In occasione della Giornata Nazionale dei Castelli domenica 29 maggio la Delegazione di Messina dell’Istituto Italiano dei Castelli, guidata dalla baronessa Michaela Stagno d’Alcontres, aprirà alla cittadinanza l’antica fortezza di Castellaccio, sulle alture di Gravitelli. Uno dei castelli più antichi della Città, costruito secondo la leggenda dal mitico Orione, adibito da Padre Nino Trovato a partire dagli anni ’50 nella famosa Villa Pia che accolse generazioni e generazioni di ragazzi in difficoltà ed oggi in completo abbandono. L’apertura straordinaria, con visita guidata del Dott. Franz Riccobono, Consigliere Regionale dell’Istituto dei Castelli, sarà possibile dalle ore 11.00 alle 13.00 con ingresso da Via Pietro Castelli – Gravitelli, presso la “Città del Ragazzo”. L’iniziativa sarà possibile grazie alla grande disponibilità della Famiglia Trovato.
Castiddazzu o Castellazzo, ingentilito poi in Castellaccio, è il toponimo della più antica struttura fortificata della città di Messina. Unanime è l’indicazione che gli storici locali danno di Castellaccio quale fortezza primigenia, preistorica quando indicata come opera del mitico Orione o più tardi, ellenistica quando si vuole sia stata costruita dai Mamertini. Più probabile è che si tratti di un fortilizio d’età bizantina visto che nel XVI secolo, quando il castello viene restaurato, fu denominato Castellaccio riferendosi ad un edificio che a quel tempo era già in rovina. Del resto, uno degli stemmi che nel corso del tempo ha rappresentato Messina era, in epoca medievale, costituito da uno scudo con tre torri, riferite alle maggiori fortezze cittadine: Castellammare, Matagrifone ed appunto Castellaccio. Ignorata dalla gran parte dei messinesi, questa antica fortificazione, se pur degradata è del tutto, integralmente conservata nel suo impianto essenziale, costituito da un quadrato ai cui angoli sono stati realizzati nel ‘500 quattro, tra loro diversi, baluardi. L’evidente irregolarità della struttura sembrerebbe confermare il fatto che questa non venne edificata nel ‘500 così come vediamo ex novo, ma piuttosto utilizzando, come del resto confermato dalla diversa tecnica edificatoria, dai differenti materiali impiegati e comunque della ricorrente mancanza di omogeneità nel pur essenziale impianto. Isolato, imponente, imprendibile per posizione naturale, all’apice di una collina dalle pareti precipiti, Castellaccio, come aimè tanti nostri monumenti, versa in condizioni di totale abbandono tant’è che in accordo con la Famiglia Trovato la Delegazione di Messina dell’Istituto Italiano dei Castelli, retta da Michaela Stagno Marullo, dopo una preliminare messa in sicurezza e parziale bonifica, ne propone la visita in occasione della “Giornata Nazionale dei Castelli”. Pur nel silenzio degli storici locali circa le specificità del monumento, dall’Archivio di Stato di Vienna provengono preziosi documenti relativi al nostro Castellaccio, in particolare una sua planimetria dettagliata ed il disegno del fronte interno occidentale con, in sezione ed elevato, imponenti strutture oggi perdute, tra cui l’elegante facciata neoclassica della Cappella con affiancati edifici a tre piani. L’Istituto Italiano dei Castelli auspica che, in sinergia con quanti hanno a cuore il nostro patrimonio monumentale, si possa procedere alla progressiva bonifica di Castellaccio, emblematico esempio del destino delle architetture fortificate messinesi. (Franz Riccobono)














23 dicembre 2011 alle 11:07 PM
Ho sempre avuto una spiccata sensibilità per l’aspetto storico artistico e naturalistico dell’ambiente e quindi della sua conservazione e tutela, anche perchè il mio lavoro mi ha portata a collaborare con alcuni storici dell’arte della città di Messina e questo ha contribuito ad affinare il mio rapporto con il mondo dei beni culturali. Vorrei avere il piacere di fare parte dell’Istituto Italiano dei Castelli poichè apprezzo la sua attività ed il suo impegno. Come fare?… Grazie!