Si è ormai concluso il 57° Festival del cinema di Taormina. Il premio “Golden Tauro” per il miglior film è stato assegnato alla bravissima regista marocchina Leila Kilani per il film “Sur la planche”. Ma alla Kilani è stato assegnato anche il premio per la miglior regia. Il premio per la migliore interpretazione è stato assegnato, meritatamente, all’intero cast femminile di “Sur la planche” per “l’interpretazione commovente e convincente delle attrici Soufia Issami, Mouna Bahmad, Nouzha Akel e Sara Betoui”.
Il premio speciale della giuria è andato al film francese/russo di Joann Sfar “Le chat du rabin” mentre l’Audience Award per il miglior film del concorso “Oltre il Mediterraneo” è stato assegnato alla regista inglese Paula Van Der Oest per il film “Black Butterflies”. Il premio della giuria popolare del concorso “Oltre il Mediterraneo” è andato al film iraniano “Alzheimer” di Ahmad Reza Motamedi. Per i corti siciliani ha vinto il film di 9 minuti “Vodka tonic” di Ivano Fachin.
Ci scusiamo con i lettori per non avere scritto dei film in concorso e dei film della sezione “Oltre il Mediterraneo”. Il nostro è un giornale povero e purtroppo non abbiamo avuto la possibilità di seguire l’intero Festival. L’ufficio stampa e la direzione del Festival hanno deciso di invitare con l’ospitalità “giornalisti di quotidiani e periodici cartacei e qualche televisivo”. Non è stata prevista la presenza di giornalisti per testate on line, comprese quelle di Messina. Non condividiamo la scelta perché ci sembra discriminatoria nei confronti di giornalisti che hanno la stessa dignità di quelli della stampa cartacea. Viviamo questa scelta, a nostro avviso errata, come una forma di censura sia pure indiretta e prendiamo atto che i poveri diventano sempre più poveri e i ricchi (anche nel campo della stampa) sempre più ricchi. Ci consoliamo comunque perché arriviamo in ogni parte del mondo mentre certa stampa cartacea rimane confinata alla provincia. Ma, ogni male non viene per nuocere. Siamo stati fortunati. Abbiamo concentrato i nostri mezzi e le nostre possibilità sul cinema maghrebino, disertando completamente il teatro antico e tutto sommato, tranne qualche interessante perdita, abbiamo visto il meglio del Festival, compresi i film premiati “Sur la planche” e “Alzheimer” e ne siamo contenti. Per quanto riguarda il film “Sur la planche” ne abbiamo scritto abbondantemente e il premio (anzi i premi) ci sembrano più che meritati. Nella motivazione della giuria popolare per il premio al film iraniano “Alzheimer” leggiamo che il film “presenta la nuova donna iraniana che rifiuta di sottomettersi alla volontà degli uomini della sua famiglia, alle regole della società iraniana che vuole ancora una donna non padrona della propria vita e delle proprie scelte”. Giusta la motivazione e vorremmo aggiungere che questo film, dalle tinte pirandelliane, potrebbe essere anche considerato come una metafora politica della società iraniana e non solo per quanto riguarda la condizione femminile. In Iran la gente è costretta ad essere quella che non è e forse a dire come verità quella che verità non è. Chi dice la verità è costretto al manicomio, come avviene per la protagonista. Il messaggio arriva diretto allo spettatore soprattutto per la bravura degli attori. Bravissima l’attrice che interpreta Asiyyeh, la donna che non abbassa la testa, e la stessa cosa può dirsi per lo smemorato vero o falso Amir specialmente in certi momenti di tragica e ironica comicità.
Il Festival si è concluso al teatro antico con la premiazione e la serata dedicata alla indimenticabile Rosa Balistreri con la proiezione del film di Nello Correale “La vita di Rosa”.













