Picchiano nonna di 89 anni per posto auto: arrestati tre nipoti nel Catanese

Picchiano la nonna, di 89 anni, colpendola con bastonate, calci e pugni, per l’uso di un posto auto, procurandole lesioni e fratture. Protagonisti della vicenda, avvenuta a Palagonia, nel Catanese, tre nipoti ventenni della donna che sono stati arrestati dai carabinieri. L’anziana è stata soccorsa e ricoverata nell’ospedale di Militello in Val di Catania, con una prognosi di 40 giorni. (Ansa 6 luglio)

Manovra governo, Sale tensione: domani riunioni di Comuni e Regioni

Sedute straordinarie domani dell’Anci e della Conferenza delle Regioni. Il Presidente della Associazione dei Comuni Italiani, Sergio Chiamparino, ha convocato una riunione straordinaria dell’Ufficio di Presidenza che si terrà domani alle 11. All’ordine del giorno, “l’esame della manovra finanziaria ed i rapporti con il Governo”.

Un’ora dopo, alle 12, il presidente Vasco Errani ha convocato una seduta straordinaria della Conferenza delle Regioni. All’ordine del giorno “le iniziative da assumere” in merito alla manovra.
(Apcom, 6 luglio)

Pdci: “Vanno in fumo 250 milioni di euro per il rimboschimento”

“La città e la provincia di Messina, colpite dalla tragica alluvione e affamate di lavoro, rischiano di perdere finanziamenti per il rimboschimento a causa delle inadempienze della Provincia Regionale e dei comuni interessati”. Lo dice il segretario provinciale del Pdci, Antonio Bertuccelli, in merito alla mancata presentazione da parte dei comuni e della Provincia dei progetti per accedere ai fondi regionali per il rimboschimento. “Sarebbe interessante capire come e cosa programmano gli amministratori locali affinchè il tragico evento non si ripeta più.

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Mafia, le mani delle cosche sui cantieri edili di Palermo

Le mani di Cosa nostra sui cantieri edili di Palermo: milioni di euro riciclati o reinvestiti nel mercato delle costruzioni, in residence, complessi alberghieri, i cui proventi venivano intascati dalla mafia. In manette questa mattina, con l’accusa di trasferimento fraudolento di valori e reimpiego di denaro di provenienza illecita, aggravati dalla finalità di agevolare Cosa nostra, tre persone: due imprenditori (Domenico Licalsi e Carlo Fasetti) e un pregiudicato legato alla mafia (Giacomo Vaccaro). L’operazione, chiamata ‘Cantieri’, effettuata dalla Guardia di Finanza, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia della Procura, nasce dagli sviluppi delle indagini che la Dda conduce da tempo sui nuovi vertici del mandamento mafioso di Tommaso Natale, feudo storico del boss Salvo Lo Piccolo. I magistrati hanno ora fatto luce su come Cosa nostra cerchi di legittimare i proventi delle attività illeciti, rinvestendoli in quelli che sono considerati da sempre i settori economici più redditizi: l’immobiliare.Dalle indagini è infatti emerso che la cifra investita inizialmente dalle famiglie di Tommaso Natale e Brancaccio è stata di circa 1 milione di euro, ufficialmente riconducibile ai due imprenditori finiti in manette Fasetti e Licalsi, con l’accusa di fittizia intestazione di beni e riciclaggio di denaro di provenienza illecita. Il tramite fra l’organizzazione e i costruttori era Giacomo Vaccaro, pregiudicato in organico alla cosca di Brancaccio.

Per la tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini di Scaletta Zanclea e della riviera jonica messinese

Scaletta Marina e sullo sfondo Scaletta Zanclea (C)NuovoSoldo
Scaletta Marina e sullo sfondo Scaletta Zanclea (C)NuovoSoldo

Molti cittadini delle zone alluvionate di Scaletta Zanclea e comuni limitrofi pensavano che, dopo i traumi materiali e psicologici subiti per la calamità naturale del 1 ottobre 2009, sarebbero stati tutelati dalle autorità preposte alla sicurezza e alla salute dei cittadini. Purtroppo non è stato così! Dalle polveri sottili dei camion che trasportavano inerti probabilmente di demolizioni di manufatti limitrofi i torrenti, agli scarichi sulla spiaggia di materiale non compatibile con l’ambiente (anche amianto), il calvario è continuato. Pensavamo che l’intervento del Capo del Genio Civile, ingegnere Gaetano Sciacca,  che conferma la presenza di amianto sulla spiaggia di Scaletta Zanclea  nell’intervista rilasciata al settimanale Centonove del 14 maggio 2010, avrebbe spinto le autorità competenti ad un controllo e ad una recinzione immediata( e successivo  deposito nelle apposite discariche) del materiale non compatibile con l’ambiente (documentato anche nelle nostre foto). L’attesa è stata vana: I cittadini continuano ad imparare sulla propria pelle che bisogna muoversi dal basso senza delegare nessuno. Cosi si è sviluppato un movimento spontaneo che ha portato un gruppo di cittadini (assistiti dallo studio dell’avv. Carmelo Picciotto), sostenuti dal locale Comitato NO FRANE della riviera jonica messinese, a cui hanno dato il loro sostegno associazioni, comitati e soggetti politici liberi da ogni condizionamento, a presentare un esposto alla Procura della Repubblica di Messina nella speranza che GIUSTIZIA VENGA FATTA!

E che i cittadini della zone alluvionate possano riprendere a ricostruire il proprio territorio e la propria vita senza subire ulteriori umiliazioni e prepotenze!

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