e consorte del comandante CC Tomasone. La sua società lavora a fianco di Balducci & co, dalla maddalena alle caserme.
C’è anche l`abitazione di uno dei più influenti ufficiali dell`Arma dei carabinieri, nella lista dell`imprenditore Diego Anemone, sulla quale indagano i finanzieri per conto della Procura della Repubblica di Perugia, che dovrà processare la “cricca” dei grandi eventi.
Assieme alle abitazioni dei capi della Polizia Antonio Manganelli e dei servizi segreti Gianni De Gennaro, al n.58 della lista dell`anno 2004, spunta un indirizzo: piazza Cola di Rienzo. E un nome: Pingitore. Si tratta di Donatella Pingitore, figlia del noto Pier-francesco, autore del “Bagaglino”, il celeberrimo varietà televisivo che per vent`anni si è basato sul mix tra imitazioni dei politici e balletti di scosciatissime show girl. Fin qui, nulla di strano. Se non fosse che Donatella Pingitore dal 1981 è sposata col generale dei Carabinieri Vittorio Tomasone, ex capo dell`Arma a Roma, recentemente trasferito al comando regionale dell`Emilia Romagna. Irpino, classe 1955, si fa notare negli anni Ottanta, quando occupa il ruolo di responsabile del Nucleo investigativo di Napoli, proprio nell`era dell`abbuffata post terremoto Irpino. Compito che Tomasone svolge con particolare dedizione, anche a costo di mettersi contro i pezzi da novanta della Dc partenopea, compreso Paolo Cirino Pomicino, che secondo alcune testimonianze avrebbe premuto per un suo trasferimento.
Contemporaneamente, a quanto risulta da alcune vecchie informative dei Ros di Napoli, datate 1993, la moglie, geologa, muove i primi passi da imprenditrice. `fra il 1990 e il 1993 risulta consulente perla Soprintendenza per i beni ambientali e architettonici di Napoli e Provincia, e partecipa ad alcune società (Eidos srl, Metis srl, Tetractis srl) che si muovono nel sottobosco degli appalti pubblici. Le indagini su di lei, suscitate da un dossier raccolto dall`allora presidente della Confapi (Confederazione italiana piccola e media industria) Renato D`Andria, vengono presto archiviate dai magistrati. D`Andria risulterà poi implicato nell`affaire Telekom Serbia in stretta relazione con settori dei servizi segreti e finirà in carcere nel 2009 per associazione per delinquere, frode fiscale, truffa ai danni di una banca. La vicenda si chiude senza clamore. La brillante carriera di Tomasone non viene scalfita.
Vent`anni dopo, pero, l`apparizione della signora Pingitore nella lista Anemone getta nuove nubi sul militare. Donatella Pingitore si è intanto affermata nel campo imprenditoriale. Ha fondato insieme con il vecchio socio Augusto De Meo una società, la C.m.g. testing, iscritta al registo delle imprese di Avellino, e con una sede importante anche nella capitale, in via Tito Livio. L`impresa va bene, molto bene. Ha un giro d`affari da un milione di euro. E negli anni ha potuto vantare commesse importanti. Donatella Pingitore, che è stata anche componente dell`Ordine nazionale dei geologi, ha lavorato in numerose opere pubbliche, dall`Alta velocità ferroviaria assieme a colossi del calabro di Vianini (Caltagirone) e Condotte d`acqua, alla Snam rete gas (Eni), passando per Anas e Autostrade spa. Ciò che salta all`occhio, però, è che molte delle commesse della C.m.g. testing siano riconducibili all`appaltopoli svelata nel febbraio 2010 con gli arresti di Nella lista Anemone il nome di Donatella Pingitore, figlia dell`autore del “Bagaglino” e consorte del comandante Tomasone. La sua società lavora a fianco di Balducci & co, dalla Maddalena alle caserme -”tpk kusrt.accw La Maddalena, .avori per il G8 *** Angelo Balducci, Diego Anemone e dei loro aiutanti della “cricca della Ferratella”. Molti lavori assegnati alla Pingitore provengono infatti dal Provveditorato delle opere pubbliche di Lazio, Abruzzo e Sardegna, diretto in passato dallo stesso Balducci, nel quale lavorava un altro inquisito nello scandalo Fabio De Santis, e in seguito guidato da Claudio Rinaldi, anch`esso finito sotto la scure dei magistrati in quanto ex commissario straordinario ai mondiali di nuoto di Roma. La C.m.g. testing risulta tra le imprese che hanno lavorato per il “grande evento” della presidenza italiana del G8 della Maddalena, gestito tramite le ordinanze della Protezione civile da Guido Bertolaso. In particolare, la società di Pingitore ha svolto una «consulenza geologica e geotecnica per i lavori di realizzazione di tutte le opere infrastrutturali e la sistemazione e adeguamento della portualità», «attività di supporto al direttore dei lavori», «indagini geognostiche, geofisiche, georadar, rilievi batimetrici, rilievo della verticale di banchina me- Ma il regolamento dei Carabinieri vieta le incompatibilità ambientali II generale Vittorio Tomasone P”ierfrancesco Pingitore al Bagaglino s diante Rov, prove non distruttive sugli edifici». Secondo la relazione presentata in Parlamento dall`ex capo della Protezione civile Guido Bertolaso sulle attività di bonifica dell`Isola della Maddalena (per anni gravata da un`inquinante servitù militare), «le indagini di caratterizzazione della cassa di colmata sono state condotte dalla C.m.g. testing per il campionamento e dai laboratori Sgs di Cagliari per la determinazione delle analisi chimiche».
Secondo i rilevamenti divulgati da Fabrizio Gatti su L`espresso, però, i fondali del porto conterrebbero ancora pericolosissime quantità di veleni e materiali inquinanti. Ma la signora Pingitore non si è fermata alla Maddalena. Insieme alla Giafi di Valerio Carducci (impresa finita anch`essa nell`inchiesta del 2010) ha lavorato alla costruzione della nuova questura di Sassari. Ha svolto una «consulenza geologica e geotecnica per i lavori di costruzione dei nuovi istituti penitenziari» di Sassari (eseguiti dalle imprese di Anemone) e di Tempio Pausania (eseguiti dalla Giafi). Ancora, la C.m.g. testing ha lavorato per il “grande evento” dei mondiali di Roma, in particolare ha svolto sondaggi e prove di laboratorio per la Città dello sport di Tor Vergata.. Troviamo la signora Pingitore anche nei cantieri delle new town aquilane, per il quale la geologa ha svolto «prove di carico e prelievo campioni di calcestruzzo e acciaio». La società di Pingi-tore risulta nell`elenco dei consulenti e collaboratori esterni del ministero delle Infrastrutture e trasporti, con una prestazione occasionale iniziata il 21 aprile 2008 e pagata 178.754 euro. Con il ministero guidato da Matteoli, in particolare col Provveditorato per le opere pubbliche del Lazio, la società di Pingitore ha svolto, insieme con l` ing. Fabio De Santis, «prospezioni georadr gpr con sistema multifrequenza per la detenzione e la mappatura dei sottoservizi e di eventuali anomalie presenti nel sottosuolo del piazzale antistante la palazzina “ex fap” nel complesso del Viminale a Roma». E ancora, lavori e indagini per l`Istituto sovrintendenti della Polizia di Stato di Nettuno, per il deposito del Consiglio di Stato, per la Presidenza della Repubblica, in particolare la Tenuta diCastelporziano, per la Città giudiziaria di Latina. Perfino per i Carabinieri, comandati nella capitale dal generale Tomasone: la C.m.g. testing ha svolto «indagini geognostiche per la realizzazione di un parcheggio interrato nella caserma dei Carabinieri Podgoradi Roma». Tutte opere caratterizzate dalla segretezza e dalla deroga a procedure a evidenza pubblica. Secondo il Codice degli appalti, infatti, «le opere, i servizi e le forniture destinati ad attività della Banca d`Italia, delle Forze armate o dei corpi di Polizia per la difesa della Nazione (…) nei casi in cui sono richieste misure speciali di sicurezza o di segretezza in conformità a disposizioni legislative, regolamentari e amministrative vigenti o quando lo esiga la protezione degli interessi essenziali della sicurezza dello Stato, possono essere eseguiti in deroga alle disposizioni relative alla pubblicità delle procedure di affidamento dei contratti pubblici». Impossibile dunque sapere a quanto ammontino esattamente gli appalti assegnati alla moglie del generale. Si può invece facilmente intuire che il ruolo nell`Arma di Tomasone e quello imprenditoriale della moglie sono un evidente caso di «incompatibilità ambientale». Secondo l`articolo 393 del Regolamento generale dei Carabinieri, «un militare dell`Arma non può prestare servizio nelle sedi in cui sussistono obiettive situazioni di incompatibilità ambientale». «La norma – spiega il comandante generale dell`Arma Gianfrancesco Siazzu in una missiva del 2008 diretta al Cocer dei Carabinieri – svolge una funzione di tutela del personale, garantendo la necessaria serenità ed evitando che la sussistenza di legami familiari possa ingenerare nella popolazione sospetti e riserve». Col trasferimento da Roma alla tranquilla Bologna, Tomasone supera certo ogni riserva. Ma sul passato nella “popolazione” qualche sospetto può pure essere sorto.













