Molti cittadini delle zone alluvionate di Scaletta Zanclea e comuni limitrofi pensavano che, dopo i traumi materiali e psicologici subiti per la calamità naturale del 1 ottobre 2009, sarebbero stati tutelati dalle autorità preposte alla sicurezza e alla salute dei cittadini. Non è stato così! Dalle polveri sottili dei camion che trasportavano inerti probabilmente di demolizioni di manufatti limitrofi i torrenti, agli scarichi sulla spiaggia di materiale non compatibile con l’ambiente (anche amianto), il calvario è continuato.












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