></p>
<p><big>Che proprio per il 2 giugno, per il ricevimento, i giardini presidenziali siano aperti a tutti gli altri, e solo a loro.</big></p>
<p><big>Quelli, nei sessanta milioni dei residenti repubblicani, che mai assurgono direttamente nelle cronache, tranne l’inserimento, per forza di cose e di numeri, nelle statistiche nazionali, in virtù di appartenenza al censo considerato e alle “virtù” correlate: lavoratori, dipendendoti e non; pensionati al minimo e non, disoccupati; giovani inseriti nel mondo del lavoro o alla ricerca di occupazione; casalinghe, volontari di questo o di quello; migranti;  nati in Italia senza cittadinanza; ragazzi che faticosamente  si destreggiano nel coacervo montante  cercando di “farsi le ossa”; clandestini, purché appartenenti alla razza umana; …..e così via.</big></p>
<p><big>Sono il nerbo della Repubblica. </big></p>
<p><big>Si può garbatamente raccomandare di mettere l’abito buono, tenuto in serbo per feste e cerimonie, e di non starnazzare. Il garbo civile si misura con la tonalità e con il volume.</big></p>
<p><big>L’interessante, certo, è che abbiano la fedina penale pulita.  Nessuna condanna, neanche per “schiamazzi” usati in difesa del posto di lavoro.</big></p>
<p><big>Poi, all’improvviso la mano destra mi colpisce il viso.</big></p>
<p><big>La “voce”, violenta, mi sbraita: “</big><em><big>sciocco populista, questa non è democrazia”.</big></em></p>
<p>domenico stimolo</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/nuovosoldo.wordpress.com/76994/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/nuovosoldo.wordpress.com/76994/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=nuovosoldo.wordpress.com&#038;blog=7878294&#038;post=76994&#038;subd=nuovosoldo&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Barcellona PG. Nella città dei padrini stravincono gli antimafiosi</title>
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		<pubDate>Wed, 30 May 2012 18:40:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nuovosoldo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Opinioni]]></category>

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		<description><![CDATA[di Antonio Mazzeo Elezioni in una piccola e tosta città di mafia. Città di vecchi padripadroni, che o stanno con la mafia o non osano andarle contro. Se avessero potuto votare soltanto loro&#8230; Solo un paio di anni fa sarebbe stato pressoché impossibile avvicinarsi all’onnipotente Senatore nel suo giro per i seggi. Cortigiani, clienti, vassalli [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=nuovosoldo.wordpress.com&#038;blog=7878294&#038;post=76744&#038;subd=nuovosoldo&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><a href="http://nuovosoldo.files.wordpress.com/2012/05/71.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-76745" title="barcellona" src="http://nuovosoldo.files.wordpress.com/2012/05/71.jpg?w=780" alt=""   /></a>di <em>Antonio Mazzeo</em></p>
<p><strong><em><span style="font-family:Calibri;">Elezioni in una piccola e tosta città di mafia. Città di vecchi padripadroni, che o stanno con la mafia o non osano andarle contro. Se avessero potuto votare soltanto loro&#8230;</span></em></strong></p>
<p>Solo un paio di anni fa sarebbe stato pressoché impossibile avvicinarsi all’onnipotente Senatore nel suo giro per i seggi. Cortigiani, clienti, vassalli e galoppini a spintonarsi per una pacca sulle spalle o una stretta di mano, la promessa d’intercessione contro l’inferno della miseria e della disoccupazione. Ogni volta gli stessi riti, gli stessi bagni di folla.<span id="more-76744"></span>Lunedì 21 maggio, ore 12,30, di fronte al Municipio del Longano, la scena è differente. Manca poco e niente allo sfoglio dei voti per la scelta del nuovo sindaco di Barcellona Pozzo di Gotto e Domenico “Mimmo” Nania discute pacatamente con Santino Catalano, già deputato regionale in quota Pid, dichiarato decaduto perché incandidabile per una pregressa condannata patteggiata. Accanto ci sono solo altre due persone. Più in là una volante della Polizia a monitorare l’ingresso di una scuola sede elettorale. Un senso di solitudine, presagio del tramonto di un’era. Tre ore più tardi la città-palude della legalità, la città-fortezza dei poteri forti e della borghesia massomafiosa sarà investita da un desiderio collettivo di rottura e cambiamento. Col 61,3% dei consensi e 13.664 voti, Maria Teresa Collica, 42 anni, ricercatrice universitaria e presidente di Città Aperta, spezza dieci anni di predominio della destra estrema e moderata. Candidata di una coalizione di associazioni di volontariato, Prc, Sel, Socialisti e Idv, sembrava la vittima sacrificale per provare a strappare almeno un consigliere comunale al partito unico dei <em>nania boys</em>. Invece, a sorpresa, la Collica ha sbaragliato prima i concorrenti delle primarie del centrosinistra (snobbate dal Pd), poi, al primo turno, si è piazzata poco dietro il candidato unto dal signor-senatore, Rosario Catalfamo.</p>
<p>Al ballottaggio lo Tsunami. Poi il corteo gioioso per il centro e le tristissime periferie barcellonesi di centinaia di ragazze e ragazzi, studenti universitari e <em>mariateresa football-fans</em>, i commercianti mosche bianche dell’antiracket, l’antimafia sociale, due suore e gli scout cattolici, i dirigenti dei partiti sostenitori, gli animatori dei circoli culturali <em>out</em>. La Barcellona che sogna ancora a colori, che vuole rinnovare e rinnovarsi, che chiede spazi di agibilità democratica ed espressione, centri di aggregazione e socializzazione. Che se la sente di sfidare i controlli criminali del territorio e l’esercizio mafioso del potere pubblico e privato. Che è stanca di pensare al Longano come lo Stato N (Nania) e a tripla C: la C di Cattafi (Rosario), l’avvocato superboss in odor di servizi segreti; la C di Cassata (Franco), il procuratore generale di Messina sotto processo a Reggio Calabria per diffamazione pluriaggravata; la C di Corda Fratres, il sodalizio paramassonico scuola e officina dell’intellighenzia e dei potentati locali. Quella Corda creatura del magistrato Cassata, a cui ha aderito sino a qualche anno fa la stessa neosindaca e in cui continuerebbero a militare più di uno degli assessori designati.</p>
<p>La prima a parlare di influenze cordafratrine per spiegare il successo della Collica è stata l’on. Sonia Alfano, precipitatasi a Barcellona alla vigilia del primo turno in compagnia del senatore lombardiano Beppe Lumia (Pd), per presentare la neo costituita Commissione europarlamentare antimafia. Dopo la pubblicazione dei nomi degli aspiranti membri di Giunta, l’Alfano ha emesso una nota al veleno. “L’ufficializzazione della zavorra cassatiana sulla candidatura di Maria Teresa Collica traspare con l’indicazione ad assessore dell’avvocato David Bongiovanni, legittimamente difensore di mafiosi di buon calibro”, scrive l’europarlamentare. “Spetterebbe alla Collica relegare Cassata e il circolo Corda Fratres (che, nel frattempo, a Mazzarrà S. Andrea è riuscito a ottenere l’elezione del sindaco Bucolo, sotto l’egida del padre padrone della discarica della mafia, Pino Innocenti) in un tristo passato anziché radunarli fra i propri sostenitori”.</p>
<p>“Nessuno dei membri della nuova amministrazione di Barcellona è espressione della Corda Fratres o è mai stato indicato dai vertici dell’associazione”, afferma Maria Teresa Collica. “Ho scelto Bongiovanni in assoluta autonomia e indipendenza per le sue qualità professionali. Lo stesso vale per la professoressa Lina Panella, figlia di uno dei co-fondatori della Corda Fratres. Noi guardiamo esclusivamente alle capacità personali e alle rispettive competenze. E oltre agli assessori conteremo su uno staff di esperti che gratuitamente si sono messi a disposizione a beneficio della città”.</p>
<p>Stando ai denigratori e ai cultori del sospetto, cassatiani e cordafratrini si sarebbero mobilitati in blocco per consentire alla Collica la conquista di Palazzo Longano. Alla vigilia delle primarie del centrosinistra, “su iniziativa esclusivamente personale”, il direttore dell’Ospedale Psichiatrico Giudiziario (OPG), Nunziante Rosania, si sarebbe incontrato con “l’amico” Franco Cassata per caldeggiare la giovane assistente universitaria. “Si è trattato di un mero scambio di valutazioni su quella che ho sempre considerato un’importante opportunità di cambiamento politico a Barcellona”, ha spiegato il Rosania ad alcuni attivisti di Città Aperta.</p>
<p>“Quell’incontro è avvenuto a totale mia insaputa”, replica Maria Teresa Collica. “Appena ne sono venuta a conoscenza, ho manifestato le mie perplessità sull’iniziativa, anche se so essere stata fatta dal dottore Rosania in totale buona fede. Ho detto che si trattava di una scelta infelice che poteva rilevarsi un boomerang per tutti noi. Dopo che sono emersi in sede giudiziaria alcuni particolari sulla figura del giudice Cassata, per continuare a portare aventi certe battaglie in campo politico e sociale, ho ritenuto doveroso allontanarmi dal suo entourage e da quello della Corda Fratres. Perché aldilà di eventuali responsabilità che devono essere accertate dalla magistratura, ritengo che i rapporti personali debbano basarsi su nette valutazioni di opportunità”.</p>
<p>La vicenda ha avuto un eco doloroso all’interno di Città Aperta. Due dei suoi co-fondatori hanno deciso di prendere le distanze dalla Collica, arrivando perfino ad accusare il suo progetto di trasformismo. “Questo nuovo non mi piace”, scrive la professoressa Patrizia Zangla. “Con la vostra condotta consentite ai gattopardi, da cui vi fate manipolare, di adagiarsi sornioni e guardare compiaciuti il sistema messo a punto. Guardano le pedine che muovono sulla scacchiera. Il re e la regina, il fante… Siete dei tracotanti del potere. Persino quando rispondete alle critiche vince il pensiero omologato, questi i vostri argomenti: <em>fango</em>, <em>invidia</em>, <em>abiura alle proprie idee politiche</em>. Siete antidemocratici: o con voi o contro di voi”.</p>
<p>Accuse fermamente respinte dalla sindaca che ricorda invece come l’intero programma della coalizione, i contenuti e le iniziative della campagna elettorale siano stati costruiti dal basso con tutti gli aderenti e i sostenitori di<em> Voltare pagina</em>. “Tutti insieme abbiamo deciso di rifiutare apparentamenti o accordi con le coalizioni dei candidati sconfitti al primo turno”, spiega Collica. “Non lo abbiamo fatto certo per superbia, ma perché con la gente abbiamo capito che queste scelte non sarebbero state assolutamente comprese e apprezzate. E anche questi sono processi di costruzione della democrazia dal basso…”.</p>
<p>Digeriti i colpi e archiviato lo storico successo, i compiti e le difficoltà da affrontare appaiono veramente enormi per la nuova amministrazione. Si teme innanzitutto che spulciando tra le carte e le delibere della ex giunta Nania vengano alla luce buchi di bilancio insostenibili. C’è poi il fuoco di sbarramento dei consiglieri comunali, in buona parte eletti nelle liste anti-Collica. Riconoscendo sportivamente il tracollo, il Senatore ha però inviato segnali di disponibilità al dialogo, prontamente raccolti dalla sindaca. “Confido nel ricambio generazionale del Consiglio che può favorire l’ingresso di nuove energie”, afferma la Collica. “Cercherò di volta in volta il consenso sulle singole determinazioni e paleserò il risultato del voto in modo che i barcellonesi sappiano se i consiglieri rispondono agli interessi della città o a quelli personali”.</p>
<p>L’impegno alla pubblicità e alla trasparenza potrebbe però non bastare ad evitare tra meno di un mese che il governo Monti risponda favorevolmente alla richiesta di scioglimento per mafia degli organi elettivi e di azzeramento della macchina burocratica amministrativa, fatta prima del voto dalla Prefettura di Messina. La ri-elezione in questa tornata di undici consiglieri che sostenevano la giunta Nania potrebbe infatti pesare a favore del commissariamento di Palazzo Longano.</p>
<p>“Abbiamo scelto di non apparentarci con nessuno proprio perché fosse chiaro che siamo del tutto sganciati dall’amministrazione uscente”, spiega Maria Teresa Collica. “Riteniamo questa l’unica strada per tentare di evitare lo scioglimento che avrebbe senso solo se ci fosse una palese continuità o contiguità con essa. Cosa diversa è la macchina amministrativa. Abbiamo già annunciato una riorganizzazione degli uffici comunali che dovrà tenere conto delle inchieste giudiziarie in atto. Purtroppo esiste il cosiddetto patto di stabilità che non permette nuove assunzioni. Così per avere un <em>turn over</em> a livello dirigenziale bisognerà attendere i pensionamenti”.</p>
<p>La nuova giunta eredita poi tutto il peso del devastante progetto di realizzazione di un megaparco commerciale di oltre 19 ettari in contrada Siena, un’operazione ordita dal pluripregiudicato Rosario Cattafi. L’ispezione prefettizia sulle presunte infiltrazioni criminali nella vita amministrativa di Barcellona Pozzo di Gotto aveva preso spunto da questa vicenda, a seguito dagli esposti firmati proprio da Città Aperta e dall’Associazione antimafie “Rita Atria”. “Personalmente continuo ad essere del tutto contraria a questa scelta anche per motivi di ordine economico e sociale”, afferma Maria Teresa Collica. “Senza più Cattafi a capo dell’operazione, ritengo che la città tutta vada coinvolta sull’opportunità di una simile realizzazione. Il coinvolgimento diretto dei cittadini sarà il modo con cui vogliamo amministrare”.</p>
<p>La nuova amministrazione di Barcellona è fatta innanzitutto dell’entusiasmo dei giovani volontari che la liberarono in autunno dai fiumi di fango che l’avevano sommersa. Ma vede anche aleggiare alcuni fantasmi ingombranti, desiderosi di riciclare la propria immagine e deviare magari il corso degli eventi. Uno di essi, l’on. Dino Madaudo, già sottosegretario Psdi alla difesa e frequentatore del Cattafi al tempo delle sue spericolate operazioni nel gran mercato delle armi da guerra (1992-93), ha avuto l’ardire di presentarsi nel Longano e offrire il suo supporto al progetto Collica. La grande scommessa è se quei fantasmi saranno respinti, ostacolati, sconfitti. O se almeno ci sarà la volontà di farlo, sino in fondo. La fine dell’era Nania è un’occasione storica, unica, per trasformare il tessuto sociale barcellonese. Maria Teresa e gli assessori non possono né devono sprecarla.</p>
<p>Articolo pubblicato in <em>I Siciliani giovani</em>, n. 5, maggio 2012</p>
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