Nello Pergolizzi, Ivan Cantello e Giuseppe Melazzo (Consiglieri Comunali)
In merito a quanto riportato sugli Organi di informazione nei giorni scorsi, con riferimento alla possibile definizione dei rapporti tra A.T.O. 1 e Messinambiente, con il conseguente ripiano delle perdite iscritte in bilancio dalla Società d’ambito al 31 dicembre 2010, teniamo a evidenziare che la vicenda dei rapporti finanziari tra l’A.T.O. 3 e Messinambiente appare sostanzialmente diversa in quanto – ferme restando le procedure e le garanzie poste dall’art.19 della L.R. 8 aprile 2010, n.9 chiarite con la circolare 16 dicembre 2010, n.2 - la Regione potrà eventualmente farsi carico esclusivamente dei debiti che la società A.T.O. 3 ha contabilizzato nei confronti della Società Messinambiente e quindi, nei limiti di quanto iscritto nei bilanci di esercizio della società d’ambito. Ormai da tempo gli scriventi evidenziano notevoli discrasie tra i bilanci delle due Società, che tuttavia sono stati sempre incomprensibilmente approvati dal Socio Comune di Messina, senza che di ciò vi fosse una refluenza finanziaria nel bilancio del Comune stesso. Infatti, il Comune di Messina, nella qualità di Socio di entrambe le società, ha approvato per gli anni 2007 e 2008 i bilanci delle due società completamente disallineati, per svariati milioni di euro, relativamente ai rapporti di credito/debito intercorrenti tra le stesse.
Invero, in assenza di accordo fra i tre Enti, che in questi ultimi anni si sono ignorati a vicenda, Messinambiente, nonostante le regole della Contabilità pubblica che impongono l’esistenza della copertura finanziaria delle spese, ha per il 2007, il 2008, 2009 e per il 2010, assunto, per quanto è stato possibile evincere dai documenti contabili, obbligazioni per una cifra superiore rispetto a quella che il Comune di Messina ha imputato nei suoi bilanci e che ha trasferito alla Società ATO ME 3.
Infatti, nell’anno 2007, mentre la società ATO ME 3 s.p.a. contabilizza costi nei confronti della Messinambiente per servizi resi per circa 22 milioni di euro, quest’ultima contabilizza ricavi nei confronti dell’ATO per 28.807.070 euro. Questa differente contabilizzazione di costi/ricavi permette alle due società di chiudere l’esercizio con un utile di 347.298 per la Messinambiente, e con una perdita di euro 83.408 per la società ATO ME 3, non facendo emergere perdite per circa 7 milioni di euro che in caso contrario dovrebbero essere ripianate dal socio Comune di Messina.
A seguire nell’anno 2008, mentre la società ATO ME 3 s.p.a. contabilizza costi nei confronti della Messinambiente per servizi resi per circa 21 milioni di euro, questa ultima contabilizza ricavi nei confronti dell’ATO per 27.654.175 euro. Questa differente contabilizzazione di costi/ricavi permette alle due società di chiudere l’esercizio con un utile di 428.972 per la Messinambiente, e con una perdita di euro 62.035 per la società ATO ME 3, non facendo emergere perdite per circa 7 milioni di euro che in anche in questo caso dovevano essere ripianate dal socio Comune di Messina.
Ancora a seguire nell’anno 2009, mentre la società ATO ME 3 s.p.a. contabilizza costi nei confronti della Messinambiente per servizi resi per circa 24 milioni di euro, questa ultima contabilizza ricavi nei confronti dell’ATO per 27.133.666 di euro. Questa differente contabilizzazione di costi/ricavi permette alle due società di chiudere l’esercizio con una perdita di euro 2.221.472 per la Messinambiente, e con un utile di euro 27.821. per la società ATO ME 3, non facendo emergere perdite per circa 3 milioni di euro che in anche in questo caso dovevano essere ripianate dal socio Comune di Messina.
Dal canto suo il Sindaco Buzzanca, pur consapevole della incoerenza tra i bilanci delle due società partecipate, delega soggetti diversi a partecipare alle assemblee per l’approvazione dei bilanci non facendo emergere consistenti perdite.
Sembrerebbe che analoghe situazioni si siano verificate per l’anno 2010.
Si precisa che tali situazioni (differente modalità di fatturazione delle due società) sono chiaramente leggibili dalle relazioni di accompagnamento ai bilanci 2007-2008-2009 delle due società stesse.
Ferma restando la situazione al 2007 e proiettandola al 2010 la differenza di fatturazione tra le due società potrebbe arrivare a più di 25 milioni di euro.
Tralasciando ogni valutazione sulla legittimità degli atti posti in essere dal socio comune di Messina, il maggior credito, ripetiamo per svariati milioni di euro(circa 25 milioni), iscritto nei bilanci della società Messinambiente e non contabilizzato nei bilanci della società ATO ME 3 non si comprende come potrà essere, eventualmente, ripianato dalla Regione Siciliana, il tutto con potenziali conseguenze nefaste ed irreparabili, tanto per la sorte della società Messinambiente, quanto per gli equilibri di bilancio del comune di Messina.
Entro il 30 aprile 2011, così come previsto dalla nota della Ragioneria Generale della Regione Sicilia, prot. n. 24770 del 15 aprile 2011, tutti i liquidatori degli A.T.O. Siciliani dovranno procedere prioritariamente alla definizione della massa attiva e passiva con la relativa certificazione ed, inoltre, entro il 31 maggio 2011 sottoporre all’assemblea dei soci il bilancio d’esercizio chiuso al 31 dicembre 2010.
Sarebbe auspicabile che il Sindaco Buzzanca e l’Assessore al bilancio Miloro, piuttosto che fare proclami privi di seguito concreto, almeno per una volta ammettano la propria leggerezza nella gestione dell’intera vicenda ponendo in essere gli atti consequenziali ormai non più procrastinabili.












