www.grnet.it – Roma, 27 apr – Ci risiamo. Con la decisione assunta dal governo italiano di procedere con i bombardamenti contro le installazioni militari libiche, si apre una nuova pagina di una vicenda di politica estera che francamente si trascina rasentando il ridicolo.
Quando iniziarono le prime avvisaglie di sommovimenti tra la popolazione libica per rovesciare Gheddafi, Berlusconi esordì affermando “Non chiamo Gheddafi per non disturbarlo”; poi quando la NATO decise di cominciare con i bombardamenti l’Italia si tirò fuori ritagliandosi un ruolo passivo – anche se importante – che portava La Russa a ripetere “noi non bombarderemo mai”; poi, dopo la visita di un importante senatore americano a Palazzo Chigi, il governo proclama: “bombardiamo anche noi”.

























