Nelle considerazioni conclusive della sua “Teoria generale dell’occupazione, dell’interesse e della moneta” (Londra, 1936), John Maynard Keynes scrive che «le idee degli economisti e dei filosofi politici, così quelle giuste come quelle sbagliate, sono più potenti di quanto si ritenga comunemente». Ritiene probabile che le idee che «funzionari di stato e uomini politici e perfino gli agitatori applicano agli avvenimenti» non siano le più recenti; ma, comunque, «presto o tardi sono le idee, non gli interessi costituiti», a modificare la realtà «sia in bene che in male». Leggi il seguito di questo post »













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