Sabato perfetto per il Milan. Dopo la sfilata in centro i rossoneri si divertono con il Cagliari, sconfitto in un ‘San Siro’ esaurito per 4-1: doppietta di Robinho e gol per Gattuso e Seedorf, inutile per gli ospiti il gol di Cossu.
Il Milan, dopo aver sfilato per le vie del centro su un pullman scoperto tra due ali di folla, scende in campo comprensibilmente poco concentrato, tra l’altro con una formazione con diverse sorprese, come Emanuelson a centrocampo e Ibra a riposo. Il Cagliari di Donadoni prova ad approfittarne ma nel primo quarto d’ora spreca due occasioni d’oro con Lazzari e Acquafresca, che graziano una difesa non proprio attentissima. Al ventesimo però Robinho sblocca il risultato, saltando tre avversari e piazzandola all’angolino, sul palo lungo per l’1-0. Neanche sessanta secondi dopo, altra azione in velocità dei rossoneri, con la tanto chiacchierata nuova maglia con le strisce più sottili, e deviazione vincente di testa di Gattuso, che insacca a porta vuota dopo l’unitile uscita disperata di Agazzi per il 2-0. Il Cagliari si disunisce e concede praterie a Pato, che prima sbaglia il tocco sotto e poi serve Robinho che fa 3-0 (14 in campionato, come Ibra e lo stesso “papero”). Prima dlel’intervallo c’è tempo anche per il gol di Cossu, che manda a vuoto Yepes e gonfia la rete per il 3-1 con cui si chiude il primo tempo.
Nella ripresa Allegri dà spazio a Pirlo, uno dei tanti giocatori in scadenza che potrebbero lasciare il Milan nelle prossime settimane, ma ormai la partita non può essere quasi considerata tale: i ritmi si abbassano, il Cagliari non vuole subire una goleada e il Milan non ha la forza (e la voglia) di spingere sull’acceleratore. Robinho, in serata, prova qualche giocata, come Seedorf, ma le fiammate sono estemporanee e lo spettacolo ne risente. Nell’ultimo quarto d’ora proprio Seedorf si inserisce bene senza palla e sfrutta un assist di Pato per fare 4-1. Allegri regala al pubblico di San Siro poi l’emozionante ritorno in campo di Inzaghi, sei mesi dopo il brutto infortunio col Palermo, ma il bomber piacentino non riesce a lasciare (per una volta) la sua firma sul risultato. (Sportal)












