Presentata la 57.a edizione del Taormina FilmFest


di Francesco Saija

La direttrice artistica del Taormina FilmFest, l’americana Deborah Young, ha presentato il programma dell’edizione 2011 che si terrà dall’11 al 18 giugno. Nelle serate al teatro antico è prevista la presenza di importanti personaggi del cinema: dall’attrice Monica Bellucci all’attore comico Jack Black che è la voce del film in 3D “Kung Fu Panda 2′” al regista Oliver Stone che presenterà una versione inedita del suo “Alexander” del 2004.

Ospite d’onore sarà, la cinematografia del Maghreb (Algeria, Marocco e Tunisia) ed è prevista per il 16 giugno una tavola rotonda dal titolo “Rivoluzione Maghreb”.

Il Maghreb sarà al centro della manifestazione taorminese e si vedranno diversi film che, da anni, hanno anticipato le attuali rivoluzioni che, per la verità, i vecchi poteri cercano di “normalizzare” con la solita complicità dell’occidente che ha sempre sostenuto le dittature dall’Egitto alla Tunisia alla Libia.

Nel concorso”Mediterranea”, in competizione per il ” Golden Tauro” vi saranno i registi egiziani Mohammad Diab con “678″ e Ibrahim El Batout con il film “Hawi” (2010), presentato in concorso al 21° Festival del “Cinema Africano d’Asia e America latina” che ogni anno si svolge a Milano nel mese di marzo.

Un film quasi profetico che, già prima della rivoluzione di piazza Tahrir, ci mostra l’Egitto contemporaneo con le sue solitudini e le sue disperazioni e ci fa sentire la “rivolta” incombente che ancora non è diventata rivoluzione. Ricordiamo che questo regista, con il suo secondo film “Ein Shams” (Eye of the Sun”) ha vinto nel 2008 il Festival di Taormina. Ma l’Egitto sarà anche in giuria con la star Yousra, protagonista di tanti film del grande regista egiziano Yousef Chahine.

Il Marocco sarà rappresentato dalla bravissima Leila Kilani con l’esordio in regia nel film “Sur la planche” in cui si parla del Marocco contemporaneo con la bella attrice Soufia Issami.

Non poteva mancare il regista tunisino Nouri Bouzid, già premiato a Taormina, con il film “L’uomo di cenere”. Mourad Ben Cheik presenterà un interessante documentario sulla rivolta recente in Tunisia. L’ultima serata del Festival sarà dedicata alla Sicilia con un ricordo cinematografico e musicale della famosa cantante siciliana Rosa Balistreri.

Il regista palestinese Elia Suleiman riceverà il premio per il dialogo tra le culture dalla “Fondazione Roma-Mediterraneo”. Il cinquantunenne regista ha studiato le tecniche cinematografiche negli Stati Uniti dal 1982 al 1993. Con grande ironia, nel cortometraggio “Homage by Assassination” (1991), ha fatto una critica durissima alla guerra del Golfo. Ha insegnato all’università “Birzeit” di Gerusalemme e con il suo primo lungometraggio “Cronaca di una sparizione” (1996) ha vinto il premio per la migliore opera prima al Festival di Venezia. Di Suleiman va ricordato anche il bellissimo documentario autobiografico “The Arab Dream” (1998) in cui il regista evidenzia la tragicità della realtà palestinese quando afferma: “Non ho una patria per poter dire che vivo in esilio… Vivo in postmortem: vita quotidiana, morte quotidiana”. Ma certo non è possibile passare sotto silenzio “‘Cyber Palestine” (1999) con la Vergine Maria e il suo sposo Giuseppe che cercano di attraversare la Striscia di Gaza per recarsi a Betlemme. Suleiman ha raggiunto un vero e proprio successo nel 2002 con il film “Intervento divino” in cui è anche attore. Un film “apertamente filo palestinese” e antimilitarista, un film pluripremiato e che ha ottenuto il Gran Premio della Giuria a Cannes.

Il film non è stato ammesso agli Oscar, perché la Palestina “non è formalmente uno Stato”. Come sostiene “Electronic Intifada” il film non sarebbe stato ammesso per motivi politici. Suleiman, nel 2006, ha fatto parte della giuria del Festival di Cannes e nel 2010 è uscito il suo ultimo film “Il tempo che ci rimane”.

Il premio verrà assegnato a Taormina dalla “Fondazione Roma-Mediterraneo”. E fin qui tutto bene. Ma sembra (da notizie di stampa) che del comitato scientifico d’onore della “Fondazione” faccia parte il professore Avi Pazner, ex portavoce del governo di Ehud Olmert, quel governo che ha lanciato l’operazione “Piombo fuso” a Gaza con ben 1400 morti palestinesi. Vi è senza dubbio una insanabile contraddizione.

Sarebbe anche bello se l’amministrazione comunale di Taormina, in accordo anche con la regione siciliana che finanzia il Festival Mediterraneo, decidesse di intitolare la sala grande del Palacongressi ai martiri della “rivoluzione dei gelsomini”. Sarebbe un significativo e bel regalo al Maghreb e all’Egitto di oggi e di domani.

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