Vertenza Messiambiente: dopo le direttive della Regione, al liquidatore dell’ATO3 Antonio Ruggeri non rimane altro che quantificare tutte le somme dovute alla Messianambiente
Adesso non ci sono più alibi ricapitalizzare subito la società per metterla in condizioni di poter operare.
Non possono esserci dubbi, le ultime note inviate dalla Regione manifestano il chiaro e inequivocabile intendimento di chiudere quanto prima con la triste stagione gestione degli ATO.
Una gestione malsana che provocato 1.400.000.000 euro di debiti. Così commentanoil contenuto della nota dall’Assessore all’Energia e ai pubblici servizi Marino inviata alla Messiambiente e il contenuto della nota, inviata del Ragionerie Generale dott. Vincenzo Emanuele ai liquidatori delle società d’ambito, il Segretario Generale della FPCGIL Clara Crocè e di Carmelo Pino Segretario del settore.
Con la prima nota, l’Assessorato regionale rassicura il gestore (in questo caso i soci della Nebrodi Ambiente) che i debiti dell’ATOME1 saranno pagati entro giugno 2011.
Mentre nella nota inviata dal Ragioniere Generale ,dopo la riunione che si è tenuta proprio a Palermo lo scorso venerdì, vengono elencati tutti gli adempimenti ai quali dovranno attenersi scrupolosamente, tutti i liquidatori degli ATO, ivi compreso Antonio Ruggeri, il liquidatore dell’ATO 3.
Il Ragioniere Generale specifica che l’attività dei liquidatori dev’essere prioritariamente indirizzata alla definizione della massa attiva e passiva entro il termine di 15 giorni. In buona sostanza – commentano Crocé e Pino – gli ATO hanno 15 giorni di tempo per redigere i bilanci e definire i debiti certi. La Regione provvederà a finanziare i debiti praticando dei tassi molto agevolati che i Comuni, ripagheranno per le proprie competenze nell’arco temporale di 15 anni.
A questo punto chiediamo all’ATO 3 di Messina e, quindi al Comune di Messina, di conoscere i motivi per i quali non si adottare tutti i provvedimenti necessari per il riconoscimento di tutti i crediti vantati dalla Messiambiente, per chiedere il finanziamento alla Regione?
Perché il Comune di Messina proprietario della Messiambiente non richiede le somme dovute all’ATO 3 ? Si ha la spiacevole sensazione – commentano Crocè e Pino – che si stiano adottando gli per affossare il bilancio della spa comunale, e lasciare così in equilibrio il bilancio dell’ATO 3. Quali interessi ci sono dietro questa pantomima?
Se la Messiambiente dovesse essere posta in liquidazione cotta, il Comune di Messina non sarà chiamato a ripianare i debiti nella qualità azionista unico della partecipata? Non si corre il rischio rischio di incappare nel dissesto finanziario?
Continuiamo a chiedere, senza risposta, i motivi per i quali:
!) l’ATOME3 non riconosce tutti i crediti vantati dalla Messiambiente per i servizi svolti: 25.000.000 di euro, il valore dell’ attuale contenzioso, oltre 8.000.000 di euro maturate dopo l avvio del contenzioso. Somme non versate dall’ATOME3 con la scusa delle contestazioni.
2) l’ATOME3 invece di erogare 2.400.000 euro mensili come da convenzione, continua a erogare 1.850.000 facendo svolgere alla Messiambiente tutti i servizi? Somme del tutto insufficienti per poter svolgere un servizio adeguato.
Il Sindaco di Messina deve rispettare gli impegni assunti con le OO.SS. ricapitalizzando la Messiambiente, con il trasferimento degli impianti – continua Crocè – dopo quattro anni che si discute del trasferimento degli impianti, proprio ieri, si sono inventati la scusa che la procedura è troppo lunga. Chiediamo continuano Crocè e Pino:
1) la sottoscrizione di un impegno dal parte dell’ATO 3 del riconoscimento mensile delle somme dovute alla Messiambiente .
2) Avvio delle procedure per la realizzazione di un impianto di compostaggio;
3) l’avvio immediato della raccolta differenziata, porta a porta. Del resto l’ATO ME 1 ha raggiunto ormai il 70% della raccolta differenziata.
4) adozione di tutti gli atti per in sicurezza la Messiambiente che ricordiamo, pur con tutti i limiti è una società a partecipazione pubblica per consentire alla stessa di poter continuare ad operare dopo la costituzione di SRR.
Le soluzioni ci sono perché non portarle avanti? Perché ostinarsi a bandire bandi di gara pche avranno la durata di sei mesi? Come hanno sottolineato dai vertici dell’Assessorato, nel corso dell’incontro con i liquidatori, lo scorso venerdì, i bandi non possono avere durata oltre il 31 dicembre 2011. Perché non attendere gli esiti del referendum in merito all’abrogazione dell’art. 23 bis, contro la privatizzazione selvaggia di tutti i servizi pubblici, acqua, rifiuti, trasporti?
Il Sindaco ha l’obbligo di fare chiarezza.












