Vampirizzazione della scuola messinese


Esami III media ©NuovoSoldo

di Sostine Cannata

Ieri sera si è saputo di una comunicazione dell’Ufficio Scolastico Regionale della Sicilia riguardante i tagli del personale ATA reali che la scuola messinese dovrà sopportare nell’anno scolastico 2011/2012. Si tratta di tagli del tutto diversi da quelli già gravissimi conosciuti il 24 giugno u.s., doppi rispetto ai precedenti: i Collaboratori scolastici saranno tagliati di 328 unità contro i 173 già previsti; 87 Assistenti amministrativi, contro i 44 previsti, rimane invariato il taglio di assistenti tecnici, 11. Il taglio complessivo prospettato per Messina è di 426 posti, ai quali corrispondono 426 persone, molto spesso monoreddito, con 426 facce e 426 famiglie. Si tratta di affamare ulteriori 1500 persone, escluso l’indotto, in questa provincia disgraziata. Il 20% dei posti non ci sarà più. Il taglio per Messina è il 32% del taglio complessivo destinato alla Sicilia.

Dall’altra parte stanno la Costituzione e i diritti degli utenti/cittadini, che vedranno leso il diritto/dovere all’istruzione con una disponibilità, potremmo dire ormai residua, di 1961 ATA per tutta la provincia con complessive 145 istituzioni scolastiche e centinaia di plessi staccati in 108 diversi comuni.

In tre anni la scuola messinese, come sottolineano i sindacati, ha già perso 1364 docenti e si appresta a raggiungere la perdita di 866 ATA, per complessivi 2230 unità di personale scolastico.

La scuola – priva di docenti curricolari, docenti di sostegno, moduli, sperimentazioni, bidelli, assistenti amministrativi, assistenti tecnici, supplenti, soldi per pagare gli straordinari (che per intenderci sono soldi destinati a pagare le supplenze orarie giornaliere), carta igienica, detergenti e carta per fotocopie – affonda in un marasma di burocrazia, valutazioni Invalsi, nuove prove d’esami, classi che scoppiano (e che a volte dventano anche di 90 alunni con un docente, a causa della mancanza di fondi per pagare un’ora di supplenza), tempo scuola ridotto, proclami riformisti, sorrisi della ministra e fughe in pensione di tutti quelli che se ne possono andare.

Di questo passo, del corpo della scuola pubblica messinese che conoscevamo, non resterà che il cadavere vampirizzato, abbandonato accanto a un cassonetto non rimosso perchè le discariche sono stracolme.

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