La situazione logistica ed ambientale della Provincia di Messina e, in particolare della Valle del Mela o al confine tra Milazzo e Barcellona, impone una riflessione sulla paventata realizzazione di un aeroporto in una zona già fin troppo martoriata da industrie, sovrabbondanti parchi commerciali ed inutili infrastrutture. A livello nazionale (ENAC) c’è il progetto di ridurre e/o specializzare gli aeroporti per una maggiore economia di scala, ovviamente per puntare al risparmio, sottolineando l’evidenza di infruttuose competizioni concorrenziali di compagnie aeree. Il nucleo del problema è la “gestione pubblica” che mischia gli interessi politici con gli interessi delle società aeroportuali, con il risultato che il vero scopo della istituzione di nuovi aeroporti ed il mantenimento dei vecchi è quello non di razionalizzare ma di “privatizzare con finanziamenti pubblici”! In Sicilia non serve una siffatta politica degli sprechi ed occorre un invito alla maggiore parsimonia delle risorse pubbliche e, soprattutto, l’uscita della politica dalla gestione diretta delle imprese. L’aeroporto del Mela non può raggiungere l’eventuale “limite di profittabilità” ed il problema degli aiuti allo sviluppo, che ne conseguirebbe, sarebbe nefasto per l’economia siciliana. Gli aiuti regionali sono illegali ed uno scalo in provincia di Messina si profila come utile solo per soddisfare la “politica locale”, senza un vero piano di business.













