
Dibattito su democrazia e legalità alla festa di SEL. Da sinistra: Federico Martino, Antonio Strangi, Manuela Modica, Marcello Minasi, Antonio Saitta, Rosario Patti, Salvatore Chiofalo.
di Francesco Mucciardi
La seconda giornata della festa cittadina di SEL, a Messina, nella locale ‘Villa Mazzini’, ha visto svolgersi un interessante e partecipato dibattito dal titolo “Democrazia, Moralità e Legalità”. Ad esso hanno dato vita il magistrato Marcello Minasi, il docente universitario ed ex candidato a sindaco dal centrosinistra messinese Antonio Saitta, il presidente della Camera Penale di Messina Antonio Strangi, il docente universitario e membro del Consiglio scientifico dell’Associazione “Marx XXI” Federico Martino, il coordinatore provinciale di SEL Salvatore Chiofalo e il rappresentante della Lega delle Autonomie Locali Rosario Ansaldo Patti.
Coordinato dalla giornalista Manuela Modica, il dibattito ha preso spunto dal nuovo libro del poeta Filippo Faillaci “Il sangue della zia decra”, in cui, scomponendo ironicamente la parola democrazia in emo (dal greco sangue), zia e decra, denuncia lo stato comatoso in cui verte la democrazia italiana, che, sempre più attaccata nei suoi principi di base, perde sangue.
Tutti gli appassionati interventi hanno sottolineato, partendo dalla situazione locale, la discrepanza tra la Costituzione formale e quella materiale, il fatto che non sia mai stata pienamente applicata dal dopoguerra ad oggi e che questo, di conseguenza, abbia limitato fortemente le libertà dei cittadini e la possibilità di realizzare una società più giusta.
Ansaldo Patti, in particolare, si è soffermato sulla situazione vergognosa in cui si trova la realizzazione della metropolitana del mare, inutilizzata per le tariffe troppo
alte e per la quale non si trovano più i fondi necessari (5 miliardi di euro), ed ha biasimato anche il comportamento delle amministrazioni locali che in merito non si impegnano neanche a ricevere l’associazione dei pendolari dello Stretto.
Federico Martino ha voluto sottolineare, invece, come l’attacco portato alla Costituzione da Berlusconi e soci è in realtà un attacco da parte di tutto il sistema capitalista, e che quindi solo cambiando questo sistema si potrà davvero difendere la democrazia in Italia.
Antonio Saitta ha ricordato la sua esperienza di candidato a sindaco del capoluogo peloritano nel 2003 e tutte le difficoltà incontrate in quella campagna elettorale, che è risultata molto difficile per il centrosinistra nei villaggi periferici della città, dove il deficit di democrazia si fa sentire più forte per la mancanza di diritti basilari.
Antonio Strangi ha invitato il Ministro della Giustizia Alfano ad occuparsi soprattutto degli organici dei tribunali, che vanno aumentati, e dell’eccessiva lunghezza dei processi, vere cause queste, per lui, della mancanza di certezza della pena.
Marcello Minasi ha poi letto alcune poesie sulla democrazia tratte dal libro di Faillaci ed ha fortemente criticato l’attuale compravendita di parlamentari attuata dal Presidente del Consiglio, che svilisce ancor di più il ruolo del Parlamento, ormai morente, ed ha stigmatizzato le deportazioni dei rom attuate dalla Francia e annunciate come imminenti anche dal Ministro degli Interni Maroni in Italia. Al magistrato ricordano l’inizio del fascimo e del nazismo.
La discussione è proseguita con gli interventi del pubblico: semplici cittadini, lavoratori precari, sindacalisti, membri del comitato “Salviamo il Piemonte”, che hanno tutti ribadito la mancanza di futuro, diritti e giustizia sociale in cui si trovano Messina e l’Italia tutta.
Ha chiuso il dibattito Salvatore Chiofalo, che ha voluto descrivere l’impegno originale di “Sinistra Ecologia e Libertà” per Messina e Provincia, impegno profuso per dare speranza alle nuove generazioni, per la difesa dei diritti, per la costruzione di una società più giusta e contro la realizzazione del Ponte.












